Archive for the ‘Salute’ Category

È possibile diventare ipercoscienti? Amanda Castello ne parla con il dottor Jean Jacques Charbonier

martedì, ottobre 1st, 2019

Locandina IT from BIT 3 Ottobre

Amanda Castello intervista Jean Jacques Charbonier in anteprima in vista della trasmissione radiofonica IT from BIT dal titolo “Dalla fisica quantistica alla percezione extrasensoriale sotto ipnosi: diventare ipercoscienti sotto ipnosi” che andrà in onda su Radio Sound giovedì 3 ottobre alle 20.30. Questa puntata è realizzata grazie alla collaborazione tra Radio Sound, Spazio Tesla e l’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. ODV

Il dottor Jean Jacques Charbonier è celebre in tutto il mondo in quanto è tra i più grandi specialisti in tema di NDE Near Death Expérience o EMP Esperienze di Morte Provvisoria. Come uomo e come scienziato, ha dedicato la sua vita ad uno dei più grandi misteri della nostra esistenza: “come può la coscienza manifestarsi fuori dal corpo?”. Le sue ricerche si basano sulle sue esperienze di medico. Come afferma lui stesso “mi occupo da più di trent’anni di persone in stato di morte imminente, di persone in stato di coma che, dal limbo di una dimensione sconosciuta, riescono a volte a tornare alla vita dopo aver attraversato le esperienze sconvolgente.”

Il dottor Jean-Jacques Charbonier è già conosciuto a Piacenza. Nel maggio scorso il dr. Charbonier è stato protagonista di una puntata di IT from BIT dedicata al tema della NDE che ha riscontrato un enorme successo sia in Italia che in Francia. Inoltre, nel giugno 2017, è stato l’invitato speciale dell’Associazione A.R.T. e di Spazio Tesla nel congresso che si è tenuto al Castello di Zena dal titolo “La coscienza intuitiva extraneuronale”.

Sulla tematica della coscienza intuitiva extra neuronale Jean-Jacques Charbonier è un precursore. E’ tra i pionieri, in Francia sicuramente ma anche in Europa e nel mondo, che nel campo della medicina e della fisica quantistica si interessano alla tematica della coscienza.

Jean-Jacques Charbonier è rianimatore anestesista a Toulouse e lavora da più di 20 anni sulle esperienze di morte provvisorie. Al contempo lui lavora più in particolare sulla coscienza e su quello che succede dopo la morte.

La trasmissione vedrà protagonisti il dr. Jean-Jacques Charbonier da Tolosa e lo staff di IT from Bit da Piacenza, nella sede di Radio Sound. IT from BIT sarà trasmessa in diretta e ci sarà una possibilità di riascoltarla in differita per chi non la potrà seguire live.

La trasmissione sarà realizzata con la traduzione simultanea di Amanda Castello, quindi sia in francese che italiano.

Come seguire la trasmissione

Giovedì 3 ottobre alle 20.30 sarà possibile seguire la diretta su Radio Sound.

Per ascoltare Radio Sound in Fm 95.0 – 94.6 

su www.radiosound95.it 

Scaricando l’app gratuita “RadioSound95”

Diretta Audio: http://www.radiosound95.it/ascolta/

 

Su Facebook sarà possibile seguire la diretta video sulle seguenti pagine:

A.R.T. Cure Palliative – Amanda Castello – Jean Jacques Charbonier Spazio Tesla, Radio Sound

Sulle stesse pagine, sarà possibile vederla anche successivamente.

 

Vuoi fare una domanda?  Vuoi partecipare alla diretta radio?
Invia un SMS o WhatsApp al 333 7575246 oppure scrivi una email a: info@radiosound95.it
(Le domande via mail saranno accolte entro le ore 19:30 del giorno di diretta. Sms o WhatsApp saranno visionati anche durante la diretta.)

 

20190920_190815

Amanda Castello intervista il Dr. Jean-Jacques Charbonier in anteprima

Il video dell’intervista in francese è visibile qui

Amanda Castello: Caro Dottor Charbonier, possiamo dire oramai che questa trasmissione lo scorso anno ha avuto un successo strepitoso, in Francia, in Italia, in Svizzera e in tantissimi altri paesi dove la radio e facebook riescono a far giungere il loro messaggio. Alla luce del successo e delle molte richieste, abbiamo programmato questa nuova puntata che trasmetteremo giovedì 3 ottobre. IT from BIT si svolge sempre di giovedì, ogni quindici giorni, ed è una trasmissione scientifica che propone riflessioni, approfondimenti e interviste sulla fisica e la medicina quantistica, ricevendo delle personalità del mondo scientifico, della ricerca, della medicina e della fisica quantistica.

In questo contesto l’anno scorso abbiamo parlato della coscienza intuitiva extra neuronale, di cui lei dottore è all’origine in quanto lo ha coniato, spiegato e divulgato, differenziando la conoscenza intuitiva extra neuronale dalla coscienza analitica cerebrale.

Per riprendere un po’ le fila del tema e presentare l’argomento che tratteremo giovedì 3 ottobre, vorrei partire dal titolo che abbiamo definito insieme: “Dalla fisica quantistica alla percezione extrasensoriale sotto ipnosi: diventare ipercoscienti sotto ipnosi”. Questo riprende il tema del suo ultimo libro che ha presentato in anteprima assoluta sabato 28 Settembre a Parigi, nel Gran Rex, in occasione del “Colloquio Internazionale Salute, Meditazione & Coscienza. Guarigione del corpo, guarigione dell’anima” che ha visto relatori i più importanti medici, scienziati, ricercatori e scrittori sui temi in oggetto. Vuole parlarci un po’ più in dettaglio di questa opera che si intitola: “Devenir Hyperconscient. Des capacités extraordinaires à la portée de tous “Diventare ipercoscienti. Capacità straordinarie alla portata di tutti”?

Dr. Jean-Jacques Charbonier: Dalle mie ricerche e dai miei lavori sulla coscienza intuitiva extraneuronale, sono giunto alla conclusione che siamo tutti capaci di avere queste percezione sensoriali a condizione di mettere in silenzio o di ridurre il volume della nostra coscienza analitica cerebrale. Quest’ultima ci avvelena la vita ma è allo stesso modo necessaria per poter orientarsi nel quotidiano ed essere capace di analizzare correttamente le cose e gli avvenimenti.

Quello che intendo dire è che se questa coscienza analitica cerebrale è troppo rumorosa e prende troppo spazio, allora non abbiamo più accesso a tutte queste percezioni extra sensoriali che ci rendono iper coscienti.

La tendenza fino ad oggi è stata pensare che l’iper coscienza poteva essere raggiunta tentando di attivare molti più neuroni perché il pensiero materialista sostiene che siamo in grado di utilizzare solo una minima parte del nostro cervello e quindi si poteva immaginare che contando su molti più neuroni avremmo potuto raggiungere una iper coscienza.

Ma di fatto questo paradigma è completamente falso perché è esattamente il contrario di quel che succede. Da alcuni lavori pubblicati sin dal 2001 sappiamo oggi che quando si rallenta questa attività cerebrale corticale e quando diventa nulla, come nel caso di un arresto cardiaco quando, nei 15 secondi successivi, l’attività cerebrale corticale diventa nulla, abbiamo accesso a questa iper coscienza. E’ proprio in quel momento che tutte abbiamo accesso a tutte quelle percezioni extra sensoriali come le percezioni medianiche, della coscienza universale, del futuro, del passato, delle nostre vite precedenti, delle regressioni, telepatiche e di visioni a distanza, ed anche, alcune volte, la capacità di entrare in contatto con altri mondi che potremmo definire extra terrestri.

Ci sono anche delle capacità di guarigione e questo è una scoperta abbastanza nuova; si verifica sempre di più durante delle sedute di ipnosi e succede sempre più frequentemente che delle persone dicono di essere state guarite dopo ad esempio aver vissuto una delle sedute TCH Trans Comunicazione Ipnotica e quindi si vede bene il parallelismo che noi possiamo fare con quello che succede durante un’esperienza dei morte provvisoria, una NDE, perché durante queste esperienze che si verificano anche delle guarigioni.

Per esempio nel caso molto conosciuto di Anita Moorjani che, in seguito ad un’esperienza di NDE è tornata guarita da un gravissimo Linfoma di Hodgkin al terzo grado, quindi grave e molto avanzato. Il tumore da cui era affetta, grande quanto un limone, a seguito della NDE era scomparso completamente.

Possiamo inoltre citare il caso del dottor Eben Alexander: il celebre neurochirurgo dopo aver vissuto un’esperienza di questo tipo è tornato completamente guarito da una meningite da Escherichia coli, inguaribile e letale, che ha solo il 2 per cento di possibilità di sopravvivenza e con conseguenze molto pesanti. Il dottor Ben Alexander invece è toranto completamente guarito e senza alcuna conseguenza. Peraltro il dr. Alexander, autore del best seller Milioni di Farfalle che narra proprio della sua esperienza, è stato tra i relatori del Simposio di Parigi.

Amanda Castello: Sperando che anche questo suo ultimo libro appena pubblicato in francese sarà rapidamente tradotto in italiano, possiamo ricordare che, dei 16 che lei ha scritto, due sono tradotti, al momento, in italiano. Il primo ad essere pubblicato in Italia lo ha presentato proprio in occasione del nostro Congresso del 2017 e si intitola la morte spiegata ai bambini.

Dr. Jean-Jacques Charbonier: e questo segue il libro di Amanda Castello “Padì e l’avventura della vita” perché siamo sulla stessa linea, nella stessa filosofia.

Amanda Castello: Il secondo è stato 7 buone ragioni per credere nell’aldilà. Entrambi i volumi sono pubblicati dall’editore Tecniche Nuove. Nella sua ultima fatica letteraria lei parla di Diventare iper coscienti lasciando intendere che questo sia alla portata di qualsiasi persona. Lei crede realmente che non sia necessario avere dei talenti, delle doti particolari, dei doni o, in generale, delle capacità specifiche per poter diventare iper coscienti? Cosa significa questo? Lei ci sta dicendo realmente che ognuno di noi, senza nessuna preparazione particolare, può essere in grado, oggi, di diventare ipercosciente?

Dr. Jean-Jacques Charbonier: Come per tutte le attitudini umane, sì ma con più o meno facilità. Siamo tutti ad esempio capace di tirare con un arco, ma ci sono alcuni che saranno più dotati di altri. E’ evidente che in questo caso le persone che praticano la medianità sono ad esempio molto più facilitate ad arrivare a conquistare questo piano della ipercoscienza rispetto a delle persone che non ne hanno l’abitudine o che non praticano, ad esempio, neanche la meditazione. Quindi è chiaro che in base al vissuto e alla vicinanza a certe pratiche, sia più o meno semplice.

Però io credo che sia comunque possibile per tutte le persone che vogliono impegnarsi in questo senso perché tutti possiamo potenzialmente raggiungere questa capacità. Siamo tutti capaci di riuscire se ci alleniamo, se lo facciamo più volte al giorno e a volte addirittura lo facciamo senza neanche rendercene conto. Vi spiego come varie volte, senza saperlo, vi troviate in uno stato di iper coscienza.

Per esempio quando voi vedete qualcuno che ha gli occhi fissi, che non si muove, che sembra “partito in un altro posto” e a volte questo è precisamente un modo per ricevere delle indicazioni e ed è un po’ un peccato vedere che spesso questa situazione è interrotta da persone che assistono e intervengono. È importante invece lasciarli stare perché sono in quel momento in uno stato di connessione ed è il momento in cui possano ricevere delle informazioni. Spesso di dice “Ma che cosa fai? Scendi dalle nuvole! Questo si dice spesso anche ai bambini perché succede ai bambini. Oppure anche nelle coppie a volte succede e uno dice all’altro “ma stai pensando a qualcosa e non me lo vuoi dire” ed è vero che non pensa a nulla ma è connesso e sta ricevendo informazioni. Purtroppo queste informazioni sono spesso spazzate via da quella che io chiamo la CAC cioè la Coscienza Analitica Cerebrale. Facciamo l’esempio della mattina al risveglio. Forse abbiamo dei pensieri, dei sogni e questi poi sono immediatamente eliminati, cancellati. Questo perché la nostra coscienza analitica cerebrale cancella tutte le informazioni che sono dissonanti, che suonano male, che non sono in armonia con il livello della nostra cognizione. E questo è un gran peccato perché è così che perdiamo tante informazioni che potrebbero esserci molto utili. Allora quando una persona è in questa situazione, se non tiene immediatamente traccia se non annota ad esempio su un pezzo di carta questi flash, queste informazioni, queste immagini che arrivano allora le perde poiché scompaiono di lì a poco. Quindi si torna nel nostro mondo cosciente e di nuovo siamo dentro l’analisi delle situazioni e delle cose e dimentichiamo quello che è successo prima, perché a volte questi flash durano soltanto qualche secondo e non di più.

Bisognerebbe imparare a prolungare questi istanti, come ad esempio giusto prima di addormentarsi, e fare lo sforzo tutte le sere, anche solo per un minuto, quando siamo in uno stato di iper coscienza, perché questo è il momento in cui siamo quindi collegati, e forse vediamo apparire dei visi o delle immagini o delle cose… immediatamente annotarli prima di addormentarsi.

Abituandosi a fare questo questo allenamento bisognerebbe, poco alla volta, prolungare un po’ di più con l’intenzione di riuscire ad entrare in uno stato di ipercoscienza. Devo dire che io ci provo e mi alleno tutte le sere prima di addormentarmi a resistere un pochettino al sonno per vedere se riesco a percepire delle immagini.

E poi naturalmente ci sono delle tecniche di meditazione in molti libri, testi ne parlano e ognuno può scegliere quello che gli sembra più utile e più consono. Nel mio ultimo libro do alcune piste perché sono quelle che secondo me sono per me è molto utili, ma ci sono tante altre persone che possono avere altre modalità di meditare e questo va bene. Io propongo, diciamo come in un libro di ricette di cucina, dei modi per mettersi in uno stato di ipercoscienza, quindi in un momento di possibilità di connettersi con la propria coscienza intuitiva extra neuronale.

Amanda Castello: Siamo quindi nello stesso filone di ricerca di cui lei è uno dei pionieri che è la ricerca sull’identità della coscienza. Oggi siamo sempre più numerosi, scienziati e ricercatori, che si interessano a questo filone. Io non sono una scienziata ma faccio parte di coloro che sono interessati e ricercano da molti anni al fine di riuscire a capire che cos’è la coscienza e riuscire anche a utilizzarla meglio. Mi rendo conto che oggi siamo sempre in di più ad essere convinti, e non per un atto di fede, ma poggiandoci sull’esperienza, sulla ricerca, su analisi diversi e su testimonianze che la coscienza non è assolutamente rinchiusa in una scatola cranica ma che è, in realtà, de localizzata e quindi si trova fuori da noi, in viaggio e, sicuramente, con la possibilità di spostarsi. Quindi quando lei parla oggi di iper coscienza credo che siamo direttamente sullo stesso filone di pensiero sul quale lei lavora da tantissimi anni.

Dr. Jean-Jacques Charbonier: Sì abbiamo l’impressione che, in fondo, il nostro cervello è tutto sommato un filtro riduttore di informazioni mentre il pensiero materialista crede che tutto si localizza a livello dei neuroni. Il pensiero materialista dice da secoli, che siamo una sorta di robot biologici, animati da pensieri biochimici e che la nostra coscienza è prodotta dal cervello, che sarebbe quindi la risultante di scambi biochimici tra neuroni e scambi elettrici. Se fosse soltanto questo vorrebbe dire che tutti i nostri pensieri e tutte le nostre fonti di informazione avrebbero solo quella come origine. Ma è troppo restrittivo e ci sono delle conoscenze che passano molto al di sopra di queste regole troppo strette che non riusciamo a capire perché a volte capita che siamo collegati insieme da intuizioni, a ispirazione che sono fuori dalla capacità di intendimento, di analisi con la base materialista. Perché dei ricercatori, degli scienziati arrivano allo stesso risultato, nello stesso momento, dicendo Eureka, su questa pianeta. Da dove vengono queste informazioni che sono scoperte nello stesso preciso istante? Non sono state originate e prodotte dal loro cervello. Perché questi grandi ricercatori e ne do alcuni esempi nel mio ultimo libro, sono stati simultaneamente sollecitati dalla stessa fonte di informazioni e quindi questo è un’informazione che si trova al di là della coscienza individuale.

Amanda Castello: Quindi questo possiamo anche riferirlo a quello che Jung chiamava inconscio collettivo oppure gli Annali dell’Akasha. Ci sono tante altre interpretazioni o titoli o nomi che noi possiamo dare a questi fenomeni.

Dr. Jean-Jacques Charbonier:  Sì certamente, potremo anche parlare di campi morfici o morfogenetici del professor Rupert Sheldrake e quindi io direi che è esattamente la stessa cosa per la coscienza universale. Quindi noi possiamo essere collegati a questa coscienza universale e naturalmente in funzione delle nostre attitudine, dei nostri gusti e della nostra personalità, saremo collegati a delle informazioni che appartengono a questo settore; possano essere, ad esempio, informazioni artistiche che quindi interessano i grandi artisti dell’umanità che qui possono anche produrre stesse opere senza che questo sia un plagio, ma soltanto un’informazione captata dalla propria coscienza alla coscienza universale. Pensiamo ai poeti, agli scrittori, agli scultori e ai pittori…

Amanda Castello: Nel titolo c’è la parola ipnosi, diventare iper cosciente sotto ipnosi, significa quindi che è necessario che le persone che vogliono diventare iper coscienti accettino o seguono il cammino dell’ipnosi, quindi facciano ipnosi? Allora cosa significa precisamente? Con chi e come è possibile fare questo tipo di pratica?

Dr. Jean-Jacques Charbonier: Di fatto questo è soltanto un metodo, uno strumento, perché in questa ipotesi il fatto di rallentare la propria attività analitica, quindi di rallentare la propria attività corticale cerebrale, ci permetterà di avere accesso a questa forma di conoscenza che io chiamo la CIE cioè la Coscienza Intuitiva Extraneuronale. In questa ipotesi, è normale che l’ipnosi che rallenta l’attività corticale cerebrale possa naturalmente facilitare l’accesso alla CIE, quindi alla coscienza intuitiva extraneuronale.

Questo è stato il mio postulato di partenza. Io dicevo che riuscendo a rallentare la coscienza analitica cerebrale potevamo avere accesso alla coscienza intuitiva extra neuronale. Questo era naturalmente sperimentale all’inizio della mia pratica, quindi quello che io cercavo quando ho cominciato in questo settore, era prima di tutto calmare in relazione alla morte, riuscire a dare alle persone una pacificazione del loro relazione spesso angosciata con la morte e la propria finitudine e anche, forse, avere dei contatti diretti come nelle esperienze della morte provvisoria NDE perché in queste esperienze di morte provvisorie ci sono dei contatti con i defunti che sono, quindi, molto rassicuranti.  Allora è vero oppure non è vero? Come possiamo rispondere? Perché sono tutti dei vissuti che sono soggettivi, ma il risultato è lì davanti a noi e questi vissuti soggettivi, comunque rassicurano le persone in relazione ai dolori del lutto e anche alle angosce sulla propria finitudine.

È chiaro che con questo si può capire quali sono le grande possibilità che offre questo tipo di approccio, senza voler fare nessun tipo di proselitismo, senza essere in nessun tipo di credenza religiosa o metafisica e senza neanche credere nell’Aldilà, ma è evidente che possiamo constatare che questi vissuti soggettivi calmano le persone nei dolori del lutto e quindi anche le angosce della morte e naturalmente ci sono tante possibilità nel campo delle cure palliative.

Amanda Castello: assolutamente lei mi trova perfettamente concorde. Ci fermiamo qui perché non vorremmo adesso svelare tutto e fare la conferenza completa! L’intenzione di questo nostra intervista, che ci auguriamo di aver assolto, era suscitare il vostro interesse e invitarvi quindi a seguirci giovedì 3 ottobre nella trasmissione radiofonica IT from BIT dal titolo “Dalla fisica quantistica alla percezione extrasensoriale sotto ipnosi: diventare ipercoscienti sotto ipnosi”

Diffondente la notizie, fate girare questo articolo e seguiteci!

Vi aspettiamo giovedì

Amanda Castello 

 

Anche l’A.R.T. sceglie di camminare!

venerdì, aprile 6th, 2018

camminata italiana progetto

Cos’è Camminata Italiana?

Parte ufficialmente sabato 7 Aprile 2018 da Firenze la maratona Camminata Italiana – Benessere, Africa e Diritti che si svolgerà lungo l’Italia per incontrare persone e guardare insieme al futuro, partendo dal benessere.

Lo splendido progetto di salute e solidarietà vede in prima fila il dr. Giovanni Malagutti, psicologo, criminologo e Presidente della Fondazione Malagutti, accompagnato da Associazioni, Enti, realtà locali e singole persone che vorranno unirsi a lui lungo un percorso che farà tappa in moltissime città italiane.

 

GIOVANNI mALAGUTTI camminata

Quali obiettivi si prefigge Camminata Italiana?

*Promuovere il benessere della persona, come incoraggiato dalle politiche europee in materia di salute favorendo la diffusione del concetto di attività fisica e sportiva quali strumenti fondamentali di crescita personale e collettiva.

**Riflettere sulle migrazioni dei popoli, specie quelli africani, in cerca di: risolvere povertà e conflitti; superare discriminazioni religiose e politiche; ottenere disponibilità economiche e l’accesso alle informazioni.

***Sollecitare il rispetto dei Diritti Umani e in particolare il diritto all’istruzione, fondamentale perché gli adulti possano sostenere una buona pedagogia rivolta ai soggetti con minore età.

 

Il progetto dettagliato è consultabile in formaato PDF a questo link

 

percorso camminata italiana

 

Qual è il percorso?

Il lungo cammino di 2.300 chilometri si snoderà lungo l’Italia. Sul sito www.camminataitaliana.it è possibile consultare la mappa interattiva e dettagliata. 

Tutti potranno unirsi al cammino, anche solo per brevi tratti del tragitto.

Il progetto oltre alla marcia prevede incontri di pubblica informazione in tante località.

La maratona partirà da Firenze sabato  7 aprile, dirigendosi poi verso Arezzo, Perugia, L’Aquila, Chieti, Vasto, Foggia, Trani, Bari, Matera, Policoro, Umbriatico, Catanzaro, Messina, Catania, Ravanusa, Palermo, Napoli, Aprilia, Roma, Viterbo, Siena, Pisa, Pistoia, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e, infine, Mantova.

 

 

Perchè l’Associazione A.R.T. onlus ha deciso di aderire come partner e partecipare attivamente alla maratona?

L’A.R.T. ha incontrato il dr. Giovanni Malagutti in qualità di Presidente della Fondazione Malagutti grazie alla dr.ssa Amanda Castello. La Fondatrice dell’Associazione ha tenuto un corso di formazione destinato a tutti gli educatori impegnati per la Fondazione all’interno della Comunità per minori “Il Giardino Fiorito” e della Casa Alloggio per persone affette dal virus HIV prive di riferimenti familiari e sociali.

Alla luce dei molti valori condivisi e di attività con numerosi punti d’incontro, l’A.R.T. e la Fondazione Malagutti hanno dato vita ad uno scambio di esperienze e ad una collaborazione preziosa su vari progetti: Il Concorso Intarnazionale di disegno Diritti a Colori, l‘International Children’s Rights Festival e il Progetto A.R.T. Padì Parole Discrete.

Quando il dr. Malagutti ha presentato il suo nuovo progetto di solidarietà e salute, il Comitato Direttivo A.R.T. ha deciso di aderire immediatamente e con grande entusiasmo.

 

scegli di camminare con noi

 

Cosa fa l’A.R.T.  e cosa puoi fare tu?

L’A.R.T. sarà a finaco di Giovanni Malagutti lungo tutto il percorso grazie alle interviste di Amanda Castello che si svolgeranno a seguito delle tappe principali della Maratona.

L’Associazione ha inoltre offerto diverse copie del suo libro “Ricordati che Devi Vivere” che saranno donate ad Hospice, Associazioni di volontariato, reparti ospedalieri e case di riposo  incontrate lungo il cammino.

Sarà inoltre in prima fila il giorno della partenza rappresentata dalla nostra Fondatrice che sarà presente a Firenze .

Anche tu puoi scegliere di camminare con noi! 

Acquista una pettorina o una maglietta grazie a una donazione. Il ricavato sosterrà il progetto “Avamposto 2007 BF” per i bambini del Burkina Faso.

 

L’A.R.T. in qualità di partner ha a disposizione pettorine e maglie che puoi prenotare via mail artlabagnata@gmail.com o telefonicamente lasciando un messaggio in segreteria con nome, cognome e recapito a questo numero: 0523 911418

 

Se sei distante dalla sede A.R.T. in provincia di Piacenza, puoi acquistare pettorine e magliette direttamente dal sito di Camminata Italiana e scegliere se ritirarle in occasione di una tappa o fartele spedire.

 

Scegli anche tu di camminare con Giovanni Malagutti, l’A.R.T. e tutte le amiche e gli amici che vorranno unirsi a questo splendido progetto di Solidarietà e Salute!

camminata italiana

 

 

Acqua e Coscienza: l’interazione che guarisce

giovedì, settembre 7th, 2017

Questo l’affascinante tema affrontato nel 5° Congresso di Fisica e Medicina Quantistica che si terrà a Piacenza il 14 e il 15 Ottobre.

Organizzato da Spazio Tesla, Associazione culturale con la quale l’A.R.T. collabora da anni, l’evento vedrà protagonisti ricercatori, medici, fisici e psicologi che si alterneranno come relatori nella prestigiosa location della Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni a Piacenza.

Locandina_V_Congresso_Fisica_e_Medicina_Quantistica_2017

 

Il programma completo

Ecco il programma delle due giornate del Convegno Acqua e Coscienza.

SABATO 14 Ottobre

08.00 – REGISTRAZIONE

08.30 Introduzione Alberto Negri, Presidente Spazio Tesla e dr.ssa Ornella Righi ref. Scientifico Spazio Tesla. Modera la sessione prof. Fabrizio Franchi

08.45 Dr.ssa Carmen di Muro e Prof. Luigi Maxmilian Caligiuri – Dinamica coerente dell’acqua, particelle superluminali, Coscienza ed Universi paralleli

09.30 Dr. Fausto Bellabona: Regolazione funzionale della MEC (matrice extracellulare) tessuto di confine tra uomo energetico e uomo strutturale

10.15 Dr. Vincenzo Miranda: Molecole, segnale LOW-DOSE, cellule, regolazione biologica e sistema immunitario, risultati della ricerca in oncologia

11.00 -11.15 Break

11.15 Prof Gioacchino Pagliaro: “Biofotoni e guarigione quantica”

12.00 Dr.ssa Giuliana Rapacioli: “l’organismo come sistema complesso cooperativo”

12.45 Chiusura sessione mattina

13.15-14.30 Pausa pranzo

14.30 Apertura sessione pomeridiana

14.45 Dialogo tra. prof. Piergiorgio Spaggiari e prof. Carlos Orozco

15.30 Dr. Massimo Citro «TFF Trasferimento frequenziale del farmaco»

16.15 Dr. Francesco Oliviero: Coscienza dell’Acqua informata (metodo AREPO)

17.00 – 17.15 Pausa

17.15 dr. Urbano Baldari, Principi di fisica quantistica applicati allo studio delle malattie: la medicina dell’informazione

18.00 Tavola rotonda

Moderatori: dr.ssa Ornella Righiprof. Fabrizio Franchi, ing. Andrea Gadducci, prof. Piergiorgio Spaggiari

 

DOMENICA 15 Ottobre

9.00 Introduzione Alberto Negri, Presidente Spazio Tesla e dr.ssa Ornella Righi ref. Scientifico Spazio Tesla Modera la sessione .dr.ssa Ornella Righi

09.15 dr. Alberto Ugo Caddeo La cellula come centro di entanglement informazionale: “dalla gravitazione quantomeccanica alla curvatura spaziotemporale”

10.00 dr. Alberto Lori: Il risveglio della COSCIENZA

10.45 dr. Roberto Maria Sassone: “La scienza della coscienza”

11,30 break

11.45 dr. Daniel Lumera: “ Il perdono che cura: il ponte perduto tra l’uomo e l’AMORE “

12.30 spazio domande e chiusura dei lavori a cura di Spazio Tesla

 

In entrambe le giornate sono previsti momenti di intrattenimento del pubblico con spettacoli di danza pertinenti ai temi trattati.

 

Chi sono le relatrici e i relatori del Convegno

Quantistica--V-congresso-2017-SPEAKERS-1-001

Quantistica--V-congresso-2017-SPEAKERS-1-002

Quantistica--V-congresso-2017-SPEAKERS-003

Informazioni e Iscrizioni

Tutti i contatti ai quali è possibile rivolgersi per informazioni e i link per l’approfondimento sono riportati in questo documento pdf.

E’ possibile riservare il prorpio posto al Congresso tramite Eventbrite a questa pagina.

L’equipe dell’A.R.T. sarà presente all’evento.
Ci vediamo il 14 e il 15 Ottobre 🙂

Cosa abbiamo combinato?!?

venerdì, settembre 23rd, 2016

Sappiamo che ve lo chiedete…
Ecco, allora, il post che risponderà dettagliatamente alla vostra domanda!

Perché noi volontari dell’A.R.T. dallo scorso anno ad oggi di cose ne abbiamo davvero “combinate” tante… e ve le raccontiamo tutte nel

 

Resoconto delle attività svolte dall’A.R.T.
dall’ultima Assemblea Generale
dell’13 Settembre 2015

 

che è stato elaborato per l’Assemblea Generale della nostra Associazione che si è svolta domenica scorsa, 18 Settembre, a Bettola.

 

Lo trovate di seguito, diviso per aree e progetti.

 

Aspettiamo i vostri commenti 🙂

Buona lettura!

 

aiuto-lutto-piacenza

Aiuto a chi affronta la malattia grave ed inguaribile

L’A.R.T. negli anni si è impegnata affinché le cure palliative diventassero una realtà a disposizione di tutti i malati che ne hanno bisogno. Y Tanti sono stati i risultati ottenuti in questo senso in diverse città italiane e le collaborazioni realizzate con il mondo delle cure palliative in Francia. Prosegue con costanza il lavoro di sostegno psicologico a persone o a gruppi famigliari che affrontano la malattia di un loro caro con un’attenzione particolare ai più giovani.

 

Supporto al lutto

Una parte importante del lavoro dell’A.R.T. è dedicato al supporto a persone, famiglie e gruppi che vivono la difficile esperienza del lutto. Non possiamo, per ovvie ragioni, elencare tutti gli interventi realizzati dallo scorso anno in questo ambito dai volontari A.R.T., in particolare dalla dr.ssa Amanda Castello, che da sempre mette a disposizione il suo professionale e competente sostegno in modo completamente gratuito. Grazie ai riscontri ricevuti, possiamo però affermare che i percorsi di supporto dell’A.R.T. hanno rappresentato un prezioso aiuto in molte situazioni davvero complesse e difficili. Abbiamo anche iniziato un lavoro di sostegno a persone che devono affrontare la morte di un animale di compagnia, elemento importante degli affetti in una vita.

libri-lutto

Divulgazione e formazione sui temi delle cure palliative e del supporto al lutto

 

*Un Alien chiamato Dottor Crabe

libri_cancro_storiavera

A giugno 2016 è uscito su Amazon, sia in versione cartacea che e-book, il nuovo libro della Fondatrice dell’A.R.T. “Un Alien chiamato Dottor Crabe”.

L’opera è stata pubblicata prima in Francia dove ha avuto un’ottima accoglienza, sia a livello di pubblico (vanta sulla pagina Amazon.fr già 27 commenti, tutti ottimi) che di media, varie interviste alla dr.ssa Castello sono state diffuse in radio, su blog, siti… ed è stato anche presentato al Salone del Libro di Parigi nel marzo scorso.

Il libro, in una versione ridotta, era stato pubblicato dalle edizioni Ponte Gobbo di Piacenza anni fa. Quello pubblicato era solo il primo racconto della versione attuale e vantava già la prefazione del Prof. Vittorio Ventafridda, ritenuto il padre delle cure palliative in Italia.

La nuova edizione, interamente rinnovata, si articola in tre parti e vanta, oltre a quella del Prof. Ventafridda, la prefazione della dr.ssa Chatal Catant, una dei fondatori del movimento delle cure palliative in Francia e membro dell’A.R.T., e la postfazione della dr.ssa Annie Babu, pioniera nella mediazione famigliare e autrice di numerose opere di successo sul diritto di famiglia e sul fine vita.

Ecco la sinossi dell’opera:

Una coppia profondamente unita. La loro terribile battaglia svela la forza dell’amore vero, l’efficacia delle medicine dolci, l’importanza di curare le vecchie ferite dell’anima per calmare quelle del corpo fisico.
Molti di noi vivono o hanno vissuto una delle prove più difficili dell’esistenza: l’accompagnamento di un essere caro nella battaglia per la vita. La parola cancro fa paura. Il cancro è vissuto come una condanna, una punizione, un’ingiustizia. La lotta appare impari. Ci si sente impotenti, traditi… E’ proprio in quei momenti, però, che si scopre in se stessi un’energia nuova, una capacità insospettabile di lottare, di vivere con intensità gli istanti magici che il destino ci offre.

“La lettera al Dottor Crabe” sconvolge con la sua intensità drammatica. Si assiste in diretta al combattimento al gigantesco combattimento.
Infine, l’autrice apre il suo cuore e condivide con il lettore un momento molto intimo, doloroso, a volte amaro ma pieno di speranza e di impegno solidale.

L’opera è disponibile presso l’A.R.T. (potete richiederla con dedica personalizzata dell’autrice) e online su Amazon a questa pagina

 

**A spasso con Padì… su Amazon!

Un importante traguardo raggiunto: il libro A spasso con Padì lungo il ciclo della vita di Amanda Castello è online su Amazon in versione e-book e cartacea, in italiano e francese, da marzo 2016.

Un grande risultato per l’opera che può così più facilmente raggiungere i bambini, le famiglie e gli educatori, in tutta Italia e nel mondo, che possono averne bisogno.

Il ricavato è interamente devoluto all’ A.R.T. e permette di realizzare altre opere destinate ad aiutare i ragazzi.

Lo trovate a questa pagina

Chiediamo il tuo aiuto!

– Se hai già letto il libro, vai alla pagina dedicata su Amazon (la trovi qui) e pubblica un commento. I commenti sono fondamentali per permettere a chi cerca di trovare Padì.

– Aiutaci a diffondere il libro e il suo messaggio attraverso presentazioni, incontri da organizzare in librerie, biblioteche, scuole, gruppi, parrocchie… Ogni proposta ed idea è benvenuta!

– Compila il questionario e aiutaci così a portare avanti questo importante progetto. Trovi il questionario a questa pagina e puoi compilarlo direttamente online in pochi minuti

 

***A.R.T. – PAGINA su Facebook

L’A.R.T. ha modificato il profilo in pagina, adeguandosi alle indicazioni date da Facebook e dando allo spazio social una configurazione più adatta ad una associazione. Contiamo ad oggi su 2063 FOLLOWERS e ogni post pubblicato ottiene un grande riscontro. Attraverso questo strumento, possiamo divulgare letture, iniziative, corsi, convegni, ecc. e portare avanti l’opera di sensibilizzazione culturale per cui A.R.T. nasce.

Suggerite ai vostri contatti su FB di diventare amici dell’A.R.T., ci aiuterete a potenziare la visibilità della nostra pagina.

 

****ART – spazio su Twitter

L’A.R.T. mantiene il suo profilo sul social network Twitter. È un altro canale molto utile per aggiornare in tempo reale sulle nostre iniziative e ci permette di essere in contatto anche con realtà fisicamente lontane da noi, come per esempio hospice inglesi o associazioni di cure palliative francesi.

 

*****ART – canale YouTube

L’A.R.T. ha realizzato in questi anni molti video sulle attività, conferenze, convegni, progetti realizzati… Il web e YouTube in particolare rappresentano uno spazio importante per diffondere questo enorme lavoro e renderlo disponibile a tutti coloro che ne possono beneficiare, siano lontani o vicini. Una grande occasione per portare i messaggi e, soprattutto, l’aiuto dell’A.R.T. a tutti coloro che ne hanno bisogno, nonché delle occasioni di formazione.

Sul canale YouTube dell’Associazione potete trovare tutti i video

Chiediamo il tuo aiuto!

Il sito, il blog e gli spazi su Twitter e su FB sono stati creati e ad oggi sono gestiti ed aggiornati grazie all’impegno costante di alcune volontarie A.R.T. Siamo sempre alla ricerca di altre persone disponibili a darci una mano per pubblicare su uno di questi spazi web. Organizzandosi, è possibile offrire questo volontariato da casa senza doversi recare alla sede A.R.T. ogni volta. Aspettiamo le tue proposte!

 

Collaborazioni

 

*Collaborazione con la Fondazione Malagutti per il Concorso “Diritti a Colori”

L’A.R.T. ha incontrato la Fondazione Malagutti e il suo Presidente, dr. Giovanni Malagutti, grazie alla dr.ssa Amanda Castello che ha tenuto un corso di formazione destinato a tutti gli educatori impegnati per la Fondazione all’interno della Comunità per minori “Il Giardino Fiorito” e della Casa Alloggio per persone affette dal virus HIV, prive di riferimenti familiari e sociali, ed è stata relatrice in diversi convegni, come all’interno dello stesso Festival.

Alla luce dei molti valori condivisi e di attività con numerosi punti d’incontro, l’A.R.T. e la Fondazione Malagutti hanno dato vita ad uno scambio di esperienze e ad una collaborazione preziosa.

Il riconoscimento del grande valore culturale e di sensibilizzazione sui temi legati alla difesa dei diritti dei più giovani, è all’origine del desiderio di sostenere attivamente l‘International Children’s Rights Festival, svoltosi a Mantova lo scorso anno. A quest’ultimo ha preso parte una delegazione dell’A.R.T. e la dr.ssa Castello è stata tra le relatrici.

La collaborazione prosegue anche per il 2016 all’interno XIV Concorso Internazionale di Disegno e Arti Figurative “Diritti a Colori”, rivolto ai bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 18 anni.

L’iniziativa nata nell’anno 2001 è giunta a coinvolgere, nelle ultime edizioni, una media di circa 10.000 bambini rappresentanti tutte le regioni italiane e 52 nazioni. Il materiale promozionale è stato realizzato in 8 lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, cinese, arabo) e, ogni anno, inviato ad oltre 7.000 contatti nel mondo: uffici scolastici, biblioteche, Comuni, ludoteche, associazioni, Enti Pubblici e privati.

I contenuti sono disponibili anche sul sito web www.dirittiacolori.it dove le informazioni, anche in lingua inglese e francese, illustrano le modalità di partecipazione e i risultati dell’iniziativa (rassegna stampa e galleria fotografica).

In occasione della nostra Giornata del 18 Settembre il Presidente, Dottor Malagutti, ha presentato il Concorso al quale l’A.R.T. collabora con entusiasmo.

 

 

**Collaborazione con Banda Larga e Spazio Tesla
in favore del Comitato “Di Nuovo Bettola”

L’Associazioni Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. si è impegnata a fianco di altre associazioni per la realizzazione di iniziative benefiche in collaborazione con il Comitato “Di Nuovo Bettola” e con il Comune per la raccolta fondi indirizzata in concreto alla risoluzione di un problema specifico causato dall’alluvione che ha colpito la Val Nure lo scorso settembre: la ricostruzione dell’area aggregativa, ricreativa e sportiva del lungo Nure distrutta dalla piena.

Tre le iniziative di solidarietà targate A.R.T.:

1. CONCERTO “OFFERTA MUSICALE” organizzato in collaborazione con l’associazione Banda Larga di Piacenza, che si è svolto Martedì 24 Novembre 2015 presso la Chiesa di San Giovanni a Bettola (PC).

Protagonisti un gruppo di musicisti legati a Piacenza e alle sue valli che hanno accettato di donare un momento riflessivo e di utilità concreta per ripensare alla tragedia che da poco ha sconvolto le comunità del nostro Appennino.

Artisti coinvolti:
CORO POLIFONICO FARNESIANO (Voci Giovanili e voci miste)
Direttore: Mario Pigazzini
SOLISTI: Anna Maria Chiuri (mezzo soprano), Maurizio Saletti (flauto), Gaetano Galli (oboe).
ENSEMBLE “BANDA LARGA”

2. Concerto “NOTE DI SOLIDARIETÀ”, organizzato con l’Associazione Culturale Spazio Tesla, svoltosi Domenica 13 Dicembre 2015 presso l’Auditorium della Fondazione Piacenza e Vigevano.

Anche in questa occasione la musica è stata la protagonista grazie alla partecipazione del Maestro Stefano Gueresi, pianista mantovano che ha già prestato la sua arte in diverse iniziative benefiche della nostra città e di Anna Chiara Farneti, cantante piacentina che ha aperto il concerto con la sua splendida voce. Il pomeriggio è stato condotto dalla presentatrice Laura Badiini.

 

3. ASTA BENEFICA DELL’OPERA “MELODIA” DEL MAESTRO GETTY BISAGNI.

In concomitanza con i concerti, l’A.R.T. ha dato il via all’asta benefica della magnifica opera del pittore bettolese di fama internazionale. L’autore ha infatti deciso di donare il quadro per la causa e dal nobile gesto l’A.R.T. ha ideato l’asta prestigiosa dall’intento benefico.

In occasione della Giornata A.R.T. del 18 Settembre, è stata consegna ufficialmente l’opera “Melodia”. L’A.R.T. ha ricevuto un’offerta di 1000 Euro con la quale il compratore si è aggiudicato il quadro. La persona, amica dell’A.R.T. e solidale con Bettola, è venuta per l’occasione da Parigi.

Tutto il ricavato degli eventi è interamente devoluto al Comitato “Di Nuovo Bettola” per la ricostruzione dell’area aggregativa, ricreativa e sportiva del lungo Nure distrutta dalla piena.

 

***Collaborazione con Spazio Tesla

Prosegue la fiorente collaborazione con l’Associazione Culturale Spazio Tesla che ha dato vita in questi anni ad importanti eventi, scientifici e culturali.

– Dall’ultima A.G. è stato realizzato, a Dicembre 2015, il convegno sul tema “presso il Centro Congressi Galileo. Trovate il video dell’evento suddiviso per singole relazione sul sito di Spazio Tesla a questa pagina: NDE 2015 – NEAR DEATH EXPERIENCE


L’interessante tematica ed in particolare il suo ruolo nel supporto a chi vive l’esperienza della malattia grave e inguaribile e del lutto, è tra i più recenti oggetti di ricerca e divulgazione dell’A.R.T.

La dottoressa Castello sta sviluppando da alcuni anni uno studio sul tema, collegandosi a quanto emerso dalle più recenti indagini ed esperienze francesi. L’argomento è stato oggetto della sua relazione al Convegno dal titolo: le N.D.E. COME STRUMENTO TERAPEUTICO.

– Il filone di ricerca e divulgazione sulle N.D.E. sarà sviluppato in un importante evento scientifico in programma a Piacenza per giugno 2017: un convegno che vedrà relatore il Dottor Jean-Jacques Charbonier, medico anestesista e rianimatore noto per i suoi studi e testimonianze sulla vita dopo la morte, le N.D.E. e l’esistenza di una coscienza indipendente dall’attività neuronale. Il programma, che è in fase di elaborazione da parte del direttivo A.R.T. e Spazio Tesla, prevede inoltre il coinvolgimento di alcuni importanti medici italiani che potranno apportare un contributo significativo alla riflessione sul tema.

– Tra gli eventi artistici, in occasione della XIV Giornata Mondiale del Suono di Guarigione, Domenica 14 Febbraio, si è tenuto presso il Centro Congressi Galileo il Concerto dello Spirit Gospel Choir. L’evento ha visto protagonista il Coro diretto da Andrea Zermani ed è stato organizzato da Anna Chiara Farneti e Spazio Tesla a beneficio dell’A.R.T.

Durante la serata ha preso la parola la nostra Fondatrice, Amanda Castello, che ha così avuto modo di presentare il lavoro dell’A.R.T. al numeroso pubblico intervenuto.

 

Fundraising

 

*Il 5 per 1000

Dal 5 per 1000 2013, versato nel maggio 2015, l’A.R.T. ha ricevuto 700 euro.
Continuiamo pertanto ad iscrivere l’A.R.T. tra i beneficiari della possibilità di dedicare il 5 per 1000 delle imposte, comunque dovute, ad una ONLUS riconosciuta e regolarmente iscritta nel Registro delle Associazioni di Volontariato della propria Regione di appartenenza. Per promuovere l’iniziativa L’A.R.T. ha divulgato l’iniziativa con i dettagli necessari per fare la donazione, via mail.

Chiediamo il tuo aiuto!

– Aiutaci a diffondere questa possibilità tra amici e conoscenti. Hai ricevuto via mail la presentazione con tutti i dati necessari per devolvere il 5 per 1000 all’A.R.T. Puoi inoltrarla ai tuoi contatti magari con due righe personali in cui spieghi la tua fiducia nel lavoro dell’Associazione. Molti vorrebbero donare a realtà conosciute, personalmente o indirettamente, per essere certi che il loro sostegno vada a buon fine. Il tuo passaparola può essere importante in questo senso.

– Se preferisci distribuire la presentazione in versione cartacea, contattaci e saremo felici di fornirti tutte le copie necessarie.

– Un’ottima idea è portarne alcune copie presso la realtà dove ti rivolgi per la tua dichiarazione dei redditi. Spesso le persone chiedono proprio in questa sede consigli o indicazioni di Onlus a cui donare il loro 5 per 1000

 

**Un caffè per l’A.R.T.

Continua l’iniziativa per diffondere l’adesione all’A.R.T. Ricordiamo infatti che basta il costo di un caffè alla settimana per un anno per diventare soci dell’Associazione contribuendo così ad un sostegno preziosissimo.

Chiediamo il tuo aiuto!

Diffondi la proposta “Un caffè per l’A.R.T.”. Se non lo hai più, richiedici l’opuscolo Un caffè per l’A.R.T. oppure scaricalo dal nostro sito. Diffondilo a tutto il tuo mailing o stampato a colleghi, amici, conoscenti… L’adesione all’A.R.T. è annuale, revocabile e rinnovabile.

 

Un pensiero speciale per i membri e gli amici A.R.T.
che non ci sono più

Ci teniamo a ricordare con affetto e stima gli amici e membri dell’Associazione che quest’anno ci hanno lasciato:
Il Dottor Roberto Ferri, di Novara, membro dell’A.R.T.
Giovanni Signani, marito di Anna Gioietto, amico dell’A.R.T.

 

 

Cardiologie pédiatrique à l’hôpital Robert Debré, une équipe pétrie d’amour

martedì, aprile 22nd, 2014

La neuvième journée de Paliped
Regards sur les soins palliatifs

Je vous ai dit, dans mon dernier article sur le congrès de Paliped, qui s’est tenu en mars dernier, à Paris, combien j’avais été favorablement impressionnée par le réel esprit d’équipe qui se dégageait de toutes les interventions.

Celle du docteur Constance Beyler, cardiopédiatre, accompagnée par Catherine Mie, cadre de santé, puéricultrice, Ketty Limery, auxiliaire de puériculture et d’autres opérateurs de la cardiologie pédiatrique de l’hôpital Robert Debré, à Paris, a été dans ce sens.


cardiologie-pédiatrique
Le docteur Constance Beyler et l’équipe.                      Hopital Robert Debré. Cardiologie pédiatrique

 

Elle a expliqué que les équipes n’hésitent jamais à contacter, si besoin est, des partenaires pouvant les aider dans la prise en charge de l’enfant et de la famille : aumônerie, interprètes, famille proche… car le pourcentage des familles d’émigrés a considérablement augmenté. Les soins et l’accompagnement d’un enfant provenant d’une famille qui se situe aux antipodes culturels du lieu où désormais ces personnes résident, sont à prendre en sérieuse considération si l’on veut vraiment non seulement soigner, mais prendre soin.

Il existe une grande variabilité, due à l’origine ethnique des familles, et cela oblige les équipes à élaborer une réelle réflexion sur les soins et les attitudes à respecter, ou encore à éviter, pour ne pas choquer la sensibilité et les habitudes de ces familles qui sont très souvent éloignées de leur pays d’origine.

C’est aussi l’une des raisons pour lesquelles les équipes font extrêmement attention à respecter la liberté des familles dans l’appropriation de la chambre où se trouve l’enfant. C’est là qu’elles partagent de longs moments d’attente, d’angoisse, de souffrance, de peurs, de doute, de colère et autres émotions que chacun de nous connait. Il ne serait pas concevable d’obliger ces mêmes familles à suivre des règles en contradiction avec leur conception d’aide et de soutien à l’un des leurs quand il est très gravement malade, et encore plus, quand il s’agit d’un enfant ou d’un adolescent.


adolescentes-sénégalaises
Chacun est dépositaire d’une culture qu’il faut savoir accueillir

 

Les membres de l’équipe de la cardiopédiatrie de l’hôpital Robert Debré, ont soulevé un point intéressant dans leur intervention, expliquant que l’accompagnement d’un enfant au sein du service se fait au feeling de chaque soignant. Cela pourrait surprendre certains, très attachés aux lignes-guides de comportement dans les couloirs des services. Pourtant, la pratique démontre que dans des situations très douloureuses et difficiles à vivre comme celles dont nous sommes en train de parler, il est extrêmement important de savoir s’adapter aux besoins et à la réalité de chaque situation, car chaque cas est unique. C’est pourquoi, dans l’équipe, chacun offre, en fonction de ses convictions personnelles et des souhaits de la famille, une prise en charge individualisée. De façon un peu humoristique, le Docteur Constance Beyler rappelle : « il ne s’agit  pas de prêt-à-porter mais du sur-mesure ! »

Ces situations sont naturellement très difficiles à vivre pour tous et font l’objet de débat, ce qui permet à l’équipe de revoir constamment  l’accompagnement et le soutien qu’elles apportent. Il existe donc des temps de parole, d’écoute, de soutien et d’encouragements, absolument indispensables pour les membres de l’équipe, afin de continuer à bien fonctionner tous ensemble. « C’est toujours dur » reconnaissent-ils tous « mais cela l’est surtout, et avant tout, pour les familles ! »

 

Maternité-soins-palliatifs-pédiatrie
Sauver la vie quand on peut, prendre soin toujours…                              (Fondation Malagutti. Mantoue. Italie. ” Diritti a Colori 2014 “)

 

Cette grande attention, privilégiant les désirs et les besoins des jeunes malades et de leurs proches, démontre le profond respect que ces soignants ont envers ces familles, qu’elles soient locales ou d’origine culturelle différente. On est bien loin de la vision de « la famille qui dérange », de la famille considérée souvent dans certains services comme « obstacle » et « hostile ».

Cette noble attitude est-elle de mise seulement en pédiatrie ? Où peut-on espérer qu’elle puisse devenir le comportement idéal que nous souhaitons tous, dans tous les services sans exception, là où une personne souffre, que ce soit un enfant, un adulte ou une personne âgée.

 

Amanda Castello