Archive for the ‘cure palliative in Francia’ Category

Il VIDEO completo della trasmissione con il Dr. Jean Jacques Charbonier sull’ipercoscienza

lunedì, ottobre 7th, 2019

 

Per chi si fosse perso la diretta o volesse rivederla, ecco il video completo della trasmissione IT from BIT dal titolo “Dalla fisica quantistica alla percezione extrasensoriale sotto ipnosi: diventare ipercoscienti sotto ipnosi” che ha visto protagonista il Dr. Jean Jacques Charbonier.

La trasmissione è andata in onda su Radio Sound giovedì 3 ottobre alle 20.30 ed è stata realizzata grazie alla collaborazione tra Radio Sound, Spazio Tesla e l’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. ODV

Il dr. Jean-Jacques Charbonier era in diretta via skype da Tolosa e lo staff di IT from Bit da Piacenza, nella sede di Radio Sound. La puntata di IT from BIT grazie alla traduzione simultanea di Amanda Castello, è stata seguita con entusiasmo sia dal pubblico italiano che francese. Tante le domande arrivate durante la diretta dal pubblico.

Per chi non lo sapesse, ricordiamo che il dottor Jean Jacques Charbonier è celebre in tutto il mondo in quanto è tra i più grandi specialisti in tema di NDE Near Death Expérience o EMP Esperienze di Morte Provvisoria. Come uomo e come scienziato, ha dedicato la sua vita ad uno dei più grandi misteri della nostra esistenza: “come può la coscienza manifestarsi fuori dal corpo?”. Le sue ricerche si basano sulle sue esperienze di medico. Come afferma lui stesso “mi occupo da più di trent’anni di persone in stato di morte imminente, di persone in stato di coma che, dal limbo di una dimensione sconosciuta, riescono a volte a tornare alla vita dopo aver attraversato le esperienze sconvolgente.”

Il dottor Jean-Jacques Charbonier è già conosciuto a Piacenza. Nel maggio scorso il dr. Charbonier è stato protagonista di una puntata di IT from BIT dedicata al tema della NDE che ha riscontrato un enorme successo sia in Italia che in Francia. Inoltre, nel giugno 2017, è stato l’invitato speciale dell’Associazione A.R.T. e di Spazio Tesla nel congresso che si è tenuto al Castello di Zena dal titolo “La coscienza intuitiva extraneuronale”.

Sulla tematica della coscienza intuitiva extra neuronale Jean-Jacques Charbonier è un precursore. E’ tra i pionieri, in Francia sicuramente ma anche in Europa e nel mondo, che nel campo della medicina e della fisica quantistica si interessano alla tematica della coscienza.

Jean-Jacques Charbonier è rianimatore anestesista a Toulouse e lavora da più di 20 anni sulle esperienze di morte provvisorie. Al contempo lui lavora più in particolare sulla coscienza e su quello che succede dopo la morte.

La sua ultima opera che si intitola “Devenir Hyperconscient. Des capacités extraordinaires à la portée de tous “Diventare ipercoscienti. Capacità straordinarie alla portata di tutti” è dedicata proprio alla tematica oggetto della trasmissione. Ci auguriamo che il libro sia tradotto al più presto anche in italiano. 

Dei 16 libri che il dr. Charbonier ha scritto, due sono tradotti, al momento, in italiano. Il primo ad essere pubblicato in Italia lo ha presentato proprio in occasione del nostro Congresso del 2017 e si intitola la morte spiegata ai bambini. Il secondo è stato 7 buone ragioni per credere nell’aldilà. Entrambi i volumi sono pubblicati dall’editore Tecniche Nuove

A Parigi con Amanda e Padì

martedì, maggio 14th, 2019

Dopo la presentazione della versione italiana a FICO Eataly World in occasione di Diritti a Colorisiamo felici di condividere questo nuovo importante avvenimento che vede protagoniste Amanda Castello, la nostra Fondatrice, e il libro Padi e l’avventura della vita.

 

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Salon Infirmier 2019: ci saremo, Padi ed io!

 

Sì, avete capito bene! Tra i protagonisti del Salone Infirmier  di quest’anno a Parigi Amanda Castello, la nostra Fondatrice, che parlerà della versione francese del suo libro in un intervento dal titolo

“Padi et l’aventure de la vie comme outil pédagogique pour les soignants afin de les aider dans leur relation aux enfants, qu’ils soient leurs jeunes patients ou des enfants impliqués directement dans la maladie d’un proche.”

Ovvero

“Padi e l’avventura della vita come strumento pedagogico per i curanti al fine di aiutarli nel loro rapporto con i bambini, siano essi i loro giovani pazienti o fanciulli implicati nella malattia di un loro caro.”

 

Prima Slide Padi Salon Infirmier

 

Salon Infirmier edizione 2019

Il Salone rappresenta il maggior evento francese del settore: “3 giorni di formazione, di incontri, di conferenze scientifiche e di atelier pratici. Il Salone Infermieri è un’occasione di incontro unica con il mondo della salute del pubblico e del privato, dell’università, le strutture istituzionali, le associazioni, e le innovazioni in materia di salute.”

L’edizione 2019 riporta il titolo “Il punto d’incontro per tutti gli attori nel percorso assistenziale” e si svolgerà presso l’Expo di Parigi, a Porte de Versailles, nel Padiglione 7-3
Denso e stimolante il programma:
# 8 conferenze
# 20 workshop
20 tavole rotonde
# 6 animazioni
# 2 villaggi tematici
# 1 libreria

 

È possibile scaricare la guida completa dal sito ufficiale del Salone 

 

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Vi terremo aggiornati sul Salone qui e sui social.

 

Seguiteci con l’hastag # SI2019

Una grande dama delle cure palliative ci ha lasciato

martedì, luglio 3rd, 2018

Sfap

Tutti i professionisti e i volontari conoscono il suo nome: Chantal CATANT. Tutti noi che lavoriamo o facciamo volontariato in questo campo sappiamo quanto le dobbiamo…

Ho parlato con Chantal circa dieci giorni fa e mi diceva di sentirsi molto stanca.

Si lamentava di dolori osteoartritici difficili da controllare. Anche così non ha mai perso interesse per tutto ciò che stava accadendo intorno a lei.

Ha sempre avuto lo stesso spirito che conosciamo: non voler disturbare gli altri, indignarsi contro l’ingiustizia, contro le decisioni del governo che rifiuta di aiutare i migranti, ecc.

Lei è stata per me una grande amica e mi ha insegnato molto. L’ho incontrata a Parigi nel 1996, subito dopo la morte di mio marito. Era all’epoca presidente di Jalmalv. Quando ho deciso di creare l’associazione di volontariato che porta il nome di mio marito, ormai riconosciuta come un Onlus in Italia, e di organizzare una conferenza internazionale sulle cure palliative, il sostegno e il ruolo dei volontari, lei vi ha aderito immediatamente e mi ha aiutato a invitare relatori, medici, infermieri, psicologi, volontari… La nostra collaborazione è continuata negli anni. Credendo fermamente in una cultura latina delle cure palliative, ho organizzato con il suo aiuto delegazioni di operatori sanitari italiani per creare scambi di esperienze tra i due paesi. Poi ho portato professionisti francesi in Italia. Quante esperienze, congressi della SFAP o di JALMALV abbiamo condiviso!

 

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Italia, 1999: il Dr. Jean Michel Lassaunière, Amanda Castello, Chantal Catant, la rappresentante di Jeanne Garnier, Martine Nectoux, la suora medico responsabile dell’hospice Piccole Figlie di Parma

 

Quando venni a sapere del terribile incidente stradale che aveva vissuto e dove morì suo marito, presi il primo aereo per andare a trovarla. Tra la vita e la morte in terapia intensiva per tanto tempo, ha faticato molto e ha vinto anche quella battaglia. Donna di vasta cultura, instancabile e combattiva, ha mantenuto il suo impegno per lo sviluppo delle cure palliative.

 

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Recentemente la morte di suo figlio a seguito di una grave malattia l’aveva colpita profondamente, ma ancora una volta si era ripresa. “L’invecchiamento è un’arte”, mi diceva. Cavaliere della Legione d’Onore, a riconoscimento della sua attività per le cure palliative in Francia, Chantal non ne faceva mai menzione così grande era la sua modestia.

 

Avevamo conversazioni profonde, sia politiche che filosofiche, per telefono o quando le facevo visita a casa sua. Non mancava mai di offrirmi una coppa di Champagne che era diventato un rituale tra noi. Amava cucinare i prodotti naturali che comprava dalla sua Amap. L’avevo convinta, non senza difficoltà, che era molto simpatico mangiare sul tavolo della cucina e ridevamo come due ragazze del college che fanno un picnic.

 

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Aveva scritto la prefazione del mio libro “Un Alien chiamato Dottor Crabe” nel 2000 ed è rimasta al mio fianco, angelo custode che si interessava sempre per la mia salute, la mia attività e la nostra associazione di cui era membro.

Lei mi mancherà. Ma so dov’è e so che sta bene. Jacques, suo marito, e Jean-Pierre, suo figlio, sono certamente venuti ad accoglierla.

 

Amanda Castello


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La cerimonia si terrà mercoledì 4 luglio alle 15:00
nella Chiesa di Cristo Resuscitato a Bondy Avenue Suzanne Buisson
Bondy (Seine Saint Denis) France

 

Qualche nota biografica

Dirigente infermieristica, è uno dei fondatori del movimento delle cure palliative in Francia. Ha partecipato alla creazione della Società Francese di accompagnamento e Cure Palliative (Sfap) e dell’Associazione JALMALV di cui è stata la presidente della sezione JALMALV Île-de-France, già membro della Federazione francese JALMALV, responsabile della commissione volontari della Federazione e membro del Direttivo dell’Associazione Vivre Son Deuil.

Per la sua lunga attività dedicata all’assistenza e all’accompagnamento del malato in fase terminale e alla promozione delle cure palliative, Chantal Catant ha ricevuto, nel maggio 2000, la Legione d’Onore, altissima onorificenza della Repubblica Francese e pochi anni dopo è stata fatta Chevalier .

Numerosi sono i suoi articoli, interviste, corsi di formazione durante gli oltre 50 anni di attività professionale e sociale.

Membro d’onore di numerose istituzioni di cure palliative, sempre alla ricerca di un miglioramento della salute e della qualità della vita, si è dedicata per diversi anni all’AMAP (Associazione per il mantenimento di un’agricoltura contadina “con una stretta collaborazione tra un gruppo di consumatori e aziende agricole locali, con l’obiettivo di sviluppare un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, sostenibile e locale “.)

Chantal Catant era membro dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. Onlus fondato da Amanda Castello.

 

René Niffeler, Hanny Niffeler, Chiara Marenghi, Martine Nectoux

 

 

Come aiutare i bambini ad affrontare le perdite?

martedì, giugno 17th, 2014

 

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Come accompagnare i bambini che affrontano un lutto?

 

Come accompagnare i più giovani di fronte alla perdita?


Siamo spesso “imbarazzati” nel rispondere alle domande dei bambini di fronte alla perdita. Spiegare la malattia, l’incapacità di guarire, la morte…

Come rispondere ai loro “Perché?” che spesso ci mettono in difficoltà, sollecitano in noi dubbi su quale sia la risposta “migliore” o “giusta”da dare.

Come dire la verità senza ferire la loro sensibilità e in conformità con la loro capacità di comprendere?


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A tutte queste e ad altre domande risponderanno Claire Bazin Cipriani, psicoterapeuta, membro dell’A.R.T. e Presidente dell’Associazione “L’enfant e le deuil”, e Amanda Castello, Fondatrice dell’A.R.T. ed esperta in cure palliative e lutto, martedì 17 giugno  2014

 

Le relatrici: Amanda Castello e Claire Bazin Cipriani

Le relatrici: Amanda Castello e Claire Bazin Cipriani

 

La conferenza  si tiene presso il Centro Socioculturale di Vergèze (99 rue Marcel Pagnol), vicino a Montpellier, in Francia.

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il Centro Socioculturale di Vergèze

 

Il tema è molto caro alla nostra Associazione che è stata tra le prime realtà in Italia ad occuparsi di aiutare i più giovani che vivono la malattia grave e della fine della vita con il progetto Padì – Parole Discrete A.R.T. ideato dalla dr.ssa Castello nel 2000 e realizzato da allora in molte scuole italiane.

Nell’incontro la dr.ssa Castello parlerà di un utile strumento a disposizione di tutti gli adulti che desiderano accompagnare i bambini di fronte alla perdita: il libro “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” pubblicato in Francia dell’Associazione Culturale APPEL.

Nei prossimi post sul blog condivideremo con voi i contenuti di questa importante conferenza. Seguiteci!

Cardiologia pediatrica dell’ospedale Robert Debré di Parigi: un’équipe che lavora con amore

mercoledì, aprile 23rd, 2014

La nona giornata di Paliped: sguardi sulle cure palliative

 

Vi avevo detto, nel mio ultimo articolo sul congresso di Paliped, che si è svolto a Parigi nel marzo scorso, quanto ero stata favorevolmente impressionata dal reale spirito d’équipe che traspariva da tutti gli interventi. Quello della dottoressa Constance Beyler, cardiologa pediatra, accompagnata da Catherine Mie, caposala e puericultrice, Ketty Limery, ausiliaria di puericultura, ed altri operatori della cardiologia pediatrica dell’ospedale Robert Debré, è uno di quelli.

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La dottoressa Constance Beyler e l'équipe della Cardiologia pediatrica

 

La dottoressa ha spiegato che le équipe non esitano mai a contattare, se necessario, dei partner in grado di aiutarle nella presa in carico del bambino e della famiglia: religiosi, interpreti, amici… La percentuale delle famiglie dei migranti è aumentata in modo esponenziale. Un bambino che proviene da una famiglia situata agli antipodi culturali dal luogo dove oramai queste persone risiedono, ha bisogno di un’attenzione particolare se vogliamo realmente non soltanto curare, ma prendersi cura.

Esiste una grande variabilità, dovuta all’origine etnica delle famiglie, e questo obbliga le équipe ad elaborare una reale riflessione sulle cure e le attitudini da rispettare, oppure da evitare, per non urtare la sensibilità e le abitudini di queste famiglie che sono molto spesso così lontane dal loro paese di origine.

È anche una delle ragioni per le quali le équipe fanno estremamente attenzione a rispettare la libertà delle famiglie nell’appropriarsi della camera dove si trova il bambino. È in questo luogo che esse condividono lunghi momenti di attesa, di angoscia, di sofferenza, di paure, di dubbio, di collera e altre emozioni che ognuno di noi conosce. Non sarebbe concepibile obbligare queste stesse famiglie a seguire delle regole in contraddizione con il loro concetto di aiuto e di sostegno a uno dei propri cari quando è molto gravemente malato e ancora di più quando si tratta di un bambino o di un’adolescente.

 

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Ognuno è depositario di una cultura che bisogna saper accogliere

 

I membri dell’équipe della cardiologia pediatrica dell’Ospedale Robert Debré hanno toccato un punto interessante nel loro intervento, spiegando che l’accompagnamento di un bambino dentro il reparto si in accordo con l’intuizione e la sensibilità di ogni curante. Questo potrebbe sorprendere alcuni, molto legati e dipendenti dall’osservanza delle linee guida di comportamento nei corridori dei reparti. Però, la pratica dimostra che nelle situazioni molto dolorose e difficili da gestire, come quelle di cui stiamo parlando, risulta estremamente importante sapersi adattare ai bisogni e alla realtà di ogni situazione, perché ogni caso è unico.  Ed è per questo che ogni membro dell’équipe, in accordo con le sue convinzioni personali e i desideri della famiglia, offre una presa in carico individualizzata, personalizzata. Con ironia la dottoressa Constance Beyler ricorda: “non si tratta di un prêt à porter, ma di un su misura!”

Queste situazioni sono naturalmente molto difficili da vivere per tutti e sono oggetto di dibattiti, che permettono all’equipe di rivedere costantemente l’accompagnamento e il sostegno da offrire. Esistono quindi dei tempi per la parola, per l’ascolto, per il sostegno e gli incoraggiamenti, tutti assolutamente indispensabili per i membri dell’equipe al fine di poter continuare a funzionare correttamente tutti insieme.

“E’ sempre dura” riconoscono tutti “ma lo è soprattutto, e prima di tutto, per le famiglie. “


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Salvare la vita quando si può, prendersi cura sempre (Fondazione Malagutti, Mantova, "Diritti a Colori 2014 “)

 

Questa grande attenzione, che privilegia i desideri e i bisogni dei giovani malati e dei loro cari, dimostra il profondo rispetto che questi curanti hanno verso le famiglie, che esse siano locali o di origine culturale diversa. Siamo ben lontano della visione della “famiglia che disturba”, di una famiglia considerata purtroppo troppo spesso, in alcuni reparti, come “ostacolo” e “ostile”.

Questa nobile attitudine è attiva soltanto in pediatria? O possiamo sperare diventi il comportamento ideale, che desideriamo tutti, in tutti i reparti senza eccezione, lì dove una persona soffre, che sia un bambino, un adulto o una persona anziana.

 

Amanda Castello