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È possibile diventare ipercoscienti? Amanda Castello ne parla con il dottor Jean Jacques Charbonier

martedì, ottobre 1st, 2019

Locandina IT from BIT 3 Ottobre

Amanda Castello intervista Jean Jacques Charbonier in anteprima in vista della trasmissione radiofonica IT from BIT dal titolo “Dalla fisica quantistica alla percezione extrasensoriale sotto ipnosi: diventare ipercoscienti sotto ipnosi” che andrà in onda su Radio Sound giovedì 3 ottobre alle 20.30. Questa puntata è realizzata grazie alla collaborazione tra Radio Sound, Spazio Tesla e l’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. ODV

Il dottor Jean Jacques Charbonier è celebre in tutto il mondo in quanto è tra i più grandi specialisti in tema di NDE Near Death Expérience o EMP Esperienze di Morte Provvisoria. Come uomo e come scienziato, ha dedicato la sua vita ad uno dei più grandi misteri della nostra esistenza: “come può la coscienza manifestarsi fuori dal corpo?”. Le sue ricerche si basano sulle sue esperienze di medico. Come afferma lui stesso “mi occupo da più di trent’anni di persone in stato di morte imminente, di persone in stato di coma che, dal limbo di una dimensione sconosciuta, riescono a volte a tornare alla vita dopo aver attraversato le esperienze sconvolgente.”

Il dottor Jean-Jacques Charbonier è già conosciuto a Piacenza. Nel maggio scorso il dr. Charbonier è stato protagonista di una puntata di IT from BIT dedicata al tema della NDE che ha riscontrato un enorme successo sia in Italia che in Francia. Inoltre, nel giugno 2017, è stato l’invitato speciale dell’Associazione A.R.T. e di Spazio Tesla nel congresso che si è tenuto al Castello di Zena dal titolo “La coscienza intuitiva extraneuronale”.

Sulla tematica della coscienza intuitiva extra neuronale Jean-Jacques Charbonier è un precursore. E’ tra i pionieri, in Francia sicuramente ma anche in Europa e nel mondo, che nel campo della medicina e della fisica quantistica si interessano alla tematica della coscienza.

Jean-Jacques Charbonier è rianimatore anestesista a Toulouse e lavora da più di 20 anni sulle esperienze di morte provvisorie. Al contempo lui lavora più in particolare sulla coscienza e su quello che succede dopo la morte.

La trasmissione vedrà protagonisti il dr. Jean-Jacques Charbonier da Tolosa e lo staff di IT from Bit da Piacenza, nella sede di Radio Sound. IT from BIT sarà trasmessa in diretta e ci sarà una possibilità di riascoltarla in differita per chi non la potrà seguire live.

La trasmissione sarà realizzata con la traduzione simultanea di Amanda Castello, quindi sia in francese che italiano.

Come seguire la trasmissione

Giovedì 3 ottobre alle 20.30 sarà possibile seguire la diretta su Radio Sound.

Per ascoltare Radio Sound in Fm 95.0 – 94.6 

su www.radiosound95.it 

Scaricando l’app gratuita “RadioSound95”

Diretta Audio: http://www.radiosound95.it/ascolta/

 

Su Facebook sarà possibile seguire la diretta video sulle seguenti pagine:

A.R.T. Cure Palliative – Amanda Castello – Jean Jacques Charbonier Spazio Tesla, Radio Sound

Sulle stesse pagine, sarà possibile vederla anche successivamente.

 

Vuoi fare una domanda?  Vuoi partecipare alla diretta radio?
Invia un SMS o WhatsApp al 333 7575246 oppure scrivi una email a: info@radiosound95.it
(Le domande via mail saranno accolte entro le ore 19:30 del giorno di diretta. Sms o WhatsApp saranno visionati anche durante la diretta.)

 

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Amanda Castello intervista il Dr. Jean-Jacques Charbonier in anteprima

Il video dell’intervista in francese è visibile qui

Amanda Castello: Caro Dottor Charbonier, possiamo dire oramai che questa trasmissione lo scorso anno ha avuto un successo strepitoso, in Francia, in Italia, in Svizzera e in tantissimi altri paesi dove la radio e facebook riescono a far giungere il loro messaggio. Alla luce del successo e delle molte richieste, abbiamo programmato questa nuova puntata che trasmetteremo giovedì 3 ottobre. IT from BIT si svolge sempre di giovedì, ogni quindici giorni, ed è una trasmissione scientifica che propone riflessioni, approfondimenti e interviste sulla fisica e la medicina quantistica, ricevendo delle personalità del mondo scientifico, della ricerca, della medicina e della fisica quantistica.

In questo contesto l’anno scorso abbiamo parlato della coscienza intuitiva extra neuronale, di cui lei dottore è all’origine in quanto lo ha coniato, spiegato e divulgato, differenziando la conoscenza intuitiva extra neuronale dalla coscienza analitica cerebrale.

Per riprendere un po’ le fila del tema e presentare l’argomento che tratteremo giovedì 3 ottobre, vorrei partire dal titolo che abbiamo definito insieme: “Dalla fisica quantistica alla percezione extrasensoriale sotto ipnosi: diventare ipercoscienti sotto ipnosi”. Questo riprende il tema del suo ultimo libro che ha presentato in anteprima assoluta sabato 28 Settembre a Parigi, nel Gran Rex, in occasione del “Colloquio Internazionale Salute, Meditazione & Coscienza. Guarigione del corpo, guarigione dell’anima” che ha visto relatori i più importanti medici, scienziati, ricercatori e scrittori sui temi in oggetto. Vuole parlarci un po’ più in dettaglio di questa opera che si intitola: “Devenir Hyperconscient. Des capacités extraordinaires à la portée de tous “Diventare ipercoscienti. Capacità straordinarie alla portata di tutti”?

Dr. Jean-Jacques Charbonier: Dalle mie ricerche e dai miei lavori sulla coscienza intuitiva extraneuronale, sono giunto alla conclusione che siamo tutti capaci di avere queste percezione sensoriali a condizione di mettere in silenzio o di ridurre il volume della nostra coscienza analitica cerebrale. Quest’ultima ci avvelena la vita ma è allo stesso modo necessaria per poter orientarsi nel quotidiano ed essere capace di analizzare correttamente le cose e gli avvenimenti.

Quello che intendo dire è che se questa coscienza analitica cerebrale è troppo rumorosa e prende troppo spazio, allora non abbiamo più accesso a tutte queste percezioni extra sensoriali che ci rendono iper coscienti.

La tendenza fino ad oggi è stata pensare che l’iper coscienza poteva essere raggiunta tentando di attivare molti più neuroni perché il pensiero materialista sostiene che siamo in grado di utilizzare solo una minima parte del nostro cervello e quindi si poteva immaginare che contando su molti più neuroni avremmo potuto raggiungere una iper coscienza.

Ma di fatto questo paradigma è completamente falso perché è esattamente il contrario di quel che succede. Da alcuni lavori pubblicati sin dal 2001 sappiamo oggi che quando si rallenta questa attività cerebrale corticale e quando diventa nulla, come nel caso di un arresto cardiaco quando, nei 15 secondi successivi, l’attività cerebrale corticale diventa nulla, abbiamo accesso a questa iper coscienza. E’ proprio in quel momento che tutte abbiamo accesso a tutte quelle percezioni extra sensoriali come le percezioni medianiche, della coscienza universale, del futuro, del passato, delle nostre vite precedenti, delle regressioni, telepatiche e di visioni a distanza, ed anche, alcune volte, la capacità di entrare in contatto con altri mondi che potremmo definire extra terrestri.

Ci sono anche delle capacità di guarigione e questo è una scoperta abbastanza nuova; si verifica sempre di più durante delle sedute di ipnosi e succede sempre più frequentemente che delle persone dicono di essere state guarite dopo ad esempio aver vissuto una delle sedute TCH Trans Comunicazione Ipnotica e quindi si vede bene il parallelismo che noi possiamo fare con quello che succede durante un’esperienza dei morte provvisoria, una NDE, perché durante queste esperienze che si verificano anche delle guarigioni.

Per esempio nel caso molto conosciuto di Anita Moorjani che, in seguito ad un’esperienza di NDE è tornata guarita da un gravissimo Linfoma di Hodgkin al terzo grado, quindi grave e molto avanzato. Il tumore da cui era affetta, grande quanto un limone, a seguito della NDE era scomparso completamente.

Possiamo inoltre citare il caso del dottor Eben Alexander: il celebre neurochirurgo dopo aver vissuto un’esperienza di questo tipo è tornato completamente guarito da una meningite da Escherichia coli, inguaribile e letale, che ha solo il 2 per cento di possibilità di sopravvivenza e con conseguenze molto pesanti. Il dottor Ben Alexander invece è toranto completamente guarito e senza alcuna conseguenza. Peraltro il dr. Alexander, autore del best seller Milioni di Farfalle che narra proprio della sua esperienza, è stato tra i relatori del Simposio di Parigi.

Amanda Castello: Sperando che anche questo suo ultimo libro appena pubblicato in francese sarà rapidamente tradotto in italiano, possiamo ricordare che, dei 16 che lei ha scritto, due sono tradotti, al momento, in italiano. Il primo ad essere pubblicato in Italia lo ha presentato proprio in occasione del nostro Congresso del 2017 e si intitola la morte spiegata ai bambini.

Dr. Jean-Jacques Charbonier: e questo segue il libro di Amanda Castello “Padì e l’avventura della vita” perché siamo sulla stessa linea, nella stessa filosofia.

Amanda Castello: Il secondo è stato 7 buone ragioni per credere nell’aldilà. Entrambi i volumi sono pubblicati dall’editore Tecniche Nuove. Nella sua ultima fatica letteraria lei parla di Diventare iper coscienti lasciando intendere che questo sia alla portata di qualsiasi persona. Lei crede realmente che non sia necessario avere dei talenti, delle doti particolari, dei doni o, in generale, delle capacità specifiche per poter diventare iper coscienti? Cosa significa questo? Lei ci sta dicendo realmente che ognuno di noi, senza nessuna preparazione particolare, può essere in grado, oggi, di diventare ipercosciente?

Dr. Jean-Jacques Charbonier: Come per tutte le attitudini umane, sì ma con più o meno facilità. Siamo tutti ad esempio capace di tirare con un arco, ma ci sono alcuni che saranno più dotati di altri. E’ evidente che in questo caso le persone che praticano la medianità sono ad esempio molto più facilitate ad arrivare a conquistare questo piano della ipercoscienza rispetto a delle persone che non ne hanno l’abitudine o che non praticano, ad esempio, neanche la meditazione. Quindi è chiaro che in base al vissuto e alla vicinanza a certe pratiche, sia più o meno semplice.

Però io credo che sia comunque possibile per tutte le persone che vogliono impegnarsi in questo senso perché tutti possiamo potenzialmente raggiungere questa capacità. Siamo tutti capaci di riuscire se ci alleniamo, se lo facciamo più volte al giorno e a volte addirittura lo facciamo senza neanche rendercene conto. Vi spiego come varie volte, senza saperlo, vi troviate in uno stato di iper coscienza.

Per esempio quando voi vedete qualcuno che ha gli occhi fissi, che non si muove, che sembra “partito in un altro posto” e a volte questo è precisamente un modo per ricevere delle indicazioni e ed è un po’ un peccato vedere che spesso questa situazione è interrotta da persone che assistono e intervengono. È importante invece lasciarli stare perché sono in quel momento in uno stato di connessione ed è il momento in cui possano ricevere delle informazioni. Spesso di dice “Ma che cosa fai? Scendi dalle nuvole! Questo si dice spesso anche ai bambini perché succede ai bambini. Oppure anche nelle coppie a volte succede e uno dice all’altro “ma stai pensando a qualcosa e non me lo vuoi dire” ed è vero che non pensa a nulla ma è connesso e sta ricevendo informazioni. Purtroppo queste informazioni sono spesso spazzate via da quella che io chiamo la CAC cioè la Coscienza Analitica Cerebrale. Facciamo l’esempio della mattina al risveglio. Forse abbiamo dei pensieri, dei sogni e questi poi sono immediatamente eliminati, cancellati. Questo perché la nostra coscienza analitica cerebrale cancella tutte le informazioni che sono dissonanti, che suonano male, che non sono in armonia con il livello della nostra cognizione. E questo è un gran peccato perché è così che perdiamo tante informazioni che potrebbero esserci molto utili. Allora quando una persona è in questa situazione, se non tiene immediatamente traccia se non annota ad esempio su un pezzo di carta questi flash, queste informazioni, queste immagini che arrivano allora le perde poiché scompaiono di lì a poco. Quindi si torna nel nostro mondo cosciente e di nuovo siamo dentro l’analisi delle situazioni e delle cose e dimentichiamo quello che è successo prima, perché a volte questi flash durano soltanto qualche secondo e non di più.

Bisognerebbe imparare a prolungare questi istanti, come ad esempio giusto prima di addormentarsi, e fare lo sforzo tutte le sere, anche solo per un minuto, quando siamo in uno stato di iper coscienza, perché questo è il momento in cui siamo quindi collegati, e forse vediamo apparire dei visi o delle immagini o delle cose… immediatamente annotarli prima di addormentarsi.

Abituandosi a fare questo questo allenamento bisognerebbe, poco alla volta, prolungare un po’ di più con l’intenzione di riuscire ad entrare in uno stato di ipercoscienza. Devo dire che io ci provo e mi alleno tutte le sere prima di addormentarmi a resistere un pochettino al sonno per vedere se riesco a percepire delle immagini.

E poi naturalmente ci sono delle tecniche di meditazione in molti libri, testi ne parlano e ognuno può scegliere quello che gli sembra più utile e più consono. Nel mio ultimo libro do alcune piste perché sono quelle che secondo me sono per me è molto utili, ma ci sono tante altre persone che possono avere altre modalità di meditare e questo va bene. Io propongo, diciamo come in un libro di ricette di cucina, dei modi per mettersi in uno stato di ipercoscienza, quindi in un momento di possibilità di connettersi con la propria coscienza intuitiva extra neuronale.

Amanda Castello: Siamo quindi nello stesso filone di ricerca di cui lei è uno dei pionieri che è la ricerca sull’identità della coscienza. Oggi siamo sempre più numerosi, scienziati e ricercatori, che si interessano a questo filone. Io non sono una scienziata ma faccio parte di coloro che sono interessati e ricercano da molti anni al fine di riuscire a capire che cos’è la coscienza e riuscire anche a utilizzarla meglio. Mi rendo conto che oggi siamo sempre in di più ad essere convinti, e non per un atto di fede, ma poggiandoci sull’esperienza, sulla ricerca, su analisi diversi e su testimonianze che la coscienza non è assolutamente rinchiusa in una scatola cranica ma che è, in realtà, de localizzata e quindi si trova fuori da noi, in viaggio e, sicuramente, con la possibilità di spostarsi. Quindi quando lei parla oggi di iper coscienza credo che siamo direttamente sullo stesso filone di pensiero sul quale lei lavora da tantissimi anni.

Dr. Jean-Jacques Charbonier: Sì abbiamo l’impressione che, in fondo, il nostro cervello è tutto sommato un filtro riduttore di informazioni mentre il pensiero materialista crede che tutto si localizza a livello dei neuroni. Il pensiero materialista dice da secoli, che siamo una sorta di robot biologici, animati da pensieri biochimici e che la nostra coscienza è prodotta dal cervello, che sarebbe quindi la risultante di scambi biochimici tra neuroni e scambi elettrici. Se fosse soltanto questo vorrebbe dire che tutti i nostri pensieri e tutte le nostre fonti di informazione avrebbero solo quella come origine. Ma è troppo restrittivo e ci sono delle conoscenze che passano molto al di sopra di queste regole troppo strette che non riusciamo a capire perché a volte capita che siamo collegati insieme da intuizioni, a ispirazione che sono fuori dalla capacità di intendimento, di analisi con la base materialista. Perché dei ricercatori, degli scienziati arrivano allo stesso risultato, nello stesso momento, dicendo Eureka, su questa pianeta. Da dove vengono queste informazioni che sono scoperte nello stesso preciso istante? Non sono state originate e prodotte dal loro cervello. Perché questi grandi ricercatori e ne do alcuni esempi nel mio ultimo libro, sono stati simultaneamente sollecitati dalla stessa fonte di informazioni e quindi questo è un’informazione che si trova al di là della coscienza individuale.

Amanda Castello: Quindi questo possiamo anche riferirlo a quello che Jung chiamava inconscio collettivo oppure gli Annali dell’Akasha. Ci sono tante altre interpretazioni o titoli o nomi che noi possiamo dare a questi fenomeni.

Dr. Jean-Jacques Charbonier:  Sì certamente, potremo anche parlare di campi morfici o morfogenetici del professor Rupert Sheldrake e quindi io direi che è esattamente la stessa cosa per la coscienza universale. Quindi noi possiamo essere collegati a questa coscienza universale e naturalmente in funzione delle nostre attitudine, dei nostri gusti e della nostra personalità, saremo collegati a delle informazioni che appartengono a questo settore; possano essere, ad esempio, informazioni artistiche che quindi interessano i grandi artisti dell’umanità che qui possono anche produrre stesse opere senza che questo sia un plagio, ma soltanto un’informazione captata dalla propria coscienza alla coscienza universale. Pensiamo ai poeti, agli scrittori, agli scultori e ai pittori…

Amanda Castello: Nel titolo c’è la parola ipnosi, diventare iper cosciente sotto ipnosi, significa quindi che è necessario che le persone che vogliono diventare iper coscienti accettino o seguono il cammino dell’ipnosi, quindi facciano ipnosi? Allora cosa significa precisamente? Con chi e come è possibile fare questo tipo di pratica?

Dr. Jean-Jacques Charbonier: Di fatto questo è soltanto un metodo, uno strumento, perché in questa ipotesi il fatto di rallentare la propria attività analitica, quindi di rallentare la propria attività corticale cerebrale, ci permetterà di avere accesso a questa forma di conoscenza che io chiamo la CIE cioè la Coscienza Intuitiva Extraneuronale. In questa ipotesi, è normale che l’ipnosi che rallenta l’attività corticale cerebrale possa naturalmente facilitare l’accesso alla CIE, quindi alla coscienza intuitiva extraneuronale.

Questo è stato il mio postulato di partenza. Io dicevo che riuscendo a rallentare la coscienza analitica cerebrale potevamo avere accesso alla coscienza intuitiva extra neuronale. Questo era naturalmente sperimentale all’inizio della mia pratica, quindi quello che io cercavo quando ho cominciato in questo settore, era prima di tutto calmare in relazione alla morte, riuscire a dare alle persone una pacificazione del loro relazione spesso angosciata con la morte e la propria finitudine e anche, forse, avere dei contatti diretti come nelle esperienze della morte provvisoria NDE perché in queste esperienze di morte provvisorie ci sono dei contatti con i defunti che sono, quindi, molto rassicuranti.  Allora è vero oppure non è vero? Come possiamo rispondere? Perché sono tutti dei vissuti che sono soggettivi, ma il risultato è lì davanti a noi e questi vissuti soggettivi, comunque rassicurano le persone in relazione ai dolori del lutto e anche alle angosce sulla propria finitudine.

È chiaro che con questo si può capire quali sono le grande possibilità che offre questo tipo di approccio, senza voler fare nessun tipo di proselitismo, senza essere in nessun tipo di credenza religiosa o metafisica e senza neanche credere nell’Aldilà, ma è evidente che possiamo constatare che questi vissuti soggettivi calmano le persone nei dolori del lutto e quindi anche le angosce della morte e naturalmente ci sono tante possibilità nel campo delle cure palliative.

Amanda Castello: assolutamente lei mi trova perfettamente concorde. Ci fermiamo qui perché non vorremmo adesso svelare tutto e fare la conferenza completa! L’intenzione di questo nostra intervista, che ci auguriamo di aver assolto, era suscitare il vostro interesse e invitarvi quindi a seguirci giovedì 3 ottobre nella trasmissione radiofonica IT from BIT dal titolo “Dalla fisica quantistica alla percezione extrasensoriale sotto ipnosi: diventare ipercoscienti sotto ipnosi”

Diffondente la notizie, fate girare questo articolo e seguiteci!

Vi aspettiamo giovedì

Amanda Castello 

 

A Parigi con Amanda e Padì

martedì, maggio 14th, 2019

Dopo la presentazione della versione italiana a FICO Eataly World in occasione di Diritti a Colorisiamo felici di condividere questo nuovo importante avvenimento che vede protagoniste Amanda Castello, la nostra Fondatrice, e il libro Padi e l’avventura della vita.

 

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Salon Infirmier 2019: ci saremo, Padi ed io!

 

Sì, avete capito bene! Tra i protagonisti del Salone Infirmier  di quest’anno a Parigi Amanda Castello, la nostra Fondatrice, che parlerà della versione francese del suo libro in un intervento dal titolo

“Padi et l’aventure de la vie comme outil pédagogique pour les soignants afin de les aider dans leur relation aux enfants, qu’ils soient leurs jeunes patients ou des enfants impliqués directement dans la maladie d’un proche.”

Ovvero

“Padi e l’avventura della vita come strumento pedagogico per i curanti al fine di aiutarli nel loro rapporto con i bambini, siano essi i loro giovani pazienti o fanciulli implicati nella malattia di un loro caro.”

 

Prima Slide Padi Salon Infirmier

 

Salon Infirmier edizione 2019

Il Salone rappresenta il maggior evento francese del settore: “3 giorni di formazione, di incontri, di conferenze scientifiche e di atelier pratici. Il Salone Infermieri è un’occasione di incontro unica con il mondo della salute del pubblico e del privato, dell’università, le strutture istituzionali, le associazioni, e le innovazioni in materia di salute.”

L’edizione 2019 riporta il titolo “Il punto d’incontro per tutti gli attori nel percorso assistenziale” e si svolgerà presso l’Expo di Parigi, a Porte de Versailles, nel Padiglione 7-3
Denso e stimolante il programma:
# 8 conferenze
# 20 workshop
20 tavole rotonde
# 6 animazioni
# 2 villaggi tematici
# 1 libreria

 

È possibile scaricare la guida completa dal sito ufficiale del Salone 

 

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Vi terremo aggiornati sul Salone qui e sui social.

 

Seguiteci con l’hastag # SI2019

Il dottor Jean-Jacques Charbonier in diretta giovedì 17 maggio

martedì, maggio 15th, 2018

In diretta dalla Francia, giovedì 17 maggio, dalle 20.30 alle 22 su Radiosound all’interno della trasmissione IT FROM BIT! I quanti, la materia, l’energia e la coscienza, organizzata con Spazio Teslail dottor Jean-Jacques Charbonier ci parlerà delle sue esperienze e ricerche su quello che succede dopo la morte clinicaSarà tradotto in diretta dalla dottoressa Amanda Castello.

 

Jean-Jacques Charbonier e Amanda Castello a Parigi dopo il workshop di TCH

Jean-Jacques Charbonier e Amanda Castello a Parigi dopo il workshop di TCH

 

Il dottor Jean-Jacques Charbonier è già conosciuto a Piacenza. In effetti, quasi un anno fa, in giugno 2017 è stato l’invitato speciale dell’Associazione A.R.T. onlus e di Spazio Tesla nel congresso che si è tenuto al Castello di Zena “La coscienza intuitiva extraneuronale”.

 

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Il dottor-Charbonier-e-la dr.ssa Amanda-Castello in un momento del Congresso  

 

 

Un destino sorprendente…

Un destino sorprendente quello del Dottor Charbonier poiché, come dice lui, “spesso è il destino che decide al posto vostro”. Ed è in effetti quello che è successo al medico molti anni fa. Era allora un giovane medico destinato a lavorare come medico di base in campagna. Una sera, durante il suo tirocinio in medicina d’urgenza, fu chiamato per un terribile incidente stradale. Impossibile salvare il ragazzo intrappolato nella carrozzeria della sua macchina. Il Dottor Charbonier raccolse l’ultimo sospiro del giovane che spirò tra le sue braccia. Visse allora un’esperienza molto strana. Percepì in quel momento una sensazione di carezza sul suo viso. 51ayvZOhSFL._UY250_Una “strana cosa”. Lo racconta nel libro “Cette chose…” (Questa cosa) che cambiò definitivamente la sua vita. Da quel momento decise di rinunciare alla sua attività di medico di base e di riprendere i suoi studi per diventare anestesista rianimatore e tentare di capire quello che era successo quella notte. Perché una cosa aveva capito, scrive: “l’anima sopravvive alla morte del corpo e continua di esistere in un altra dimensione”.

Trent’anni dopo quell’evento, il dottor Charbonier è diventato uno dei più grandi specialisti sulle NDE Near Death Expérience o EMP Esperienze di Morte Provvisoria. Come uomo e come scienziato, ha dedicato la sua vita ad uno dei più grandi misteri della nostra esistenza: “come può la coscienza manifestarsi fuori dal corpo?”. Le sue ricerche si basano sulle sue esperienze di medico. Come ci dice “mi occupo da più di trent’anni di persone in stato di morte imminente, di persone in stato di coma che, dal limbo di una dimensione sconosciuta, riescono a volte a tornare alla vita dopo aver attraversato le esperienze sconvolgente.”

Qualche dato autobiografico

Il dottor Charbonier è nato il 16 maggio 1956. Dottore in medicina e, dal 1980, medico anestesista rianimatore, referente in rianimazione a Tolosa dal 2004, membro della Società Francese di Anestesia e Rianimazione, conferenziere e scrittore. Le sue ricerche sono conosciute, pubblicate e tradotte in moltissimi paesi. Esercita tuttora a Tolosa, non appartiene ad alcuna corrente di pensiero dogmatico filosofico, settario o religioso. Studia in modo totalmente indipendente gli stati modificati di coscienza e l’esperienza di morte provvisoria. E’ autore di 15 libri, partecipa a numerose conferenze in Francia e all’estero ed è regolarmente invitato in trasmissione di radio e televisione su queste tematiche.

I suoi lavori e ricerche sulla delocalizzazione della coscienza, sono condivisi da molti medici, ricercatori e scienziati che operano nel campo della medicina e fisica quantistica. Ha diretto diverse tesi di dottorato in medicina sull’esperienza di morte imminente. Dice: “la morte è un’espansione della coscienza. Il nostro cervello funziona di fatto soltanto come un recettore che sarebbe quindi un filtro riduttore di informazioni e quindi di coscienza. Centinaia di testimonianze di esperienze di morte provvisorie sono qui per comprovarlo.”

Il suo libro “Sette buone ragioni di credere nell’aldilà” è stato tradotto in molte lingue compreso il russo e il giapponese. L’unico libro tradotto in Italia fino ad ora è “La morte spiegata ai bambini e anche agli adulti” ed. Tecniche Nuove. Le sue ricerche l’hanno portato a sviluppare un concetto originale di differenza tra la Coscienza Analitica Cerebrale (CAC) e La Coscienza Extraneuronale Intuitiva (CEI) all’origine delle esperienze di morte provvisorie. Ha concepito un nuovo progetto di ricerca: la possibilità, grazie all’ipnosi, di mettere delle persone in grado di lasciare libera la loro propria Coscienza Extraneuronale Intuitiva e di vivere un’esperienza simile a quella delle esperienza di morte provvisoria.

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Questa esperienza inedita risulta essere un potente aiuto per le persone che vivono il dolore di un lutto o sono angosciate dalla morte. Nel suo ultimo libro il dottor Jean-Jacques Charbonier presenta i risultati di uno studio fatto su più di un migliaio di persone che lui stesso ha messo sotto ipnosi durante i suoi workshop di Trans-Comunicazione-Ipnotica e che hanno vissuto delle esperienze straordinarie dell’altro lato della vita.

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Come seguire la trasmissione

Approfitta della straordinaria opportunità di ascoltare il dottor Jean-Jacques Charbonier tradotto in italiano in diretta da Amanda Castello. 

Puoi farlo giovedì 17 Maggio dalle 20.30 ascoltadolo sulle frequenze di RadioSound o in diretta su facebook sulla pagina di Spazio Tesla. 

L’evento sarà condiviso inoltre sulla pagina facebook dell’A.R.T.   e su quella di Amanda Castello.

Puoi fare una domanda e partecipare alla diretta radio: invia un whatsapp al 333 75 75 246 o una email a: info@radiosound95.it

 

Cosa sono le NDE – Near Death Experience?

venerdì, maggio 5th, 2017

Ne parliamo il 10 Giugno in un Congresso insieme a medici, ricercatori, giornalisti e altri esperti per far chiarezza sul tema e capire quale contributo la ricerca su queste espereinze possa offire all’approccio umanistico e scientifico alla fine della vita.

 

Logo Convegno Espereinze di Pre Morte
Evento organizzato da SPAZIO TESLA
& Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T. onlus
Loghi NDE

Il Programma

8.30 – 9.00 Registrazione dei partecipanti

9.00 – 9.15 Saluto degli organizzatori
Spazio Tesla e Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T. onlus

 

9.15 – 11.30 “La coscienza intuitiva extraneuronale, una nuova prospettiva sul fenomeno NDE” Jean Jacques Charbonier, medico rianimatore anestesista Ospedale di Toulouse, Francia

 

11.30 – 11.45 pausa

 

11.45– 12.15 “NDE come osservatorio privilegiato sulla fenomenologia della coscienza” Dr. Davide Vaccarin medico chirurgo, master in terapia del dolore e cure palliative

 

12.15- 12.45 Introduzione del documentario sulle NDE
Lara Peviani, video maker

 

12.45 – 14.15

Pausa pranzo a buffett
PRENOTARE AL N. 0523851001 – 3482903126

 

14.15 – 15.15 Intervento del dr. Jean Jacques Charbonier – Seconda Parte

 

15.15 – 15.45 “Trasfigurare la Realtà Visibile”
Dr. Maurizio Baiata, giornalista e scrittore

 

15.45 – 16.15 “Comunicazione possibile con la dimensione invisibile della coscienza
Ing. Pietro Abbondanza, fondatore della Casa Editrice Stazione Celeste
Paola Borgini, autrice

 

16.15 – 16.45 “La coscienza extracorporea” Dr.ssa Manuela Pompas, giornalista e scrittrice

 

16.45 – 17.00 Pausa

 

17.00 – 19.00 Tavola Rotonda

Moderatrice: dr.ssa Laura Groppi

Intervengono: Dr. Fabrizio Franchi, Direttore U.O. Geriatria e Lungodegenza Ospedale G. da Saliceto, Dr.ssa Chiara Sicari, medico di base, Dr. Jean Jacques Charbonier, Dr. Davide Vaccarin, Dr. Maurizio Baiata e ing. Pietro Abbondanza, Paola Borgini, Manuela Pompas.

 

Traduzione degli interventi a cura delle dr.sse Annie Babu e Amanda Castello

 

 

Perchè un convegno sulle Esperienze di Pre Morte?

Il convegno “La Coscienza Intuitiva Extraneurale” è il terzo evento scientifico sul tema delle NDE Near Death Experience organizzato a Piacenza da Spazio Tesla. Per l’edizione 2017 l’Associazione A.R.T. onlus, che ha partecipato attivamente alle precedenti edizioni, collabora all’organizzazione del’importante congresso internazionale.

Seppur ancora poco approfondito nel nostro paese, l’argomento delle NDE – Near Death Experience, a livello mondiale è ormai ritenuto fondamentale in un approccio umanistico e scientifico alla fine della vita. Diversi medici ed esperti di vari paesi hanno condotto ricerche in questo campo, studiando le particolari esperienze delle persone che hanno vissuto un arresto cardiaco (Esperienze di Morte Provvisoria ) o un coma profondo (Esperienze di Morte Imminente o EMI) ritornando poi in vita. I dati raccolti a livello europeo e mondiale rappresentato una preziosa risorsa dalla quale la comunità medico scientifica italiana può attingere per sviluppare importanti ipotesi e riflessioni.

Il convegno vanta la partecipazione di medici e ricercatori di fama internazionale.

In particolare,  il dr. Jean-Jacques Charbonier, medico anestesista rianimatore che opera a Toulouse, in Francia, è considerato il maggior esperto francese ad occuparsi delle particolari esperienze delle persone che hanno vissuto un arresto cardiaco (Esperienze di Morte Provvisoria o EMP) o un coma profondo (Esperienze di Morte Imminente o EMI) ritornando poi alla vita. Il Dott. Charbonier ha diretto diverse tesi di dottorato in medicina su questo tema che validano la sua ipotesi  all’avanguardia, cioè l’esistenza di una “Coscienza Intuitiva Extraneuronale” o CIE: una forma di coscienza dislocata non prodotta dal cervello. Conferenziere internazionale ha all’attivo molti libri tradotti in diverse lingue.

Gli altri relatori e le relatrici pongono l’attenzione su ricerche, risultati ed esperienze realizzate a livello italiano.

Nel seminario si sviluppa l’ipotesi di un percorso mirato alla costruzione di un osservatorio permanente per lo studio e la verifica della specifica fenomenologia con l’obiettivo più ampio di sviluppare una nuova visione della coscienza, dell’approccio alla morte e, di conseguenza, alla vita e alla patologia.

 Chi sono i relatori

Convegno esperienze di pre morte

 

Come partecipare?

L’evento è gratuito.
E’ possibile partecipare fino ad esaurimento dei posti.
Puoi riservare il tuo posto al Congresso pre-iscrivendoti
tramite il sito Evetbrite a questa pagina
Oppure scrivendoci: artlabagnata@gmail.com – info@spaziotesla.it
E’ richiesta una donazione ad offerta libera come contributo alle spese organizzative
Puoi vedere la splendida location dell’evento, Il Castello di Zena a Carpaneto Piacentino, a questa pagina.

Continueremo nelle prossime settimane l’approfondimento sul tema.

Seguiteci sui social per restare aggiornati 🙂

Il primo festival al mondo dedicato ai diritti dei bambini

lunedì, luglio 13th, 2015

 

 

 

Pubblichiamo l’articolo scritto dalla nostra fondatrice, la dr.ssa Amanda Castello, relativo al primo Festival Internazionale interamente dedicato ai diritti dei bambini organizzato dalla Fondazione Malagutti a Mantova.

L’A.R.T. ha incontrato la Fondazione Malagutti e il suo Presidente,  dr. Giovanni Malagutti,  grazie alla dr.ssa Amanda Castello che ha tenuto un corso di formazione destinato a tutti gli educatori impegnati per la Fondazione all’interno della Comunità per minori “Il Giardino Fiorito” e della Casa Alloggio per persone affette dal virus HIV prive di riferimenti familiari e sociali ed è stata relatrice in diversi convegni, come all’interno dello stesso Festival.

Alla luce dei molti valori condivisi e di attività con numerosi punti d’incontro, l’A.R.T. e la Fondazione Malagutti hanno dato vita ad uno scambio di esperienze e ad una collaborazione preziosa.

Il riconoscimento del grande valore culturale e di sensibilizzazione sui temi legati alla difesa dei diritti dei più giovani, è all’origine del desiderio di sostenere attivamente l‘International Children’s Rights Festival.

L’International Children’s Rights Festival ha appena chiuso i battenti a Mantova, splendida città d’arte, classificata dall’Unesco al patrimonio dell’umanità.

Il 26, 27 e 28 giugno sono state tre giornate molto intense destinate alla Convenzione Internazionale sui Diritti del Bambino. La finalità? Offrire a bambini, giovani, insegnanti, professionisti, educatori, e genitori un’occasione di divertimento, di riflessione, di studio, di spettacoli e infine di scambi culturali.

Il festival è stato voluto e organizzato con grande maestria dalla Fondazione Malagutti, onlus. La Fondazione ha come missione quella di accogliere bambini e ragazzi in difficoltà, vittime di abbandono, maltrattamenti, abusi sessuali, violenza oltre a bambini affetti da patologie psichiatriche. La fondazione riveste per loro il ruolo di famiglia e li aiuta a crescere nelle migliori condizioni possibili.

 

Diritti dei Bambini: a che punto siamo?

Molti parlano dei diritti del bambino, altrettanti ne scrivono proclamando il rispetto dovuto ai diritti dell’infanzia, ma cosa avviene nei fatti? Che posto hanno questi diritti nelle politiche dei governi? Cosa succede a livello legislativo nei diversi paesi del mondo? E quanto viene realmente applicato nella società? Nella pratica quotidiana ? A scuola? Nelle famiglie?

L’obbiettivo di queste tre giornate è stato generare una presa di coscienza da parte degli adulti, delle amministrazioni, degli insegnanti, di tutti gli osservatori nazionali e stranieri sulle cause che sono oggi all’origine delle disparità sociali, delle politiche di sfruttamento, della distruzione dell’ambiente e dei freni allo sviluppo di cui i bambini sono le prime vittime.

Tre temi fondamentali sono stati presi in esame: la prima giornata ha affrontato i problemi della migrazione, la seconda si è interessata della nutrizione e la terza ha provato a riflettere sul ruolo del gioco e della creatività nello sviluppo dei fanciulli.

Il Festival Internazionale sui Diritti del Bambino ha sottolineato l’importanza delle campagne da portare avanti per lottare contro la fame, a favore dello sviluppo, per la salute e il diritto all’istruzione e alla cultura.

Specialisti, volontari e persone semplicemente interessate alle tematiche proposte hanno gironzolato per le strade e invaso le piazze di Mantova. Ogni esperto invitato ha contribuito al successo di quest’incontro mondiale proponendo la propria esperienza, sapere, immaginazione e l’amore per i bambini che sono la garanzia per un mondo di pace, di uguaglianza, di giustizia e di fratellanza per domani.

Larghi spazi sono stati offerti ai bambini affinché potessero giocare, esprimere i loro bisogni e sviluppare la loro creatività. Sparpagliati in tutta la città e a loro disposizione workshop, luoghi di gioco, laboratori didattici, burattini, personaggi delle favole e della letteratura infantile che hanno incantato grandi e piccoli. Infine la musica! Musica classica, musica d’autore, popolare, orchestra di camera, coro.

Se il festival era al suo esordio come International Children’s Rights Festival, il Concorso Internazionale di Disegni Diritti a colori era invece alla sua 13ª edizione. 52 paesi hanno partecipato quest’anno. I bambini del mondo, suddivisi per categorie di età, dai 3 ai 16 anni, hanno espresso sulle tematiche della Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino i loro problemi e speranze. Molto commoventi alcuni disegni che hanno illustrato, ad esempio, la lotta contro l’Ebola in Guinea. I bambini testimoniano: hanno vissuto e vivono la malattia, la sofferenza dei loro cari, narrano tramite matite colorate e commenti i sintomi di questa terribile epidemia e restituiscono nello stesso tempo i consigli che hanno ricevuto per evitare il contagio.

Altra significativa finalità di questo festival: mettere l’accento su alcune situazioni e storie completamente disconosciute dal grande pubblico. Quelle di cui conosciamo soltanto la cronologia dei fatti senza essere realmente consapevoli della dimensione del dramma che alcuni paesi e comunità subiscono: i bambini e la guerra, i bambini e il lavoro abusivo, i bambini e la violenza, i bambini e la malattia, i bambini e la migrazione…

Tramite le testimonianze che hanno profondamente toccato il pubblico, voglio citare quello di Marthe Dèdè Koïvogui, presidente dell’ Associazione OMEGA delle donne e dei bambini della Guinea e dell’Africa. Il primo intervento di Marthe Dèdè Koïvogui è stato focalizzato su Ebola. Tutti hanno sentito parlare di quella terribile malattia. Giornali, radio e televisioni ne hanno dato notizia per mesi, ma nessuno aveva realmente misurato l’estensione e la profondità di questo dramma planetario prima dell’arrivo di Marthe Dèdè Koïvogui. Non sono soltanto i numeri che fanno paura. Quello che ha sconvolto la coscienza sono le storie del quotidiano, quelle delle famiglie, degli orfani, della paura del contagio, dell’ignoranza, dei bisogni delle comunità. Con l’aiuto di una presentazione e di fotografie della vita quotidiana, Marthe Dèdè Koïvogui ha disegnato un quadro preciso e umano di quello che è successo e di quello che succede ancora oggi, sottolineando i bisogni attuali delle popolazioni coinvolte.

Marthe Dèdè Koïvogui

Marthe Dèdè Koïvogui durante la conferenza

Poi, ha presentato l’opera “Angèle”. Forti emozioni hanno travolto il pubblico e la stessa Marthe Dèdè Koïvogui quando ha raccontato la storia di questa bambina, Angèle, e della sua scomparsa 15 giorni soltanto dopo la sua nascita.

Ognuno ha desiderato essere fotografato vicino all’opera realizzata dall’artista Agnes Pizzichetti per esprimere così la propria solidarietà con le bambine della Guinea e dell’Africa. La rappresentante dell’UNICEF di Mantova ha proposto di utilizzare il quadro per farne la carta di auguri della sua Associazione. In effetti, ogni anno, in occasione del Natale, l’UNICEF crea una cartolina per sensibilizzare l’opinione pubblica su una tematica connessa ai bambini in difficoltà. Sarà probabilmente l’occasione per lanciare la campagna “Angèle” dell’Associazione OMEGA e raccogliere aiuti per la creazione di una struttura capace di ridare il sorriso ai bambini malati ospedalizzati a Conakry.

La seconda relazione di Marthe Dèdè Koïvogui si è concentrata sull’infibulazione. Ancora una volta, se tutti hanno sentito parlare delle mutilazioni genitali femminili, quanti si rendono realmente conto di quello che significa la violenza inflitta sulle donne a livello fisico, psicologico e mentale, qualsiasi sia la loro età, quando viene esercitata questa brutalità? Marthe Dèdè Koïvogui ha cominciato il suo intervento raccontando una storia vera, vissuta da un gruppo di ragazzine di età compresa tra i sei e gli otto anni, in Guinea, molti anni orsono.

Una storia terrificante, che ha dato brividi e suscitato commozione nel pubblico. Quando poi si è compreso che la storia era autobiografica e che la bambina, triste protagonista di questo orrore, era la proprio la relatrice, l’emozione è salita all’apice.

Un intenso dibattito con molte domande e proposte di intervento per far cessare tali pratiche abominevoli ha seguito la relazione di Marthe Dèdè Koïvogui.

Marthe Dèdè Koïvogui e Amanda Castello

Marthe Dèdè Koïvogui e Amanda Castello

Lavoro da molti anni su queste problematiche e avendo partecipato a diverse conferenze internazionali delle Nazioni Unite nel quadro del Decennio dedicato alla donna dall’ONU ho il ricordo, nel 1980, dei grandi dibattiti sulle mutilazioni genitali femminili alla Conferenza mondiale di Nairobi. Da allora molti passi sono stati fatti per metter fine a trattamenti degradanti contro la donna, ma rimane ancora molto da fare lì e in tanti altri settori! Marthe Dèdè Koïvogui ha spiegato l’approccio rispettoso e discreto delle volontarie dell’Associazione OMEGA quando si spostano nei villaggi per non urtare le mentalità ancora profondamente ancorate nella tradizione ancestrale. La finalità è di portare, poco a poco, le donne e le comunità verso una migliore comprensione dell’inutilità di queste pratiche ed incentivarle a sostituirle con rituali e cerimonie non crudeli.

E’ stato un piacere e un onore per me poter fare da interprete a Marthe Dèdè Koïvogui, realizzando la traduzione simultanea dei suoi interventi e delle risposte a tutte le domande che le sono state poste dal pubblico e dai giornalisti presenti.

Il presidente della Fondazione Malagutti, creatore del festival, dottor Giovanni Malagutti, psicologo e criminologo, è stato profondamente impressionato dalla personalità della Presidente di OMEGA. Marthe Dèdè Koïvogui ha offerto alla sua Fondazione la statua di un vecchio saggio africano spiegando che in Africa, dove la cultura orale è molto più importante della cultura scritta, si dice che quando muore un anziano è come se una biblioteca intera scomparisse nelle fiamme…

Giovanni Malagutti

Marthe Dèdè Koïvogui e Giovanni Malagutti

Ringraziandola il Presidente Giovanni Malagutti ha commentato: “Con questo festival vogliamo aprire un dibattito per rafforzare il nostro impegno e ricordarci di diffondere e di fare applicare gli articoli della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. È fondamentale per proteggere e migliorare la vita delle nuove generazione, dappertutto nel mondo. Ed è per questo che dobbiamo unirci, indipendentemente delle regioni del mondo da cui proveniamo.”

Marthe Dèdè Koïvogui ed io… non ci siamo più lasciate! Le ho così presentato il lavoro che ho fatto per denunciare la “Situazione minore straniero invisibile”, intervento presentato anche nel quadro dell’International Children’s Rights Festival. Scappando dalla miseria e dalla guerra (si stima a 1 miliardo i bambini del mondo vivono in paesi in guerra), questi minori sbarcano tutti giorni sulle coste italiane, a volte insieme alla famiglia, ma il più delle volte non accompagnati, con il rischio evidente di finire nelle maglie delle mafie, sulle strade senza ritorno della delinquenza e della prostituzione. In Italia, si stima tra 1500 e 1800 il numero di bambini e adolescenti costretti a prostituirsi sulle strade, ma non si conosce la cifra esatta dei ragazzi che si prostituiscono nelle case, sicuramente un numero superiore e  incontrollabile. Questa situazione ad alto rischio per i ragazzi, maschi e femmine, si verifica proprio nei paesi in cui cercavano rifugio…

La Presidente di OMEGA ha ugualmente assistito alla presentazione del mio libro A spasso con Padì lungo il cammino della vita”, un libro interattivo, illustrato, e a scopo educativo per i ragazzi dai 6 ai 15 anni che vogliono comprendere il ciclo della vita. La finalità è di aiutare ad affrontare le diverse prove dell’esistenza e naturalmente di diventare uno strumento per i genitori, insegnanti, formatori, animatori, professionisti della sanità, psicologi, volontari, giovani adulti desiderosi di aiutare un bambino o un adolescente ad affrontare la perdita, la separazione e la morte. Parlare con un bambino è molto più delicato che parlare con un adulto. Non è facile dare delle risposte oneste alle domane dei bambini, a volte molto dirette, ma condividere esperienze e emozioni rafforza i legami. Questo libro esiste in italiano in francese.

Dopo la conferenza, Marthe Dèdè Koïvogui commentava come sarebbe importante poterlo diffondere nelle scuole, nei centri educativi, negli ospedali…

Durante le giornate intense trascorse a Mantova, abbiamo elaborato numerosi progetti unendo le nostre competenze, le nostre relazioni, il nostro entusiasmo al servizio della causa dei bambini e delle donne. L’Associazione OMEGA, presieduta da Marthe Dèdè Koïvogui e l’Associazione A.R.T., Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità, onlus, che ho creato dopo il decesso di mio marito, hanno deciso di lavorare in comune su alcuni progetti. Le sinergie sono fondamentali per la causa che difendiamo e speriamo che le autorità politiche, amministrative e culturali ci sosterranno nel nostro lavoro. Rappresentanti delle nostre due associazioni, della Fondazione Malagutti e del Festival, grandi artisti come il pianista compositore mantovano Maestro Stefano Gueresi, sono pronti a spostarsi per parlare al mondo dei diritti dei bambini.

Maestro Stefano Gueresi

Il Maestro Stefano Gueresi durante il concerto

Saremo sicuramente tutti presenti per il prossimo International Children’s rights festival. Come diceva Marthe Dèdè Koïvogui, “il mondo di oggi è un unico grande villaggio”. Siamo tutti coinvolti e implicati gli uni con gli altri, siamo tutti co-responsabili di quello che succede nel mondo, siamo tutti co-creatori della realtà. Come diceva Esopo in una delle sue favole “l’unione fa la forza”. Quello che vogliamo è una forza tranquilla, una forza amante, una forza di creazione.

Namaste.

Amanda Castello