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Una sorpresa di Padì in occasione della black week

giovedì, 28 Novembre, 2019

Siamo molto felici di annunciarvi che è disponibile anche in Italia la nuova edizione di “Padì e l’avvenutura della vita”, il libro interattivo ed educativo di Amanda Castello che è finalmente in vendita anche su Amazon.it 

Ci teniamo a dirvelo oggi perchè contestualmente è in corso una super promozione in occasione del Black Friday e della Black Week. Potete così avere il libro con lo sconto del 20% , cioè a 20 euro anziché 25. Potete approfittarne anche per i regali di Natale! 

Copia di il Black Friday sta arrivando

Vi presentiamo Padì e l’avventura della vita

 

Mi chiamo Padì. Abito in campagna, in un castello buffo, insieme a tanti amici: il cane Maat, l’uccellino Miro, l’albero parlante Artù, il pompiere Casimiro, il veterinario Aldo, il bruco pauroso e la bella farfalla. Con loro vivo un sacco di avventure. Te le voglio raccontare. Sono le storie del ciclo della vita.

Come in tutti i viaggi avventurosi, ci sono dei momenti felici e altri più difficili. Io, Padì, sono qui per condividerli con te. Quando siamo tristi, a volte non ne parliamo con i grandi, perché capita che siano tristi anche loro, oppure perché sono molto impegnati. Si sa, gli adulti non hanno molto tempo. Vanno sempre di fretta! Io, invece, ho tutto il tempo!Insieme possiamo dirci tutto, le cose belle e le cose brutte. Raccontarci le nostre avventure, confidarci i segreti, chiedere un consiglio o un aiuto. Poter parlare apertamente fa un sacco di bene! Allora vieni con me, l’avventura della vita ci aspetta!

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Quante volte vi siete sentiti in difficoltà nel rispondere alle domande dei più piccoli sul ciclo della vita, in particolare sulla perdita di un animale o di una persona cara? Con Padì è più semplice.

Leggete insieme delle storie, proponete delle attività e collegate i consigli di Padì alle vostre esperienze e a quelle del bambino, anche le più delicate o dolorose. Potete affrontare queste tematiche in modo naturale grazie alle storie di Padì che sono arricchite di disegni e fotografie per combinare fantasia e realtà.

Due rubriche, Tocca a te e I consigli di Padì vi permettono di coinvolgere attivamente il giovane lettore, ampliare le sue conoscenze, risvegliare la sua curiosità e migliorare la fiducia in se stesso.

L’autrice ha scelto un approccio laico perché le storie di Padì possano essere utile a tutte le famiglie. L’opuscolo per i grandi, alla fine dell’opera, vi aiuta ad accompagnarlo nella lettura offrendovi spunti per il dialogo.

PADÌ, IL LIBRO INTERATTIVO
CHE RENDE IL GIOVANE LETTORE PROTAGONISTA
DELL’AVVENTURA DELLA VITA!

Come e perché è nato il libro di Padì

La difficoltà di aprire un dialogo con i bambini e gli adolescenti sulla fine della vita e sulle emozioni legate al lutto accomuna molti adulti, sia che ricoprano un ruolo genitoriale, scolastico, sanitario o educativo. Il confronto con la realtà della perdita non è solo fonte di dolore, ma crea un particolare disagio nel momento in cui ci si trova a doverlo giustificare agli occhi di un giovane che chiede risposte chiare e veritiere.

La lunga esperienza maturata nel campo delle cure palliative e dell’elaborazione del lutto, anche per bambini e adolescenti, ha portato la dr.ssa Amanda Castello a rilevare l’immenso bisogno di uno strumento il più completo possibile per aiutare i bambini e i ragazzi a comprendere meglio emozioni difficili da gestire come la perdita, la malattia e la morte. Così è nato il libro per l’infanzia e per i giovani: Padì e l’avventura della vita.

 Il libro costituisce uno strumento interattivo per aiutare i bambini a capire e ad affrontare tutte le fasi del ciclo della vita – della quale anche le perdite fanno parte – e, con l’aiuto di Padì e dei suoi amici, trasformarle in un’occasione di crescita.

Nel 2012, con la prima edizione, il valore dell’opera le ha fatto meritare diversi riconoscimenti, a livello italiano ed europeo, tra i quali il patrocinio della Federazione Cure Palliative che ha “particolarmente a cuore l’accompagnamento dei bambini che si trovano a vivere un’esperienza di malattia di una persona cara, di perdita e di lutto”.

” (…) La natura e gli animali regalano a Padì gli strumenti per capire il ciclo della vita che, alla fine, non nega la morte. Padì si fa voler bene perché è allegra, sensibile e interessata a tutto. Ogni bambino si può riconoscere in lei e vivere le avventure con i suoi occhi, così come ogni adulto può trovare argomenti per intraprendere percorsi coinvolgenti da compiere insieme ai bambini. Un libro per grandi e piccini, un libro da leggere, da studiare,da usare, da vivere. (…)”

Luca Moroni – Già Presidente della Federazione Cure Palliative FCP

L’attenzione all’ambiente e agli animali è un altro aspetto fortemente presente. Attraverso le sue avventure, Padì ci insegna che gli animali e la natura sono realtà da osservare, conoscere e rispettare. Per questo il libro è “Consigliato dalla LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli, dall’ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali e dall’A.N.M.V.I. Associazione Nazionale Medici e Veterinari Italiani.

Il libro ha un ulteriore intento benefico: il ricavato è interamente devoluto all’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. onlus al fine di sostenere i progetti dell’Associazione destinati ai più giovani. L’Associazione A.R.T. patrocina l’opera e ne supporta la diffusione.

 

La nuova Bambola di Padì

Insieme alla nuova edizione del libro, è nata anche una nuovissima e bellissima Bambola di Padì realizzata da Colorciclamino.

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Colorciclamino, alias Laura Lertua, è una splendida artista che crea bambole e pupazzi, interamente a mano, in modo completamente artigianale. Se visitate la sua pagina facebook o il suo profilo Instagram potrete vedere le sue realizzazioni che vi stupiranno!

 

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Ad esempio, se le mandate la foto del vostro cane o del vostro gatto, creerà per voi la versione pupazzo talmente simile all’originale da confondervi!

 

Se volete acquistare il libro approfittate della promozione per il Black Friday su Amazon: potete averlo a 20 euro invece di 25 se acquistate entro la mezzanotte di lunedì 2 dicembre.

 

Ve ne parla direttamente Padì in questi video 😉

 

Parlare del COVID-19, o coronavirus, con i bambini

giovedì, 12 Settembre, 2019

Grandi e piccoli, stesse regole
Il problema che tutti si sono posti, e ci poniamo tuttora, è come spiegare ai piccoli questo cambiamento radicale imposto a tutti, senza creare traumi e aiutandoli ad integrare al meglio possibile il nuovo copione della nostra esistenza.

I bambini, come i grandi, sentono parlare del coronavirus. La maggioranza dei giovani, chi più chi meno in funzione dell’età, ha perfettamente coscienza di una trasformazione nella propria vita. La vive nel suo quotidiano. Il bambino è un essere abitudinario che ha bisogno, per la sua sicurezza, di una regolarità millimetrata. Ora, da un giorno all’altro, si è ritrovato spiazzato e sconvolto da una situazione abnorme che lui subisce, ma anche il suo nucleo familiare.

Capisce che non sono delle raccomandazioni o imposizioni che lo affliggono nella sua individualità, ma che tutti seguono le stesse regole. Nella nuova situazione, non ci sono più direttive per piccoli e altre per grandi. Si accorge, un po’ stupito, che queste valgono senza distinzione per tutti. Tutti devono lavarsi accuratamente le mani più volte al giorno, tutti devono stare attenti quando starnutiscono o tossiscono, a tutti sono impediti i baci e gli abbracci, tutti sono costretti a sospendere le proprie attività, che siano di scuola, di lavoro, di divertimento, di sport, di relazioni… Tutti devono stare a casa. Non capisce. Osserva, segue, s’interroga, si oppone, reagisce, si ribella… Sta cercando a ritrovare l’equilibrio perduto.

Se nessun membro della famiglia è contagiato, se nessuno esce di casa, se nessuno viene da fuori a casa la vita può continuare quasi normalmente ed è possibile abbracciarsi e farsi le coccole. Se invece, una delle persone è dichiarata contagiata deve portare una maschera speciale di protezione e tutti gli altri membri della famiglia devono tenersi a distanza. Se lo spazio lo permette è fortemente raccomandato che possa essere isolata in una stanza separata con l’uso di un bagno solo per lei. In ogni caso, e per tutti, ammalati oppure no, non si deve bere nello stesso bicchiere, né usare posate o indumenti che appartengono agli uni e agli altri ed è imperativo rafforzare le regole d’igiene all’interno della casa, sulle superficie con un disinfettante appropriato. Queste regole, il bambino nota che sono obbligatorie per tutti e che grandi e piccoli le rispettano. Ma, allora, perché?

Perché spiegare
Non esiste un unico comportamento applicabile a tutti. Ogni bambino è diverso e unico come lo è la sua famiglia. Fa parte del suo gruppo di appartenenza nel quale cresce, si confronta, condivide esperienze belle o brutte e si identifica. La sua famiglia è il suo branco. Ne è totalmente dipendente. L’approccio ad una corretta spiegazione sul Coronavirus dipende da molteplici fattori: età, conoscenze, maturità, tipo di relazioni all’interno della famiglia, rapporti tra i suoi membri, livello culturale, valori condivisi, ecc.

L’unico punto di partenza di questo nostro ragionamento si appoggia sulla necessità dell’onestà intellettuale nella nostra comunicazione con il bambino. La spiegazione segue l’età evolutiva, si adatta alla capacità di comprensione, ma la spiegazione deve essere veritiera. Non significa dire tutta la verità, ma dosare la verità in funzione del livello di cognizione, dell’emotività, della sensibilità del piccolo essere.

È però fondamentale non ingannare mai il bambino per non rischiare di perdere la sua fiducia. Un adulto non credibile sarà intuitivamente “smascherato” dal bambino e condurrà ad un aumento di insicurezza nel piccolo. Il bambino può non sapere, ma avverte molto di più di quello che noi pensiamo e interpreta i nostri silenzi o le nostre parole tramite i suoi filtri di comprensione.

Come spiegare
È importante dire al bambino quello che sappiamo, con parole semplici, senza drammatizzare: il coronavirus è stato scoperto in Cina, probabilmente in dicembre. Il coronavirus ha un nome, si chiama COVID-19. Colpisce il sistema respiratorio ed è per questo che dobbiamo prendere tutte le precauzioni che ci sono state insegnate.

Può essere utile appoggiarsi sulla tecnica narrativa della fiaba, familiare al bambino, che riuscirà così a rappresentarsi una realtà che normalmente appartiene agli adulti. All’inizio, come nelle fiabe, il Coronavirus si è mascherato per non essere identificato e molti l’hanno confuso con l’influenza o un grosso raffreddore o anche una bronchite. Nessuno lo conosceva tra i virus che esistono e non sapevamo che era possibile essere contaminato senza accorgersene. In più, questo virus sconosciuto è molto veloce ed è per questo che il “nemico” è riuscito ad infiltrarsi senza che ce ne rendessimo conto.
Così, facilitiamo l’identificazione dei personaggi, come nelle storie, i buoni (noi) e i cattivi (il mostro Coronavirus) e la situazione in cui si affrontano come sempre i buoni e i cattivi. Tutti i racconti illustrano questo confronto.

Da lì, si sposta l’attenzione del bambino su alcune figure all’interno del campo dei buoni: le persone anziane. Si spiega che questo mostro preferisce aggredire le persone più grandi, come i nonni o i vecchi zii perché sono più fragili che i bambini e i ragazzi. Se i giovani sono contagiati dal coronavirus, non avranno gravi conseguenze. Invece, senza saperlo, i giovani possono trasmettere la brutta malattia alle persone più grandi ed è per questo che bisogna non frequentare attualmente i nonni.

Le generazioni attuali sono molto più informate di quelle precedenti e molti bambini conoscono, a grandi linee, il funzionamento del corpo umano, le sue capacità e debolezze. I cartoni animati educativi insegnano meglio che lunghe spiegazioni ed alcuni piccoli preferiscono un approccio più scientifico, anche se antropomorfizzato con i buoni e i cattivi. Sanno cos’è un virus, cosa fa nel corpo e come può essere sconfitto. Non c’è allora alcun bisogno di spiegarglielo, basta collegarsi a quanto conoscono e poi rappresentano nei giochi. Alcuni di questi bambini sentono, in questo periodo, il bisogno di capire in dettaglio più che metaforicamente cosa accade nel corpo attraverso cartoni, libri o storie.

La rappresentazione grafica
La rappresentazione grafica del virus gira su Internet e sugli schermi di televisioni. Tutti abbiamo la stessa visione di una palla con delle escrescenze come se fossero dei picchi tutto intorno a quella palla. In tanti disegni dei bambini si ritrova la stessa immagine con molte varianti: occhi, cornee, una bocca con dei denti, a volte con delle manine tenendo un forcone… quel che l’immaginario del bambino è in grado di trasmettere e che rappresenta per lui un essere malvagio, in una parola il mostro.

Sappiamo che il linguaggio del bambino si fonda sulla rappresentazione immaginaria ed è la ragione per la quale nei disegni dei bambini sul coronavirus si ritrovano più o meno gli stessi tipi di raffigurazione di quello che è considerato “il mostro “. Il mostro fa parte delle leggende e racconti per bambini. È l’eterna lotta tra il bene il male. Il Coronavirus di cui sentono parlare e naturalmente il male. Nel suo immaginario, il bambino lo associa al cattivo che imprigiona la principessa nel castello, e a tutti i malvagi che popolano le storie dell’infanzia. Che un bambino rappresenta il virus come un mostro, è perfettamente normale e logico. Cosa si fa contro un mostro? Ci si difende e si difendono le persone che si amano. Diventa allora più facile aprire un dialogo col proprio bambino sull’argomento utilizzando la tecnica della domanda: se tu fossi un supereroe che deve lottare contro il mostro cosa faresti? Cosa pensi che possiamo fare noi contro il mostro? Per il bambino è chiaro che il buono vince sempre contro il cattivo, che il mostro perderà e sarà imprigionato, punito, cacciato via.

Risulta allora utile fargli capire che lavarsi le mani e seguire tutte le buone raccomandazioni fate a tutti noi, sono le armi dei supereroi per vincere Il mostro. Il piccolo si sente allora coinvolto, parte del suo branco e pronto a fare la sua parte, insieme a tutti. La nozione di appartenenza l’aiuterà a vivere al meglio questa prova imprevista nel cammino della sua evoluzione. Come il colibrì che porta la goccia d’acqua nel suo becco per aiutare a spegnere l’incendio, si sente investito di una missione.

Se alcune persone che il bambino conosce e che potrà identificare, non sono rispettose delle consegne di sicurezza, non seguono i consigli, capirà che “non obbediscono”. Il concetto dell’obbedienza gli è famigliare. Può essere utile e simpatico lasciare il bambino intervenire per far rispettare le regole. Se l’adulto, con dolcezza, ha saputo coinvolgere il suo piccolo nella messa in sicurezza della famiglia, lui, sentendo di avere un ruolo, aiuterà anche gli altri a rispettare le direttive. I bambini sanno essere molto convincenti e seguono la loro intuizione.

Non bisogna però, con le nostre parole, la visione eccessive di alcune scene in televisione o sullo smartphone, o il trasparire eccessivo delle nostre inquietudini, che il bambino sia spaventato dal mostro-Coronavirus. Ne deve conoscere il pericolo, come dice un bambino in un video fatto dal papà “il mostro ha i denti e ti morde”. Il bambino è consapevole della possibilità malvagia del mostro e ripete più volte le sue raccomandazioni “attento “, “attento “, “attento “.

Spiegare la gravità
Se nella sua famiglia, o nella sua cerchia, qualcuno è contagiato o ricoverato in ospedale dove affronta il decorso della malattia, magari anche per un lungo periodo di tempo, o decede a causa della stessa, bisognerà sapere dosare la verità per preparare il piccolo alla nuova situazione. In accordo con l’età del giovane e della sua realtà, è importante spiegare la fragilità delle persone anziane o di quelle che soffrono già di malattie. Sono più deboli nel loro corpo e perciò più facilmente vittime dell’aggressione del mostro-Coronavirus.

Sempre in accordo con l’età, dire che esistono tantissimi virus nel mondo, alcuni negli animali, altri negli esseri umani. Questo virus si sa che preferisce il corpo umano e non quello dei nostri animali di compagnia. Non c’è pericolo per il nostro cane o gatto che dobbiamo amare e curare come sempre perché fa parte della famiglia e ci aiuta molto in questo momento con il suo affetto, i giochi e le coccole.

Gestire la paura
Avere paura non è un male. La paura è un’emozione fondamentale di protezione. Una persona che non avesse paura metterebbe in pericolo sé stessa e di conseguenza gli altri. La paura permette di avere delle sane reazioni: essere “attento” come dice il bambino, eventualmente nascondersi, (in questo caso chiudersi in casa), difendersi, (tutte le misure che le sono state insegnate), difendere anche gli altri (tenersi a distanza di sicurezza delle altre persone per proteggerle). Così, il bambino capisce le ragioni per cui non deve vedere in questo periodo i suoi nonni, né le altre persone che frequenta normalmente.

Essere a casa con i suoi rappresenta la protezione perché la casa è l’identificazione del nido e i genitori sono le colonne portanti dell’edificio, i garanti della sua salvaguardia. Naturalmente qui si prende in considerazione la famiglia ideale, unita sotto lo stesso tetto. Bisognerà adattare questo schema ad ogni realtà vissuta dai protagonisti.

Quanto durerà?
Nessuno di noi può sapere quando finirà la battaglia contro il mostro. Quello che sappiamo è che vinceremo! Più rispettiamo le consegne di sicurezza, più rapidamente riusciremo a vincere. Ma sicuramente non bisogna pensare di risolvere la situazione in qualche settimana, è meglio pensare che ne avremo per alcuni mesi. Sarà utile per essere più forti, più agguerriti e per meglio proteggere le persone a cui vogliamo bene.

Cosa fare?
Organizzarsi bene, mantenendo un ritmo quotidiano, alzandoci allo stesso orario come quando si andava scuola, andando a dormire come sempre all’ora abituale, perché il sonno è fondamentale per essere forte e resistente. Seguiamo le lezioni della scuola direttamente o indirettamente, secondo le modalità stabilite con la propria classe e l’età. Ci alimentiamo correttamente, prendiamo del tempo per divertirsi, per fare esercizi fisici a casa, ridere, giocare. Naturalmente, sappiamo che non è possibile giocare, incontrare o ricevere i propri compagni, per evitare di contaminarli o di essere contaminati. Possiamo utilizzare la video conferenza o tutti gli aggeggi che oggi la tecnologia ci permette tramite Skype, WhatsApp, IPhone o altre applicazioni…

E poi, che bello poter stare di più con i genitori che adesso hanno tempo per stare con i piccoli! Sono coinvolti nelle attività del pomeriggio: giochi, attività creative… Tante cose che si possono condividere insieme: cucinare, fare delle costruzioni, raccontarsi delle storie, scrivere delle poesie, disegnare, colorare, inventare storie, fare del teatro, cantare, suonare uno strumento….

In conclusione
Direi che non esistono linee-guida rassicuranti valide per ogni situazione. Il buon senso è alla base di ogni spiegazione e di ogni relazione. In accordo con lo sviluppo del bambino, suggerisco di coinvolgerlo all’interno della famiglia dandogli un ruolo. Proporgli di controllare alcune attività, ad esempio che il papà, la mamma o i fratelli si lavino bene le mani. Serve a rafforzare il suo senso di responsabilità. Senza esagerare, aiutarlo a identificare il suo posto all’interno di questa “battaglia” contro il mostro, senza angoscia per la situazione attuale. Si può anche paragonare la battaglia con alcuni fatti della storia che ha letto nei suoi libri di scuola, l’assedio del castello, l’organizzazione dei prodi cavalieri ecc. Sempre usando la tecnica della domanda: quanto tempo hanno messo a liberarsi dell’assedio? Sono stati disciplinati? Serve a capire che ci vuole pazienza e unità tra tutti.

Ci sono altre modalità che possono essere scoperte e che ogni nucleo famigliare saprà adattare a sé stessa, accompagnando il piccolo in attività proporzionale al suo grado di comprensione e di interessi. Il bambino deve essere rassicurato, coinvolto in modo che possa vivere il difficile periodo che attraversiamo, non tanto come un gioco, ma come un’esperienza che avrà come conseguenza una sua maturazione se gestita bene.

Sono consapevole che questo testo non può affrontare tutti i problemi che sorgono attualmente, tanti casi specifici come quando uno o i due genitori lavorano, le famiglie separate o mono parentale, le coppie in fase di divorzio, le persone con un basso redito economico, quelle che hanno una persona anziana a carico a casa, un figlio portatore di handicap, le famiglie straniere… I problemi sono tanti. Spero solo che il mio modesto contributo possa aiutare qualcuno a vivere un po’ meglio i momenti spesso drammatici che attraversiamo, che anche nella loro durata indeterminata, è fonte di insicurezza in più per grandi e piccoli come per gli anziani. Ognuno di noi è chiamato a cercare in sé stesso le risorse necessarie per crescere nella propria umanità.

©Amanda Castello

A Parigi con Amanda e Padì

martedì, 14 Maggio, 2019

Dopo la presentazione della versione italiana a FICO Eataly World in occasione di Diritti a Colorisiamo felici di condividere questo nuovo importante avvenimento che vede protagoniste Amanda Castello, la nostra Fondatrice, e il libro Padi e l’avventura della vita.

 

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Salon Infirmier 2019: ci saremo, Padi ed io!

 

Sì, avete capito bene! Tra i protagonisti del Salone Infirmier  di quest’anno a Parigi Amanda Castello, la nostra Fondatrice, che parlerà della versione francese del suo libro in un intervento dal titolo

“Padi et l’aventure de la vie comme outil pédagogique pour les soignants afin de les aider dans leur relation aux enfants, qu’ils soient leurs jeunes patients ou des enfants impliqués directement dans la maladie d’un proche.”

Ovvero

“Padi e l’avventura della vita come strumento pedagogico per i curanti al fine di aiutarli nel loro rapporto con i bambini, siano essi i loro giovani pazienti o fanciulli implicati nella malattia di un loro caro.”

 

Prima Slide Padi Salon Infirmier

 

Salon Infirmier edizione 2019

Il Salone rappresenta il maggior evento francese del settore: “3 giorni di formazione, di incontri, di conferenze scientifiche e di atelier pratici. Il Salone Infermieri è un’occasione di incontro unica con il mondo della salute del pubblico e del privato, dell’università, le strutture istituzionali, le associazioni, e le innovazioni in materia di salute.”

L’edizione 2019 riporta il titolo “Il punto d’incontro per tutti gli attori nel percorso assistenziale” e si svolgerà presso l’Expo di Parigi, a Porte de Versailles, nel Padiglione 7-3
Denso e stimolante il programma:
# 8 conferenze
# 20 workshop
20 tavole rotonde
# 6 animazioni
# 2 villaggi tematici
# 1 libreria

 

È possibile scaricare la guida completa dal sito ufficiale del Salone 

 

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Vi terremo aggiornati sul Salone qui e sui social.

 

Seguiteci con l’hastag # SI2019

Una bella giornata del ricordo e la festa annuale della nostra Associazione

venerdì, 5 Ottobre, 2018

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Domenica 30 Settembre si è svolta l’annuale Festa dell’A.R.T.

E’ stata un’occasione per ricordare i nostri cari che hanno raggiunto la Luce, per informare sulle attività della nostra Associazione e per condividere bei progetti ed esperienze di solidarietà.

 

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Il nostro grande amico, padre Giuseppe Bellucci, che dirige la Casa dei Gesuiti a Roma, ha celebrato la Messa.

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Abbiamo ricordato Sonia Banti, grande amica dell’A.R.T. e di Padì, che ha sempre partecipato attivamente alla festa regalandoci momenti di arte (danza, canto e recitazione), dedicandole una canzone eseguita voce e piano da due suoi cari amici.

 

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Chiara Greco e Dario Iori hanno eseguito la loro persona interpretazione di “Per dirti ciao” di Tiziano Ferro in ricordo di Sonia. Potete vedere il video qui

La celebrazione è stata animata dal coro diretto da Lucilla Baio alla chitarra.

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Nella cesta, su cartoncini colorati, sono stati riportati i nomi di tutti i nostri cari ai quali è stata dedicata la celebrazione. Sono arrivati via mail da tutto il mondo o sono stati scritti dai presenti.

 

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Il dr. Giovanni Malagutti ha avuto modo di raccontare i risultati della CAMMINATA ITALIANA” e di presentare l’edizione 2018 del Esposizione Internazionale Arti figurative “Diritti a Colori”. L’A.R.T è partner di entrambi i progetti.

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Trovate tutte le informazioni e il Regolamento per partecipare al Concorso Diritti a Colori, a questa pagina.

 

 

La dr.ssa Amanda Castello ha raccontato la straordinaria campagna di solidarietà Regala Padi a un bambino in difficoltà che abbiamo realizzato da luglio a fine settembre per i bambini che soffrono.
Comunicheremo in settimana il numero di esemplari di Padì e l’avventura della vita in francese che sono stati donati a tante realtà che si occupano di bambini in difficoltà in Francia grazie alla generosità di molte persone che hanno aderito a questa campagna. Intendiamo replicare la stessa campagna per l’Italia nel periodo natalizio, quando sarà online il libro in edizione italiana.

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Chi volesse aderire come membro o aiutare l’Associazione, può contattarci via mail artlabagnata@gmail.com o per telefono: 0523 911418

Una grande dama delle cure palliative ci ha lasciato

martedì, 3 Luglio, 2018

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Tutti i professionisti e i volontari conoscono il suo nome: Chantal CATANT. Tutti noi che lavoriamo o facciamo volontariato in questo campo sappiamo quanto le dobbiamo…

Ho parlato con Chantal circa dieci giorni fa e mi diceva di sentirsi molto stanca.

Si lamentava di dolori osteoartritici difficili da controllare. Anche così non ha mai perso interesse per tutto ciò che stava accadendo intorno a lei.

Ha sempre avuto lo stesso spirito che conosciamo: non voler disturbare gli altri, indignarsi contro l’ingiustizia, contro le decisioni del governo che rifiuta di aiutare i migranti, ecc.

Lei è stata per me una grande amica e mi ha insegnato molto. L’ho incontrata a Parigi nel 1996, subito dopo la morte di mio marito. Era all’epoca presidente di Jalmalv. Quando ho deciso di creare l’associazione di volontariato che porta il nome di mio marito, ormai riconosciuta come un Onlus in Italia, e di organizzare una conferenza internazionale sulle cure palliative, il sostegno e il ruolo dei volontari, lei vi ha aderito immediatamente e mi ha aiutato a invitare relatori, medici, infermieri, psicologi, volontari… La nostra collaborazione è continuata negli anni. Credendo fermamente in una cultura latina delle cure palliative, ho organizzato con il suo aiuto delegazioni di operatori sanitari italiani per creare scambi di esperienze tra i due paesi. Poi ho portato professionisti francesi in Italia. Quante esperienze, congressi della SFAP o di JALMALV abbiamo condiviso!

 

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Italia, 1999: il Dr. Jean Michel Lassaunière, Amanda Castello, Chantal Catant, la rappresentante di Jeanne Garnier, Martine Nectoux, la suora medico responsabile dell’hospice Piccole Figlie di Parma

 

Quando venni a sapere del terribile incidente stradale che aveva vissuto e dove morì suo marito, presi il primo aereo per andare a trovarla. Tra la vita e la morte in terapia intensiva per tanto tempo, ha faticato molto e ha vinto anche quella battaglia. Donna di vasta cultura, instancabile e combattiva, ha mantenuto il suo impegno per lo sviluppo delle cure palliative.

 

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Recentemente la morte di suo figlio a seguito di una grave malattia l’aveva colpita profondamente, ma ancora una volta si era ripresa. “L’invecchiamento è un’arte”, mi diceva. Cavaliere della Legione d’Onore, a riconoscimento della sua attività per le cure palliative in Francia, Chantal non ne faceva mai menzione così grande era la sua modestia.

 

Avevamo conversazioni profonde, sia politiche che filosofiche, per telefono o quando le facevo visita a casa sua. Non mancava mai di offrirmi una coppa di Champagne che era diventato un rituale tra noi. Amava cucinare i prodotti naturali che comprava dalla sua Amap. L’avevo convinta, non senza difficoltà, che era molto simpatico mangiare sul tavolo della cucina e ridevamo come due ragazze del college che fanno un picnic.

 

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Aveva scritto la prefazione del mio libro “Un Alien chiamato Dottor Crabe” nel 2000 ed è rimasta al mio fianco, angelo custode che si interessava sempre per la mia salute, la mia attività e la nostra associazione di cui era membro.

Lei mi mancherà. Ma so dov’è e so che sta bene. Jacques, suo marito, e Jean-Pierre, suo figlio, sono certamente venuti ad accoglierla.

 

Amanda Castello


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La cerimonia si terrà mercoledì 4 luglio alle 15:00
nella Chiesa di Cristo Resuscitato a Bondy Avenue Suzanne Buisson
Bondy (Seine Saint Denis) France

 

Qualche nota biografica

Dirigente infermieristica, è uno dei fondatori del movimento delle cure palliative in Francia. Ha partecipato alla creazione della Società Francese di accompagnamento e Cure Palliative (Sfap) e dell’Associazione JALMALV di cui è stata la presidente della sezione JALMALV Île-de-France, già membro della Federazione francese JALMALV, responsabile della commissione volontari della Federazione e membro del Direttivo dell’Associazione Vivre Son Deuil.

Per la sua lunga attività dedicata all’assistenza e all’accompagnamento del malato in fase terminale e alla promozione delle cure palliative, Chantal Catant ha ricevuto, nel maggio 2000, la Legione d’Onore, altissima onorificenza della Repubblica Francese e pochi anni dopo è stata fatta Chevalier .

Numerosi sono i suoi articoli, interviste, corsi di formazione durante gli oltre 50 anni di attività professionale e sociale.

Membro d’onore di numerose istituzioni di cure palliative, sempre alla ricerca di un miglioramento della salute e della qualità della vita, si è dedicata per diversi anni all’AMAP (Associazione per il mantenimento di un’agricoltura contadina “con una stretta collaborazione tra un gruppo di consumatori e aziende agricole locali, con l’obiettivo di sviluppare un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, sostenibile e locale “.)

Chantal Catant era membro dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. Onlus fondato da Amanda Castello.

 

René Niffeler, Hanny Niffeler, Chiara Marenghi, Martine Nectoux