Archive for the ‘aiuto al lutto’ Category

Che foto scatteresti se avessi soltanto un ultimo fotogramma disponibile?

giovedì, settembre 12th, 2019

Questo il punto di partenza dal quale prenderanno le mosse gli eventi del Festival del Saper Vivere FINO alla FINE. Evento prestigioso, di rilievo sia a livello nazionale che internazionale, occasione di rilfessione e scambio unica, in particolare per coloro che si occupano di cure palliative o hanno affrontato la malattia grave o inguaribile.

Qui il programma completo con tutti i relatori e gli eventi.

Giornata Mondiale dell’Hospice

La manifestazione spicca tra gli eventi italiani organizzati in occasione della Giornata Mondiale dell’Hospice 2019, promossa dalla Worldwide Hospice and Palliative Care Alliance a livello mondiale, per la quale migliaia di persone in oltre 70 paesi si riuniranno in più di 1.000 eventi per far conoscere la filosofia delle Cure Palliative e del Movimento Hospice Internazionale.

 

 

Quando e dove si svolge il Festival

Il Festival del Saper Vivere FINO alla FINE, giunto alla sua settima edizione, dopo Tolentino, Recanati, Senigallia, San Severino Marche e Venezia approda quest’anno a Esanatoglia, tra i borghi più belli d’Italia.

La manifestazione, organizzata da Il GRIFO – Gruppo di Ricerca sulla Foto-Terapia e la BibliHospice si svolgerà nel borgo marchigiano dall’11 al 13 ottobre 2019.

LAST FRAME: l’ultimo fotogramma di una storia

Come detto in apertura, LAST FRAME: l’ultimo fotogramma di una storia è la trama narrativa sulla quale si articolerà l’evento. Ce lo racconta Ayres Marques Pinto, Direttore Artistico del Festival, nella presentazione ufficiale:

“Che foto scatteresti se tu avessi soltanto un fotogramma nel tuo ultimo rullino, o lo spazio per soltanto uno scatto sulla scheda di memoria della tua macchina fotografica digitale o sul supporto di informazione del tuo smartphone?

Che storia vorresti raccontare con quella immagine?

Potrebbe essere un semplice titolo, un piccolo poema come un haiku, oppure un’affermazione o una domanda, un breve dialogo o aneddoto, come se fosse un kōan.

Questa è la sfida iniziale di “Last Frame Project” – l’ultimo fotogramma di una storia. L’intervento psicosociale di Foto-Terapia, attraverso un esercizio in chiave ludica dell’esperienza di finitudine, diventa così il punto di partenza dei Laboratori di Terapie Espressive Integrate.

Esplorare coraggiosamente i territori del tangibile fino a toccare con mano i confini delle sue possibilità. Riconoscere e valorizzare la dimensione mortale degli esseri viventi non è in contraddizione con la legittima aspirazione umana all’immortalità!

Vivere con consapevolezza ed appagamento la finitudine di tutte le cose non porta necessariamente al sentimento di pessimismo né all’atteggiamento nichilista verso la vita.”

Il Direttore Artistico del Festival Ayres Marques Pinto

 

Puoi partecipare anche tu!

Tutti possono accogliere questa sfida e partecipare con la propria fotografia al “Last Frame Project”. Per farlo è sufficiente inviare il vostro “ultimo fotogramma” via e-mail all’indirizzo: lastframeproject@gmail.com

La Fondatrice dell’A.R.T. al Festival

Anche l’A.R.T. partecipa al Festival rappresentata dalla nostra Fondatrice, la dr.ssa Amanda Castello, che sarà, anche per l’edizione 2019, tra le relatrici dell’evento.

Durante l’edizione dello scorso anno del Festival, la dr.ssa Castello è stata insignita del prestigioso premio “Movimento Hospice” tributatole per il suo longevo e proficuo impegno nell’ambito dei diritti umani e delle cure palliative. Ne abbiamo parlato qui

Per essere aggiornati sull’evento (programma, relatori, eventi…) vi suggeriamo di seguire la pagina FaceBook del Festival 

 

La dr.ssa Castello a Venezia, con i relatori, durante la cerimonia di consegna ufficale del Pramio all’interno del Festival

A Parigi con Amanda e Padì

martedì, maggio 14th, 2019

Dopo la presentazione della versione italiana a FICO Eataly World in occasione di Diritti a Colorisiamo felici di condividere questo nuovo importante avvenimento che vede protagoniste Amanda Castello, la nostra Fondatrice, e il libro Padi e l’avventura della vita.

 

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Salon Infirmier 2019: ci saremo, Padi ed io!

 

Sì, avete capito bene! Tra i protagonisti del Salone Infirmier  di quest’anno a Parigi Amanda Castello, la nostra Fondatrice, che parlerà della versione francese del suo libro in un intervento dal titolo

“Padi et l’aventure de la vie comme outil pédagogique pour les soignants afin de les aider dans leur relation aux enfants, qu’ils soient leurs jeunes patients ou des enfants impliqués directement dans la maladie d’un proche.”

Ovvero

“Padi e l’avventura della vita come strumento pedagogico per i curanti al fine di aiutarli nel loro rapporto con i bambini, siano essi i loro giovani pazienti o fanciulli implicati nella malattia di un loro caro.”

 

Prima Slide Padi Salon Infirmier

 

Salon Infirmier edizione 2019

Il Salone rappresenta il maggior evento francese del settore: “3 giorni di formazione, di incontri, di conferenze scientifiche e di atelier pratici. Il Salone Infermieri è un’occasione di incontro unica con il mondo della salute del pubblico e del privato, dell’università, le strutture istituzionali, le associazioni, e le innovazioni in materia di salute.”

L’edizione 2019 riporta il titolo “Il punto d’incontro per tutti gli attori nel percorso assistenziale” e si svolgerà presso l’Expo di Parigi, a Porte de Versailles, nel Padiglione 7-3
Denso e stimolante il programma:
# 8 conferenze
# 20 workshop
20 tavole rotonde
# 6 animazioni
# 2 villaggi tematici
# 1 libreria

 

È possibile scaricare la guida completa dal sito ufficiale del Salone 

 

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Vi terremo aggiornati sul Salone qui e sui social.

 

Seguiteci con l’hastag # SI2019

Una bella giornata del ricordo e la festa annuale della nostra Associazione

venerdì, ottobre 5th, 2018

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Domenica 30 Settembre si è svolta l’annuale Festa dell’A.R.T.

E’ stata un’occasione per ricordare i nostri cari che hanno raggiunto la Luce, per informare sulle attività della nostra Associazione e per condividere bei progetti ed esperienze di solidarietà.

 

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Il nostro grande amico, padre Giuseppe Bellucci, che dirige la Casa dei Gesuiti a Roma, ha celebrato la Messa.

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Abbiamo ricordato Sonia Banti, grande amica dell’A.R.T. e di Padì, che ha sempre partecipato attivamente alla festa regalandoci momenti di arte (danza, canto e recitazione), dedicandole una canzone eseguita voce e piano da due suoi cari amici.

 

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Chiara Greco e Dario Iori hanno eseguito la loro persona interpretazione di “Per dirti ciao” di Tiziano Ferro in ricordo di Sonia. Potete vedere il video qui

La celebrazione è stata animata dal coro diretto da Lucilla Baio alla chitarra.

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Nella cesta, su cartoncini colorati, sono stati riportati i nomi di tutti i nostri cari ai quali è stata dedicata la celebrazione. Sono arrivati via mail da tutto il mondo o sono stati scritti dai presenti.

 

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Il dr. Giovanni Malagutti ha avuto modo di raccontare i risultati della CAMMINATA ITALIANA” e di presentare l’edizione 2018 del Esposizione Internazionale Arti figurative “Diritti a Colori”. L’A.R.T è partner di entrambi i progetti.

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Trovate tutte le informazioni e il Regolamento per partecipare al Concorso Diritti a Colori, a questa pagina.

 

 

La dr.ssa Amanda Castello ha raccontato la straordinaria campagna di solidarietà Regala Padi a un bambino in difficoltà che abbiamo realizzato da luglio a fine settembre per i bambini che soffrono.
Comunicheremo in settimana il numero di esemplari di Padì e l’avventura della vita in francese che sono stati donati a tante realtà che si occupano di bambini in difficoltà in Francia grazie alla generosità di molte persone che hanno aderito a questa campagna. Intendiamo replicare la stessa campagna per l’Italia nel periodo natalizio, quando sarà online il libro in edizione italiana.

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Chi volesse aderire come membro o aiutare l’Associazione, può contattarci via mail artlabagnata@gmail.com o per telefono: 0523 911418

Una grande dama delle cure palliative ci ha lasciato

martedì, luglio 3rd, 2018

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Tutti i professionisti e i volontari conoscono il suo nome: Chantal CATANT. Tutti noi che lavoriamo o facciamo volontariato in questo campo sappiamo quanto le dobbiamo…

Ho parlato con Chantal circa dieci giorni fa e mi diceva di sentirsi molto stanca.

Si lamentava di dolori osteoartritici difficili da controllare. Anche così non ha mai perso interesse per tutto ciò che stava accadendo intorno a lei.

Ha sempre avuto lo stesso spirito che conosciamo: non voler disturbare gli altri, indignarsi contro l’ingiustizia, contro le decisioni del governo che rifiuta di aiutare i migranti, ecc.

Lei è stata per me una grande amica e mi ha insegnato molto. L’ho incontrata a Parigi nel 1996, subito dopo la morte di mio marito. Era all’epoca presidente di Jalmalv. Quando ho deciso di creare l’associazione di volontariato che porta il nome di mio marito, ormai riconosciuta come un Onlus in Italia, e di organizzare una conferenza internazionale sulle cure palliative, il sostegno e il ruolo dei volontari, lei vi ha aderito immediatamente e mi ha aiutato a invitare relatori, medici, infermieri, psicologi, volontari… La nostra collaborazione è continuata negli anni. Credendo fermamente in una cultura latina delle cure palliative, ho organizzato con il suo aiuto delegazioni di operatori sanitari italiani per creare scambi di esperienze tra i due paesi. Poi ho portato professionisti francesi in Italia. Quante esperienze, congressi della SFAP o di JALMALV abbiamo condiviso!

 

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Italia, 1999: il Dr. Jean Michel Lassaunière, Amanda Castello, Chantal Catant, la rappresentante di Jeanne Garnier, Martine Nectoux, la suora medico responsabile dell’hospice Piccole Figlie di Parma

 

Quando venni a sapere del terribile incidente stradale che aveva vissuto e dove morì suo marito, presi il primo aereo per andare a trovarla. Tra la vita e la morte in terapia intensiva per tanto tempo, ha faticato molto e ha vinto anche quella battaglia. Donna di vasta cultura, instancabile e combattiva, ha mantenuto il suo impegno per lo sviluppo delle cure palliative.

 

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Recentemente la morte di suo figlio a seguito di una grave malattia l’aveva colpita profondamente, ma ancora una volta si era ripresa. “L’invecchiamento è un’arte”, mi diceva. Cavaliere della Legione d’Onore, a riconoscimento della sua attività per le cure palliative in Francia, Chantal non ne faceva mai menzione così grande era la sua modestia.

 

Avevamo conversazioni profonde, sia politiche che filosofiche, per telefono o quando le facevo visita a casa sua. Non mancava mai di offrirmi una coppa di Champagne che era diventato un rituale tra noi. Amava cucinare i prodotti naturali che comprava dalla sua Amap. L’avevo convinta, non senza difficoltà, che era molto simpatico mangiare sul tavolo della cucina e ridevamo come due ragazze del college che fanno un picnic.

 

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Aveva scritto la prefazione del mio libro “Un Alien chiamato Dottor Crabe” nel 2000 ed è rimasta al mio fianco, angelo custode che si interessava sempre per la mia salute, la mia attività e la nostra associazione di cui era membro.

Lei mi mancherà. Ma so dov’è e so che sta bene. Jacques, suo marito, e Jean-Pierre, suo figlio, sono certamente venuti ad accoglierla.

 

Amanda Castello


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La cerimonia si terrà mercoledì 4 luglio alle 15:00
nella Chiesa di Cristo Resuscitato a Bondy Avenue Suzanne Buisson
Bondy (Seine Saint Denis) France

 

Qualche nota biografica

Dirigente infermieristica, è uno dei fondatori del movimento delle cure palliative in Francia. Ha partecipato alla creazione della Società Francese di accompagnamento e Cure Palliative (Sfap) e dell’Associazione JALMALV di cui è stata la presidente della sezione JALMALV Île-de-France, già membro della Federazione francese JALMALV, responsabile della commissione volontari della Federazione e membro del Direttivo dell’Associazione Vivre Son Deuil.

Per la sua lunga attività dedicata all’assistenza e all’accompagnamento del malato in fase terminale e alla promozione delle cure palliative, Chantal Catant ha ricevuto, nel maggio 2000, la Legione d’Onore, altissima onorificenza della Repubblica Francese e pochi anni dopo è stata fatta Chevalier .

Numerosi sono i suoi articoli, interviste, corsi di formazione durante gli oltre 50 anni di attività professionale e sociale.

Membro d’onore di numerose istituzioni di cure palliative, sempre alla ricerca di un miglioramento della salute e della qualità della vita, si è dedicata per diversi anni all’AMAP (Associazione per il mantenimento di un’agricoltura contadina “con una stretta collaborazione tra un gruppo di consumatori e aziende agricole locali, con l’obiettivo di sviluppare un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, sostenibile e locale “.)

Chantal Catant era membro dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. Onlus fondato da Amanda Castello.

 

René Niffeler, Hanny Niffeler, Chiara Marenghi, Martine Nectoux

 

 

Una serata eccezionale con il dottor Jean-Jacques Charbonier

martedì, maggio 22nd, 2018

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Se non avete visto o se volete rivederla, ecco il video della diretta con il dottor Jean-Jacques Charbonier tradotto dalla dottoressa Amanda Castello per la trasmissione IT FROM BIT! I quanti, la materia, l’energia e la coscienza, organizzata da RadioSound con Spazio Tesla.

Del dottor Charbonier, delle sue ricerche e della sua storia abbiamo dato notizia in questo post.

Il dottor Jean-Jacques Charbonier ha parlato delle sue esperienze e ricerche su quello che succede dopo la morte clinica ai molti ascoltatori di RadioSound e alle persone che hanno seguito la diretta su Facebook . Tantissime le domande arrivate sia dall’Italia che dalla Francia a dimostrazione dell’interesse suscitato dalle riflessioni del famoso medico anestesista, autore di numerosi best seller tradotti in tutto il mondo, uno dei maggiori esperti mondiali sul tema.

Il dottor Charbonier ha illustrato a lungo il concetto di coscienza, suddiviso da una distinzione ideata da lui tra “coscienza analitica cerebrale” CAC e “coscienza intuitiva extra-neuronale” CIE . In occasione dei suoi workshop sulla Trans Comunicazione Ipnotica TCH creata da lui, permette alle persone di attuare la loro coscienza intuitiva extraneuronale, quello che favorisce l’uscita dal corpo e il contatto con l’altra dimensione. Sottolinea l’importanza che la TCH può rappresentare per l’elaborazione del lutto e per calmare l’angoscia davanti al fenomeno morte. La dottoressa Castello, fondatrice dell’A.R.T., ha partecipato a uno di questi atelier e ha riferito sull’importanza di quella stupenda esperienza.

Trovate tutta la diretta con il dottor Jean Jacques Charbonier nel video realizzato da SpazioTesla. Alla luce del sucesso riscontrato, è stato messo in cantiere un nuovo collegamento con il Dottor Charbonier, sempre tradotto dalla dott.ssa Castello, previsto per settembre. Se avete quindi domande o riflessioni sul tema che volete proporre potete inviarcele via mail a: artlabagnata@gmail.com