Una grande dama delle cure palliative ci ha lasciato

martedì, luglio 3rd, 2018

Sfap

Tutti i professionisti e i volontari conoscono il suo nome: Chantal CATANT. Tutti noi che lavoriamo o facciamo volontariato in questo campo sappiamo quanto le dobbiamo…

Ho parlato con Chantal circa dieci giorni fa e mi diceva di sentirsi molto stanca.

Si lamentava di dolori osteoartritici difficili da controllare. Anche così non ha mai perso interesse per tutto ciò che stava accadendo intorno a lei.

Ha sempre avuto lo stesso spirito che conosciamo: non voler disturbare gli altri, indignarsi contro l’ingiustizia, contro le decisioni del governo che rifiuta di aiutare i migranti, ecc.

Lei è stata per me una grande amica e mi ha insegnato molto. L’ho incontrata a Parigi nel 1996, subito dopo la morte di mio marito. Era all’epoca presidente di Jalmalv. Quando ho deciso di creare l’associazione di volontariato che porta il nome di mio marito, ormai riconosciuta come un Onlus in Italia, e di organizzare una conferenza internazionale sulle cure palliative, il sostegno e il ruolo dei volontari, lei vi ha aderito immediatamente e mi ha aiutato a invitare relatori, medici, infermieri, psicologi, volontari… La nostra collaborazione è continuata negli anni. Credendo fermamente in una cultura latina delle cure palliative, ho organizzato con il suo aiuto delegazioni di operatori sanitari italiani per creare scambi di esperienze tra i due paesi. Poi ho portato professionisti francesi in Italia. Quante esperienze, congressi della SFAP o di JALMALV abbiamo condiviso!

 

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Italia, 1999: il Dr. Jean Michel Lassaunière, Amanda Castello, Chantal Catant, la rappresentante di Jeanne Garnier, Martine Nectoux, la suora medico responsabile dell’hospice Piccole Figlie di Parma

 

Quando venni a sapere del terribile incidente stradale che aveva vissuto e dove morì suo marito, presi il primo aereo per andare a trovarla. Tra la vita e la morte in terapia intensiva per tanto tempo, ha faticato molto e ha vinto anche quella battaglia. Donna di vasta cultura, instancabile e combattiva, ha mantenuto il suo impegno per lo sviluppo delle cure palliative.

 

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Recentemente la morte di suo figlio a seguito di una grave malattia l’aveva colpita profondamente, ma ancora una volta si era ripresa. “L’invecchiamento è un’arte”, mi diceva. Cavaliere della Legione d’Onore, a riconoscimento della sua attività per le cure palliative in Francia, Chantal non ne faceva mai menzione così grande era la sua modestia.

 

Avevamo conversazioni profonde, sia politiche che filosofiche, per telefono o quando le facevo visita a casa sua. Non mancava mai di offrirmi una coppa di Champagne che era diventato un rituale tra noi. Amava cucinare i prodotti naturali che comprava dalla sua Amap. L’avevo convinta, non senza difficoltà, che era molto simpatico mangiare sul tavolo della cucina e ridevamo come due ragazze del college che fanno un picnic.

 

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Aveva scritto la prefazione del mio libro “Un Alien chiamato Dottor Crabe” nel 2000 ed è rimasta al mio fianco, angelo custode che si interessava sempre per la mia salute, la mia attività e la nostra associazione di cui era membro.

Lei mi mancherà. Ma so dov’è e so che sta bene. Jacques, suo marito, e Jean-Pierre, suo figlio, sono certamente venuti ad accoglierla.

 

Amanda Castello


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La cerimonia si terrà mercoledì 4 luglio alle 15:00
nella Chiesa di Cristo Resuscitato a Bondy Avenue Suzanne Buisson
Bondy (Seine Saint Denis) France

 

Qualche nota biografica

Dirigente infermieristica, è uno dei fondatori del movimento delle cure palliative in Francia. Ha partecipato alla creazione della Società Francese di accompagnamento e Cure Palliative (Sfap) e dell’Associazione JALMALV di cui è stata la presidente della sezione JALMALV Île-de-France, già membro della Federazione francese JALMALV, responsabile della commissione volontari della Federazione e membro del Direttivo dell’Associazione Vivre Son Deuil.

Per la sua lunga attività dedicata all’assistenza e all’accompagnamento del malato in fase terminale e alla promozione delle cure palliative, Chantal Catant ha ricevuto, nel maggio 2000, la Legione d’Onore, altissima onorificenza della Repubblica Francese e pochi anni dopo è stata fatta Chevalier .

Numerosi sono i suoi articoli, interviste, corsi di formazione durante gli oltre 50 anni di attività professionale e sociale.

Membro d’onore di numerose istituzioni di cure palliative, sempre alla ricerca di un miglioramento della salute e della qualità della vita, si è dedicata per diversi anni all’AMAP (Associazione per il mantenimento di un’agricoltura contadina “con una stretta collaborazione tra un gruppo di consumatori e aziende agricole locali, con l’obiettivo di sviluppare un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, sostenibile e locale “.)

Chantal Catant era membro dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. Onlus fondato da Amanda Castello.

 

René Niffeler, Hanny Niffeler, Chiara Marenghi, Martine Nectoux

 

 

Pittura, scultura, musica, letteratura italiana in Francia… c’è anche la nostra Padì :)

mercoledì, settembre 26th, 2012

Ancora una volta diamo con piacere diffusione su questo blog ad un evento internazionale che vede in primo piano la collaborazione tra Francia e Italia. Ad unirle sarà, in questa occasione,  la cultura, in particolare alcuni linguaggi dell’arte: pittura, scultura, musica, letteratura.


Protagonisti saranno artisti di fama internazionale. A rappresentare l’Italia alcuni grandi amici, sostenitori e membri dell’A.R.T.:


getty_bisagniIl Maestro Getty Bisagni

Pittore di fama internazionale, ha collaborato in svariati progetti di solidarietà, prestando volentieri la sua arte e il suo talento per tutte le nobili cause. Il Maestro Bisagni nasce a Bettola, in provincia di Piacenza. Ultimati gli studi in Italia, nel 1952 si trasferisce a Parigi dopo aver frequentato l’Istituto Leonardo Da Vinci e si diploma a l’Ecole Nazionale Supérieure de L’Académie des Beaux-Arts. Nel 1965 riceve il Primo Premio del Consiglio Generale della Senna e nel 1967 vince l’ambitissimo premio di New York e, poi, il Premio d’Onore al Salon des Beaux-Arts. Dal 1969, è Delegato ufficiale per l’Italia delle Arts-Sciences-Lettres francesi patrocinato dall’Accademia di Francia. Nel 1995, la Galleria Ricci Oddi di Piacenza acquista l’opera Prison pour poissons del 1980. Nel 1999, l’opera Il cavallo e la guerra viene collocata al Museo Palazzo Farnese di Piacenza. Moltissime le mostre e numerosi i premi e le onorificenze vinti dall’artista.

 



Franca Franchi

Nata a Piacenza nel 1961, da oltre venti anni si dedica alla professione di avvocato e, al contempo,  esprime la sua inclinazione artistica, manifestatasi già durante l’adolescenza attraverso la pittura con risultati riconosciuti in concorsi promossi anche dalla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, con la creazione di ambienti realizzati in dimore di svariata tipologia. Nel 2008, pur continuando a svolgere la professione di avvocato, recupera e canalizza le fila del proprio percorso artistico. L’artista utilizza specchi e vetri unicamente di scarto che frantuma per ricomporli in splendide opere che trasmettono armonia e solarità, vere emozioni visive. Al cuore dell’indagine artistica e  umana c’è la ricerca dell’armonia. La tensione verso quest’ultima si manifesta dunque attraverso il risultato compositivo.

 

 

 

 

 

Stefano Gueresi

Nato a Mantova il 21 aprile 1960, ha svolto studi pianistici con la concertista Elisabeth Muller Vivanti e studi di composizione con John Paynter. E’ iscritto alla SIAE in qualità di Autore e Compositore. Compone musica evocativa di luoghi e tempi lontani e fantastici, che affonda le sue radici tanto nella tradizione classica tout-court che nel pop romantico-sinfonico degli anni Settanta. Critico musicale, nel 2003 è stato designato come rappresentante del Comune nel CdA del Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova.

 

 

 

 

 

 

L’evento

Ad ospitare mostre, rassegne e concerti che vedranno protagonisti i nostri grandi artisti sarà  il Festival international de l’Association des Peintres, Poètes Européens Libres.
Sottotitolo dell’evento per il 2012: L’Italie à l’honneur. La prestigiosa manifestazione si terrà a Biscarrosse dal 29 settembre al 6 ottobre 2012.


 


Tanti gli eventi che costellano il ricco programma ideato dall’Associazione APPEL e dal suo Presidente, Jean-Claude Blondin, in collaborazione con il Comune di Biscarrosse.

 


All’interno del Festival Internazionale, centrale sarà la presentazione di un opera che sta particolarmente a cuore alla nostra Associazione, un libro  prezioso per tutti coloro che si occupano di cure palliative, aiuto al lutto ed educazione: «Padi et l’aventure de la vie» di Amanda Castello, fondatrice e già presidente dell’A.R.T.


 

Il libro è stato presentato per la prima volta in Francia durante il 18° Congresso Nazionale della SFAP, Società Francese di Accompagnamento e Cure Palliative, a Strasburgo nel giugno scorso, riscontrando un grande interesse tra i professionisti delle cure palliative. Per chi di voi non lo conoscesse ancora, ecco una sintetica presentazione dell’opera:

Il libro, pubblicato in francese nell’aprile 2012 con il titolo “Padi et l’aventure de la vie”, è frutto della pluriennale esperienza professionale della dr.ssa Castello nelle cure palliative, accompagnamento e sostegno al lutto, e dell’Associazione A.R.T. che ha fondato nel 1997. Padì è il personaggio che rappresenta il lavoro portato avanti con l’A.R.T. con il percorso Padì – Parole Discrete per il sostegno dei più giovani che affrontano le delicate esperienze della malattia grave di un loro caro e del lutto. E’ in fase di pubblicazione l’edizione italiana intitolata “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” che sarà presentata all’interno del XIX Congresso Nazionale SICP (Società Italiana di Cure Palliative) a Torino in ottobre 2012.

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Padì disegnata da Michela Salotti,
illustratrice del libro nell’edizione francese e italiana.
Il disegno originale di Padì è stato creato da Maria Grazia Di Stefano.

Il libro scritto da Amanda Castello nasce con l’obiettivo di aiutare i più piccoli ad affrontare emozioni delicate. La difficoltà di aprire un dialogo con i giovani sulla fine della vita e sulle emozioni legate al lutto accomuna molti adulti, sia che ricoprano un ruolo genitoriale, scolastico, sanitario o educativo. Il confronto con la realtà della perdita non è solo fonte di dolore, ma crea un particolare disagio nel momento in cui ci si trova a doverlo giustificare agli occhi di un bambino che chiede risposte chiare e veritiere.

In tal senso, il libro A spasso con Padì lungo il ciclo della vita vuole offrire agli adulti una possibilità di dialogo importante: restituire alla morte la sua naturalità nel processo del vivere, parlandone in modo semplice, adatto ai tempi e alle modalità di comprensione del bambino, favorendo la manifestazione delle emozioni e lo scambio delle stesse tra attori grandi e piccoli.

I temi della perdita e dell’irreversibilità del fenomeno morte sono sviluppati ne A spasso con Padì lungo il ciclo della vita in una struttura narrativa e didattica adatta ai bambini dai 7 anni in su. Il volume può essere letto autonomamente dal giovane lettore e, al contempo, divenire un supporto educativo per gli adulti per spiegare le delicate tematiche ai più piccoli.

Grazie all’opera A spasso con Padì lungo il ciclo della vita l’adulto trova una modalità per rispondere al bisogno del bambino di essere informato e formato per affrontare l’evento drammatico e elaborare poi il suo lutto. La verità è necessaria, perché protegge dall’inganno e quindi rassicura. La lettura condivisa del libro permette di gestire la comunicazione della verità in modo adeguato, offrendola nelle giuste dosi, affinché il bambino possa integrare progressivamente il cambiamento irreversibile nella sua vita.

Nel libro, un opuscolo staccabile destinato agli adulti illustra la finalità dell’opera e rappresenta una guida metodologica per il suo corretto utilizzo.

A spasso con Padì lungo il ciclo della vita è il primo volume della collana I Racconti di Padì che mira a trattare argomenti utili alla fase di crescita dei giovani lettori.

 

 Padì disegnata da Michela Salotti, illustratrice del libro nell'edizione francese e italiana. Il disegno originale di Padì è stato creato da Maria Grazia Di Stefano.

La copertina dell'edizione francese del libro

 

 

Le cure palliative a Strasburgo, continuiamo?

giovedì, agosto 2nd, 2012
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Catedrale di Strasburgo

Continuiamo a parlarvi del 18° Congresso della SFAP, Società Francese di Accompagnamento e Cure Palliative , che si è tenuto a Strasburgo in giugno.

L’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T. è stata l’unica associazione italiana invitata. A rappresentare l’Italia in quest’importante appuntamento, la nostra fondatrice Amanda Castello.

Prima di entrare negli aspetti specifici del 18° Congresso della SFAP, diamo la parola ad Amanda Castello, in quanto ci ha subito incuriosito al suo ritorno del congresso con alcune  impressioni e sensazioni riferite. Analizzaremo i contenuti del congresso nei prossimi post. Abbiamo tutti la testa più leggera in questo periodo festivo e rimandiamo volutamente le analisi più serie tra qualche settimane.

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18° Congresso della SFAP a Strasburgo. Plenaria

Intervista ad Amanda Castello, fondatrice dell’A.R.T.

– Amanda, ora che quest’incontro nazionale si è concluso, vorremmo che ci dicessi quali sono le tue prime impressioni.

– Prima di tutto direi che è stato un Congresso davvero ben organizzato a tutti i livelli e ricco di contributi originali. Non è la prima volta che partecipo ad un incontro in Francia nel campo delle Cure Palliative, e quello che mi colpisce sempre è che in scaletta, oltre alle persone che hanno fatto la storia delle Cure Palliative in Francia, si propongono interventi con nuove ed originali esperienze estremamente ricche. Non si vedono ogni volta le stesse facce, non si leggono sempre gli stessi nomi. Il Comitato Scientifico è molto rigido sulla selezione degli interventi e su quella dei relatori, sia nelle plenarie che nei gruppi di lavoro (ateliers). La qualità degli interventi ne è in questo modo preservata.

La prima impressione è prima di tutto l’importanza della partecipazione. Per un Congresso Nazionale, 2500 partecipanti mi sembra un segnale di vivacità delle Cure Palliative! Tra di noi tantissimi medici, infermieri, psicologi e volontari di accompagnamento.

– Amanda, quando abbiamo scambiato al tuo ritorno, hai sottolineato un aspetto curioso. L’argomento Cure Palliative, fine della vita, eutanasia, sono tutte tematiche difficili da trattare ma hai evidenziato una caratteristica nel congresso che potremmo dire gioiosa, ironica. Come è possibile?

– Alla gioia e al senso dell’umorismo aggiungerei uno spirito di condivisione, di amicizia e di tranquillità. E’ questo che ho provato.

Per esempio non ho visto una rigida separazione tra la parte scientifica, intellettuale, di ricerca, di lavoro e la parte culturale, di animazione, ludica. Sono state ben integrate l’una con l’altra. Ogni mattina, la plenaria presentavo alcuni temi considerati dagli organizzatori di utilità e d’interesse per ciascun partecipante, qualsiasi fosse la specializzazione. Durante gli interventi, un fumettista, come quelli che di tanto in tanto vediamo in qualche trasmissione televisiva, prestando estrema attenzione all’argomento trattato dall’oratore, illustrava un aspetto del discorso con una vignetta. Le vignette che intervallavano interventi spesso molto impegnativi sollevavano l’animo del pubblico e permettevano di distendersi con sorrisi e aperte risate. I relatori avevano naturalmente dato il loro accordo.

Un’altra idea geniale degli organizzatori è stata quella di sollecitare la presenza di un gruppo d’improvvisazione teatrale formato da due uomini e una donna. Si sono alternati nei ruoli di medico di cure palliative, medico non palliativista, amministratore o direttore di una struttura, legislatore, giudice o anche della morte stessa. L’ironia pungente dello sketch sottolineava meglio di tanti discorsi un tema, una difficoltà, una contraddizione, etc.

Dopo ogni relazione in Plenaria, era prevista una pausa gestita con un’improvvisazione del gruppo teatrale. I loro interventi erano davvero geniali: dopo aver preso appunti, rappresentavano in modo ironico ma sincero gli argomenti trattati, senza ridicolizzare i temi così delicati come la fine della vita, domande di eutanasia, di assistenza spirituale… Non ho mai riso tanto ad un congresso di cure palliative! Ma neanche a qualsiasi altro congresso!

 

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improvisazione teatrale sulle cure palliative durante la plenaria
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Il dr. Malet, specialiste di cure palliative coinvolto dagli attori durante la Plenaria dopo la sua relazione

 

– Amanda, ci hai anche parlato di un ricevimento, un garden party.

– Sì, un garden party si è svolto in un luogo assolutamente splendido che si chiama Orangerie, un edificio costruito per Josephine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone Bonaparte, e che appartiene oggi al comune di Strasburgo. Un giardino botanico stupefacente, traboccante di fiori. Sui camini dell’edificio si trovavano giganteschi nidi di cicogne che là stavano coi loro piccoli.

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Le cicogne e i loro piccoli ci aspettavano sui tetti del Palais de l'Orangerie

 

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I congressisti si dirigono alla Garden Party- Palais de l'Orangerie

 

Con il benvenuto degli organizzatori e l’accoglienza di un’orchestra, ci aspettava uno splendido aperitivo con vini dell’Alsazia a profusione ed un ricchissimo buffet. Il tutto con un contributo di soli 10 euro. Dietro all’organizzazione naturalmente vi erano l’aiuto degli sponsor: ciò ha permesso a tutti di poter partecipare, di avere momenti piacevoli e stimolanti scambi. Durante il ricevimento, passavano dei prestigiatori. Un clima rilassante, che ha permesso buoni scambi tra i partecipanti.

– Tra le altre iniziative culturali tu hai segnalato il gran finale, la sorpresa.

– Sì, sabato in tarda mattinata, con la fine del congresso, che ha visto rimanere ogni singolo partecipante, c’è stata la  comunicazione dei cambiamenti alla direzione SFAP.
Dopo, si sono esibiti i Gospel Kids, un gruppo di ragazzini di diverse età, dai bambini agli adolescenti.

Hanno cantato meravigliosamente. Vi farò ascoltare l’inno dell’Africa del sud cantato in Swahili da questi bambini, a Strasburgo.


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Il meraviglioso gruppo GODSPEL KIDS e il suo direttore
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Una giovanissima cantante del gruppo Godspel Kids

– Ti ringraziamo Amanda. Affronteremo argomenti più scientifici nel campo delle cure palliative prossimamente e in particolare l’intervento dell’A.R.T.  con il lavoro di Padì e la presentazione del tuo libro.

Venite con noi a Strasburgo? Le cure palliative al di là delle frontiere.

martedì, luglio 10th, 2012

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Si è appena concluso in Francia, nella città di Strasburgo, il 18° Congresso Nazionale della SFAP, Società Francese di Accompagnamento e Cure Palliative, con il tema “Al di là delle frontiere”. Strasburgo è la sede del Consiglio dell’Europa. La scelta di questa “Città Frontiera” come sede dell’incontro riveste un significato particolare.

Strasburgo è anche la capitale dell’Alsazia che simbolicamente rappresenta, per sua sfortuna, la mobilità delle sue frontiere. In effetti la regione ha subito varie volte lo spostamento dei suoi confini; nei secoli precedenti si è trovata ad essere talvolta francese talvolta tedesca per le varie guerre combattute. E’ una terra molto segnata dalla storia: ha visto cambiare il suo nome, la sua lingua, ma si è anche arricchita dai diversi apporti culturali. Le modifiche di frontiere non hanno avuto soltanto aspetti negativi, ma hanno favorito  un’osmosi tra modi di vivere, di pensare, di mangiare, di usanze. L’Alsazia è stata scelta per poter confrontarsi su difficoltà e limiti tecnici,umani, sociali, che si verificano quando parliamo di Cure Palliative e Accompagnamento.


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Uno scorcio del centro di Strasburgo

La Presidente del Comitato Scientifico, Dott.ssa Anna Simon e il Presidente del Comitato Organizzativo Dr. Robert Matiss, nella presentazione del programma della conferenza, affermano: “Da tre decenni le Cure Palliative hanno fatto progressi considerevoli in Francia. Iniziate dalla geriatria e dall’oncologia si sono aperte poi a numerosi campi. Dalla neonatologia all’età molto avanzata; dal domicilio ai servizi iper-specializzati. Progressi importanti sono stati realizzati nella presa in carico dei sintomi e nella considerazione della dimensione psichica della persona.

Tutto ciò si è potuto verificare grazie ad importanti passi legislativi svolti in tal senso. L’evoluzione ha modellato i contorni di una disciplina con dei saper fare e dei saper essere. Riflessioni etiche e filosofiche sono emerse arricchendo i dibattiti.

La dr.ssa Simon e il dr. Matiss hanno espresso il desiderio che durante il congresso fosse possibile il verificare che tutti questi aspetti, che sono come delle frontiere, siano nello stesso modo “rassicuranti e normative”, ma nello stesso modo anche relative flessibile.


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La dr.ssa Simon e il dr. Matiss Fotografia di David Rodrigues

 

L’obiettivo del XVIII congresso della SFAP era di poter “analizzare” i limiti nella nostra pratica per essere in grado di identificarli, rispettarli, spostarli, oltrepassarli e forse anche ridefinirli. “Al di là delle frontiere” significa per gli organizzatori guardare anche verso i vicini tedeschi, svizzeri, lussemburghesi, belgi, al fine di poterci arricchire delle loro culture e dei loro approcci. Noi aggiungeremmo che la frontiera si è estesa all’Italia giacché l’A.R.T. è stata l’unica associazione italiana invitata a presentare una relazione in questo importante Congresso. In effetti l’A.R.T. ha partecipato nell’atelier C5 “Lutti e riti” con l’intervento dal titolo: “Malattia inguaribile. Accompagnamento, decessi: esperienza italiana Padì A.R.T. destinata ai giovani” La presentazione è stata fatta dalla dr.ssa Amanda Castello, fondatrice dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità.

L’A.R.T. avrà il piacere di presentare ogni settimana un’informazione sul congresso, perché consideriamo che lo scambio tra operatori, professionisti come volontari di accompagnamento, sia assolutamente fondamentale indipendentemente dalla lingua con la quale si esprimono. L’A.R.T., dal 1997, anno della sua fondazione, ha sempre privilegiato questi contatti e scambi. In particolare con il mondo delle cure palliative francesi l’A.R.T. ha, da allora, dei rapporti molto stretti. Ha organizzato delegazioni di professionisti e volontari dall’Italia verso la Francia e dalla Francia verso l’Italia con scambi, congressi, relazioni… L’A.R.T. ha sempre ritenuto che una “visione latina” delle cure palliative fosse da privilegiare rispetto a una “visione anglosassone”, considerando il tessuto, il substrato culturale, filosofico, religioso, spirituale, sociale delle nostre società. Il concetto di famiglia tra l’Italia e la Francia infatti è sicuramente più simile che tra l’Italia e la Gran Bretagna o gli Stati Uniti. Ciò non significa però negarsi esperienze derivanti da approcci di altre culture.

Da segnalare anche la giornata precongressuale di mercoledì 27 giugno 2012. Una giornata estremamente importante e molto originale, che aveva come tema l’aromaterapia nelle cure palliative. Questa giornata, svoltasi all’ospedale civile di Strasburgo, è stata fondamentale per parlare della pratica dell’aromaterapia per stare meglio in genere, ma specialmente sull’utilità di queste quint’essenze vegetali per accompagnare lo spirito fino all’ultimo viaggio. Infine è stata presentata l’applicazione dell’aromaterapia in un’unità di cure palliative belga, esperienza attiva da oltre 5 anni.


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Il vecchio Ospedale di Strasburgo

 

Durante le prossime settimane daremo spazio ad alcune rilevanti relazioni dei partecipanti al Congresso e naturalmente a quella della nostra fondatrice, spiegando anche tutti i progetti che sono sorti a seguito del suo intervento a Strasburgo.

 

Seguiteci sul blog della nostra Associazione per interventi, post, articoli sul 18° Congresso Nazionale SFAP.

 

 

Congresso Internazionale Cure Palliative e Accompagnamento: l’articolo e i video

venerdì, ottobre 7th, 2011

cure palliative sfap art

E’ stato pubblicato sul quotidiano Libertà del 6 Ottobre 2011 un importante articolo che ci teniamo a condividere con tutti i lettori del nostro blog. All’interno il reportage della dr.ssa Amanda Castello, fondatrice dell’A.R.T., su un evento di portata internazionale: il 1°Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative, tenutosi a Lyon nel giugno scorso.

 

Organizzato dalla Società Francese di Cure Palliative e Accompagnamento SFAP, l’importante congresso internazionale si è poggiato su un programma ricco di interventi dall’alto valore scientifico e culturale. Tema cardine del Congresso è stato “l’incontro delle nostre diversità”. La diversità delle nostre culture, delle nostre organizzazioni, delle nostre pratiche sarà fonte di scambio e di arricchimento reciproco, tanto a livello scientifico quanto culturale. La lingua francese è il nostro strumento comune, le cure palliative il nostro legame e il nostro obiettivo, così ha commentato Anne Richard, Presidente della SFAP.

L’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. ha avuto l’onore di essere tra i relatori del Congresso Internazionale. Giovedì 30 Giugno infatti la dr.ssa Amanda Castello, ha tenuto l’intervento dal titolo “Malattia inguaribile e lutto: l’esperienza italiana Padì – A.R.T. destinata ai giovani.

Padì A.R.T.

Padì, emblema del percorso ideato dall'A.R.T., disegnata da Maria Grazia Di Stefano

Padì – Parole Discrete è il percorso destinato ai bambini e adolescenti delle scuole elementari, medie inferiori e superiori ideato nel 2000. Scopo del percorso è aiutare i più giovani ad affrontare temi considerati “tabù” nella nostra società: le emozioni difficili, il dolore, la sofferenza, la malattia e la fine della vita. L’acronimo deriva da PA=parole DI=discrete.

articolo cure palliative sfap art completo

L'articolo intero pubblicato sul quotidiano Libertà

 


I video delle sessioni più importanti del Congresso disponibili sul web

Gli organizzatori hanno deciso di registrare e trasmettere in diretta TV le sessioni del Congresso ritenute di maggior interesse scientifico, culturale e divulgativo. I video sono ora disponibili sul sito SFAP. E’ quindi possibile vedere molti dei preziosi interventi svoltisi all’interno del Congresso. Un’occasione di formazione e di  arricchimento umano e professionale da non perdere per tutti i professionisti ed i volontari impegnati nelle cure palliative. Potete trovare i video, divisi per giornate, a queste pagine:

 

Il video della relazione “Malattia inguaribile e lutto: l’esperienza italiana Padì – A.R.T. destinata ai giovani.

Grazie all’ innovativa scelta organizzativa, siamo quindi in grado di condividere con tutti voi il video dell’intera relazione della dr.ssa Amanda Castello. Per vederla, è sufficiente cliccare dul pulsante play qui sotto.