E’ alle porte la terza edizione del Seminario EFT Emotional Freedom Techniques

lunedì, 31 Gennaio, 2011

Condotto da Geneviève Gagos


Traduzione simultanea e supervisione
Amanda Castello



Alla luce del successo delle passate edizioni e delle molte richieste pervenute da persone interessate al metodo, l’A.R.T. organizza a Piacenza la terza edizione del seminario di livello 1 “EFT scopri l’energia di guarigione. Le basi dell’EFT” Sabato 12 e Domenica 13 Febbraio 2011.

Le iscrizioni sono chiuse ma, a causa due disdette, c’è ancora la possibilità per 2 persone di partecipare. Trovate tutte le informazioni e i dettagli per l’iscrizione a questa pagina.


Che cos’è l’EFT?

L’EFT (Emotional Freedom Techniques) è un tipo di agopuntura emozionale senza aghi, che utilizza alcuni punti d’entrata o d’uscita dei meridiani facili da individuare. L’EFT è un metodo che permette di trattare problemi fisici e psicologici, oltre che dipendenze.

Un partecipante della seconda edizione del Seminario EFT lo prova sulla "dipendenza" dal cioccolato

E’ estremamente efficace per la riduzione dello stress e dell’ansia. Serve per lavorare su qualsiasi emozione difficile. È una tecnica naturale, senza medicinali, con risultati rapidi e duraturi che può essere praticata da adulti e bambini. Non esiste, ovviamente, garanzia assoluta che il metodo funzioni per tutti, ma offre comunque un altissimo livello di successo.




EFT: ce ne parla la dr.ssa Amanda Castello


Per approfondire il metodo EFT proponiamo di seguito il video estratto dalla Conferenza “EFT Emotional Freedom Techniques” svoltasi a Pontenure (PC) il 9 Dicembre 2010 all’interno della rassegna “La ricerca del benessere. Incontri con metodologie che favoriscono il riequilibrio psicofisico” dedicata alle terapie alternative e organizzata dal Comune di Pontenure.


Cosa potete trattare con l’EFT?


Tutto quello che vi disturba:
– stress, ansia,
– mancanza di fiducia in se stessi, timidezza,
– credenze malsane,
– blocchi, ricordi traumatici,
– pene, lutti,
– paure, attacchi di panico, fobie,
– dipendenze, abitudini nocive (tabacco, alcol ecc.),
– problemi di salute,
– insonnia, incubi,
– problemi del bambino e dell’adolescente,
– problemi alimentari (anoressia, bulimia, ecc)
– problemi di sovrappeso,
– dolori vari,

ecc.


Da dove viene l’EFT?

Il primo a lavorare “senza aghi” fu, nel 1964, il dr. Goodheart. In seguito, nel 1975, John Diamond utilizzò affermazioni positive toccando i punti dei meridiani per trattare problemi emozionali. Alcuni anni dopo, il dr. Roger Callahan ha riunito diverse teorie e metodi, sviluppando così un approccio per trattare le emozioni negative, le fobie o i traumi.
Ispirandosi a questo metodo, Gary Craig, ingegnere di Stanford, nel 1995 ha sviluppato una procedura semplificata e più efficace: l’Emotional Freedom Techniques (EFT). Da allora, l’interesse per l’EFT è cresciuto rapidamente in tutto il mondo.

L’Emotional Freedom Techniques è utile per chiunque: per le persone interessate al proprio sviluppo personale e all’apprendimento di una tecnica al 100% naturale, rapida ed efficace per stare meglio, come per quelle che lavorano nella relazione d’aiuto, oltre che al personale curante medico e infermieristico.

Link per l’approfondimento:


Metodo EFT

Esempio di applicazione del metodo EFT

Esempio di applicazione EFT con sequenza di immagini

Assistenti familiari o badanti: quale formazione in cure palliative?

venerdì, 21 Gennaio, 2011

Il disegno di Padì è opera di Maria Grazia Di Stefano

Riprendiamo con questo post l’approfondimento di alcune tematiche emerse all’interno del Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative SICP svoltosi a Roma dal 1 al 4 dicembre 2010. Nei precedenti post sul Congresso, abbiamo parlato dei momenti più significativi, dei lavori presentati dalla delegazione A.R.T. e riportato un resoconto a caldo di uno dei nostri membri presenti, Lucia Tagliaferri.

Come ricorderete, tra gli argomenti sui quali vi avevamo promesso una relazione più approfondita, vi era il ruolo delle Assistenti Familiari nell’accompagnamento della persona in fase avanzata di malattia, per la prima volta affrontano all’interno del Congresso Nazionale SICP.

Approfondisce il tema la dr.ssa Francesca Volta, dal 2002 volontaria dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità e dal 2006 membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione.

Francesca Volta al Congresso durante la presentazione del poster A.R.T. sul percorso Padì - Parole Discrete

Nella sua attività lavorativa, Francesca Volta si occupa di formazione professionale collaborando con alcuni enti di formazione presenti sul territorio piacentino e parmense. In questo ambito svolge attività di coordinamento e tutoraggio di corsi di formazione per disabili iscritti alle Liste 68/99 e per persone in condizioni di svantaggio economico e sociale. Si occupo inoltre di organizzare stage e tirocini in aziende e collaboro nella fase di progettazione delle attività formative.

Ha preso parte alla delegazione dell’A.R.T. che ha partecipato al XXVII Congresso Nazionale SICP insieme alla dr.ssa Lucia Tagliaferri.

I membri della delegazione al Congresso con la dr.ssa Turriziani, Presidente della Società Italiana di Cure Palliative

La sua esperienza nel volontariato in cure palliative unita a quella maturata in ambito professionale, le hanno permesso di accogliere con interesse e competenza la sezione dedicata al ruolo delle Assistenti Familiari nel campo dell’assistenza ai malati inguaribili. Quanto emerso nel Congresso è stato occasione per un approfondimento, con particolare attenzione alla situazione del comune di Piacenza.

Riportiamo di seguito l’articolo sul tema della dr.ssa Francesca Volta.

“La Società Italiana di Cure Palliative ha compiuto un grande passo avanti inserendo il tema tra le sessioni del suo Congresso annuale, mettendo in luce quanto le assistenti famigliari siano una risorsa preziosa, per le famiglie come per l’èquipe di cure palliative.

In Italia le assistenti famigliari hanno oramai acquisito un ruolo fondamentale nella cura della persona a domicilio. I dati dimostrano quanto il numero delle “badanti”, come comunemente siamo abituati a definirle, sia in crescita e rappresenti una fonte ormai indispensabile di assistenza per anziani, disabili e persone ammalate. I dati ufficiali relativi al nostro paese, parlano di oltre 700.000 assistenti familiari, regolarmente assunte, non contando, naturalmente, coloro che lavorano senza contratto e che, quindi, non rientrano nelle stime ufficiali. Un numero enorme!!!

Una simile iniziativa sarebbe auspicabile anche per le assistenti familiari che vogliono, o sono già impegnate, nell’assistenza ad un malato inguaribile. Le cure palliative potrebbero essere declinate in un percorso di formazione costruito su misura per il ruolo di un’assistente famigliare.”

Si tratta prevalentemente di donne (anche se  stanno aumentando gli uomini), straniere, di diverse età e luoghi d’origine.


Svolgono una funzione essenziale per le famiglie che necessitano di un aiuto per l’assistenza di un parente anziano o ammalato, la loro presenza costituisce sia una sicurezza e un sostegno psicologico, in quanto permette ai componenti del nucleo famigliare di svolgere la propria attività lavorativa regolarmente e di avere un po’ di tempo libero, sia assistenziale, perché le badanti si occupano dell’igiene della persona e dell’ambiente domestico, della preparazione e della somministrazione dei pasti. Hanno anche un’importante funzione di controllo sulla gestione di farmaci e medicinali. Inoltre spesso costruiscono un rapporto affettivo importante con la persona che accudiscono.


La loro presenza è fondamentale se pensiamo che l’organizzazione famigliare prevede ormai da tempo che anche la donna svolga un’attività professionale fuori casa e le condizioni di lavoro richiedono una crescente flessibilità e disponibilità.

Nel comune di Piacenza, il bisogno di assistenti famigliari è molto forte: il numero di anziani e di ammalati è in aumento e per una famiglia non è facile prendersene cura, anche economicamente. L’Amministrazione comunale ha raccolto questo bisogno e nel 2010 ha emesso un bando per distribuire contributi alle famiglie con maggiori difficoltà che hanno necessità di accudire un malato in casa.

Ma che preparazione hanno le assistenti famigliari?

Esiste una formazione per chi svolge quest’attività?

Nella provincia di Piacenza sono stati organizzati negli anni passati alcuni corsi di formazione finanziati dal Fondo Sociale Europeo e un buon numero di persone ha ricevuto una formazione sia a livello sanitario che assistenziale.

Ma quando si tratta di assistere una persona in fase avanzata di malattia? Un anziano affetto da alzheimer? Un malato oncologico?

Sappiamo bene che non è possibile “improvvisarsi” in un ruolo di assistenza e cura. Per ogni tipo di patologia si richiedono un’accurata preparazione e tante competenze. Spesso l’assistente famigliare è l’interlocutore principale per il medico di famiglia o per l’équipe di assistenza domiciliare e quindi deve essere formato sui sintomi e le caratteristiche della malattia.

Da qualche anno i corsi di formazione per assistenti famigliari finanziati con fondi pubblici sono diminuiti, ma a Piacenza, grazie alla sensibilità di alcuni enti, nel 2010 sono stati realizzati dei percorsi formativi per chi desidera dedicarsi all’assistenza agli anziani. Una sorta di “scuola per badanti” gratuita che prevede lezioni di italiano, igiene, cucina e dietologia.



E’ sufficiente? Si potrebbe pensare di integrare questi percorsi con altra formazione?

Alcune relazioni presentate al Congresso hanno sottolineato il fatto che chi vive una malattia inguaribile in fase avanzata, si trova ad affrontare il dolore, l’angoscia, le paure, la sofferenza psicologica. Total pain, così lo definiva Cicely Saunders: un complesso intreccio tra dolore fisico, psicologico, relazionale e spirituale.  Tutto questo richiede, a chi decide di accompagnare la persona nel delicato percorso, competenze e capacità di accogliere che non sempre vengono “insegnate”. A volte ci si dimentica di quanto sia importante l’ascolto e si dà la prevalenza ad altro. Si ritiene sufficiente garantire un’ottima assistenza sanitaria, ma ci si dimentica dell’importanza della relazione.

Alla luce di questa complessità di cura è necessario riflettere sulla costruzione di percorsi formativi ad hoc, per garantire la miglior qualità di vita possibile a chi è accompagnato, tutelando inoltre chi accompagna.


Si potrebbe prendere spunto da un’altra interessante relazione presentata nel Congresso dalla dr.ssa Stefania Bastianello, responsabile dei progetti formativi dell’Aisla Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica onlus, dal titolo “La formazione degli assistenti famigliari di pazienti con malattie neurologiche avanzate e inguaribili”. La dr.ssa Bastianello ha raccontato in un video il percorso formativo realizzato dall’AISLA a Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, la Fondazione Luvi e l’Istituto Oncologico Europeo IEO.

In questo ambito specifico, la cura della persona è in gran parte affidata alle assistenti famigliari che garantiscono un’assistenza a domicilio, 24 ore su 24. Per le malattie neurologiche avanzate e inguaribili vale quanto detto sopra: la complessità della situazione rende necessaria una formazione ad hoc che non può essere improvvisata.

Da qui l’esigenza di realizzare uno specifico percorso formativo, che comprendesse diverse aree, dall’igiene alla farmacologia, all’apprendimento di tecniche specifiche per la mobilitazione della persona e per la comunicazione. Alla luce del successo dell’iniziativa, sono già state realizzate due edizioni (70 partecipanti) ed è al via la terza (45 partecipanti). L’importanza del corso è stata ribadita anche dal Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che ha presenziato alla cerimonia conclusiva con rimessa degli attestati della prima edizione.


Una simile iniziativa sarebbe auspicabile anche per le assistenti domiciliari che vogliono, o sono già impegnate, nell’assistenza ad un malato inguaribile. Le cure palliative potrebbero essere declinate in un percorso di formazione costruito su misura per il ruolo di un’assistente famigliare.”

Queste riflessioni e approfondimenti sono preziosi anche perché sollecitano la nascita di nuove idee e proposte. Il bisogno c’è ed è evidente. Vogliamo, quindi, iniziare a proporre risposte possibili.

Piacenza non potrebbe essere il primo comune in Italia a realizzare un corso di formazione in tal senso, così come Milano lo è stato nell’ambito della SLA? La nostra città ha dimostrato una grande sensibilità sul tema e si appresta a vedere la nascita dell’hospice cittadino che andrà ad aggiungersi a quello esistente “Una Casa per le Cure Palliative” di Borgonovo Val Tidone.


Le risorse del territorio lo permetterebbero. Oltre al Comune, che ha una lunga esperienza in merito all’aiuto delle famiglie che assistono a casa un malato grave, la sede piacentina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ospita la Facoltà di Scienze dell’Educazione e potrebbe contribuire per la stesura di programmi formativi adeguati.

L’A.R.T. da anni collabora con quest’ultima essendo sede di tirocini per studenti e sostenendo gli stessi nell’elaborazioni di tesi di laurea. Tra queste, diverse hanno avuto ad oggetto proprio i percorsi di formazioni per operatori delle cure palliative, realizzando approfondimenti bibliografici, oltre ad interessanti ricerche sperimentali. Vi si potrebbero già attingere materiale e dati per la costruzione di corsi formativi specifici.

Tre studentesse dell'Università Cattolica, facoltà di Scienze della Formazione, che hanno svolto il loro tirocinio presso l'A.R.T.

L’A.R.T., inoltre, può mettere a disposizione le competenze maturate in più di 13 anni di lavoro e ricerca sulle cure palliative a l’accompagnamento del malato grave ed inguaribile.

Il nostro territorio avrebbe la possibilità di beneficiare, poi, delle competenze di un’esperta riconosciuta a livello nazionale ed europeo nel campo della formazione in cure palliative: la dr.ssa Amanda Castello. La fondatrice dell’A.R.T. da anni infatti si dedica alla formazione del personale sanitario, in particolare dell’équipe di hospices e assistenza domiciliare in cure palliative e dei volontari di accompagnamento.

Amanda Castello relatrice al XII Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative, Firenze

Tutto questo ci pare una premessa promettente per un ottimo lavoro di squadra che potrebbe portare alla nascita del primo corso di formazione in Italia per assistenti famigliari di malati gravi e inguaribile in fase avanzata di malattia. Un percorso che ad oggi manca, ma che sicuramente potrebbe offrire un contributo prezioso al miglioramento della qualità di vita della persona malata e dei suoi cari.

Aspettiamo vostri commenti e chi fosse interessanto alla proposta ci contatti!

L'Arte del Rilassamento L’Arte del Rilassamento

Francesco Martelli

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2011: un anno di Volontariato e Solidarietà con il Calendario Padì A.R.T.

martedì, 11 Gennaio, 2011

Dopo il successo degli auguri della nostra Associazione, ci teniamo ad aprire il 2011 con un iniziativa ormai cara alle amiche ed amici dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T.:

il Calendario Padì – A.R.T.



Per presentarlo al meglio, lasciamo la parola alla protagonista, la nostra Padì!


Padì


Ciao, io sono Padì – A.R.T. Il mio nome deriva da PA Parole e DI Discrete. Padì – Parole Discrete è il percorso di formazione che realizzo con la mia équipe: andiamo nelle scuole ad ascoltare, condividere le emozioni e la sofferenza dei giovani. Insieme, è molto più facile!

Sono nata a Piacenza nel 2000, in un’associazione di volontariato che si chiama Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T.

Ecco la quinta edizione del mio Calendario. Ti farò compagnia per tutto il 2011.

Quest’anno ti voglio guidare in un viaggio alla scoperta di un mondo speciale… quello del volontariato!

Devi sapere, infatti, che il 2011 è l’Anno Europeo del Volontariato.


In Italia sono attivi più di 826.000 volontari. Offrono il loro tempo ed impegno ad una causa in cui credono, dando un contributo importante nei differenti ambiti in cui operano. Lungo i mesi del mio Calendario 2011, voglio dare voce ad alcune preziose testimonianze che promuovono il valore della solidarietà.

Sul retro di ogni mese troverai informazioni, immagini e recapiti di associazioni di volontariato attive a livello nazionale o locale su tematiche differenti. Proverò a presentarti, così, volontari, progetti e forme di solidarietà che conosco e che meritano di essere sostenute.

Non riuscirò a parlare di tutte purtroppo! Ma tu puoi continuare la ricerca!

E… non finisce qui! In tutte le edizioni del mio Calendario, mi sono impegnata per la difesa del Pianeta e di alcuni luoghi unici e preziosi. Anche per il 2011 non voglio mancare!


Ti mostrerò straordinarie immagini di zone della nostra Terra poco conosciute, da valorizzare, tutelare e proteggere.

Altra nota importante per il 2011: è stato dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Foreste per sostenere l’impegno di favorire la gestione, conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo.



Il Calendario Padì – A.R.T. 2011 ci guida quindi in un viaggio all’insegna della solidarietà, tra splendide immagini e testi che aiutano a a conoscere alcune bellissime realtà del mondo del volontariato.


Per avere una o più copie
del Calendario Padì A.R.T. 2011:


* contattateci


* recatevi presso uno dei punti di distribuzione

Libreria Book Bank
via Venturini 20/a – 29121 – Piacenza (PC)
Tel.
320 8203846
bookbank@freemail.it


Libreria Postumia
Via Emilia Pavese 105 29100 Piacenza
Tel. +39 – 0523-489984
Fax. +39 – 0523-401619
e-mail: postumia@libreriaromagnosi.com

Centro Librario Internazionale Romagnosi,
Via Romagnosi 31 -29100 Piacenza
Tel. 0523-338474
e-mail: libri@libreriaromagnosi.com

Paganini Libera e Figli (parrucchiera donna-uomo)
Via Ghizzoni, 10 – Ponte dell’Olio (PC)
Tel. 0523 877332


Potete avere il  Calendario Padì A.R.T. 2011 con una semplice offerta libera.

Un piccolo gesto che per noi vale tanto!

Richiedendo il Calendario Padì A.R.T. 2011
ci aiuterete a diffondere questi importanti messaggi e contribuirete, anche donando una cifra minima,
a sostenere la nostra Associazione.

Sul nostro blog troverete le pagine del Calendario Padì A.R.T. 2011: il fronte, con il mese, la foto e la nostra Padì che introduce il tema

e il retro, in cui si parla delle realtà di volontariato “del mese”.

Continuate a seguirci!


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EFT: così possiamo ridurre la sofferenza da stress

martedì, 14 Dicembre, 2010

Ne ha parlato la dr.ssa Amanda Castello durante la conferenza “EFT Emotional Freedom Techniques” svoltasi a Pontenure giovedì 9 dicembre scorso.


Tratto dall’articolo del quotidiano Libertà del 12 Dicembre 2010


“Dobbiamo far riferimento a ciò che la medicina orientale sa da più di 5.000 anni, cioè che siamo fatti di energia.  Partendo da questa consapevolezza, Gary Craig, ingegnere di Stanford fondatore del metodo EFT, ha scoperto che la causa di ogni emozione negativa è sempre una perturbazione del sistema energetico corporeo: con una metodica semplice, ma potente e interamente naturale, possiamo riequilibrare quel sistema e ridurre la sofferenza fisica collegata all’emotività più pesante”.


Così Amanda Castello ha introdotto al metodo “EFT Emotional Freedom Techniques” il folto pubblico intervenuto l’altra sera all’ultimo appuntamento della rassegna “La ricerca del benessere. Incontri con metodologie che favoriscono il riequilibrio psicofisico” dedicata alle terapie alternative e organizzata dal Comune di Pontenure.


Silvana Zoppi, Responsabile della Biblioteca Villa Raggio e organizzatrice del ciclo di incontri sulle terapie alternative, introduce la serata

Amanda Castello, fondatrice dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. onlus, si è formata al metodo con Geneviève Gagos, formatrice EFT Certificata livello II da Gary Craig, conseguendo la qualifica di EFT expert.


La
tecnica EFT, nata una quindicina di anni fa negli Stati Uniti grazie a Gary Craig, è oggi conosciuta in tutto il mondo e suscita un interesse sempre crescente.

Sintesi di approcci terapeutici diversi, l’EFT è una sorta di agopuntura emozionale senza aghi che agisce sui punti chiave dei meridiani corporei tramite pressione esercitata dallo stesso paziente, movimenti degli occhi, esercizi di respirazione e la ripetizione di formule liberatorie a livello psichico.


Amanda Castello durante la conferenza illustra i punti della sequenza di base di EFT


Chi fosse interessato ad avvicinare l’EFT, personale curante impegnato nella relazione d’aiuto o soggetti semplicemente attratti dalla crescita personale e dall’apprendimento di una nuova tecnica, può contare su un seminario di formazione di primo livello che sarà organizzato dall’A.R.T. a Piacenza il 12 e 13 febbraio 2011.


Scarica il depliant del seminario EFT


E’ già on-line il video con un estratto della conferenza
“EFT
Emotional Freedom Techniques”:
puoi vederlo cliccando qui


Per saperne di più sul metodo EFT:

www.amandacastello.com/EFT.html

il Prof. Gherardo Buccianti e la dr.ssa Francesca Volta durante un esercizio del Seminario EFT dell'A.R.T.

Per avere informazioni sui corsi di EFT organizzati dall’A.R.T.
www.artcurepalliative.com/formazione-EFT-2011.html


I partecipanti del Seminario "EFT: Scopri l'energia di Guarigione" organizzato dall'A.R.T a Piacenza nell'ottobre scorso


Il dolore della perdita: come aiutare i giovani?

venerdì, 30 Luglio, 2010



Una risposta formativa a questo bisogno è stata creata dall’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità con Padì – Parole Discrete.

Il personaggio di Padì disegnato da Maria Grazia Di Stefano

Padì è un percorso destinato ai bambini e adolescenti delle scuole elementari, medie inferiori e superiori ideato nel 2000 dalla fondatrice dell’A.R.T. dr.ssa Amanda Castello. Scopo del percorso è aiutare i più giovani ad affrontare temi considerati “tabù” nella nostra società: le emozioni difficili, il dolore, la sofferenza, la malattia e la fine della vita.

L’acronimo Padì deriva da PA (parole) DI (discrete). Gli studi in materia, le esperienze personali nonché le richieste di aiuto pervenute all’A.R.T. hanno indotto la dr.ssa Amanda Castello ad ideare Padì partendo dall’ipotesi iniziale che il confrontarsi su questi temi sia un bisogno dei giovani.

Un momento di Padì – Parole Discrete A.R.T. realizzato in una scuola media nella provincia di Parma (per ragioni di privacy i volti delle ragazze sono stati oscurati)

La scuola, la famiglia e i luoghi di aggregazione strutturati costituiscono ambienti privilegiati dove il fanciullo può porre delle domande, dove dovrebbe sentirsi libero di parlare e sicuro di essere ascoltato. Privare il ragazzo di questa possibilità significa contribuire al mantenimento di un atteggiamento ipocrita basato sulla negazione di aspetti della vita scottanti che ci si illude di eliminare evitando di affrontarli.

Il successo dell’iniziativa Padì, la richiesta di alcune classi di proseguire con altri incontri, il parere positivo degli insegnanti coinvolti e dei genitori e i dati raccolti nei 10 anni di attività, sono la prova che il percorso risponde all’esigenza concreta dei ragazzi di poter parlare apertamente delle loro paure, emozioni, ansie e curiosità che difficilmente riescono ad esprimere con amici, parenti e insegnanti.

Il primo programma formativo italiano basato sulla possibilità di aprire un dialogo in classe sulla fine della vita nasce proprio nella nostra città, Piacenza, più precisamente a La Bagnata di Bettola, dove ha sede l’A.R.T. Da lì, Padì è partito per coinvolgere, in seguito, numerose scuole italiane.

I primi percorsi Padì sono stati realizzati nelle scuole Medie Superiori del piacentino: il Liceo Scientifico L. Respighi, il Liceo Artistico B. Cassinari, l’Istituto G. M. Colombini, l’Istituto professionale Commercio e Turismo A. Casali, l’Istituto per l’Agricoltura G. Marcora e il Liceo Ginnasio Statale M. Gioia. In seguito, Padì è stato richiesto in varie città italiane: Milano, Novara, Borgo Val di Taro (PR), Parma, Pavia, Lecce, Roma, Cremona, Crema…

Un momento di Padì – Parole Discrete A.R.T. realizzato in una scuola media superiore A Borgo Val di Taro (PR) (per ragioni di privacy i volti dei ragazzi sono stati oscurati)

Dopo il forte riscontro e le reazioni positive dei ragazzi coinvolti, è stato possibile entrare con Padì anche nelle scuole medie inferiori, superando i timori del mondo adulto. Così, partendo da Borgonovo Val Tidone (PC), passando per Milano, Novara, Varano de Melegari (PR), Bardi (PR), Albereto (PR) e Fornovo (PR), Padì ha coinvolto molti alunni e insegnanti delle scuole medie.

Il 2006 segna l’ingresso di Padì nelle scuole elementari. La prima esperienza in provincia di Pavia dove l’équipe Padì è stata chiamata in seguito ad un evento luttuoso che aveva colpito gli alunni, la scuola e il paese: la morte accidentale di un bambino avvenuta durante l’estate.

Un momento di Padì – Parole Discrete A.R.T. realizzato in una scuola elementare a Pavia (per ragioni di privacy i volti dei bambini sono stati oscurati)

Così Padì, percorso piacentino, ha raggiunto ragazze e ragazzi di tutta Italia: più di 800 alunni sono stati coinvolti dal 2000. Il numero è in costante crescita poiché con il prossimo anno scolastico, Padì ripartirà in altri istituti: Fornovo, Albereto, Bardi, Cremona, alcuni licei piacentini…

Fondamentale importanza riveste la preparazione degli operatori che conducono il programma. La formazione è, infatti, conditio sine qua non per affrontare temi simili. Conditio da sempre al primo posto nella scala di priorità dell’A.R.T.: l’équipe Padì è composta da formatrici (prevalentemente pedagogiste…) accuratamente preparate dall’A.R.T. al metodo Padì – A.R.T. attraverso percorsi ad hoc (tirocini, convegni, supervisione, lavoro su di sé…).

Padì permette di far esperienza della possibilità di condividere in classe vissuti difficili. Troppo spesso i bambini e gli adolescenti li tacciono, nascondendosi dietro una maschera di apparente serenità o atteggiamenti di aggressività verso se stessi e gli altri. E’ fondamentale perciò aiutarli a confrontarsi sinceramente e a porsi all’ascolto dell’altro senza mai giudicare. Attraverso una metodologia esperienziale che prevede il coinvolgimento attivo dell’insegnante e degli alunni, Padì lavora su valori che possono rappresentare un valido antidoto all’indifferenza e ai soprusi che troppo spesso affliggono le cronache scolastiche di oggi.

Padì – Parole Discrete A.R.T. in un liceo di Novara (per ragioni di privacy i volti dei ragazzi sono stati oscurati)

“È stato come sfoderare la spada e scagliarla contro quel dolore e quell’odio che mi fa star male, come liberarsi da un macigno, scoprendo che attraverso una parola, una lacrima e un sorriso possiamo affrontare insieme i momenti difficili e superarli. Grazie perché ho scoperto di non essere sola” scrive una ragazza di 17 anni durante Padì.

La testimonianza di un’alunna di Parma sollecita il mondo adulto ad andare in questa direzione: “Molte volte il nostro dolore è minimizzato dicendo che siamo giovani e abbiamo una vita davanti. Ma il nostro dolore è pari, se non maggiore, a quello degli adulti proprio perché spesso alcune delle sofferenze che subiamo sono le prime e quindi non sappiamo come reagire. Il nostro dolore deve essere trattato dalle persone non come una banale sofferenza, ma come un terribile stato d’animo…”

Una ragazza protagonista di Padì – Parole Discrete A.R.T. a Piacenza (per ragioni di privacy il volto della ragazza è stato oscurato)

L’A.R.T. mette a disposizione, attraverso Padì – Parole Discrete, una risorsa pedagogica nuova per meglio comunicare. Con Padì, i nostri ragazzi imparano un altro modo di comunicare non solo informazioni, ma comportamenti sociali.

Un cartellone raccoglie le poesie, i pensieri, le riflessioni degli alunni di una 4° Liceo di Novara scritti durante Padì – Parole Discrete A.R.T.

Padì può quindi rappresentare una risorsa alla quale presidi, insegnanti, educatori e scuole possono attingere per offrire agli alunni un viaggio di crescita alla scoperta di se stessi, degli altri, delle emozioni e dei valori che danno colore e significato all’esistenza.

Volete saperne di più su Padì?

Siete interessati a realizzarlo

nella vostra città, scuola, classe?

Contattateci!