La Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia: un impegno anche per le cure palliative

mercoledì, 17 Novembre, 2010

Il 20 novembre 1989 venne approvata all´unanimità dall´Assemblea generale delle Nazioni Unite la Convenzione sui diritti dell´infanzia, ratificata anche dall´Italia nel 1991. Da lì, il 20 novembre di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia.


Nel testo della Convenzione, viene riconosciuta e garantita questa prima età della vita umana, nella convinzione che i bambini rappresentano il futuro e che per questo, sono titolari di diritti esclusivi.


La Convenzione sancisce che ogni bambino:

  • ha diritto all´uguaglianza e alla protezione dalla discriminazione, senza distinzione di razza, religione, nascita e sesso.
  • Ha diritto a un nome e ad una cittadinanza, così come alla salute, all´istruzione e alla formazione, al tempo libero, al gioco e allo svago.
  • Ha diritto a essere ascoltato, ad avere una sfera privata e a crescere in uno spirito di uguaglianza e di pace.
  • Ha diritto ad avere aiuti immediati in caso di catastrofi, alla protezione in caso di violenza, a una comunità familiare e a una casa sicura, all´assistenza in caso di menomazione.

Sono tante le associazioni e le persone impegnate affinchè tali diritti siano rispettati in tutto il mondo. Numerose saranno anche le iniziative (dibattiti, convegni, spettacoli teatrali e mostre) promosse in tutta Italia per celebrare la Giornata del 20 Novembre. Informatevi e partecipate  a quelle realizzate nella Vostra città.


Alcuni giovani amici e Alice, volontaria, durante il progetto Kamlalaf dell'associazione Africa Mission Cooperazione e Sviluppo in Uganda


Questi diritti devono essere garantiti anche per i bambini che si trovano ad affrontare la malattia grave e inguaribile. In diversi post su questo blog abbiamo affrontato il tema delle cure palliative pediatriche, dei molti medici amici dei bambini e della necessità di potenziare anche questo aspetto delle rete di cure palliative in Italia.


Disegni di Giulia Zaffaroni http://giuliazaff.blogspot.com/

Anche nella sua attività quotidiana, l’A.R.T. è a fianco dei più piccoli e delle loro famiglie. Realizza progetti educativi creati per sostenere i giovani che affrontano emozioni difficili. Tra questi, ricordiamo Padì – Parole Discrete A.R.T. ideato nel 2000 e realizzato in numerose scuole italiane.


Padì e i suoi giovani amici in un disegno di Maria Grazia Di Stefano

Anche l’11 novembre scorso, l’A.R.T. ha voluto dedicare l’evento realizzato per la XI Giornata Nazionale contro la Sofferenza Inutile della Persona Inguaribile, 11 novembre 2010, Estate di San Martino, ai più giovani. Il delicato quanto importante tema dei bambini gravemente ammalati e bisognosi delle cure palliative è stato infatti affrontato con delicatezza e poesia nello spettacolo teatrale Brevissima Storia di una bambina e di una gatta che volevano vivere aggrappate alla luna”.


l'attore Franco Collimato in un momento dello spettacolo


Per illustrare il messaggio delle cure palliative, l’attività dell’A.R.T. e il significato della Giornata Nazionale, l’A.R.T. ha scelto di realizzare un video ad hoc, pensato in particolare per i tanti giovani delle scuole piacentine presenti nel pubblico:



Nel video, la soave voce narrante di Stefania Gennari, attrice piacentina   del Gruppo Teatrale Quarta Parete, ci accompagna in un viaggio speciale, tra filmati, foto ed immagini buffe  per raccontare l’A.R.T., le cure palliative, la leggenda di Martino,  l’hospice, il significato dell’11 novembre e tanto altro ancora

Buona visione!



Il dolore della perdita: come aiutare i giovani?

venerdì, 30 Luglio, 2010



Una risposta formativa a questo bisogno è stata creata dall’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità con Padì – Parole Discrete.

Il personaggio di Padì disegnato da Maria Grazia Di Stefano

Padì è un percorso destinato ai bambini e adolescenti delle scuole elementari, medie inferiori e superiori ideato nel 2000 dalla fondatrice dell’A.R.T. dr.ssa Amanda Castello. Scopo del percorso è aiutare i più giovani ad affrontare temi considerati “tabù” nella nostra società: le emozioni difficili, il dolore, la sofferenza, la malattia e la fine della vita.

L’acronimo Padì deriva da PA (parole) DI (discrete). Gli studi in materia, le esperienze personali nonché le richieste di aiuto pervenute all’A.R.T. hanno indotto la dr.ssa Amanda Castello ad ideare Padì partendo dall’ipotesi iniziale che il confrontarsi su questi temi sia un bisogno dei giovani.

Un momento di Padì – Parole Discrete A.R.T. realizzato in una scuola media nella provincia di Parma (per ragioni di privacy i volti delle ragazze sono stati oscurati)

La scuola, la famiglia e i luoghi di aggregazione strutturati costituiscono ambienti privilegiati dove il fanciullo può porre delle domande, dove dovrebbe sentirsi libero di parlare e sicuro di essere ascoltato. Privare il ragazzo di questa possibilità significa contribuire al mantenimento di un atteggiamento ipocrita basato sulla negazione di aspetti della vita scottanti che ci si illude di eliminare evitando di affrontarli.

Il successo dell’iniziativa Padì, la richiesta di alcune classi di proseguire con altri incontri, il parere positivo degli insegnanti coinvolti e dei genitori e i dati raccolti nei 10 anni di attività, sono la prova che il percorso risponde all’esigenza concreta dei ragazzi di poter parlare apertamente delle loro paure, emozioni, ansie e curiosità che difficilmente riescono ad esprimere con amici, parenti e insegnanti.

Il primo programma formativo italiano basato sulla possibilità di aprire un dialogo in classe sulla fine della vita nasce proprio nella nostra città, Piacenza, più precisamente a La Bagnata di Bettola, dove ha sede l’A.R.T. Da lì, Padì è partito per coinvolgere, in seguito, numerose scuole italiane.

I primi percorsi Padì sono stati realizzati nelle scuole Medie Superiori del piacentino: il Liceo Scientifico L. Respighi, il Liceo Artistico B. Cassinari, l’Istituto G. M. Colombini, l’Istituto professionale Commercio e Turismo A. Casali, l’Istituto per l’Agricoltura G. Marcora e il Liceo Ginnasio Statale M. Gioia. In seguito, Padì è stato richiesto in varie città italiane: Milano, Novara, Borgo Val di Taro (PR), Parma, Pavia, Lecce, Roma, Cremona, Crema…

Un momento di Padì – Parole Discrete A.R.T. realizzato in una scuola media superiore A Borgo Val di Taro (PR) (per ragioni di privacy i volti dei ragazzi sono stati oscurati)

Dopo il forte riscontro e le reazioni positive dei ragazzi coinvolti, è stato possibile entrare con Padì anche nelle scuole medie inferiori, superando i timori del mondo adulto. Così, partendo da Borgonovo Val Tidone (PC), passando per Milano, Novara, Varano de Melegari (PR), Bardi (PR), Albereto (PR) e Fornovo (PR), Padì ha coinvolto molti alunni e insegnanti delle scuole medie.

Il 2006 segna l’ingresso di Padì nelle scuole elementari. La prima esperienza in provincia di Pavia dove l’équipe Padì è stata chiamata in seguito ad un evento luttuoso che aveva colpito gli alunni, la scuola e il paese: la morte accidentale di un bambino avvenuta durante l’estate.

Un momento di Padì – Parole Discrete A.R.T. realizzato in una scuola elementare a Pavia (per ragioni di privacy i volti dei bambini sono stati oscurati)

Così Padì, percorso piacentino, ha raggiunto ragazze e ragazzi di tutta Italia: più di 800 alunni sono stati coinvolti dal 2000. Il numero è in costante crescita poiché con il prossimo anno scolastico, Padì ripartirà in altri istituti: Fornovo, Albereto, Bardi, Cremona, alcuni licei piacentini…

Fondamentale importanza riveste la preparazione degli operatori che conducono il programma. La formazione è, infatti, conditio sine qua non per affrontare temi simili. Conditio da sempre al primo posto nella scala di priorità dell’A.R.T.: l’équipe Padì è composta da formatrici (prevalentemente pedagogiste…) accuratamente preparate dall’A.R.T. al metodo Padì – A.R.T. attraverso percorsi ad hoc (tirocini, convegni, supervisione, lavoro su di sé…).

Padì permette di far esperienza della possibilità di condividere in classe vissuti difficili. Troppo spesso i bambini e gli adolescenti li tacciono, nascondendosi dietro una maschera di apparente serenità o atteggiamenti di aggressività verso se stessi e gli altri. E’ fondamentale perciò aiutarli a confrontarsi sinceramente e a porsi all’ascolto dell’altro senza mai giudicare. Attraverso una metodologia esperienziale che prevede il coinvolgimento attivo dell’insegnante e degli alunni, Padì lavora su valori che possono rappresentare un valido antidoto all’indifferenza e ai soprusi che troppo spesso affliggono le cronache scolastiche di oggi.

Padì – Parole Discrete A.R.T. in un liceo di Novara (per ragioni di privacy i volti dei ragazzi sono stati oscurati)

“È stato come sfoderare la spada e scagliarla contro quel dolore e quell’odio che mi fa star male, come liberarsi da un macigno, scoprendo che attraverso una parola, una lacrima e un sorriso possiamo affrontare insieme i momenti difficili e superarli. Grazie perché ho scoperto di non essere sola” scrive una ragazza di 17 anni durante Padì.

La testimonianza di un’alunna di Parma sollecita il mondo adulto ad andare in questa direzione: “Molte volte il nostro dolore è minimizzato dicendo che siamo giovani e abbiamo una vita davanti. Ma il nostro dolore è pari, se non maggiore, a quello degli adulti proprio perché spesso alcune delle sofferenze che subiamo sono le prime e quindi non sappiamo come reagire. Il nostro dolore deve essere trattato dalle persone non come una banale sofferenza, ma come un terribile stato d’animo…”

Una ragazza protagonista di Padì – Parole Discrete A.R.T. a Piacenza (per ragioni di privacy il volto della ragazza è stato oscurato)

L’A.R.T. mette a disposizione, attraverso Padì – Parole Discrete, una risorsa pedagogica nuova per meglio comunicare. Con Padì, i nostri ragazzi imparano un altro modo di comunicare non solo informazioni, ma comportamenti sociali.

Un cartellone raccoglie le poesie, i pensieri, le riflessioni degli alunni di una 4° Liceo di Novara scritti durante Padì – Parole Discrete A.R.T.

Padì può quindi rappresentare una risorsa alla quale presidi, insegnanti, educatori e scuole possono attingere per offrire agli alunni un viaggio di crescita alla scoperta di se stessi, degli altri, delle emozioni e dei valori che danno colore e significato all’esistenza.

Volete saperne di più su Padì?

Siete interessati a realizzarlo

nella vostra città, scuola, classe?

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