2011: un anno di Volontariato e Solidarietà con il Calendario Padì A.R.T.

martedì, 11 Gennaio, 2011

Dopo il successo degli auguri della nostra Associazione, ci teniamo ad aprire il 2011 con un iniziativa ormai cara alle amiche ed amici dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T.:

il Calendario Padì – A.R.T.



Per presentarlo al meglio, lasciamo la parola alla protagonista, la nostra Padì!


Padì


Ciao, io sono Padì – A.R.T. Il mio nome deriva da PA Parole e DI Discrete. Padì – Parole Discrete è il percorso di formazione che realizzo con la mia équipe: andiamo nelle scuole ad ascoltare, condividere le emozioni e la sofferenza dei giovani. Insieme, è molto più facile!

Sono nata a Piacenza nel 2000, in un’associazione di volontariato che si chiama Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T.

Ecco la quinta edizione del mio Calendario. Ti farò compagnia per tutto il 2011.

Quest’anno ti voglio guidare in un viaggio alla scoperta di un mondo speciale… quello del volontariato!

Devi sapere, infatti, che il 2011 è l’Anno Europeo del Volontariato.


In Italia sono attivi più di 826.000 volontari. Offrono il loro tempo ed impegno ad una causa in cui credono, dando un contributo importante nei differenti ambiti in cui operano. Lungo i mesi del mio Calendario 2011, voglio dare voce ad alcune preziose testimonianze che promuovono il valore della solidarietà.

Sul retro di ogni mese troverai informazioni, immagini e recapiti di associazioni di volontariato attive a livello nazionale o locale su tematiche differenti. Proverò a presentarti, così, volontari, progetti e forme di solidarietà che conosco e che meritano di essere sostenute.

Non riuscirò a parlare di tutte purtroppo! Ma tu puoi continuare la ricerca!

E… non finisce qui! In tutte le edizioni del mio Calendario, mi sono impegnata per la difesa del Pianeta e di alcuni luoghi unici e preziosi. Anche per il 2011 non voglio mancare!


Ti mostrerò straordinarie immagini di zone della nostra Terra poco conosciute, da valorizzare, tutelare e proteggere.

Altra nota importante per il 2011: è stato dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Foreste per sostenere l’impegno di favorire la gestione, conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo.



Il Calendario Padì – A.R.T. 2011 ci guida quindi in un viaggio all’insegna della solidarietà, tra splendide immagini e testi che aiutano a a conoscere alcune bellissime realtà del mondo del volontariato.


Per avere una o più copie
del Calendario Padì A.R.T. 2011:


* contattateci


* recatevi presso uno dei punti di distribuzione

Libreria Book Bank
via Venturini 20/a – 29121 – Piacenza (PC)
Tel.
320 8203846
bookbank@freemail.it


Libreria Postumia
Via Emilia Pavese 105 29100 Piacenza
Tel. +39 – 0523-489984
Fax. +39 – 0523-401619
e-mail: postumia@libreriaromagnosi.com

Centro Librario Internazionale Romagnosi,
Via Romagnosi 31 -29100 Piacenza
Tel. 0523-338474
e-mail: libri@libreriaromagnosi.com

Paganini Libera e Figli (parrucchiera donna-uomo)
Via Ghizzoni, 10 – Ponte dell’Olio (PC)
Tel. 0523 877332


Potete avere il  Calendario Padì A.R.T. 2011 con una semplice offerta libera.

Un piccolo gesto che per noi vale tanto!

Richiedendo il Calendario Padì A.R.T. 2011
ci aiuterete a diffondere questi importanti messaggi e contribuirete, anche donando una cifra minima,
a sostenere la nostra Associazione.

Sul nostro blog troverete le pagine del Calendario Padì A.R.T. 2011: il fronte, con il mese, la foto e la nostra Padì che introduce il tema

e il retro, in cui si parla delle realtà di volontariato “del mese”.

Continuate a seguirci!


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Auguri luminosi dall’A.R.T.

lunedì, 20 Dicembre, 2010

Quest’anno abbiamo voluto farVi gli Auguri in un modo originale:

un piccolo video con un messaggio simpatico di alcuni membri del direttivo A.R.T.

Non perdeteVi  anche gli auguri  dei membri A.R.T. a 4 zampe

e … le nostre papere alla fine del video!!!!

Chi volesse approfondire i progetti e le iniziative citate nel video:


Partecipazione delegazione A.R.T. al Congresso Nazionale SICP
Il libro Ricordati che devi Vivere
Padì Parole Discrete
Aiuto ai bambini e adolescenti
Aiutare l’A.R.T.

Se aveste problemi a vederlo, mettete il video in pausa e aspettate che si carichi.

Buona visione!!!!!


Di ritorno dal XVII Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative a Roma: prime riflessioni

martedì, 7 Dicembre, 2010

Il Colosseo al tramonto

Come annunciato sul blog, eccoci di ritorno dal XVII Congresso SICP di Roma. Francesca Volta ed io, Lucia Tagliaferri, ne siamo entusiaste e ancora più convinte dell’importanza di partecipare ad un evento di questa importanza.

L’edizione 2010 del Congresso Nazionale della Società Italiana Cure Palliative SICP è stata, prima di tutto, una grande occasione di scambio, condivisione di percorsi ed esperienze, riflessione comune ed incontro. 1462 sono state le persone presenti tra medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali, volontari, operatori socio sanitari e altre figure professionali che fanno parte dell’équipe multidisciplinare di cure palliative.

Un momento del Congresso SICP 2010

Il programma si è presentato da subito ricco e stimolante. Nelle sessioni congressuali hanno trovato spazio tematiche rilevanti ed attuali, affrontate nella prospettiva multidisciplinare caratterizzante l’approccio delle cure palliative e che, pertanto, è importante sia rispettato negli eventi formativi:

  • la società che invecchia,
  • limitazioni terapeutiche e cure palliative,
  • il dolore,
  • informazione e consenso,
  • cure palliative e vecchiaia, fragilità e disabilità,
  • cure palliative nel malato non oncologico,
  • il bambino inguaribile e le sue criticità,
  • assistenti familiari-badanti: una risorsa importante nelle cure palliative a domicilio,
  • come integrare nella pratica le terapie complementari.

Sono solo alcuni dei topics del Congresso SICP 2010 che la nostra delegazione ha seguito con interesse.

Vorremmo relazionare nei prossimi post, seppur sinteticamente, su questi momenti formativi, con l’obiettivo soprattutto di stimolare ulteriormente la riflessione su tematiche che, crediamo, riguardino non solo gli addetti ai lavori, ma tutti noi.

Un’altra parte preziosa del Congresso SICP 2010 è stata rappresentata dai contributi portati nelle sessioni delle comunicazioni orali, video e poster. Dall’opinione degli organizzatori e dei congressisti, i lavori presentati sono stati originali ed innovativi, oltre che di alta qualità scientifica.

Anche l’A.R.T., come già scritto, ha partecipato attivamente, presentando il video “Ricordati che devi vivere” e il poster “Padì – Parole Discrete”.

La dr.ssa Lucia Tagliaferri e la dr.ssa Francesca Volta con il libro A.R.T. "Ricordati che devi vivere" presentato durante il Congresso con un video

Ci tengo a menzionare in particolare la sessione video, alla quale ho avuto il piacere di partecipare. Dal 2007, anno in cui è stata inserita, lo spazio ad essa riservato è stato sempre più importante, fino ad arrivare all’edizione 2010 nella quale le è stata dedicata un’intera giornata.

La grande partecipazione (la sala era gremita, molti seduti per terra!) e la qualità dei video presentati testimoniano l’interesse e il valore di uno spazio originale ed estremamente significativo. La modalità video permette di raccontare i progetti riportandone non solo i contenuti, ma anche le emozioni e l‘umanità di cui sono intessuti, riuscendo a far arrivare allo spettatore un’esperienza nella sua pienezza.

L’A.R.T. ha saputo cogliere questa occasione. Ogni anno ha portato un suo contributo video su esperienze diverse “affrontando temi importanti e raccontando progetti innovati con modalità originali” come ha commentato la dr.ssa Laura Piva, responsabile sella sessione video, dopo la proiezione di Ricordati che devi vivere.

La dr.ssa Laura Piva, Responsabile Struttura Semplice di Cure Palliative - A.O. San Paolo, Milano

Ho riscontrato con soddisfazione che il tema dell’aiuto a bambini ed adolescenti, fino ad alcuni anni fa quasi totalmente assente, è invece sempre più presente nei lavori dei congressisti. L’A.R.T. è stata tra le prime realtà a lavorare su questa tematica e ha fortemente voluto dar voce alle esperienze realizzate, con costanza, nel Congresso Nazionale SICP.

Dal 2003, infatti, in ogni edizione l’A.R.T. ha presentato, usando diverse modalità (poster, comunicazioni orali, relazioni in plenaria) il progetto Padì – Parole Discrete nelle sue varie realizzazioni, dal percorso a scuola, ai progetti per sensibilizzare il territorio per la nascita di un hospice, fino al sostegno individuale per i giovani che affrontano la malattia grave ed inguaribile di un loro caro ed il lutto.


Il poster di Padì - Parole Discrete esposto nella sessione dedicata del Congresso

Un riconoscimento del valore di questi progetti è arrivato da più parti durante il Congresso. Il dr. Furio Zucco, già presidente della Società Italiana di Cure Palliative e della Federazione Cure Palliative, Direttore dell’hospice di Garbagnate (MI), ha sottolineato “quanto la lunga esperienza dell’A.R.T. in questo senso sia un tesoro da condividere con le altre realtà delle cure palliative che possono trarne esempio.”


Il dr. Furio Zucco e Daisy Gay, segretaria esecutiva della FCP, con i membri della delegazione A.R.T.

Un ultima nota la merita l’attenzione data per la prima volta nel congresso al web come spazio per la diffusione della cultura delle cure palliative e la condivisione tra le persone che vi si dedicano. La dr.ssa Francesca Lazito, responsabile  nella SICP di questo nuovo approccio, ha infatti presentato una relazione dal titolo “Forum e social network: un’opportunità di comunicazione per le cure palliative”. La dr.ssa Lazito ha quindi illustrato il forum attivato sul sito della SICP al quale possono partecipare tutti i membri, confrontandosi e riportando opinioni ed esperienze su tematiche diverse proposte, di volta in volta, dal moderatore.

Altro spazio interessante mostrato ai presenti è il profilo della Società Italiana Cure Palliative su Facebook, utile per diffondere notizie e iniziative degli “amici” SICP.

L’A.R.T., da tempo impegnata su questo fronte, ha sempre creduto ed investito sul valore di “piazze” e spazi virtuali per fare rete, tra associazioni e professionisti, e sul web in generale, per sensibilizzare sui messaggi delle cure palliative. In questo senso, si impegna da diversi anni, quotidianamente, nell’aggiornamento del suo blog e del sito e con una presenza attiva sui principali social network.

Proseguiremo nel racconto del Congresso nei prossimi post del nostro blog. Tra qualche giorno la parola passerà alla dr.ssa Francesca Volta, altro membro della delegazione A.R.T.

Continuate a seguirci e non esistate a lasciare i vostri commenti sul blog!

Il dolore della perdita: come aiutare i giovani?

venerdì, 30 Luglio, 2010



Una risposta formativa a questo bisogno è stata creata dall’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità con Padì – Parole Discrete.

Il personaggio di Padì disegnato da Maria Grazia Di Stefano

Padì è un percorso destinato ai bambini e adolescenti delle scuole elementari, medie inferiori e superiori ideato nel 2000 dalla fondatrice dell’A.R.T. dr.ssa Amanda Castello. Scopo del percorso è aiutare i più giovani ad affrontare temi considerati “tabù” nella nostra società: le emozioni difficili, il dolore, la sofferenza, la malattia e la fine della vita.

L’acronimo Padì deriva da PA (parole) DI (discrete). Gli studi in materia, le esperienze personali nonché le richieste di aiuto pervenute all’A.R.T. hanno indotto la dr.ssa Amanda Castello ad ideare Padì partendo dall’ipotesi iniziale che il confrontarsi su questi temi sia un bisogno dei giovani.

Un momento di Padì – Parole Discrete A.R.T. realizzato in una scuola media nella provincia di Parma (per ragioni di privacy i volti delle ragazze sono stati oscurati)

La scuola, la famiglia e i luoghi di aggregazione strutturati costituiscono ambienti privilegiati dove il fanciullo può porre delle domande, dove dovrebbe sentirsi libero di parlare e sicuro di essere ascoltato. Privare il ragazzo di questa possibilità significa contribuire al mantenimento di un atteggiamento ipocrita basato sulla negazione di aspetti della vita scottanti che ci si illude di eliminare evitando di affrontarli.

Il successo dell’iniziativa Padì, la richiesta di alcune classi di proseguire con altri incontri, il parere positivo degli insegnanti coinvolti e dei genitori e i dati raccolti nei 10 anni di attività, sono la prova che il percorso risponde all’esigenza concreta dei ragazzi di poter parlare apertamente delle loro paure, emozioni, ansie e curiosità che difficilmente riescono ad esprimere con amici, parenti e insegnanti.

Il primo programma formativo italiano basato sulla possibilità di aprire un dialogo in classe sulla fine della vita nasce proprio nella nostra città, Piacenza, più precisamente a La Bagnata di Bettola, dove ha sede l’A.R.T. Da lì, Padì è partito per coinvolgere, in seguito, numerose scuole italiane.

I primi percorsi Padì sono stati realizzati nelle scuole Medie Superiori del piacentino: il Liceo Scientifico L. Respighi, il Liceo Artistico B. Cassinari, l’Istituto G. M. Colombini, l’Istituto professionale Commercio e Turismo A. Casali, l’Istituto per l’Agricoltura G. Marcora e il Liceo Ginnasio Statale M. Gioia. In seguito, Padì è stato richiesto in varie città italiane: Milano, Novara, Borgo Val di Taro (PR), Parma, Pavia, Lecce, Roma, Cremona, Crema…

Un momento di Padì – Parole Discrete A.R.T. realizzato in una scuola media superiore A Borgo Val di Taro (PR) (per ragioni di privacy i volti dei ragazzi sono stati oscurati)

Dopo il forte riscontro e le reazioni positive dei ragazzi coinvolti, è stato possibile entrare con Padì anche nelle scuole medie inferiori, superando i timori del mondo adulto. Così, partendo da Borgonovo Val Tidone (PC), passando per Milano, Novara, Varano de Melegari (PR), Bardi (PR), Albereto (PR) e Fornovo (PR), Padì ha coinvolto molti alunni e insegnanti delle scuole medie.

Il 2006 segna l’ingresso di Padì nelle scuole elementari. La prima esperienza in provincia di Pavia dove l’équipe Padì è stata chiamata in seguito ad un evento luttuoso che aveva colpito gli alunni, la scuola e il paese: la morte accidentale di un bambino avvenuta durante l’estate.

Un momento di Padì – Parole Discrete A.R.T. realizzato in una scuola elementare a Pavia (per ragioni di privacy i volti dei bambini sono stati oscurati)

Così Padì, percorso piacentino, ha raggiunto ragazze e ragazzi di tutta Italia: più di 800 alunni sono stati coinvolti dal 2000. Il numero è in costante crescita poiché con il prossimo anno scolastico, Padì ripartirà in altri istituti: Fornovo, Albereto, Bardi, Cremona, alcuni licei piacentini…

Fondamentale importanza riveste la preparazione degli operatori che conducono il programma. La formazione è, infatti, conditio sine qua non per affrontare temi simili. Conditio da sempre al primo posto nella scala di priorità dell’A.R.T.: l’équipe Padì è composta da formatrici (prevalentemente pedagogiste…) accuratamente preparate dall’A.R.T. al metodo Padì – A.R.T. attraverso percorsi ad hoc (tirocini, convegni, supervisione, lavoro su di sé…).

Padì permette di far esperienza della possibilità di condividere in classe vissuti difficili. Troppo spesso i bambini e gli adolescenti li tacciono, nascondendosi dietro una maschera di apparente serenità o atteggiamenti di aggressività verso se stessi e gli altri. E’ fondamentale perciò aiutarli a confrontarsi sinceramente e a porsi all’ascolto dell’altro senza mai giudicare. Attraverso una metodologia esperienziale che prevede il coinvolgimento attivo dell’insegnante e degli alunni, Padì lavora su valori che possono rappresentare un valido antidoto all’indifferenza e ai soprusi che troppo spesso affliggono le cronache scolastiche di oggi.

Padì – Parole Discrete A.R.T. in un liceo di Novara (per ragioni di privacy i volti dei ragazzi sono stati oscurati)

“È stato come sfoderare la spada e scagliarla contro quel dolore e quell’odio che mi fa star male, come liberarsi da un macigno, scoprendo che attraverso una parola, una lacrima e un sorriso possiamo affrontare insieme i momenti difficili e superarli. Grazie perché ho scoperto di non essere sola” scrive una ragazza di 17 anni durante Padì.

La testimonianza di un’alunna di Parma sollecita il mondo adulto ad andare in questa direzione: “Molte volte il nostro dolore è minimizzato dicendo che siamo giovani e abbiamo una vita davanti. Ma il nostro dolore è pari, se non maggiore, a quello degli adulti proprio perché spesso alcune delle sofferenze che subiamo sono le prime e quindi non sappiamo come reagire. Il nostro dolore deve essere trattato dalle persone non come una banale sofferenza, ma come un terribile stato d’animo…”

Una ragazza protagonista di Padì – Parole Discrete A.R.T. a Piacenza (per ragioni di privacy il volto della ragazza è stato oscurato)

L’A.R.T. mette a disposizione, attraverso Padì – Parole Discrete, una risorsa pedagogica nuova per meglio comunicare. Con Padì, i nostri ragazzi imparano un altro modo di comunicare non solo informazioni, ma comportamenti sociali.

Un cartellone raccoglie le poesie, i pensieri, le riflessioni degli alunni di una 4° Liceo di Novara scritti durante Padì – Parole Discrete A.R.T.

Padì può quindi rappresentare una risorsa alla quale presidi, insegnanti, educatori e scuole possono attingere per offrire agli alunni un viaggio di crescita alla scoperta di se stessi, degli altri, delle emozioni e dei valori che danno colore e significato all’esistenza.

Volete saperne di più su Padì?

Siete interessati a realizzarlo

nella vostra città, scuola, classe?

Contattateci!