Come si può proporre l’Eutanasia per dei minori?

sabato, dicembre 14th, 2013

Il 12 dicembre, il Senato del Belgio ha adottato, con una larga maggioranza, la proposta di legge che mira a estendere l’eutanasia ai minori.


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Non voglio morire!

50 voti contro 17! L’ultima tappa dell’iter sarà affidato alla Camera dei Rappresentanti. Le elezioni legislative si svolgeranno in maggio 2014.
Se questo progetto di legge passerà, il Belgio sarà allora il secondo paese ad autorizzare l’eutanasia per i minori dopo i Paesi Bassi. Questo rappresenta una grande preoccupazione per tutti.

Non possiamo non interrogarci su una tale decisione. Molte domande sorgono, domande che disturbano e che non possono lasciare indifferenti.


Cosa sta succedendo negli ospedali del Belgio?


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tanti sono i rischi....

 

Quello che sorprende è di constatare che nel Belgio, secondo una Commissione incaricata di controllare la pratica dell’Eutanasia nel paese, sono stati registrati, soltanto nell’anno 2012, 1432 casi dichiarati ufficialmente di eutanasia. Un aspetto interessante è che su questo totale, l’81% proveniva della comunità fiamminga e il 19% della comunità francofona cioè dalla Walonia.

La legalizzazione dell’eutanasia in Belgio risale all’anno 2012 e si applica “alle persone affette da una malattia inguaribile e da una sofferenza impossibile da calmare, a condizione che abbiano più di 18 anni e che dispongano di tutte le loro facoltà mentali.” Però la situazione è molto cambiata in quest’ultimo anno. La finalità era “passare il limite a 15 anni per il minore capace di intendere e di volere“ oppure cancellando completamente “ogni limite di età per permettere l’accesso all’eutanasia a minori considerati capaci di ragionare”.


Non si rischia di eliminare tutti quelli che sono
“un peso” per la Società?


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Chi decide se devo vivere o morire?

 

 

I senatori del Belgio avevano anche intenzione di allargare il dibattito portandolo anche sulla “possibilità di estendere la legge alle persone affette da malattie mentali degenerative” come la malattia di Alzheimer oppure anche “sul miglioramento della formazione dei medici e sulle procedure di dichiarazione anticipata”.
La situazione si è aggravata recentemente perché il legislatore potrebbe arrivare al punto di obbligare i medici obiettori a indicare ai loro pazienti che richiedono l’eutanasia il nome di un altro medico collega favorevole a questa pratica.

 

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Chi vede? Chi decide? Chi sa? Chi vuole?

 

Gli abusi con l’eutanasia sono già in atto…
Eutanasie clandestine sono  una realtà


La situazione è realmente molto preoccupante perché apre la porta ad ogni abuso. Questi abusi sono già in atto. Ci sono diverse violazioni che sono state denunciate in Belgio: una parte è dovuta alle derive di interpretazione legate a disposizioni legali non abbastanza chiare. Esiste una Commissione Federale di Controllo di Valutazione dell’Eutanasia che sembra essere molto confusa. In effetti, poco a poco viene eliminato tra le motivazioni dell’eutanasia il criterio di “una malattia grave e non guaribile” e invece riconosciuto il peso dell’”età avanzata” e della “stanchezza di vivere” come richiesta o imposizione dell’eutanasia.

La denuncia proviene dal dott. Dopchie, oncologo e medico responsabile del Servizio di Cure Palliative del Centro Ospedaliero della Walonia della Picardia, nella città di Tournais. Parla di eutanasia clandestina, fatta di “sovradosaggi abusivi di prodotti utilizzati per calmare il dolore” ma che “provocano la morte dei pazienti a insaputa loro e dei propri cari”.

Tra i casi gravi e preoccupanti di scivolamento, ricordiamo che recentemente due gemelli di 45 anni, nati sordi, hanno ricevuto su loro richiesta l’eutanasia, nel 2012, perché era stato diagnosticato loro un glaucoma che rischiava di condurli alla cecità nel futuro. Questo è un esempio tragico di applicazione di eutanasia per una valutazione su un’anticipazione di una sofferenza che potrebbe presentarsi nel futuro. Lo menziona il dott. Etienne Montero, decano della Facoltà di Diritto della città di Namur, autore dell’opera “Appuntamento con la morte. 11 anni d’eutanasia legale in Belgio” “Rendez-vous avec la mort. Onze ans d’euthanasie légale en Belgique”.

 

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un libro da leggere


Il Belgio ha paura!


La popolazione belga non si rende ancora molto conto di quello che sta succedendo. Molti universitari, giuristi e professionisti della sanità o anche semplici cittadini cominciano a protestare e a denunciare questi eccessi. Un sito Internet è stato attivato in Belgio e sta raccogliendo storie, denuncie, testimonianze. Molti operatori sanitari, operatori sociali, legali e semplici cittadini lo stanno già utilizzando. Il suo nome: “euthanasieStop“.

È importante ricordare che non si tratta di portare un giudizio o di formulare un’accusa contro il Belgio ma di far crescere una riflessione che porti a far capire che l’informazione della popolazione, e questo in qualsiasi paese, deve essere capillare e molto precisa. Non si può legiferare in modo grossolano. L’eutanasia per i minori in Belgio, se diventasse legge e trovasse medici disposti ad eseguirla, aprirebbe una porta ancora più ampia a tutti gli eccessi.

Pensiamoci bene. Quello che succede in Belgio può succedere in qualsiasi paese. Non possiamo liberarci della questione con domande a quiz come “Siete pro o contro l’eutanasia?”.


 

 

Segue….

Fonti:

  • Synthèses de presse Gènéthique du 14/01/2013, 22/01/2013 e 26/11/2013).
  • Famille Chrétienne (Antoine Pasquier) 22/11/2013
  • Liberation/AFP 12/12/2013

Evento nazionale per il mondo delle cure palliative

venerdì, novembre 8th, 2013

congresso nazionale cure palliative 2013

Molto positiva anche per quest’anno l’esperienza della delegazione A.R.T. al XX Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative, svoltosi al Palazzo della Cultura di Bologna dal 27 al 30 Ottobre 2013. La Società Italiana di Cure Palliative ha scelto per il proprio XX Congresso Nazionale il tema dell’INTEGRAZIONE come principale fil rouge congressuale.

 

Nella sua lettera di presentazione dell’evento, la Presidente uscente della SICP, dr.ssa Adriana Turriziani, spiega le ragioni della scelta

“Si vuole offrire un’occasione di confronto approfondito e competente, il più ampio possibile, sulle tematiche connesse a questo tema importante, in un momento storico nel quale le Cure Palliative italiane devono porsi l’obiettivo strategico di garantire le proprie competenze, attraverso una Rete integrata di servizi, ad una fascia di popolazione sempre più numerosa, “fragile”, con grandi bisogni,   non più limitata ai malati di cancro nei loro ultimi giorni o settimane di vita, nella consapevolezza dei cambiamenti culturali ed organizzativi che tutto ciò necessariamente comporterà. Questo Congresso si svolge all’interno di un percorso di crescita costante delle Cure Palliative nel nostro paese e la celebrazione del ventennale offre l’occasione per dare un sincero riconoscimento e ringraziamento a tutti coloro che hanno attivamente partecipato alle attività di SICP in questi anni.”

 

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Il Dr. Vittorio Guardamagna, Tesoriere FCP, Daisy Gay, Segretaria Generale FCP con la delegazione A.R.T .presente al Congresso

L’A.R.T., come ogni anno, ha partecipato all’evento con una sua delegazione composta dalle dr.sse Lucia Tagliaferri e Francesca Volta, membri del Consiglio Direttivo A.R.T. e da Deanna Rossi, studentessa di Medicina e attiva volontaria dell’Associazione.

La delegazione ha preso parte attivamente a diverse sessioni, workshop e condiviso i progetti dell’A.R.T. attraverso presentazioni che hanno ottenuto un significativo riscontro. Nella prima giornata congressuale, è stato mostrato il video sul libro “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” scritto dalla Fondatrice dell’A.R.T. la dr.ssa Amanda Castello, all’interno della Sessione Video.

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Il libro "A spasso con Padì lungo il ciclo della vita"

Attraverso le testimonianze di alcuni lettori, giovani e adulti, e gli estratti di una conferenza dell’autrice, il filmato ha raccontato ai molti presenti l’opera promossa dall’A.R.T.  cha aiuta i più giovani che affrontano la malattia e la perdita. Tanti operatori e volontari sono ripartiti da Bologna con la copia del libro che utilizzeranno nelle loro realtà di cure palliative, ma anche in famiglia, come ci hanno tenuto a precisare, perché i temi trattai riguardano tutti, non solo gli addetti ai lavori. (come ordinare una copia del libro)


 

 

 

Altro momento particolarmente significativo per il lavoro dell’A.R.T. è stato il workshop organizzato dalla Federazione Cure Palliative per permettere alle associazioni aderenti di fare il punto e confrontarsi sui percorsi proposti alle scuole e ai giovani. La nostra Associazione è stata tra le prime in Italia ad occuparsi del tema con il Percorso Padì Parole Discrete, realizzato ormai da 13 anni in tante città italiane. Padì è quindi un utile riferimento per tanti che da poco si approcciano al tema. L’équipe di Padì A.R.T. ha messo a disposizione della Federazione la sua competenza ed esperienza per supportare le associazioni che desiderano intraprendere percorsi di sensibilizzazione ed educazione nelle scuole.

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Alcuni momenti del Percorso Padì

Nei prossimi post daremo spazio alle testimonianze delle volontarie della delegazione dell’A.R.T. per scoprire quanto emerso dal Congresso e ascoltare il loro personale vissuto.

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Grave rischio per le cure palliative in Italia

giovedì, ottobre 17th, 2013

Un decreto attuativo della legge 38/10 rischia di compromettere le cure palliative in Italia: metà dei medici palliativisti potrebbero non essere più autorizzati ad assistere i malati inguaribili.

 

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Questo l’allarme lanciato dalla Federazione Cure Palliative, di cui l’A.R.T. è membro, attraverso un comunicato stampa a firma del Presidente, il Dr. Luca Moroni. Il tema è urgente ed importante e ci riguarda tutti da vicino. Come volontari e come professionisti delle cure palliative, ma prima di tutto come cittadini. Di seguito riportiamo il testo integrale del Comunicato con l’obiettivo di darne massima diffusione.


La legge 38/2010 sancisce il diritto per i malati inguaribili ad accedere alle cure palliative; uno dei passaggi attuativi prevede la definizione delle “figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo delle cure palliative” (art 5 comma 2) al fine di garantire, per il futuro, un percorso formativo certo ed uniforme per i professionisti. Si tratta di un passaggio importante che deve però tenere conto delle caratteristiche degli oltre 2000 medici che oggi consentono l’operatività degli Hospice e delle cure palliative domiciliari.

Le indagini di Federazione Cure Palliative (FCP) e della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) indicano infatti che la metà dei medici palliativisti non possiede una delle specialità indicate dalla legge 38 e un terzo non ha alcuna specialità. Si tratta di professionisti con diversi anni di esperienza, detentori oggi delle più elevate competenze nel nostro paese. Si tratta di coloro che hanno contribuito a fare la storia delle cure palliative italiane, permettendone lo sviluppo in una fase pionieristica e rappresentano una risorsa indispensabile per garantire l’attività di assistenza ai pazienti.

Le cure palliative si stanno sviluppando finalmente anche in Italia, grazie all’impegno del mondo professionale, dei 5000 volontari e delle 75 Associazioni che aderiscono alla FCP. Abbiamo potuto osservare in questi anni l’impegno del Parlamento, dei Ministri Fazio, Balduzzi e Lorenzin così come di molte Giunte Regionali. Sarebbe oggi imperdonabile che proprio un decreto attuativo della legge 38, invece di tutelare i pazienti e le loro famiglie, riportasse l’Italia alla condizione degli anni 80, quando i 250.000 malati che ogni anno affrontano una fase terminale erano privi di qualunque forma di tutela.

È indispensabile che vengano preservate e riconosciute le competenze acquisite sul campo in questi anni da medici senza specializzazione o con specialità diverse da quelle previste dalla disciplina, un provvedimento che riguardi un periodo transitorio, in attesa che i giovani medici concludano i nuovi iter formativi in via di definizione. Senza questi medici la maggior parte degli Hospice e delle equipe di cure palliative domiciliari sarebbero costretti a chiudere.

Giovedì 17 ottobre si riunisce la Conferenza Stato-Regioni per discutere l’accordo. Attendiamo con forte attenzione di conoscerne i contenuti, fiduciosi che si possano individuare soluzioni adeguate al livello di preoccupazione che la materia propone.

Luca Moroni
Presidente della Federazione Cure Palliative

 

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Il dr. Luca Moroni con la Segretaria Generale della FCP, Daisy Gay, alcuni membri del Consiglio Direttivo FCP due rappresentanti del Direttivo A.R.T. al Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un viaggio alla scoperta di emozioni e sentimenti delicati e complessi

giovedì, gennaio 17th, 2013

libro aiuto bambini lutto

A condurci in questo viaggio è Padì. Eroina non tradizionale: ragazzina vivace e curiosa, non ha poteri magici,ma fa qualcosa di veramente speciale che presenta nell’introduzione del libro:


“Sono Padì. Vengo nelle classi con le ragazze dell’A.R.T. Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità, per ascoltarvi, per parlare con voi delle vostre esperienze, dei vostri problemi.(…) E’ così bello poterci raccontare le nostre avventure, confidarci i segreti, chiedere un consiglio, un aiuto. A volte, quando un bambino è triste, non osa parlarne con i suoi, perché capita che siano tristi anche loro, oppure perché sono sommersi di lavoro. Si sa, i grandi non hanno molto tempo. Vanno sempre di fretta! Invece, io, Padì, ho tutto il tempo che volete! Insieme, possiamo dirci tutto. Insieme è più facile! (…)”

Padì è infatti la mascotte del lavoro che l’A.R.T. porta avanti da anni per supportare i più giovani, bambini e adolescenti, che vivono esperienze delicate come la malattia di una persona cara o il lutto con il percorso che, non a caso, porta proprio il suo nome: “Padì – Parole Discrete”. Ed è nel lavoro di Padì A.R.T., tra le prime in Italia ad affrontare i delicati temi con i più piccoli, che il libro affondale sue radici.

L’autrice è Amanda Castello, fondatrice dell’Associazione, esperta in cure palliative e supporto al lutto nonché scrittrice. La lunga esperienza di aiuto alle persone, anche bambini e adolescenti, che vivono la malattia o la perdita di una persona cara, l’ha portata a rilevare il bisogno di uno strumento, il più completo possibile, per aiutare i giovani a comprendere meglio le emozioni difficili che si affrontano in quei momenti.

Anche all’interno di percorsi formativi per gli “addetti ai lavori” (medici, infermieri, psicologi, oss, volontari…) che tiene da anni in tutta Italia, si è più volte evidenziata la medesima esigenza. Per offrire una risposta adeguata a queste richieste è nato “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita”.


libro bambini aiuto malattia


Il libro

“A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” è un’opera di narrativa per bambine/i e ragazze/i con intento educativo e formulazione interattiva.  La protagonista è Padì, simpatica e curiosa ragazzina, che in alcuni capitoli riveste il ruolo di voce narrante, in altri quello di protagonista.

Le avventure vissute da Padì ruotano intorno ad una casa dal nome buffo, La Bagnata (che si chiama così poiché è stata costruita, più di mille anni fa, al margine di un torrente che scorre in una vallata piacentina, la Val Nure) e alle persone, animali e piante che lì vivono o sostano per un po’. In ogni pagina del libro la dimensione della favola si intreccia con quella della realtà. I temi della perdita e dell’irreversibilità del fenomeno morte sono sviluppati in una struttura narrativa e didattica adatta ai bambini dai 7 anni in su.

I temi proposti seguono un iter mirato a suscitare emozioni crescenti. Vengono affrontati concetti, argomenti e sentimenti complessi, a partire da vicende che hanno come protagonisti la natura e gli animali. Storie per bambini, ma non solo.

Il libro può essere letto autonomamente dal giovane lettore. Al contempo, può divenire un supporto educativo per gli adulti permettendo di rispondere al bisogno del bambino di essere informato e formato per affrontare l’evento drammatico ed elaborare poi il lutto.
La lettura condivisa del libro permette di gestire la comunicazione della verità in modo adeguato, offrendola nelle giuste dosi, affinché il bambino possa integrare progressivamente il cambiamento nella sua vita.

Il libro è stato pubblicato in francese in aprile 2012 con il titolo “Padi et l’aventure de la vie” e presentato ufficialmente durante il XVIII Congresso Nazionale della Società Francese di Cure Palliative e Accompagnamento, SFAP, tenutosi a Strasburgo in giugno 2012.

Nell’edizione italiana, il libro è Consigliato dalla LIPU ed ha il patrocinio della Federazione Cure Palliative FCP e dell’Associazione A.R.T.

libro consigliato LIPU

Struttura

“A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” è suddiviso in 11  capitoli:

  • C’era una volta un castello buffo con tanti animali
  • Storia di amore del castello buffo “La Bagnata” e della Dea Nure
  • L’infanzia felice di Maat e Nut
  • Salvate l’uccellino Miro
  • Lezioni di volo per Miro
  • Istruttori di volo per uccelli
  • L’ora della libertà
  • Tu hai detto farfalla?
  • La vera storia di Re Artù
  • C’era una volta il cane Maat
  • L’avventura della vita continua

L’operasi avvale di due rubriche posizionate alla fine di ogni capitolo. I rimandi alle rubriche sono identificati nel racconto dai due relativi simboli individuabili con facilità.

letture per bambini padi e il ciclo della vitaTocca a te
La rubrica sollecita l’attività del bambino. Padì gli pone diverse domande sui temi trattati nel capitolo: sollecita le sue conoscenze, favorisce l’espressione di esperienze ed emozioni vissute e stimola la formulazione di opinioni personali. Il lettore può rispondere scegliendo tra risposte chiuse, scrivendo, disegnando o colorando.

 

 

 

libri consigliati per ragazziI Consigli di Padì

Rappresentano un approfondimento. Alcune informazioni sono adatte alla fascia dei 7/8 anni, altre interesseranno piuttosto i preadolescenti. Il libro potrà quindi essere letto, nella stessa famiglia o a scuola, da giovani di diverse fasce di età e ripreso negli anni successivi. Grazie alla possibilità di interagire con i racconti, Tocca a te, e di approfondire conoscenze, I Consigli di Padì, il lettore è introdotto con naturalità nel mistero del ciclo della vita.

Il libro contiene due bibliografie: una per gli adulti e una specifica per il giovane lettore. E’ presente inoltre una sitografia. Alcune pagine bianche per i commenti sono poste a fine opera.

 


metodologia adultiUn opuscolo staccabile destinato agli adulti illustra la finalità dell’opera e rappresenta una guida metodologica per il suo corretto utilizzo.

 

 

 

Illustrazioni e Fotografie

“A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” propone un sodalizio tra disegni e fotografie. L’associazione tra le due espressioni visive, che rappresenta una novità per i libri per l’infanzia e per i giovani, mira ad unire l’approccio fantastico con la realtà.

Senza cancellare il linguaggio del mondo magico dell’infanzia, dove regna la rappresentazione grafica fiabesca, lo si vuole piuttosto collegare al quotidiano grazie ad un giudizioso accostamento con le fotografie. La posizione di ogni disegno e foto è stata accuratamente studiata dalla dr.ssa Castello per rafforzare la portata del messaggio scritto.

Il personaggio di Padì, creato da Maria Grazia Di Stefano, è stato ripreso dalla talentuosa piacentina Michela Salotti che ha realizzato tutte le illustrazioni dell’opera.

libri illustrati disegni e foto

L’Autrice

amanda castello

Amanda Castello è laureata in giurisprudenza, con specializzazione in Scienze Politiche. Ha proseguito la formazione in counseling con il medico americano Carl Simonton e in EFT (Emotional Freedom Technique), in Francia, con Geneviève Gagos.

Fondatrice dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T. onlus, è la creatrice del programma Padì – Parole Discrete. Si dedica alla promozione e all’insegnamento dell’accompagnamento e delle cure palliative.

Da anni tiene conferenze e corsi sui temi dello sviluppo personale, comunicazione, autostima, gestione dello stress e dell’ansia, relazione d’aiuto, team building, accompagnamento, cure palliative e lutto, tecniche di rilassamento e visualizzazione. Dei programmi specifici sono destinati a bambini e adolescenti in difficoltà. Incorreggibile idealista, curiosa del mondo e assetata di giustizia, Amanda si è impegnata sin da giovane nella difesa dei Diritti Umani.

Grande viaggiatrice, parlando cinque lingue correntemente, percorre i continenti, osservando i popoli e le loro tradizioni. Amante della letteratura, ha all’attivo diverse pubblicazioni, per adulti e per ragazzi, che hanno ricevuto importanti riconoscimenti in Italia e in Francia.

 

Dove trovare il libro

Puoi ordinare la tua copia del libro “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” :

  • online a queste pagine:

http://www.artcurepalliative.com/ordina-il-libro-A-spasso-con-Padi.html

http://www.amandacastello.com/ordina-il-libro-padi-e-l-avventura-della-vita.html

 

  • Libreria Postumia

Via Emilia Pavese 105 Sant Antonio PC Tel. 0523/489984


  • Libreria Fahrenheit 451

Via Legnano, Piacenza Tel. 0523 335725


  • Edicola Mandarini Carla

Piazza Cristoforo Colombo, 22
BETTOLA (PC)

Il ricavato sarà devoluto all’A.R.T. e permetterà di realizzare altre opere destinate ad aiutare i ragazzi.

La parola ai lettori

Tante persone che hanno letto il libro hanno voluto condividere il loro commento. Con piacere pubblichiamo alcuni estratti dalle loro testimonianze.

libro natura bambini


Ho letto con molto piacere “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita”. È stata un’esperienza insolita perché non sono abituata a parlare di morte o sofferenza. Non ne ho mai parlato nemmeno con mia figlia. Non le tenevo nascosto niente ma ho sempre accantonato l’argomento sperando di non trovarmi costretta ad affrontarlo.

Un’illusione che ovviamente si è infranta quando è morta mia madre a casa nostra. Le domande di mia figlia (che aveva 9 anni) sono state allora spiazzanti: dov’è la nonna? Perché il nonno piange sempre? Mamma, ma la nonna è morta? È stata poi allestita la camera ardente nel nostro salotto e anche lì non sono riuscita a spiegare nulla.

Se in quel momento avessi avuto a disposizione uno strumento che mi aiutasse a riflettere insieme su queste domande, forse sarebbe stato più facile spiegare; invece ho sottovalutato l’importanza di quel voler sapere. È stato più comodo, ma ingiusto. È stato come avevano insegnato a me.

Leggendo il libro “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” di Amanda Castello, mi sono ricordata di quei momenti e di quelle domande. Mi sono fermata a pensare allo shock che poteva avere avuto mia figlia nel vedere la nonna nella bara. Per questo, quando ho letto la spiegazione del funerale, della preparazione del corpo, ho pensato che avrei avuto bisogno di un libro come “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita”. Avremmo potuto guardare le immagini insieme, leggere con attenzione i passaggi, sicuramente sarebbe servito allo stesso tempo sia a me che a mia figlia.

Valeria, 52 anni

Amadigi Padì

Non è stato difficile entusiasmarsi alla lettura del libro “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” che si legge tutto in un fiato. Anche Stefano (10 anni) si è appassionato immediatamente, attratto dalle fotografie degli animali, dalla grafica efficace e dal linguaggio semplice e trascinante dell’autrice che hanno reso più piacevole la lettura.

Ho apprezzato moltissimo l’idea di Amanda di guidare e gestire le emozioni di un bambino, che ha subito un trauma della perdita, attraverso un libro – notoriamente poco apprezzato dai ragazzi – che si trasforma, nelle mani abili dell’autrice/narratrice, in uno strumento coinvolgente e attivo, capace di parlare al cuore dei bambini, sfatando l’opinione che certe parole, fatti o situazioni non si possono comunicare ai bambini.

Ritengo che la lettura dei racconti, che hanno come protagonisti gli animali e le sfide della quotidianità e degli eventi che minacciano la crescita e/o la vita degli stessi, offra originali spunti di riflessione e rielaborazione sul tema della vita.

L’utilità di questo libro è duplice; per gli adulti rappresenta una valida occasione per confrontarsi con i più piccoli su argomenti “difficili” come la malattia e la morte, mentre per i bambini costituisce un’opportunità di comprensione e di partecipazione attiva, a volte essenziale, per riconoscere e gestire i momenti difficili della propria vita.

Ho verificato personalmente la validità del libro leggendolo e commentando alcuni racconti con mio figlio, che è rimasto orfano di padre all’età di 9 anni. (…)

Patrizia, 40 anni, Impiegata, mamma di due bambini

padi e maat ridotto

Come nonna, posso dire che la lettura di “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” le ha rese più sensibili.

Padì, bambola – bambina, ha il pregio di essere come una di loro. Padì infatti, ha lasciato in loro una bellissima sensazione, ne sono certa perchè con interesse hanno ascoltato la lettura del piccolo uccellino e degli altri racconti.

Ora, però la nonna vorrebbe confessare il suo rammarico: quello di non essere più giovane e senza possibilità di possedere una bacchetta magica che la possa portare indietro nel tempo. Il desiderio sarebbe quello  di ritornare ad essere una maestra elementare e portare a scuola alle  mie alunne questo bellissimo, interessante, quasi indispensabile libro che così come è concepito, potrebbe aprire nuovi orizzonti, ma soprattutto potrebbe aiutare le persone a migliorare i propri comportamenti.

Annamaria, Già maestra elementare, Nonna

aiuto bambini lutto

(…) Ritengo che il libro “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” rivolto ai bambini, dovrebbe essere letto prima di tutto dagli adulti. Spesso si cerca di appianare e rimuovere tutti gli ostacoli che i bambini possono trovare sul loro percorso, credendo di proteggerli e difenderli dai problemi della vita, ma invece non è così.

Ciò è particolarmente vero quando si parla di sofferenza, malattia e, soprattutto, morte. Il libro aiuta a riflettere sul fatto che dirsi “i bambini avranno tempo per questo”, altro non è che un modo per lasciare i bambini senza strumenti di difesa e sostegno quando quel momento arriverà, trovando, inoltre, noi adulti impreparati a sostenerli.

Mi sono sentita chiamata in causa come insegnante. Mi sono sentita chiamata in causa come educatrice e mi sono chiesta come mai, seppur convinta che ci si debba mettere al fianco dei bambini, prenderli per mano e superare insieme a  loro le difficoltà, difficilmente ho affrontato, sia con gli alunni, sia con i loro genitori, l’argomento malattia e morte.

Dunque credo che il libro sia da consigliare sia agli adulti  sia ai bambini. Agli adulti servirà a riflettere, a confrontarsi e a parlare con i propri figli/alunni e gli offrirà anche degli strumenti concreti per costruire questo delicato dialogo.

Danila, insegnante di scuola primaria


libro bambini animali

 

Leggere il libro “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” è stato, per me, come fare un viaggio nel mondo delle emozioni. Sentimenti come gioia e dolore sono inseparabili compagni della nostra vita, li proviamo da bambini, da adulti, da vecchi, ma per strani motivi la nostra società e la nostra educazione, ci ha insegnato a nasconderli. Padì invece, con la sua mano leggera da ragazzina, ci porta a guardare dentro noi stessi, ci parla di uccellini e farfalle, di trasformazioni  e perdite e ci permette di esprimere finalmente quello che sentiamo. Anche argomenti  tabù come morte, sepoltura, cremazione, vengono trattati  con semplicità e chiarezza dissipando  quell’alone di mistero che genera solo paura.

Facendo la volontaria presso un’associazione che si prende cura di malati terminali, mi sono trovata molte volte a contatto con persone che vivevano momenti di grande dolore e che non sapevano come comunicare tra loro. In famiglia capita spesso che per proteggere i nostri cari, ognuno rimanga chiuso in un pesante silenzio, ma tutto ciò non è di aiuto a nessuno.

Aiuterebbe invece, leggere un libro come questo che ci permette di aprirsi all’altro senza timore e con la consapevolezza che solo la condivisione può recare sollievo alla nostra pena.

M. Grazia,  già insegnante scuola materna, nonna di due nipotini, volontaria di accompagnamento


Siamo rimasti piacevolmente affascinati dal libro “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” di Amanda Castello e ne abbiamo parlato in équipe (lavoriamo in una clinica veterinaria e siamo 10). La lettura di tutti i capitoli ci ha conquistato ed in particolare, forse per “deformazione professionale” siamo stati colpiti dall’ultimo (capitolo 10) in cui si parla della malattia, dell’intervento e della morte del cane Maat.

Come veterinari, spesso ci troviamo nella situazione descritta. La malattia grave e la morte mettono in difficoltà anche noi operatori. Non è facile, poi, trovare le parole per spiegare un evento simile ai grandi, che pendono dalle nostra labbra e ci trasmettono le loro emozioni. La situazione è ancora più difficile se ci sono presenti dei bambini. A volte si evita questo tipo di dialogo e si tende a rivolgersi solo “ai grandi”. Ci rendiamo conto che anche i piccoli presenti avrebbero bisogno di sapere e di capire, ma come dirlo? Fino a che punto spiegare? Quali termini usare?

Amanda Castello con il suo libro ci mostra che anche i trattamenti, le malattie, gli strumenti medici più complessi possono essere spiegati con parole “a misura di bambino”.

Anche la descrizione del dopo morte, i suggerimenti dati ai piccoli lettori e i momenti interattivi del “Tocca a te” sono stati per noi ricche fonti di indicazioni delle quali far tesoro. Sarebbe bello poter tenere il libro di Amanda Castello nelle nostre cliniche veterinari e consultori, lo potremmo suggerire ai genitori e farlo leggere ai bambini, soprattutto a quelli che vivono ciò che è capitato ad Amanda con Maat.

Inoltre siamo piacevolmente toccati dal senso di rispetto e amore per la natura e gli animali che emerge in tutto il testo. La natura e gli animali sono “amici” da salvaguardare, proteggere, difendere e curare.

Infine, riuscita ed interessante ci pare l’unione di disegni e fotografie, in particolare quelle legate al lavoro del veterinario. Permettere ai non addetti ai lavori di vedere un’intubazione, un momento dell’operazione e della sala operatoria, grazie a delle fotografie della realtà, crediamo possa contribuire a diminuire l’angoscia che di norma nasce dalla non conoscenza delle persone.

Insomma, un ottimo lavoro che abbiamo apprezzato e che riteniamo possa essere un utile stimolo e spunto di riflessione anche per la nostra “categoria”.

Maria Teresa, medico veterinario comportamentalista e Andrea, medico veterinario

 

Proseguiremo nei post futuri a pubblicare le testimonianze dei lettori del libro “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita”. Se avete letto il libro, mandateci anche la vostra!




 

Le cure palliative a Strasburgo, continuiamo?

giovedì, agosto 2nd, 2012
ROSACE_CATEDRALE_ STRASBURGO

Catedrale di Strasburgo

Continuiamo a parlarvi del 18° Congresso della SFAP, Società Francese di Accompagnamento e Cure Palliative , che si è tenuto a Strasburgo in giugno.

L’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T. è stata l’unica associazione italiana invitata. A rappresentare l’Italia in quest’importante appuntamento, la nostra fondatrice Amanda Castello.

Prima di entrare negli aspetti specifici del 18° Congresso della SFAP, diamo la parola ad Amanda Castello, in quanto ci ha subito incuriosito al suo ritorno del congresso con alcune  impressioni e sensazioni riferite. Analizzaremo i contenuti del congresso nei prossimi post. Abbiamo tutti la testa più leggera in questo periodo festivo e rimandiamo volutamente le analisi più serie tra qualche settimane.

18°_Congresso_della_SFAP_Strasburgo

18° Congresso della SFAP a Strasburgo. Plenaria

Intervista ad Amanda Castello, fondatrice dell’A.R.T.

– Amanda, ora che quest’incontro nazionale si è concluso, vorremmo che ci dicessi quali sono le tue prime impressioni.

– Prima di tutto direi che è stato un Congresso davvero ben organizzato a tutti i livelli e ricco di contributi originali. Non è la prima volta che partecipo ad un incontro in Francia nel campo delle Cure Palliative, e quello che mi colpisce sempre è che in scaletta, oltre alle persone che hanno fatto la storia delle Cure Palliative in Francia, si propongono interventi con nuove ed originali esperienze estremamente ricche. Non si vedono ogni volta le stesse facce, non si leggono sempre gli stessi nomi. Il Comitato Scientifico è molto rigido sulla selezione degli interventi e su quella dei relatori, sia nelle plenarie che nei gruppi di lavoro (ateliers). La qualità degli interventi ne è in questo modo preservata.

La prima impressione è prima di tutto l’importanza della partecipazione. Per un Congresso Nazionale, 2500 partecipanti mi sembra un segnale di vivacità delle Cure Palliative! Tra di noi tantissimi medici, infermieri, psicologi e volontari di accompagnamento.

– Amanda, quando abbiamo scambiato al tuo ritorno, hai sottolineato un aspetto curioso. L’argomento Cure Palliative, fine della vita, eutanasia, sono tutte tematiche difficili da trattare ma hai evidenziato una caratteristica nel congresso che potremmo dire gioiosa, ironica. Come è possibile?

– Alla gioia e al senso dell’umorismo aggiungerei uno spirito di condivisione, di amicizia e di tranquillità. E’ questo che ho provato.

Per esempio non ho visto una rigida separazione tra la parte scientifica, intellettuale, di ricerca, di lavoro e la parte culturale, di animazione, ludica. Sono state ben integrate l’una con l’altra. Ogni mattina, la plenaria presentavo alcuni temi considerati dagli organizzatori di utilità e d’interesse per ciascun partecipante, qualsiasi fosse la specializzazione. Durante gli interventi, un fumettista, come quelli che di tanto in tanto vediamo in qualche trasmissione televisiva, prestando estrema attenzione all’argomento trattato dall’oratore, illustrava un aspetto del discorso con una vignetta. Le vignette che intervallavano interventi spesso molto impegnativi sollevavano l’animo del pubblico e permettevano di distendersi con sorrisi e aperte risate. I relatori avevano naturalmente dato il loro accordo.

Un’altra idea geniale degli organizzatori è stata quella di sollecitare la presenza di un gruppo d’improvvisazione teatrale formato da due uomini e una donna. Si sono alternati nei ruoli di medico di cure palliative, medico non palliativista, amministratore o direttore di una struttura, legislatore, giudice o anche della morte stessa. L’ironia pungente dello sketch sottolineava meglio di tanti discorsi un tema, una difficoltà, una contraddizione, etc.

Dopo ogni relazione in Plenaria, era prevista una pausa gestita con un’improvvisazione del gruppo teatrale. I loro interventi erano davvero geniali: dopo aver preso appunti, rappresentavano in modo ironico ma sincero gli argomenti trattati, senza ridicolizzare i temi così delicati come la fine della vita, domande di eutanasia, di assistenza spirituale… Non ho mai riso tanto ad un congresso di cure palliative! Ma neanche a qualsiasi altro congresso!

 

improvisazione_teatrale_sulle_cure_palliative
improvisazione teatrale sulle cure palliative durante la plenaria
improvisazione_teatrale_sulle_cure_palliative_con_dr_Mallet_Strasburgo
Il dr. Malet, specialiste di cure palliative coinvolto dagli attori durante la Plenaria dopo la sua relazione

 

– Amanda, ci hai anche parlato di un ricevimento, un garden party.

– Sì, un garden party si è svolto in un luogo assolutamente splendido che si chiama Orangerie, un edificio costruito per Josephine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone Bonaparte, e che appartiene oggi al comune di Strasburgo. Un giardino botanico stupefacente, traboccante di fiori. Sui camini dell’edificio si trovavano giganteschi nidi di cicogne che là stavano coi loro piccoli.

Cicogne_Orangerie_congresso_SFAP_Strasburgo

Le cicogne e i loro piccoli ci aspettavano sui tetti del Palais de l'Orangerie

 

Congressisti_congresso_SFAP_Palazzo_Orangerie_Strasburgo

I congressisti si dirigono alla Garden Party- Palais de l'Orangerie

 

Con il benvenuto degli organizzatori e l’accoglienza di un’orchestra, ci aspettava uno splendido aperitivo con vini dell’Alsazia a profusione ed un ricchissimo buffet. Il tutto con un contributo di soli 10 euro. Dietro all’organizzazione naturalmente vi erano l’aiuto degli sponsor: ciò ha permesso a tutti di poter partecipare, di avere momenti piacevoli e stimolanti scambi. Durante il ricevimento, passavano dei prestigiatori. Un clima rilassante, che ha permesso buoni scambi tra i partecipanti.

– Tra le altre iniziative culturali tu hai segnalato il gran finale, la sorpresa.

– Sì, sabato in tarda mattinata, con la fine del congresso, che ha visto rimanere ogni singolo partecipante, c’è stata la  comunicazione dei cambiamenti alla direzione SFAP.
Dopo, si sono esibiti i Gospel Kids, un gruppo di ragazzini di diverse età, dai bambini agli adolescenti.

Hanno cantato meravigliosamente. Vi farò ascoltare l’inno dell’Africa del sud cantato in Swahili da questi bambini, a Strasburgo.


GODSPEL_KIDS_SFAP_Strasburgo
Il meraviglioso gruppo GODSPEL KIDS e il suo direttore
Godspel_ giovane_cantante

Una giovanissima cantante del gruppo Godspel Kids

– Ti ringraziamo Amanda. Affronteremo argomenti più scientifici nel campo delle cure palliative prossimamente e in particolare l’intervento dell’A.R.T.  con il lavoro di Padì e la presentazione del tuo libro.