Una grande dama delle cure palliative ci ha lasciato

martedì, luglio 3rd, 2018

Sfap

Tutti i professionisti e i volontari conoscono il suo nome: Chantal CATANT. Tutti noi che lavoriamo o facciamo volontariato in questo campo sappiamo quanto le dobbiamo…

Ho parlato con Chantal circa dieci giorni fa e mi diceva di sentirsi molto stanca.

Si lamentava di dolori osteoartritici difficili da controllare. Anche così non ha mai perso interesse per tutto ciò che stava accadendo intorno a lei.

Ha sempre avuto lo stesso spirito che conosciamo: non voler disturbare gli altri, indignarsi contro l’ingiustizia, contro le decisioni del governo che rifiuta di aiutare i migranti, ecc.

Lei è stata per me una grande amica e mi ha insegnato molto. L’ho incontrata a Parigi nel 1996, subito dopo la morte di mio marito. Era all’epoca presidente di Jalmalv. Quando ho deciso di creare l’associazione di volontariato che porta il nome di mio marito, ormai riconosciuta come un Onlus in Italia, e di organizzare una conferenza internazionale sulle cure palliative, il sostegno e il ruolo dei volontari, lei vi ha aderito immediatamente e mi ha aiutato a invitare relatori, medici, infermieri, psicologi, volontari… La nostra collaborazione è continuata negli anni. Credendo fermamente in una cultura latina delle cure palliative, ho organizzato con il suo aiuto delegazioni di operatori sanitari italiani per creare scambi di esperienze tra i due paesi. Poi ho portato professionisti francesi in Italia. Quante esperienze, congressi della SFAP o di JALMALV abbiamo condiviso!

 

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Italia, 1999: il Dr. Jean Michel Lassaunière, Amanda Castello, Chantal Catant, la rappresentante di Jeanne Garnier, Martine Nectoux, la suora medico responsabile dell’hospice Piccole Figlie di Parma

 

Quando venni a sapere del terribile incidente stradale che aveva vissuto e dove morì suo marito, presi il primo aereo per andare a trovarla. Tra la vita e la morte in terapia intensiva per tanto tempo, ha faticato molto e ha vinto anche quella battaglia. Donna di vasta cultura, instancabile e combattiva, ha mantenuto il suo impegno per lo sviluppo delle cure palliative.

 

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Recentemente la morte di suo figlio a seguito di una grave malattia l’aveva colpita profondamente, ma ancora una volta si era ripresa. “L’invecchiamento è un’arte”, mi diceva. Cavaliere della Legione d’Onore, a riconoscimento della sua attività per le cure palliative in Francia, Chantal non ne faceva mai menzione così grande era la sua modestia.

 

Avevamo conversazioni profonde, sia politiche che filosofiche, per telefono o quando le facevo visita a casa sua. Non mancava mai di offrirmi una coppa di Champagne che era diventato un rituale tra noi. Amava cucinare i prodotti naturali che comprava dalla sua Amap. L’avevo convinta, non senza difficoltà, che era molto simpatico mangiare sul tavolo della cucina e ridevamo come due ragazze del college che fanno un picnic.

 

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Aveva scritto la prefazione del mio libro “Un Alien chiamato Dottor Crabe” nel 2000 ed è rimasta al mio fianco, angelo custode che si interessava sempre per la mia salute, la mia attività e la nostra associazione di cui era membro.

Lei mi mancherà. Ma so dov’è e so che sta bene. Jacques, suo marito, e Jean-Pierre, suo figlio, sono certamente venuti ad accoglierla.

 

Amanda Castello


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La cerimonia si terrà mercoledì 4 luglio alle 15:00
nella Chiesa di Cristo Resuscitato a Bondy Avenue Suzanne Buisson
Bondy (Seine Saint Denis) France

 

Qualche nota biografica

Dirigente infermieristica, è uno dei fondatori del movimento delle cure palliative in Francia. Ha partecipato alla creazione della Società Francese di accompagnamento e Cure Palliative (Sfap) e dell’Associazione JALMALV di cui è stata la presidente della sezione JALMALV Île-de-France, già membro della Federazione francese JALMALV, responsabile della commissione volontari della Federazione e membro del Direttivo dell’Associazione Vivre Son Deuil.

Per la sua lunga attività dedicata all’assistenza e all’accompagnamento del malato in fase terminale e alla promozione delle cure palliative, Chantal Catant ha ricevuto, nel maggio 2000, la Legione d’Onore, altissima onorificenza della Repubblica Francese e pochi anni dopo è stata fatta Chevalier .

Numerosi sono i suoi articoli, interviste, corsi di formazione durante gli oltre 50 anni di attività professionale e sociale.

Membro d’onore di numerose istituzioni di cure palliative, sempre alla ricerca di un miglioramento della salute e della qualità della vita, si è dedicata per diversi anni all’AMAP (Associazione per il mantenimento di un’agricoltura contadina “con una stretta collaborazione tra un gruppo di consumatori e aziende agricole locali, con l’obiettivo di sviluppare un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, sostenibile e locale “.)

Chantal Catant era membro dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. Onlus fondato da Amanda Castello.

 

René Niffeler, Hanny Niffeler, Chiara Marenghi, Martine Nectoux

 

 

Francia – Italia: una partita da giocare anche sul campo delle cure palliative

giovedì, luglio 14th, 2011

Come promesso, iniziamo oggi a pubblicare sul nostro blog il reportage a puntate sul l° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative tenutosi a Lione, Francia, dal 28 al 30 giugno scorso. La rappresentante dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità al Congresso, la dr.ssa Amanda Castello, Fondatrice dell’Associazione, ci racconterà attraverso i suoi articoli, di settimana in settimana, questa straordinaria occasione di scambio, confronto e formazione sulle cure palliative e l’accompagnamento.

 

Ecco il suo primo post:

Eccomi di ritorno dal 1° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative. Quasi 2900 i partecipanti venuti da molte parti del mondo, Francia, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Canada, Mali, Congo Brazzaville, Repubblica Democratica del Congo, Guinea, Africa, Tunisia, Marocco, Libano, Cambogia, Romania… ma anche da Gran Bretagna, Germania, Danimarca e Italia.


Per l’Italia l’intervento del dott. Franco De Conno, che ha presentato le Nuove Raccomandazioni dell’EAPC (European Association for Palliative Care) e il mio, in nome dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T.

L’A.R.T. è stata l’unica associazione italiana invitata, e il fatto ci dispiace perché sono tante le realizzazioni nazionali che avrebbero offerto l’occasione per un confronto interessante in questo importantissimo ambito. Molti sono i professionisti specializzati in cure palliative che parlano francese e avrebbero potuto portare un prezioso contributo al convegno, ma in pochi, forse, erano al corrente dell’evento.

Possiamo chiederci se l’assenza dell’Italia non sia anche da collegarsi ad una visione anglosassone propria degli operatori italiani. Senza negare l’apporto fondamentale del mondo delle cure palliative anglosassoni, l’A.R.T. sostiene da anni un approccio “latino” delle cure palliative, considerando che l’Italia ha sicuramente più aspetti in comune con Francia, Spagna, Portogallo che con la Gran Bretagna o gli Stati Uniti. Purtroppo, basta leggere le bibliografie di tanti lavori del settore pubblicati in Italia per notare come i riferimenti citati siano, invece,  quasi esclusivamente anglosassoni.

La pratica delle cure palliative francesi è nata ben prima di quella italiana. Maggiori contatti, scambi, ricerche condivise potrebbero accelerare il processo in corso in Italia. Allo stesso modo, tante esperienze create in Italia sono in grado di portare ai vicini d’Oltralpe un contributo rilevante.

In questo spirito, ricordiamo che il primo incontro organizzato dall’A.R.T. immediatamente dopo la sua fondazione è stato precisamente sotto il segno di un confronto internazionale con le Giornate di studio italo-francesi sul tema “L’accompagnamento del paziente in fase terminale fino alla morte. Il ruolo del personale curante: esperienze a confronto” tenutosi a La Bagnata di Bettola, sede dell’Associazione, nel settembre 1997.


In prima fila la delegazione di medici, infermieri e volontari francesi, 1997

 


A seguito delle Giornate, l’A.R.T. ha progettato e guidato diverse delegazioni di operatori italiani in cure palliative che si sono recati in Francia per incontrare colleghi di ogni settore e scambiare informazioni ed esperienze. Come conseguenza logica di questi scambi, l’A.R.T. ha poi strutturato diversi tirocini per psicologi, medici, infermieri e amministratori che oggi operano sul territorio italiano in  hospice, ospedali e assistenza domiciliare o si dedicano alla formazione degli operatori e dei volontari di accompagnamento.


La prima delegazione organizzata dall'A.R.T. a Parigi. Da sinistra, il dr. Mauro Marinari, la dr.ssa Suor Caterina de Nicola, la dr.ssa Amanda Castello e il dr. Giovanni Zaninetta, 1998

 


Tutto questo è stato reso possibile grazie alla stretta collaborazione con il mondo delle cure palliative francesi, in particolare con JALMALV (Jusqu’à la Mort Accompagner la Vie) e la SFAP (Società Francese di accompagnamento e Cure Palliative), sviluppatasi con il sostegno indefettibile dell’allora Presidentessa di JALMALV Ile-de-France, Madame Chantal Catant, tra le fondatrice del movimento delle cure palliative in Francia.


Chantal Catant, già Presidente JALMALV Ile-de-France, relatrice alle Giornate di Studio italo-francesi, 1997


In tutti questi anni, i rapporti tra l’A.R.T. e gli operatori delle cure palliative e accompagnamento francesi sono proseguiti. Alcuni specialisti sono poi venuti in Italia e hanno portato la loro esperienza, come in occasione delle Giornate per le Cure Palliative preparate dall’A.R.T., dall’Azienda USL di Parma, da Aurora Cooperativa Sociale onlus e dalla Casa di Cura “Piccole Figlie” di Parma in previsione dell’apertura del loro hospice, nel 2001. Diversi professionisti della Casa di Cura “Piccole Figlie” avevano partecipato ad una delle delegazioni dell’A.R.T. a Parigi.


Delegazione francese invitata dall'A.R.T. a Parma. Da sinistra, dr. Michel Lassaunière, dr.ssa Amanda Castello, dr.ssa Chantal Catant, Marie-Odile Couty, Martine Nectoux e Suor Vincenza Bartalucci delle "Piccole Figlie", 2001


Nell’occasione del 1° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative di Lione, si sono ancora di più rafforzati i legami e sono oggi allo studio dei progetti di collaborazione per nuovi progetti.

Parliamo, allora, di questo incontro. Vorrei riprendere una parte della lettera dei dottori Serge Daneault e Vincent Morel del Comitato Scientifico.

Perché riunirci su una base internazionale?

  • Perché ognuno di noi, davanti all’esplosione delle conoscenze, sente il bisogno di arricchirsi a partire dell’esperienza di chi vive realtà diverse.
  • Perché nel mondo di scambio nel quale viviamo oggi, le risposte alle nostre domande non possono soddisfarsi di una semplice riflessione nazionale.
  • Perché vogliamo fare avanzare le nostre speranze, i nostri progetti aiutati dalle nostre esperienze rispettive.
  • Perché la diversità arricchisce il pensiero e non lo restringe.

 

Uno degli "ateliers" del Congresso di Lyon. Da sinistra, Martine Nectoux del Comitato Scientifico, e Paulette Le Lann, Presidente della Federazione Jalmalv

L’idea di questo confronto internazionale non è nata ieri e scaturisce da una comprensione dell’importanza di scambiarci opinioni e vissuti. Le battaglie per la conquista di una reale, corretta e totale applicazione delle cure palliative e dell’accompagnamento delle persone inguaribili e dei loro cari sono simili. Possono apparire diverse nel tempo, ma sono identiche nella sostanza, e le soluzioni identificate da alcuni possono servire ad altri, sempre nel rispetto della specificità regionale o nazionale.

Lo scambio, la messa in comune di idee, il confronto portano ad un risparmio di energie e di denaro e favoriscono il raggiungimento degli obiettivi. Nessuno oggi deve continuare a riflettere e a lavorare da solo. La collaborazione non solo è indispensabile, ma anche benefica per tutti.

Nel Giugno 2008, al Congresso della SFAP a Nantes, il dott. Vincent Morel disse: Tra 20 anni, se oso sognare, celebreremo insieme, con i nostri amici di tutti i continenti, il decimo congresso internazionale di cure palliative, nel seno del quale avremo messo in comune le nostre conoscenze, le nostre domande e le nostre speranze.

Nel Giugno 2011, a Lione è stata posta la prima pietra di quest’edificio.

Il prossimo appuntamento è fissato a Montreal, nel Quebec, in Canada, il 5, 6 e 7 Maggio 2013.

Fino a tale data, l’A.R.T. s’impegna a portare questo messaggio in Italia e a far sì che per il 2° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure palliative l’Italia sia presente con le sue realizzazioni, proposte e con la sua “creatività latina”!


Il Prof. Vittorio Ventafridda, padre della cure palliative in Italia, con la dr.ssa Amanda Castello durante la prima Giornata italo-francese alla sede dell’A.R.T. Bettola (PC) 1997


Nel prossimo post, comincerò a parlarvi del congresso, del nostro intervento, di alcune splendide relazioni, di interessanti esperienze proposte da altri, dei poster che hanno attirato la nostra attenzione, dei bisogni di solidarietà di alcuni paesi che coraggiosamente si adoperano per portare la cultura delle cure palliative in realtà estremamente sfavorevoli.

 

A.C.

 

Continuate a seguire il reportage della dr.ssa Amanda Castello sul 1° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative sulle pagine del nostro blog!