Dolore? No, grazie! Il Regolo di Padì arriva in Casa di Riposo

martedì, novembre 5th, 2019

Vi ricordate il Regolo di Padì? Trovate un post a riguardo, con tante foto e video, qui.

Il Regolo si colloca nell’ambito dei progetti realizzati dall’A.R.T. per sensibilizzare sul tema del dolore.

 

Cos’è e perché è nato il Regolo di Padì

Per affrontare e curare adeguatamente il dolore, è necessaria una quantificazione tale da permettere un intervento mirato ed efficace. Non dimentichiamoci che il dolore e la sua percezione sono fenomeni soggettivi: ci sono persone con una soglia del dolore più alta di altre. Essendo il dolore un esperienza individuale, le metodiche usate per la sua misurazione sono di natura soggettiva: il livello di dolore non dipende da quanto gli altri pensano che la persona soffra, ma da quanto la persona dice di soffrire. 

Per questo, già nel 2005, l’A.R.T. ha creato e distribuito il Regolo di Padì – A.R.T. per la misurazione del dolore

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Il Regolo di Padì e il dolore dell’anziano

I progetti belli e importanti non invecchiano, anzi! A distanza di 14 anni dalla sua ideazione e prima distribuzione, il Regolo di Padì ha fatto moltissima strada.

Di recente, è stato donato dall’A.R.T. per l’utilizzo in alcune Case di Riposo della provincia di Piacenza. L’idea, nata dalla dr.ssa Amanda Castello, è stata sviluppata insieme ad Antonella Genesi, Infermiera Responsabile tecnico professionale delle Case di Riposo per Anziani nel Distretto di Ponente di Piacenza, che si è occupata di distribuire il Regolo agli operatori illustrandone l’utilizzo e monitorandone i risultati.

Ecco la sua testimonianza in relazione all’impiego nella prima Casa di Riposo:
CRA “Villa Verde” di Ancarano (PC).

 

Da circa due anni ho l’incarico di referente tecnico professionale nelle Case di Riposo per Anziani nel Distretto di Ponente. Le CRA sono  luoghi in cui vengono accolti anziani con diversi livelli di non autosufficienza. Le prestazioni erogate, vanno da un minimo di prestazioni assistenziali, quali i servizi alberghieri, l’aiuto nello svolgimento delle attività di vita quotidiana, attività strumentali, attività di socializzazione  e animazione,  a prestazioni sanitarie e specialistiche di elevato profilo.

Ho avuto la fortuna di incontrare la dottoressa Amanda Castello, Fondatrice dell’ART,  e tramite lei ho avuto in dono un piccolo ma importante strumento per la rilevazione del dolore: la Scala di Padì chiamata “Regolo di Padì”

La Scala Padì, che permette di rilevare l’intensità del dolore coniuga nello stesso strumento due scale validate:  la prima  rappresentata dalle  espressioni facciali, scala non verbale attraverso cui il paziente, osservando le varie espressioni facciali indica quella che meglio rappresenta l’intensità del suo dolore; la seconda (faccia posteriore della scala)  riporta la NRS Numerical  Rating scale, si tratta di una scala numerica unidimensionale qualitativa di valutazione del dolore dove 0 indica nessun dolore e 10 indica il  peggior dolore immaginabile. Risulta evidente che ad ogni espressione facciale corrisponda un valore numerico.

Ho proposto l’utilizzo di questa scala  preso la Struttura per anziani  di Ancarano “Villa Verde”. Gli operatori, il coordinatore della suddetta Struttura hanno accolto con entusiasmo l’adozione di questo strumento. Insieme l’abbiamo somministrato  ad alcuni ospiti della CRA e con stupore abbiamo rilevato quanto varia la misurazione del dolore con o senza l’uso della scala.  Ho appreso con piacere la disponibilità e apertura mentale degli operatori nel constatare quanto questo piccolo righello possa aiutarci in una rilevazione del dolore il più oggettiva possibile, senza lasciare margine all’interpretazione dell’operatore. Anche perché non possiamo dimenticare che, secondo l’OMS il dolore è ciò che il paziente dice di avere!

 A tale proposito ritengo che, il dolore dell’anziano trascurato nel passato perché considerato come inevitabile conseguenza dell’invecchiamento, ha assunto negli ultimi anni un’attenzione particolare agli occhi degli operatori della salute e non solo. Il dolore è uno dei fattori che maggiormente condiziona la qualità di vita per le persone di tutte le età, ma in particolar modo per quelle più fragili e, tra loro, i malati cronici e gli anziani.

Questo piccolo righello può aumentare la consapevolezza e quindi la cultura nei confronti di ogni tipo di sofferenza e di conseguenza un approccio più dignitoso nei confronti dell’altro.

Noi operatori della salute abbiamo un grande privilegio che è quello di poter ascoltare e conoscere la storia di vita del paziente anziano, ascoltandolo  raccogliamo una miriade di informazioni che se correttamente utilizzate, rappresentano le chiavi per entrare in modo autentico nel mondo dell’altro senza nasconderci dietro un tecnicismo distanziante, l’ascolto avviene in qualunque fase assistenziale anche, durante la rilevazione del dolore….

A nome di tutti gli operatori che ora sono dotati di questo strumento di lavoro Ringrazio l’Associazione Ricerca Terminalità.

Antonella Genesi

 

Casa di Riposo_ Regolo

Antonella Genesi con due ospiti e alcune operatrici: l’infermiera Dalina, le OSS Ada ed Elena, la coordinatrice Carme Chiozza.

 

A cosa serve questo progetto? 

    1. A migliorare la percezione del dolore o del disagio della persona anziana.
    2. A responsabilizzare di più la persona anziana sulla propria personale percezione del dolore.
    3. Aumentare nella persona anziana, una relazione interattiva con gli operatori.

Per gli operatori,

    1. permette una lettura più attenta della reale situazione della persona anziana.
    2. favorisce un migliore ascolto delle percezioni dell’ospite senza essere condizionato dalla propria visione soggettiva.
    3. invita l’operatore a migliorare la sua relazione di comunicazione con l’ospite.
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Due operatrici del Centro Diurno utilizzano il Regolo di Padì

Il Regolo di Padì prosegue il suo viaggio, vuoi utilizzarlo anche tu?

Il Regolo di Padì proseguirà il suo viaggio incontrando altri operatori e persone anziane delle strutture del distretto di Ponente. Vi terremo aggiornati sul procedere del progetto.

Desideriamo che il Regolo possa inoltre raggiungere tutte le realtà italiane per anziani che desiderano utilizzarlo. Se qualcuno di voi lettrici e lettori lavora in case di riposo o centri diurni per anziani ed è interessato a utilizzare il Regolo nella propria realtà, può scriverci una mail a artlabagnata@gmail.com

L’A.R.T. è a disposizione per donarne il numero di esemplari necessario all’utilizzo in ogni realtà che ne farà richiesta e si impegnerà ad utilizzarlo rendendo pubblici i risultati.

Insieme possiamo proseguire in questa importante opera per incrementare la sensibilità nei confronti del dolore nella persona anziana e per migliorarne la qualità di vita, fino alla fine!

 

Condividete il post per aiutarci a diffondere questo messaggio!