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Acqua e Coscienza: l’interazione che guarisce

giovedì, settembre 7th, 2017

Questo l’affascinante tema affrontato nel 5° Congresso di Fisica e Medicina Quantistica che si terrà a Piacenza il 14 e il 15 Ottobre.

Organizzato da Spazio Tesla, Associazione culturale con la quale l’A.R.T. collabora da anni, l’evento vedrà protagonisti ricercatori, medici, fisici e psicologi che si alterneranno come relatori nella prestigiosa location della Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni a Piacenza.

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Il programma completo

Ecco il programma delle due giornate del Convegno Acqua e Coscienza.

SABATO 14 Ottobre

08.00 – REGISTRAZIONE

08.30 Introduzione Alberto Negri, Presidente Spazio Tesla e dr.ssa Ornella Righi ref. Scientifico Spazio Tesla. Modera la sessione prof. Fabrizio Franchi

08.45 Dr.ssa Carmen di Muro e Prof. Luigi Maxmilian Caligiuri – Dinamica coerente dell’acqua, particelle superluminali, Coscienza ed Universi paralleli

09.30 Dr. Fausto Bellabona: Regolazione funzionale della MEC (matrice extracellulare) tessuto di confine tra uomo energetico e uomo strutturale

10.15 Dr. Vincenzo Miranda: Molecole, segnale LOW-DOSE, cellule, regolazione biologica e sistema immunitario, risultati della ricerca in oncologia

11.00 -11.15 Break

11.15 Prof Gioacchino Pagliaro: “Biofotoni e guarigione quantica”

12.00 Dr.ssa Giuliana Rapacioli: “l’organismo come sistema complesso cooperativo”

12.45 Chiusura sessione mattina

13.15-14.30 Pausa pranzo

14.30 Apertura sessione pomeridiana

14.45 Dialogo tra. prof. Piergiorgio Spaggiari e prof. Carlos Orozco

15.30 Dr. Massimo Citro «TFF Trasferimento frequenziale del farmaco»

16.15 Dr. Francesco Oliviero: Coscienza dell’Acqua informata (metodo AREPO)

17.00 – 17.15 Pausa

17.15 dr. Urbano Baldari, Principi di fisica quantistica applicati allo studio delle malattie: la medicina dell’informazione

18.00 Tavola rotonda

Moderatori: dr.ssa Ornella Righiprof. Fabrizio Franchi, ing. Andrea Gadducci, prof. Piergiorgio Spaggiari

 

DOMENICA 15 Ottobre

9.00 Introduzione Alberto Negri, Presidente Spazio Tesla e dr.ssa Ornella Righi ref. Scientifico Spazio Tesla Modera la sessione .dr.ssa Ornella Righi

09.15 dr. Alberto Ugo Caddeo La cellula come centro di entanglement informazionale: “dalla gravitazione quantomeccanica alla curvatura spaziotemporale”

10.00 dr. Alberto Lori: Il risveglio della COSCIENZA

10.45 dr. Roberto Maria Sassone: “La scienza della coscienza”

11,30 break

11.45 dr. Daniel Lumera: “ Il perdono che cura: il ponte perduto tra l’uomo e l’AMORE “

12.30 spazio domande e chiusura dei lavori a cura di Spazio Tesla

 

In entrambe le giornate sono previsti momenti di intrattenimento del pubblico con spettacoli di danza pertinenti ai temi trattati.

 

Chi sono le relatrici e i relatori del Convegno

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Informazioni e Iscrizioni

Tutti i contatti ai quali è possibile rivolgersi per informazioni e i link per l’approfondimento sono riportati in questo documento pdf.

E’ possibile riservare il prorpio posto al Congresso tramite Eventbrite a questa pagina.

L’equipe dell’A.R.T. sarà presente all’evento.
Ci vediamo il 14 e il 15 Ottobre 🙂

Cosa abbiamo combinato?!?

venerdì, settembre 23rd, 2016

Sappiamo che ve lo chiedete…
Ecco, allora, il post che risponderà dettagliatamente alla vostra domanda!

Perché noi volontari dell’A.R.T. dallo scorso anno ad oggi di cose ne abbiamo davvero “combinate” tante… e ve le raccontiamo tutte nel

 

Resoconto delle attività svolte dall’A.R.T.
dall’ultima Assemblea Generale
dell’13 Settembre 2015

 

che è stato elaborato per l’Assemblea Generale della nostra Associazione che si è svolta domenica scorsa, 18 Settembre, a Bettola.

 

Lo trovate di seguito, diviso per aree e progetti.

 

Aspettiamo i vostri commenti 🙂

Buona lettura!

 

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Aiuto a chi affronta la malattia grave ed inguaribile

L’A.R.T. negli anni si è impegnata affinché le cure palliative diventassero una realtà a disposizione di tutti i malati che ne hanno bisogno. Y Tanti sono stati i risultati ottenuti in questo senso in diverse città italiane e le collaborazioni realizzate con il mondo delle cure palliative in Francia. Prosegue con costanza il lavoro di sostegno psicologico a persone o a gruppi famigliari che affrontano la malattia di un loro caro con un’attenzione particolare ai più giovani.

 

Supporto al lutto

Una parte importante del lavoro dell’A.R.T. è dedicato al supporto a persone, famiglie e gruppi che vivono la difficile esperienza del lutto. Non possiamo, per ovvie ragioni, elencare tutti gli interventi realizzati dallo scorso anno in questo ambito dai volontari A.R.T., in particolare dalla dr.ssa Amanda Castello, che da sempre mette a disposizione il suo professionale e competente sostegno in modo completamente gratuito. Grazie ai riscontri ricevuti, possiamo però affermare che i percorsi di supporto dell’A.R.T. hanno rappresentato un prezioso aiuto in molte situazioni davvero complesse e difficili. Abbiamo anche iniziato un lavoro di sostegno a persone che devono affrontare la morte di un animale di compagnia, elemento importante degli affetti in una vita.

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Divulgazione e formazione sui temi delle cure palliative e del supporto al lutto

 

*Un Alien chiamato Dottor Crabe

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A giugno 2016 è uscito su Amazon, sia in versione cartacea che e-book, il nuovo libro della Fondatrice dell’A.R.T. “Un Alien chiamato Dottor Crabe”.

L’opera è stata pubblicata prima in Francia dove ha avuto un’ottima accoglienza, sia a livello di pubblico (vanta sulla pagina Amazon.fr già 27 commenti, tutti ottimi) che di media, varie interviste alla dr.ssa Castello sono state diffuse in radio, su blog, siti… ed è stato anche presentato al Salone del Libro di Parigi nel marzo scorso.

Il libro, in una versione ridotta, era stato pubblicato dalle edizioni Ponte Gobbo di Piacenza anni fa. Quello pubblicato era solo il primo racconto della versione attuale e vantava già la prefazione del Prof. Vittorio Ventafridda, ritenuto il padre delle cure palliative in Italia.

La nuova edizione, interamente rinnovata, si articola in tre parti e vanta, oltre a quella del Prof. Ventafridda, la prefazione della dr.ssa Chatal Catant, una dei fondatori del movimento delle cure palliative in Francia e membro dell’A.R.T., e la postfazione della dr.ssa Annie Babu, pioniera nella mediazione famigliare e autrice di numerose opere di successo sul diritto di famiglia e sul fine vita.

Ecco la sinossi dell’opera:

Una coppia profondamente unita. La loro terribile battaglia svela la forza dell’amore vero, l’efficacia delle medicine dolci, l’importanza di curare le vecchie ferite dell’anima per calmare quelle del corpo fisico.
Molti di noi vivono o hanno vissuto una delle prove più difficili dell’esistenza: l’accompagnamento di un essere caro nella battaglia per la vita. La parola cancro fa paura. Il cancro è vissuto come una condanna, una punizione, un’ingiustizia. La lotta appare impari. Ci si sente impotenti, traditi… E’ proprio in quei momenti, però, che si scopre in se stessi un’energia nuova, una capacità insospettabile di lottare, di vivere con intensità gli istanti magici che il destino ci offre.

“La lettera al Dottor Crabe” sconvolge con la sua intensità drammatica. Si assiste in diretta al combattimento al gigantesco combattimento.
Infine, l’autrice apre il suo cuore e condivide con il lettore un momento molto intimo, doloroso, a volte amaro ma pieno di speranza e di impegno solidale.

L’opera è disponibile presso l’A.R.T. (potete richiederla con dedica personalizzata dell’autrice) e online su Amazon a questa pagina

 

**A spasso con Padì… su Amazon!

Un importante traguardo raggiunto: il libro A spasso con Padì lungo il ciclo della vita di Amanda Castello è online su Amazon in versione e-book e cartacea, in italiano e francese, da marzo 2016.

Un grande risultato per l’opera che può così più facilmente raggiungere i bambini, le famiglie e gli educatori, in tutta Italia e nel mondo, che possono averne bisogno.

Il ricavato è interamente devoluto all’ A.R.T. e permette di realizzare altre opere destinate ad aiutare i ragazzi.

Lo trovate a questa pagina

Chiediamo il tuo aiuto!

– Se hai già letto il libro, vai alla pagina dedicata su Amazon (la trovi qui) e pubblica un commento. I commenti sono fondamentali per permettere a chi cerca di trovare Padì.

– Aiutaci a diffondere il libro e il suo messaggio attraverso presentazioni, incontri da organizzare in librerie, biblioteche, scuole, gruppi, parrocchie… Ogni proposta ed idea è benvenuta!

– Compila il questionario e aiutaci così a portare avanti questo importante progetto. Trovi il questionario a questa pagina e puoi compilarlo direttamente online in pochi minuti

 

***A.R.T. – PAGINA su Facebook

L’A.R.T. ha modificato il profilo in pagina, adeguandosi alle indicazioni date da Facebook e dando allo spazio social una configurazione più adatta ad una associazione. Contiamo ad oggi su 2063 FOLLOWERS e ogni post pubblicato ottiene un grande riscontro. Attraverso questo strumento, possiamo divulgare letture, iniziative, corsi, convegni, ecc. e portare avanti l’opera di sensibilizzazione culturale per cui A.R.T. nasce.

Suggerite ai vostri contatti su FB di diventare amici dell’A.R.T., ci aiuterete a potenziare la visibilità della nostra pagina.

 

****ART – spazio su Twitter

L’A.R.T. mantiene il suo profilo sul social network Twitter. È un altro canale molto utile per aggiornare in tempo reale sulle nostre iniziative e ci permette di essere in contatto anche con realtà fisicamente lontane da noi, come per esempio hospice inglesi o associazioni di cure palliative francesi.

 

*****ART – canale YouTube

L’A.R.T. ha realizzato in questi anni molti video sulle attività, conferenze, convegni, progetti realizzati… Il web e YouTube in particolare rappresentano uno spazio importante per diffondere questo enorme lavoro e renderlo disponibile a tutti coloro che ne possono beneficiare, siano lontani o vicini. Una grande occasione per portare i messaggi e, soprattutto, l’aiuto dell’A.R.T. a tutti coloro che ne hanno bisogno, nonché delle occasioni di formazione.

Sul canale YouTube dell’Associazione potete trovare tutti i video

Chiediamo il tuo aiuto!

Il sito, il blog e gli spazi su Twitter e su FB sono stati creati e ad oggi sono gestiti ed aggiornati grazie all’impegno costante di alcune volontarie A.R.T. Siamo sempre alla ricerca di altre persone disponibili a darci una mano per pubblicare su uno di questi spazi web. Organizzandosi, è possibile offrire questo volontariato da casa senza doversi recare alla sede A.R.T. ogni volta. Aspettiamo le tue proposte!

 

Collaborazioni

 

*Collaborazione con la Fondazione Malagutti per il Concorso “Diritti a Colori”

L’A.R.T. ha incontrato la Fondazione Malagutti e il suo Presidente, dr. Giovanni Malagutti, grazie alla dr.ssa Amanda Castello che ha tenuto un corso di formazione destinato a tutti gli educatori impegnati per la Fondazione all’interno della Comunità per minori “Il Giardino Fiorito” e della Casa Alloggio per persone affette dal virus HIV, prive di riferimenti familiari e sociali, ed è stata relatrice in diversi convegni, come all’interno dello stesso Festival.

Alla luce dei molti valori condivisi e di attività con numerosi punti d’incontro, l’A.R.T. e la Fondazione Malagutti hanno dato vita ad uno scambio di esperienze e ad una collaborazione preziosa.

Il riconoscimento del grande valore culturale e di sensibilizzazione sui temi legati alla difesa dei diritti dei più giovani, è all’origine del desiderio di sostenere attivamente l‘International Children’s Rights Festival, svoltosi a Mantova lo scorso anno. A quest’ultimo ha preso parte una delegazione dell’A.R.T. e la dr.ssa Castello è stata tra le relatrici.

La collaborazione prosegue anche per il 2016 all’interno XIV Concorso Internazionale di Disegno e Arti Figurative “Diritti a Colori”, rivolto ai bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 18 anni.

L’iniziativa nata nell’anno 2001 è giunta a coinvolgere, nelle ultime edizioni, una media di circa 10.000 bambini rappresentanti tutte le regioni italiane e 52 nazioni. Il materiale promozionale è stato realizzato in 8 lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, cinese, arabo) e, ogni anno, inviato ad oltre 7.000 contatti nel mondo: uffici scolastici, biblioteche, Comuni, ludoteche, associazioni, Enti Pubblici e privati.

I contenuti sono disponibili anche sul sito web www.dirittiacolori.it dove le informazioni, anche in lingua inglese e francese, illustrano le modalità di partecipazione e i risultati dell’iniziativa (rassegna stampa e galleria fotografica).

In occasione della nostra Giornata del 18 Settembre il Presidente, Dottor Malagutti, ha presentato il Concorso al quale l’A.R.T. collabora con entusiasmo.

 

 

**Collaborazione con Banda Larga e Spazio Tesla
in favore del Comitato “Di Nuovo Bettola”

L’Associazioni Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. si è impegnata a fianco di altre associazioni per la realizzazione di iniziative benefiche in collaborazione con il Comitato “Di Nuovo Bettola” e con il Comune per la raccolta fondi indirizzata in concreto alla risoluzione di un problema specifico causato dall’alluvione che ha colpito la Val Nure lo scorso settembre: la ricostruzione dell’area aggregativa, ricreativa e sportiva del lungo Nure distrutta dalla piena.

Tre le iniziative di solidarietà targate A.R.T.:

1. CONCERTO “OFFERTA MUSICALE” organizzato in collaborazione con l’associazione Banda Larga di Piacenza, che si è svolto Martedì 24 Novembre 2015 presso la Chiesa di San Giovanni a Bettola (PC).

Protagonisti un gruppo di musicisti legati a Piacenza e alle sue valli che hanno accettato di donare un momento riflessivo e di utilità concreta per ripensare alla tragedia che da poco ha sconvolto le comunità del nostro Appennino.

Artisti coinvolti:
CORO POLIFONICO FARNESIANO (Voci Giovanili e voci miste)
Direttore: Mario Pigazzini
SOLISTI: Anna Maria Chiuri (mezzo soprano), Maurizio Saletti (flauto), Gaetano Galli (oboe).
ENSEMBLE “BANDA LARGA”

2. Concerto “NOTE DI SOLIDARIETÀ”, organizzato con l’Associazione Culturale Spazio Tesla, svoltosi Domenica 13 Dicembre 2015 presso l’Auditorium della Fondazione Piacenza e Vigevano.

Anche in questa occasione la musica è stata la protagonista grazie alla partecipazione del Maestro Stefano Gueresi, pianista mantovano che ha già prestato la sua arte in diverse iniziative benefiche della nostra città e di Anna Chiara Farneti, cantante piacentina che ha aperto il concerto con la sua splendida voce. Il pomeriggio è stato condotto dalla presentatrice Laura Badiini.

 

3. ASTA BENEFICA DELL’OPERA “MELODIA” DEL MAESTRO GETTY BISAGNI.

In concomitanza con i concerti, l’A.R.T. ha dato il via all’asta benefica della magnifica opera del pittore bettolese di fama internazionale. L’autore ha infatti deciso di donare il quadro per la causa e dal nobile gesto l’A.R.T. ha ideato l’asta prestigiosa dall’intento benefico.

In occasione della Giornata A.R.T. del 18 Settembre, è stata consegna ufficialmente l’opera “Melodia”. L’A.R.T. ha ricevuto un’offerta di 1000 Euro con la quale il compratore si è aggiudicato il quadro. La persona, amica dell’A.R.T. e solidale con Bettola, è venuta per l’occasione da Parigi.

Tutto il ricavato degli eventi è interamente devoluto al Comitato “Di Nuovo Bettola” per la ricostruzione dell’area aggregativa, ricreativa e sportiva del lungo Nure distrutta dalla piena.

 

***Collaborazione con Spazio Tesla

Prosegue la fiorente collaborazione con l’Associazione Culturale Spazio Tesla che ha dato vita in questi anni ad importanti eventi, scientifici e culturali.

– Dall’ultima A.G. è stato realizzato, a Dicembre 2015, il convegno sul tema “presso il Centro Congressi Galileo. Trovate il video dell’evento suddiviso per singole relazione sul sito di Spazio Tesla a questa pagina: NDE 2015 – NEAR DEATH EXPERIENCE


L’interessante tematica ed in particolare il suo ruolo nel supporto a chi vive l’esperienza della malattia grave e inguaribile e del lutto, è tra i più recenti oggetti di ricerca e divulgazione dell’A.R.T.

La dottoressa Castello sta sviluppando da alcuni anni uno studio sul tema, collegandosi a quanto emerso dalle più recenti indagini ed esperienze francesi. L’argomento è stato oggetto della sua relazione al Convegno dal titolo: le N.D.E. COME STRUMENTO TERAPEUTICO.

– Il filone di ricerca e divulgazione sulle N.D.E. sarà sviluppato in un importante evento scientifico in programma a Piacenza per giugno 2017: un convegno che vedrà relatore il Dottor Jean-Jacques Charbonier, medico anestesista e rianimatore noto per i suoi studi e testimonianze sulla vita dopo la morte, le N.D.E. e l’esistenza di una coscienza indipendente dall’attività neuronale. Il programma, che è in fase di elaborazione da parte del direttivo A.R.T. e Spazio Tesla, prevede inoltre il coinvolgimento di alcuni importanti medici italiani che potranno apportare un contributo significativo alla riflessione sul tema.

– Tra gli eventi artistici, in occasione della XIV Giornata Mondiale del Suono di Guarigione, Domenica 14 Febbraio, si è tenuto presso il Centro Congressi Galileo il Concerto dello Spirit Gospel Choir. L’evento ha visto protagonista il Coro diretto da Andrea Zermani ed è stato organizzato da Anna Chiara Farneti e Spazio Tesla a beneficio dell’A.R.T.

Durante la serata ha preso la parola la nostra Fondatrice, Amanda Castello, che ha così avuto modo di presentare il lavoro dell’A.R.T. al numeroso pubblico intervenuto.

 

Fundraising

 

*Il 5 per 1000

Dal 5 per 1000 2013, versato nel maggio 2015, l’A.R.T. ha ricevuto 700 euro.
Continuiamo pertanto ad iscrivere l’A.R.T. tra i beneficiari della possibilità di dedicare il 5 per 1000 delle imposte, comunque dovute, ad una ONLUS riconosciuta e regolarmente iscritta nel Registro delle Associazioni di Volontariato della propria Regione di appartenenza. Per promuovere l’iniziativa L’A.R.T. ha divulgato l’iniziativa con i dettagli necessari per fare la donazione, via mail.

Chiediamo il tuo aiuto!

– Aiutaci a diffondere questa possibilità tra amici e conoscenti. Hai ricevuto via mail la presentazione con tutti i dati necessari per devolvere il 5 per 1000 all’A.R.T. Puoi inoltrarla ai tuoi contatti magari con due righe personali in cui spieghi la tua fiducia nel lavoro dell’Associazione. Molti vorrebbero donare a realtà conosciute, personalmente o indirettamente, per essere certi che il loro sostegno vada a buon fine. Il tuo passaparola può essere importante in questo senso.

– Se preferisci distribuire la presentazione in versione cartacea, contattaci e saremo felici di fornirti tutte le copie necessarie.

– Un’ottima idea è portarne alcune copie presso la realtà dove ti rivolgi per la tua dichiarazione dei redditi. Spesso le persone chiedono proprio in questa sede consigli o indicazioni di Onlus a cui donare il loro 5 per 1000

 

**Un caffè per l’A.R.T.

Continua l’iniziativa per diffondere l’adesione all’A.R.T. Ricordiamo infatti che basta il costo di un caffè alla settimana per un anno per diventare soci dell’Associazione contribuendo così ad un sostegno preziosissimo.

Chiediamo il tuo aiuto!

Diffondi la proposta “Un caffè per l’A.R.T.”. Se non lo hai più, richiedici l’opuscolo Un caffè per l’A.R.T. oppure scaricalo dal nostro sito. Diffondilo a tutto il tuo mailing o stampato a colleghi, amici, conoscenti… L’adesione all’A.R.T. è annuale, revocabile e rinnovabile.

 

Un pensiero speciale per i membri e gli amici A.R.T.
che non ci sono più

Ci teniamo a ricordare con affetto e stima gli amici e membri dell’Associazione che quest’anno ci hanno lasciato:
Il Dottor Roberto Ferri, di Novara, membro dell’A.R.T.
Giovanni Signani, marito di Anna Gioietto, amico dell’A.R.T.

 

 

Cardiologie pédiatrique à l’hôpital Robert Debré, une équipe pétrie d’amour

martedì, aprile 22nd, 2014

La neuvième journée de Paliped
Regards sur les soins palliatifs

Je vous ai dit, dans mon dernier article sur le congrès de Paliped, qui s’est tenu en mars dernier, à Paris, combien j’avais été favorablement impressionnée par le réel esprit d’équipe qui se dégageait de toutes les interventions.

Celle du docteur Constance Beyler, cardiopédiatre, accompagnée par Catherine Mie, cadre de santé, puéricultrice, Ketty Limery, auxiliaire de puériculture et d’autres opérateurs de la cardiologie pédiatrique de l’hôpital Robert Debré, à Paris, a été dans ce sens.


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Le docteur Constance Beyler et l’équipe.                      Hopital Robert Debré. Cardiologie pédiatrique

 

Elle a expliqué que les équipes n’hésitent jamais à contacter, si besoin est, des partenaires pouvant les aider dans la prise en charge de l’enfant et de la famille : aumônerie, interprètes, famille proche… car le pourcentage des familles d’émigrés a considérablement augmenté. Les soins et l’accompagnement d’un enfant provenant d’une famille qui se situe aux antipodes culturels du lieu où désormais ces personnes résident, sont à prendre en sérieuse considération si l’on veut vraiment non seulement soigner, mais prendre soin.

Il existe une grande variabilité, due à l’origine ethnique des familles, et cela oblige les équipes à élaborer une réelle réflexion sur les soins et les attitudes à respecter, ou encore à éviter, pour ne pas choquer la sensibilité et les habitudes de ces familles qui sont très souvent éloignées de leur pays d’origine.

C’est aussi l’une des raisons pour lesquelles les équipes font extrêmement attention à respecter la liberté des familles dans l’appropriation de la chambre où se trouve l’enfant. C’est là qu’elles partagent de longs moments d’attente, d’angoisse, de souffrance, de peurs, de doute, de colère et autres émotions que chacun de nous connait. Il ne serait pas concevable d’obliger ces mêmes familles à suivre des règles en contradiction avec leur conception d’aide et de soutien à l’un des leurs quand il est très gravement malade, et encore plus, quand il s’agit d’un enfant ou d’un adolescent.


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Chacun est dépositaire d’une culture qu’il faut savoir accueillir

 

Les membres de l’équipe de la cardiopédiatrie de l’hôpital Robert Debré, ont soulevé un point intéressant dans leur intervention, expliquant que l’accompagnement d’un enfant au sein du service se fait au feeling de chaque soignant. Cela pourrait surprendre certains, très attachés aux lignes-guides de comportement dans les couloirs des services. Pourtant, la pratique démontre que dans des situations très douloureuses et difficiles à vivre comme celles dont nous sommes en train de parler, il est extrêmement important de savoir s’adapter aux besoins et à la réalité de chaque situation, car chaque cas est unique. C’est pourquoi, dans l’équipe, chacun offre, en fonction de ses convictions personnelles et des souhaits de la famille, une prise en charge individualisée. De façon un peu humoristique, le Docteur Constance Beyler rappelle : « il ne s’agit  pas de prêt-à-porter mais du sur-mesure ! »

Ces situations sont naturellement très difficiles à vivre pour tous et font l’objet de débat, ce qui permet à l’équipe de revoir constamment  l’accompagnement et le soutien qu’elles apportent. Il existe donc des temps de parole, d’écoute, de soutien et d’encouragements, absolument indispensables pour les membres de l’équipe, afin de continuer à bien fonctionner tous ensemble. « C’est toujours dur » reconnaissent-ils tous « mais cela l’est surtout, et avant tout, pour les familles ! »

 

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Sauver la vie quand on peut, prendre soin toujours…                              (Fondation Malagutti. Mantoue. Italie. ” Diritti a Colori 2014 “)

 

Cette grande attention, privilégiant les désirs et les besoins des jeunes malades et de leurs proches, démontre le profond respect que ces soignants ont envers ces familles, qu’elles soient locales ou d’origine culturelle différente. On est bien loin de la vision de « la famille qui dérange », de la famille considérée souvent dans certains services comme « obstacle » et « hostile ».

Cette noble attitude est-elle de mise seulement en pédiatrie ? Où peut-on espérer qu’elle puisse devenir le comportement idéal que nous souhaitons tous, dans tous les services sans exception, là où une personne souffre, que ce soit un enfant, un adulte ou une personne âgée.

 

Amanda Castello

Belgique. La banalisation comme réponse superficielle à un problème grave

lunedì, febbraio 17th, 2014

(version française de l’article italien publié le 16 février 2014)

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C'est vraiment la réponse ?

 

La Belgique est le premier pays au monde à avoir voté une loi autorisant l’euthanasie de mineurs. Une loi qui risque d’ouvrir la porte à tout type d’abus et de justifier légalement d’éventuels homicides. Un mot trop  fort ? Euthanasie signifie « donner la mort ». Il n’existe pas d’euthanasie passive. C’est un concept inventé aujourd’hui mais qui ne correspond à rien. Le mot euthanasie vient du grec ancien : ευθανασία : ευ, « bonne », θανατη, « mort ». Cela signifiait littéralement douce mort.

Il n’en reste pas moins qu’il s’agit d’un acte médical destiné à abréger les souffrances d’un malade incurable dont il n’est pas possible, avec les moyens à disposition, de contrôler les souffrances. L’euthanasie désigne donc bien l’acte de faire mourir quelqu’un intentionnellement. Il est évident qu’interviennent ici de nombreux aspects qui en rendent complexe une définition exacte et applicable à toutes catégories. Les implications sont culturelles, philosophiques, éthiques, religieuses, légales… mais il est fondamental de reconnaitre le problème sans le banaliser pour s’en débarrasser en faisant croire qu’il est résolu.

 

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Est-ce le seul geste à faire ?


Légiférer, comme vient de le faire  la Belgique, autorisant l’euthanasie pour des enfants atteints de maladies incurables, quelque soit l’âge, revient à reconnaître le droit de tuer un enfant. Ce mot peut en déranger ou choquer certains, mais pourtant le résultat est celui-ci, même si les conditions de cet acte sont rigoureusement définies par la loi (incurabilité du patient, accord du jeune patient, accord des parents, consultation et avis de psychologues etc.)

 

L’accès aux soins palliatifs est un “droit humain” pour tous, adultes et enfants

L’Organisation Mondiale de la Santé, OMS, dans une étude globale récemment publiée à Londres, avec l’Alliance Mondiale pour les Soins Palliatifs, a affirmé que « sur 10 personnes qui ont besoin de soins palliatifs, une seulement les reçoit effectivement ». L’OMS  observe également que dans le monde, « chaque année 20 millions de patients en fin de vie ont besoin de soins palliatifs. Parmi ceux-ci 6 % sont des enfants. »

L’OMS n’a jamais affirmé que ces 20 millions de personnes, adultes et enfants, avaient besoin d’être  tuées, mais bien au contraire d’être soignées !

 

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Non merci !


Des arguments absurdes pour justifier l’euthanasie des enfants

Considérons ensemble quelques justifications de ceux qui défendent la loi pour l’euthanasie destinée aux enfants. « Les enfants doivent avoir la capacité de discernement et être lucide au moment de la décision. Ils doivent également être dans une situation médicale désespérée, qui provoquera la mort à court terme. Il est obligatoire d’être suivi par des médecins et des psychiatres et il est également obligatoire d’avoir l’accord des parents. » Tous ces arguments sont absolument absurdes. Comment un enfant peut-il exercer une propre « capacité de discernement » et « être lucide au moment de la décision » ? Une avocate belge, dans une interview à la télévision française B.F.M.TV, a affirmé que selon elle au moment de la mort « on constatait une maturité supérieure des enfants par rapport aux adultes dans de telles situations ». On peut se poser des questions sur les responsabilités de certains devant de telles affirmations.

Dans ma vie professionnelle et dans mon activité de bénévole, j’ai rencontré des enfants qui étaient  arrivés au terme de cette vie. Ils démontraient avoir un rapport beaucoup plus équilibré et naturel avec la fin de la vie. La Canadienne, Lise Thouin, dans son livre « Boule de rêve » en témoigne. Les enfants savent et acceptent. Ils comprennent et ils communiquent avec une Autre Dimension qui leur permet d’entrer dans la phase de l’acceptation. Souvent ce sont eux qui aident  leurs  proches à les laisser partir, mais cela n’a rien à voir avec une pseudo « capacité de discernement » qui servirait seulement à soulager la conscience des autorités administratives de tout scrupule.

 

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Le vote de la loi sur l'euthanasie aux enfants


Quand le sénateur Philippe Mahou, promoteur convaincu – comme il était déjà en 2002 pour la loi sur l’euthanasie destinée aux adultes – affirme que cette loi respecte le bien des enfants « de ces jeunes patients pour lesquels il n’y a plus rien à faire »… il démontre n’avoir aucune connaissance de ce que sont les soins palliatifs. « Prendre soin jusqu’à la fin » voilà la règle de la médecine palliative. C’est la différence entre to cure et to care. Le caring comprend toutes les mesures mises en acte pour prendre soin de la personne, quel que soit son âge, dans sa dimension physique, émotionnel, intellectuelle, spirituelle.

 

Les soins palliatifs prennent soin de la personne
avec compétence, professionnalité, respect et amour.

Ce n’est pas le cadre ici pour analyser toutes les techniques et les instruments dont disposent aujourd’hui la thérapie de la douleur, partie fondamentale de la médecine palliative, et les différents spécialistes qui composent l’équipe de soins palliatifs.

Je ne veux pas non plus rentrer dans le débat stérile pour définir la propriété de la vie humaine et encore moins discuter sur l’évaluation des choix individuels, philosophiques ou religieux qui sont de la compétence de chaque personne. Rappelons-nous simplement que des lois comme celle qui vient à peine d’être approuvée en Belgique, sont inutiles et dangereuses pour tout le monde.

Demandons-nous quelle est la compétence des sénateurs et députés qui ont voté cette loi ? Que savent-ils des soins palliatifs ? Ont-ils jamais été dans une unité de soins palliatifs ou sont soignés et accompagnés les malades en fin de vie ? Que savent-ils de la douleur ? Que connaissent-ils de la souffrance psychologique du malade, celle de ses proches, sans oublier celle des soignants ? Ont-ils jamais réfléchi à leur propre mort ? Quel rapport ont-ils avec le mourir ? Avec l’Après ? Sont-ils à connaissance des besoins réels du personnel soignant, du manque des structures ? Sont-ils conscients des difficultés quotidiennes dues au manque de personnel qualifié et de bénévoles d’accompagnement correctement préparés ?

 

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Quivérifiera la correcte application de la loi ?


La banalisation ne peut répondre à la grave question posée

Il est plus facile de banaliser les problèmes en les éliminant sous la couverture honteuse d’une loi que d’affronter les vraies questions. Les statistiques disent que quand les soins palliatifs et l’accompagnement à la fin de la vie sont correctement appliqués la demande de mort diminue. Alors, que manque-t-il ? Donner la mort serait-il la seule réponse pour se débarrasser du problème que pose notre incompétence, notre impuissance, notre non-connaissance ?

Pourquoi les sénateurs et députés ne s’engagent-t-il pas davantage pour mettre tout en œuvre afin de garantir une véritable qualité de vie digne jusqu’à la fin ? Pourquoi ne créent-ils de nouvelles unités de soins palliatifs ? Pourquoi ne donnent-ils pas les moyens nécessaires aux services de soins palliatifs à domicile ? Pourquoi n’élargissent-ils pas les crédits indispensables, une garantie et une protection du poste de travail aux membres d’une famille qui choisissent de soigner leur proche à domicile, qu’il soit adulte ou enfant ? Pourquoi ne pas investir dans la formation du personnel soignant et des bénévoles d’accompagnement ? Pourquoi ne pas financer des campagnes d’information pour construire auprès de la population une culture solidaire et faire comprendre ce que sont les soins palliatifs ?

Ces questions sont à poser à tous les Etats, et non seulement à la Belgique. La population belge ne se rend pas tout à fait compte encore de ce qui est en train de lui arriver, même si de nombreux universitaires, juristes et professionnels de santé ou même de simples citoyens, commencent à protester et à dénoncer ses excès.

Un site Internet a été activé en Belgique pour recueillir des cas, des dénonciations, des témoignages. De nombreux opérateurs sanitaires, sociaux, des avocats et de simples citoyens sont déjà en train de l’utiliser. Le site s’appelle euthanasie stop

Il ne s’agit pas de lancer des sondages qui n’ont aucun sens avec des questions fermées, pour savoir si une société est « pour ou contre » l’euthanasie. Il est temps de réfléchir, d’informer, de se confronter avec humilité et beaucoup d’amour,  comportement qui me semble absent du cœur et de l’esprit de ceux qui ont voté cette loi en Belgique. Beaucoup protestent et s’inquiètent, et pas seulement en Belgique. Le débat est ouvert car les questions demeurent. Un débat qui doit se construire sur le respect, l’ouverture, l’acceptation.

 

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Aidons-le, protégeons-le, aimons-le !

 

Belgio, la banalizzazione come risposta frettolosa ad una vera domanda

domenica, febbraio 16th, 2014
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Non ancora!

 

Una legge che rischia di aprire la porta ad ogni abuso e di giustificare legalmente eventuali omicidi. Una parola troppo forte? Eutanasia significa “dare la morte”. Non esiste eutanasia passiva. O è eutanasia o non lo è.

Legalizzare, come fa il Belgio, l’eutanasia dei bambini affetti da malattie inguaribili, a qualsiasi età, anche con condizioni rigorosamente definite (inguaribilità del paziente, accordo dell’interessato, consenso dei genitori, consulenza dello psicologo, ecc.) indica riconoscere il diritto di uccidere un bambino.

 

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Il bambino si aspetta dai curanti aiuto, protezione, amore


L’accesso alle cure palliative
è un “Diritto Umano”,
per tutti, adulti e bambini

Recentemente, l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, in uno studio globale pubblicato insieme all’Alleanza mondiale per le cure palliative (WPCA), a Londra, ha affermato che su 10 persone che necessitano di cure palliative, solo 1 le riceve effettivamente. Per l’OMS, l’accesso alle cure palliative è un “Diritto Umano”. Osserva però che nel mondo ogni anno, 20 milioni di pazienti in fase terminale, hanno bisogno di cure palliative. Tra essi il 6% sono bambini. L’OMS non ha mai affermato  che questi 20 milioni di persone, adulti e bambini, necessitassero di essere uccisi, ma curati!

Argomenti assurdi per giustificare
l’eutanasia di bambini

Guardiamo insieme le giustificazioni di chi difende la legge per l’eutanasia ai bambini. I bambini devono avere capacità di discernimento ed essere lucidi al momento della decisione. Devono anche essere in una situazione medica disperata capace di provocare la morte a breve termine. E’obbligatorio essere seguiti da medici e psichiatri e obbligatorio è anche l’accordo dei genitori. Argomenti totalmente assurdi.

Come può un bambino esercitare una propria “capacità di discernimento” ed avere “lucidità al momento della decisione”? Ho sentito una avvocatessa belga in un’intervista alla TV francese BFMTV affermare la maturità superiore dei bambini in relazione all’adulto in tale situazione. Davanti a questo tipo di affermazioni, è lecito porsi delle domande sull’irresponsabilità di certe persone.

Nella mia attività professionale e di volontariato, ho conosciuto alcuni bambini vicini alla morte. Dimostrano di avere un rapporto più equilibrato e naturale con la fine della vita. La canadese, Lise Thouin, nel suo libro “Palla di sogno” ne testimonia lungamente. I bambini sanno ed accettano, capiscono e comunicano con un’Altra Dimensione che permette loro di entrare nell’accettazione. Spesso sono loro stessi ad aiutare i propri cari a lasciarli andare, ma questo non ha niente a che vedere con una pseudo “capacità di discernimento” che servirebbe solo ad “alleggerire” la coscienza delle autorità amministrative da ogni scupolo.

Quando il senatore Philippe Mahou, promotore convinto, come lo era già nel 2002 per la legge sull’eutanasia destinata agli adulti, afferma che questa legge rispetta il bene dei bambini “(…), di questi giovani pazienti per i quali non c’è più niente da fare” dimostra che non possiede alcuna conoscenza di quello che sono le cure palliative da mettere in atto quando non esiste più possibilità di guarire. Prendersi cura sempre, quello è il moto dell’approccio palliativista. È la differenza tra il to cure e il to care. Il caring oggi illustra tutte le misure messe in atto per prendersi cura della persona, qualsiasi sia la sua età, nella sua dimensione fisica, emozionale, intellettuale, relazionale, spirituale.

 

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Non voglio!


Le cure palliative si prendono cura sempre
con competenza, professionalità,
rispetto e amore

Questa non è la sede per analizzare tutte le tecniche e gli strumenti di cui dispongono oggi la terapia del dolore, parte fondamentale della medicina palliativa, e i vari specialisti che compongono un’équipe di cure palliative. Non voglio neanche entrare nella questione dell’appartenenza della vita, e ancora meno in una valutazione delle scelte individuali filosofiche o religiose che riguardano ogni persona. Ricordiamo solo che leggi come quella appena approvata in Belgio, sono inutili e pericolose per tutti.

Chiediamoci qual è la competenza dei senatori e deputati che hanno votato questa legge? Cosa sanno di cure palliative?
Sono mai stati in un hospice dove sono curati malati in fase terminale? Cosa sanno del dolore ? Cosa conoscono della sofferenza psicologica del malato, dei suoi cari, dei curanti? Hanno mai riflettuto sulla loro morte? Che rapporto hanno con il morire? Con il dopo-morte? Sono a conoscenza dei bisogni reali del personale curante, dell’inadeguatezza delle strutture? Sono consapevoli delle difficoltà quotidiane dovute alla mancanza di personale qualificato e di volontari di accompagnamento correttamente preparati?

 

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Risultati delle votazioni alla legge per l'eutanasia ai minori


La banalizzazione come risposta frettolosa ad una vera domanda

E’ più facile banalizzare i problemi eliminandoli sotto la vergognosa coperta di una legge, che affrontare i veri quesiti. Le statistiche dicono che quando le cure palliative e l’accompagnamento alla fine della vita sono correttamente applicati, la domanda di morte diminuisce.

° Perché i senatori e deputati non si impegnano piuttosto a mettere tutto in opera:
° per garantire una dignitosa qualità di vita fino alla fine,
° per la creazione di hospice,
° per garantire servizi di cure palliative domiciliari,
° per offrire crediti, garanzia e protezione del posto di lavoro ai membri di una famiglia che scelgono di accudire un loro caro, adulto o bambino, a casa?
° Perché non investire nella formazione del personale curante e dei volontari di accompagnamento?
° Perché non finanziare delle campagne informative per diffondere nella popolazione una cultura solidale e per far capire cosa sono le cure palliative? Queste domande sono da porre a tutti gli Stati.

La popolazione belga non si rende ancora molto conto di quello che sta succedendo. Molti universitari, giuristi e professionisti della sanità o anche semplici cittadini cominciano a protestare e a denunciare questi eccessi.

Un sito Internet è stato attivato in Belgio e sta raccogliendo storie, denunce, testimonianze. Molti operatori sanitari, operatori sociali, legali e semplici cittadini lo stanno già utilizzando. Si chiama Eutanasia stop!

Non si tratta di lanciare dei sondaggi senza senso, con delle domande tipo quiz, per sapere se una società è “pro o contro l’eutanasia”. Si tratta di riflettere, di informare, di confrontarsi con umiltà intellettuale e tanto amore, atteggiamento che mi sembra assente in chi ha votato questa legge in Belgio. Le voci si alzano, e non solo in Belgio. Non finisce qui…


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Una volta promulgata, risulta difficile una interpretazione rigorosa delle condizioni legali