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Grave rischio per le cure palliative in Italia

giovedì, ottobre 17th, 2013

Un decreto attuativo della legge 38/10 rischia di compromettere le cure palliative in Italia: metà dei medici palliativisti potrebbero non essere più autorizzati ad assistere i malati inguaribili.

 

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Questo l’allarme lanciato dalla Federazione Cure Palliative, di cui l’A.R.T. è membro, attraverso un comunicato stampa a firma del Presidente, il Dr. Luca Moroni. Il tema è urgente ed importante e ci riguarda tutti da vicino. Come volontari e come professionisti delle cure palliative, ma prima di tutto come cittadini. Di seguito riportiamo il testo integrale del Comunicato con l’obiettivo di darne massima diffusione.


La legge 38/2010 sancisce il diritto per i malati inguaribili ad accedere alle cure palliative; uno dei passaggi attuativi prevede la definizione delle “figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo delle cure palliative” (art 5 comma 2) al fine di garantire, per il futuro, un percorso formativo certo ed uniforme per i professionisti. Si tratta di un passaggio importante che deve però tenere conto delle caratteristiche degli oltre 2000 medici che oggi consentono l’operatività degli Hospice e delle cure palliative domiciliari.

Le indagini di Federazione Cure Palliative (FCP) e della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) indicano infatti che la metà dei medici palliativisti non possiede una delle specialità indicate dalla legge 38 e un terzo non ha alcuna specialità. Si tratta di professionisti con diversi anni di esperienza, detentori oggi delle più elevate competenze nel nostro paese. Si tratta di coloro che hanno contribuito a fare la storia delle cure palliative italiane, permettendone lo sviluppo in una fase pionieristica e rappresentano una risorsa indispensabile per garantire l’attività di assistenza ai pazienti.

Le cure palliative si stanno sviluppando finalmente anche in Italia, grazie all’impegno del mondo professionale, dei 5000 volontari e delle 75 Associazioni che aderiscono alla FCP. Abbiamo potuto osservare in questi anni l’impegno del Parlamento, dei Ministri Fazio, Balduzzi e Lorenzin così come di molte Giunte Regionali. Sarebbe oggi imperdonabile che proprio un decreto attuativo della legge 38, invece di tutelare i pazienti e le loro famiglie, riportasse l’Italia alla condizione degli anni 80, quando i 250.000 malati che ogni anno affrontano una fase terminale erano privi di qualunque forma di tutela.

È indispensabile che vengano preservate e riconosciute le competenze acquisite sul campo in questi anni da medici senza specializzazione o con specialità diverse da quelle previste dalla disciplina, un provvedimento che riguardi un periodo transitorio, in attesa che i giovani medici concludano i nuovi iter formativi in via di definizione. Senza questi medici la maggior parte degli Hospice e delle equipe di cure palliative domiciliari sarebbero costretti a chiudere.

Giovedì 17 ottobre si riunisce la Conferenza Stato-Regioni per discutere l’accordo. Attendiamo con forte attenzione di conoscerne i contenuti, fiduciosi che si possano individuare soluzioni adeguate al livello di preoccupazione che la materia propone.

Luca Moroni
Presidente della Federazione Cure Palliative

 

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Il dr. Luca Moroni con la Segretaria Generale della FCP, Daisy Gay, alcuni membri del Consiglio Direttivo FCP due rappresentanti del Direttivo A.R.T. al Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venite con noi a Strasburgo? Le cure palliative al di là delle frontiere.

martedì, luglio 10th, 2012

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Si è appena concluso in Francia, nella città di Strasburgo, il 18° Congresso Nazionale della SFAP, Società Francese di Accompagnamento e Cure Palliative, con il tema “Al di là delle frontiere”. Strasburgo è la sede del Consiglio dell’Europa. La scelta di questa “Città Frontiera” come sede dell’incontro riveste un significato particolare.

Strasburgo è anche la capitale dell’Alsazia che simbolicamente rappresenta, per sua sfortuna, la mobilità delle sue frontiere. In effetti la regione ha subito varie volte lo spostamento dei suoi confini; nei secoli precedenti si è trovata ad essere talvolta francese talvolta tedesca per le varie guerre combattute. E’ una terra molto segnata dalla storia: ha visto cambiare il suo nome, la sua lingua, ma si è anche arricchita dai diversi apporti culturali. Le modifiche di frontiere non hanno avuto soltanto aspetti negativi, ma hanno favorito  un’osmosi tra modi di vivere, di pensare, di mangiare, di usanze. L’Alsazia è stata scelta per poter confrontarsi su difficoltà e limiti tecnici,umani, sociali, che si verificano quando parliamo di Cure Palliative e Accompagnamento.


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Uno scorcio del centro di Strasburgo

La Presidente del Comitato Scientifico, Dott.ssa Anna Simon e il Presidente del Comitato Organizzativo Dr. Robert Matiss, nella presentazione del programma della conferenza, affermano: “Da tre decenni le Cure Palliative hanno fatto progressi considerevoli in Francia. Iniziate dalla geriatria e dall’oncologia si sono aperte poi a numerosi campi. Dalla neonatologia all’età molto avanzata; dal domicilio ai servizi iper-specializzati. Progressi importanti sono stati realizzati nella presa in carico dei sintomi e nella considerazione della dimensione psichica della persona.

Tutto ciò si è potuto verificare grazie ad importanti passi legislativi svolti in tal senso. L’evoluzione ha modellato i contorni di una disciplina con dei saper fare e dei saper essere. Riflessioni etiche e filosofiche sono emerse arricchendo i dibattiti.

La dr.ssa Simon e il dr. Matiss hanno espresso il desiderio che durante il congresso fosse possibile il verificare che tutti questi aspetti, che sono come delle frontiere, siano nello stesso modo “rassicuranti e normative”, ma nello stesso modo anche relative flessibile.


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La dr.ssa Simon e il dr. Matiss Fotografia di David Rodrigues

 

L’obiettivo del XVIII congresso della SFAP era di poter “analizzare” i limiti nella nostra pratica per essere in grado di identificarli, rispettarli, spostarli, oltrepassarli e forse anche ridefinirli. “Al di là delle frontiere” significa per gli organizzatori guardare anche verso i vicini tedeschi, svizzeri, lussemburghesi, belgi, al fine di poterci arricchire delle loro culture e dei loro approcci. Noi aggiungeremmo che la frontiera si è estesa all’Italia giacché l’A.R.T. è stata l’unica associazione italiana invitata a presentare una relazione in questo importante Congresso. In effetti l’A.R.T. ha partecipato nell’atelier C5 “Lutti e riti” con l’intervento dal titolo: “Malattia inguaribile. Accompagnamento, decessi: esperienza italiana Padì A.R.T. destinata ai giovani” La presentazione è stata fatta dalla dr.ssa Amanda Castello, fondatrice dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità.

L’A.R.T. avrà il piacere di presentare ogni settimana un’informazione sul congresso, perché consideriamo che lo scambio tra operatori, professionisti come volontari di accompagnamento, sia assolutamente fondamentale indipendentemente dalla lingua con la quale si esprimono. L’A.R.T., dal 1997, anno della sua fondazione, ha sempre privilegiato questi contatti e scambi. In particolare con il mondo delle cure palliative francesi l’A.R.T. ha, da allora, dei rapporti molto stretti. Ha organizzato delegazioni di professionisti e volontari dall’Italia verso la Francia e dalla Francia verso l’Italia con scambi, congressi, relazioni… L’A.R.T. ha sempre ritenuto che una “visione latina” delle cure palliative fosse da privilegiare rispetto a una “visione anglosassone”, considerando il tessuto, il substrato culturale, filosofico, religioso, spirituale, sociale delle nostre società. Il concetto di famiglia tra l’Italia e la Francia infatti è sicuramente più simile che tra l’Italia e la Gran Bretagna o gli Stati Uniti. Ciò non significa però negarsi esperienze derivanti da approcci di altre culture.

Da segnalare anche la giornata precongressuale di mercoledì 27 giugno 2012. Una giornata estremamente importante e molto originale, che aveva come tema l’aromaterapia nelle cure palliative. Questa giornata, svoltasi all’ospedale civile di Strasburgo, è stata fondamentale per parlare della pratica dell’aromaterapia per stare meglio in genere, ma specialmente sull’utilità di queste quint’essenze vegetali per accompagnare lo spirito fino all’ultimo viaggio. Infine è stata presentata l’applicazione dell’aromaterapia in un’unità di cure palliative belga, esperienza attiva da oltre 5 anni.


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Il vecchio Ospedale di Strasburgo

 

Durante le prossime settimane daremo spazio ad alcune rilevanti relazioni dei partecipanti al Congresso e naturalmente a quella della nostra fondatrice, spiegando anche tutti i progetti che sono sorti a seguito del suo intervento a Strasburgo.

 

Seguiteci sul blog della nostra Associazione per interventi, post, articoli sul 18° Congresso Nazionale SFAP.

 

 

Curare a casa una persona gravemente ammalata: un necessario aiuto per la famiglia

giovedì, novembre 3rd, 2011

Condividiamo con piacere l’articolo della dr.ssa Amanda Castello pubblicato sul quotidiano Libertà venerdì 28 Ottobre 2011 all’interno del dossier sul tema della famiglia.

articolo famiglia cure palliative

Nel particolare momento storico che la nostra società sta attraversando, la famiglia è spesso chiamata ad assolvere compiti a cui le istituzioni da sole non potrebbero far fronte. Tra questi, un ruolo di particolare importanza viene ricoperto nel caso di una malattia grave o cronica che colpisce un membro del nucleo famigliare. Quante persone che conosciamo hanno dedicato o dedicano parte della loro vita alla cura e all’assistenza di un proprio caro? Molti di noi hanno vissuto, o stanno vivendo, in prima persona quella delicata esperienza.

Basta posare lo sguardo su una delle tante storie di vita per comprendere quanto grande sia la responsabilità, gravoso l’impegno e complesso il compito del prendersi cura. Accogliere i bisogni della persona malata con sensibilità e umanità aiuta a cancellare l’angoscia e rassicura. Ruolo fondamentale, certo, ma non facile da assumere. Il coinvolgimento emotivo è inevitabile. Una prova vera e propria per i membri di una famiglia, ma anche l’occasione di un profondo arricchimento umano.

Nell’ambito del sostegno al malato grave e inguaribile, in cui l’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità, A.R.T. onlus, è impegnata da ormai 14 anni, alla famiglia spetta sicuramente una responsabilità fondamentale. Lo studio realizzato dall’Osservatorio Italiano di Cure Palliative (1) afferma che “la famiglia del malato terminale è un punto cardine in qualsiasi programma di cura e assistenza palliativa. Il buon esito di tali programmi si basa su una sostanziale “alleanza” all’interno di una triade costituita da malato, famiglia ed équipe curante.” Perché i famigliari possano diventare questo potente strumento terapeutico bisogna che siano guidati e sostenuti dall’équipe. La famiglia deve essere in grado di passare dalla situazione di “famiglia passiva” a quella di “famiglia attiva” per diventare così famiglia responsabile, partecipe, accompagnante, parte integrante dell’équipe.

equipe cure palliative

L’esperienza dimostra che, in molti casi, una maggior partecipazione nella cura diretta della persona amata può favorire una migliore comprensione, creare complicità positiva, evitare i sensi di colpa ed aiutare alla futura elaborazione del lutto. La collaborazione che si auspica di costruire tra malato terminale, operatori e famiglia nell’assistenza porta ad un processo di crescita mutua in costante evoluzione e trasformazione. Il beneficio risulta evidente per il malato, ma la famiglia, destinata a “rimanere” dopo che la persona ammalata se ne sarà andata, sentirà a lungo gli effetti positivi del suo coinvolgimento.

Se riflettiamo, poi, sulle cure palliative domiciliari, erogate a casa del malato, in continuità con l’hospice, all’interno della rete territoriale di cure palliative, comprendiamo come la famiglia sia la condizione sine qua non per la loro attuazione.La famiglia è, dunque, indispensabile per la realizzazione di determinate tipologie e condizioni di cure palliative da portare al malato. Risulta, insomma, strumento, mezzo, tramite e, per molti versi, caposaldo insostituibile.”(2)

Assistere a casa il proprio caro, anche con il supporto dell’équipe curante e l’appoggio dei volontari, costituisce un impegno assai rilevante che si fa via via più intenso con il progredire della malattia. Al fine di renderlo possibile, è necessario aumentare il sostegno offerto a tutte le famiglie che compiono questa importante scelta d’amore.

Il successo dell’intento dipende dal potenziamento dei servizi di cure palliative domiciliari sul territorio nazionale. I dati a riguardo non sono confortanti. Ad oggi è garantita una copertura al solo 40% del territorio nazionale, con una diffusione più capillare al Nord rispetto al Centro e al Sud. Una fotografia approfondita dalla situazione ci è offerta dalla recente “Indagine conoscitiva nazionale sullo sviluppo delle cure palliative domiciliari come livello essenziale di assistenza”(3). Risulta, quindi,  prioritario l’impegno di tutti, ma soprattutto delle Istituzioni, affinché non si verifichino più differenze inaccettabili nella qualità delle cure di fine vita e nel sostegno delle famiglie.

 

luca moroni FCPLuca Moroni, Presidente della Federazione Cure Palliative FCP, di cui l’A.R.T. è membro, ha di recente allertato l’opinione pubblica, sottolineando che “le cure palliative a casa sono preferite da molti malati. Sono possibili, consentono un uso appropriato delle risorse pubbliche e devono, quindi, poter crescere.” Per queste ragioni, la Federazione Cure Palliative ha deciso di dedicare la XII Giornata Nazionale contro la Sofferenza Inutile della Persona Inguaribile, che si celebra ogni 11 novembre, giornata di San Martino, al sostegno delle cure a casa. L’A.R.T. partecipa da sempre alla Giornata, realizzando eventi e momenti di sensibilizzazione per la città di Piacenza e provincia. L’obiettivo della Giornata Nazionale per il 2011 è richiamare l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni sui diritti e bisogni dei malati inguaribili e delle loro famiglie. Da qui l’avvio in tutta Italia della raccolta firme a cui l’A.R.T. aderisce per chiedere al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministro della Salute e ai Presidenti delle Giunte Regionali, l’istituzione di un bonus mensile per facilitare le famiglie che scelgono di assistere il proprio caro  a casa.


giornata nazionale cure palliative

L’Associazione A.R.T. sarà presente in via XX Settembre sabato 12 novembre con un banchetto dove si potranno ottenere informazioni e firmare la petizione.

Le raccolte di firme istituite nelle scorse edizioni della Giornata hanno permesso di conseguire importanti risultati. Nel 2004 il primo grande successo: la gratuità dei farmaci contro il dolore. Le iniziative degli anni successivi hanno contribuito a guadagnare una semplificazione della prescrizione degli oppioidi (2009) e alla conquista della legge n. 38/10 Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e terapia del dolore“. Grazie alla campagna a sostegno delle cure a casa, ci auguriamo di raggiungere un’ulteriore traguardo all’interno della battaglia di civiltà per garantire qualità di vita e piena dignità ai malati terminali e alle loro famiglie.

banchetto RACCOLTA FIRME CURE PALLIATIVE

Il banchetto con la raccolta firme allestito dall'A.R.T. in occasione dell'evento realizzato per l'11 Novembre 2010

Per farlo, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Un modo per sostenere l’iniziativa è firmare la petizione.

La vita è il dono più prezioso che possediamo. Quando dalla clessidra del tempo scendono gli ultimi granelli, il bisogno di amore, di tenerezza, di conforto, della presenza costante dei propri cari diventa imprescindibile. Quale miglior luogo della propria casa, accanto ai propri affetti? Per garantire alla famiglia la possibilità di assumere pienamente questo ruolo, è indispensabile che le sia dato un supporto totale che includa un aiuto economico. In caso contrario, tutto quello che abbiamo proclamato si riduce a pura letteratura.

 

Note bibliografiche

1 – 2 “La Famiglia e il malato terminale. Analisi di problemi, difficoltà e soluzioni relativi alle famiglie che accudiscono un malato in fase avanzata di malattia inguaribile.”, Centro Studi e Ricerche Osservatorio Italiano Cure Palliative, Oscar Corli, Massimo Pizzuto, Mari Giulia Marini, Antonio Nastri, 2004.

3 “Le cure palliative domiciliari in Italia”, I Quaderni di monitor. Elementi di analisi e osservazione del sistema salute, a cura di SICP Società Italiana di cure palliative e SIMG Società Italiana di Medicina Generale con il supporto di Agenas Angenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, del Ministero dalla Salute, di Fondazione Floriani, della FCP Federazione Cure Palliative, di tutte le Regioni Italiane e di Wyeth Lederle Spa, 2010

Promozione da non perdere sul libro “Ricordati che devi Vivere”: 100 copie sottocosto

lunedì, aprile 11th, 2011

Grazie alla donazione di una persona che desidera contribuire alla diffusione capillare del libro A.R.T. “Ricordati che devi vivere” tra operatori, volontari, famigliari e persone che affrontano la malattia, riusciamo ad offrire 100 copie del libro “Ricordati che devi vivere” sottocosto:

28,00 euro anzichè
41,00
euro (prezzo di costo reale).

L’offerta è valida solo per le prime 100 copie.

Approfittane subito: ordina il libro con uno sconto di oltre il 30%

Il libro “Ricordati che devi vivere” è prodotto in autoedizione e offerto al prezzo di costo. Non ha fini di lucro per l’Associazione.

Capitolo Primo: Ricordati che devi vivere

Acquistandone una o più copie ci aiuti a realizzare il desiderio di Marilù:

“Se queste pagine saranno lette un giorno da qualcuno, vorrei si trattasse di un ammalato per infondergli speranza, o di un professionista sanitario, perché si fermi sempre a riflettere prima di parlare a chi è colpito da un cancro, così da mitigare il dovere d’informare con un incoraggiamento a sperare.

Quanto agli altri lettori per loro fortuna in buona salute, mi piace immaginarli mossi da un intimo desiderio di solidarietà e pronti a tendere le braccia verso chi è colpito dalla sofferenza.”

Marilù Barontini

Il Capitolo Terzo: lettere e racconti di Marilù

Come nasce Ricordati che devi Vivere:

Ricordati che devi vivere è il primo libro della Collana I Sentieri della Vita, a cura dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. onlus. La collana nasce con l’obiettivo di raccogliere percorsi di vita di chi affronta la dura prova di una malattia inguaribile, così come narra la storia di accompagnamento di Marilù Barontini sostenuta dall’A.R.T.


Ogni vita è un percorso ad ostacoli e per oltrepassarli c’è bisogno di persone intorno che abbiano fiducia in noi e ci sostengano. Queste sono le storie che l’A.R.T. vuole raccontare e raccogliere per dare speranza a chi vive situazioni simili e ai famigliari delle persone ammalate. Infondo, non siamo soli… la storia di Marilù ne è la prova.


Quanto narrato nel nostro libro è stato realmente vissuto dai protagonisti. Marilù, in prima persona, suo marito Pietro, le sue sorelle Anna ed Amalia, alcuni altri membri della famiglia Barontini- Capelli e i numerosi amici ed amiche che l’hanno incontrata durante la sua battaglia per la vita: terapeuti, medici, infermieri, sacerdoti, studenti… e naturalmente i volontari dell’A.R.T.


Srotolerò per voi il gomitolo della storia, che si avvolgerà, poi, sulle dita dei testimoni, attori impegnati nel sostegno a Marilù. Assisterete, poco a poco, alla magica costruzione di una ragnatela di solidarietà che ha provato a sorreggerla in questa difficile traversata. Tutti si sono prestati con immediata disponibilità. Dai loro scritti traspare il sentimento profondo che li ha mossi ad accettare il nostro invito: l’Amore incondizionato.

dr.ssa Amanda Castello
Fondatrice dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T. onlus

Il Capitolo Ottavo: Il Metodo Simonton. Nella foto, il dr. Carl Simonton con la dr.ssa Amanda Castello

C’era una volta… ascolta l’introduzione del libro letta dalla dr.ssa Amanda Castello

Ti raccontiamo la storia del libro attraverso il video presentato  al Congresso Nazionale SICP 2011

Inizia a sfogliare il libro insieme a noi. Ecco alcune pagine

Il libro raccoglie le testimonianze delle persone che hanno accompagnato Marilù durante la sua lotta contro la malattia

I disegni dei bambini della 1° A Scuola Elementare De Gasperi per Marilù

Le pagine dedicate ai giorni trascorsi da Marilù alla Casa per le Cure Palliative di Borgonovo (PC)


Importante incontro per il futuro delle cure palliative in Italia

lunedì, marzo 14th, 2011


L’incontro, di grande rilevanza per il mondo delle cure palliative italiane, si è svolto Giovedì 10 Marzo 2011 a Roma e ha visto protagonisti il Ministro alla Salute Ferruccio Fazio, la dr.ssa Adriana Turriziani e il dr. Luca Moroni, rispettivamente Presidenti della Società Italiana di Cure Palliative SICP e  della Federazione Cure Palliative, FCP.

L’A.R.T., membro della FCP e, attraverso i suoi associati, della SICP,  ci tiene a condividere e a diffondere attraversao il suo blog i punti salienti del confronto, sintetizzati nel comunicato stampa congiunto FCP-SICP che riportiamo per intero di seguito.


La Società Italiana di Cure Palliative e la Federazione Cure Palliative a confronto con il Ministro Fazio.

Quale futuro per i giovani medici esperti in cure palliative? E’ stato questo uno dei temi forti dell’incontro tra il Ministro Ferruccio Fazio e la Presidente della società Italiana Cure Palliative Adriana Turriziani e il Presidente della Federazione Cure Palliative Luca Moroni.


Il Ministro ha incontrato i vertici della Società scientifica e della Federazione delle onlus dopo la recente pubblicazione della relazione sullo stato di attuazione della legge 38/2010 (disponibile on line sul sito del Ministero della Salute). All’incontro hanno partecipato il dottor Giovanni Leonardi (Direzione Generale Professioni Sanitarie) e il dottor Marco Spizzichino, direttore del nuovo ufficio XI, Cure Palliative e Terapia del Dolore.

La legge 38 porterà a definire quali sono le “figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo delle cure palliative” (art 5 comma 2) oltre alla “definizione dei contenuti dei percorsi formativi obbligatori ai fini dello svolgimento di attività professionale” (art. 8 comma 3), in particolare per i medici. Andrebbero comunque preservate le competenze acquisite in questi anni da medici senza specializzazione o con specialità variegate, tutti professionisti che costituiscono un patrimonio umano e professionale indispensabile per la gestione dell’attività di cura. Per questo, è necessario un provvedimento che riguardi un periodo transitorio, in attesa che i giovani medici concludano l’iter formativo.

Il Ministro ha preso seriamente in considerazione il problema per giungere a una soluzione che tuteli il patrimonio di professionalità acquisite con la necessaria garanzia di mantenimento degli attuali standard di assistenza ai pazienti.

Tra gli altri temi trattati, si è discusso anche dello sviluppo delle reti di cure palliative, che, soprattutto se integrate al non profit, può comportare maggiore qualità delle cure e una significativa riduzione dei costi inappropriati.

Alcune realtà no profit attive nelle cure palliative

L’assistenza domiciliare, se gestita attraverso équipe dedicate e con continuità assistenziale, è in grado di fornire la miglior tutela al malato e di ridurre drasticamente l’accesso a trattamenti costosi e inutili, liberando così le risorse necessarie al finanziamento dei centri.

Un'équipe di assistenza domiciliare in cure palliative

L’hospice incarna l’indispensabile servizio complementare e di supporto al servizio domiciliare, quando il contesto sociale e familiare sia inadatto alle cure a domicilio.

L'hospice Il Nespolo di Airuno

Insieme, le due opportunità costituiscono il cuore della rete.

Investire su questa tipologia di centri va nella direzione di un welfare territoriale, in grado di aggregare consensi e risorse, ed è, a parere di SICP e FCP, la sola risposta possibile ad un sistema che vede bisogni crescenti e risorse limitate.


Pur in presenza della legge 38, evidenzia la relazione del Ministro, ancora troppo numerosi sono i pazienti affetti da tumore che muoiono nei reparti ospedalieri per acuti, anche se lo sviluppo degli hospice e dei centri di cure domiciliari tende a controvertire la tendenza, con riduzione dei costi inappropriati e il miglioramento della qualità dell’assistenza ai malati in fase terminale.

Dal canto loro FCP e SICP ravvisano nella Legge 38 una grande opportunità per dare certezza e uniformità di risposte a bisogni a lungo trascurati in un’area di fragilità estrema. La normativa in essere dallo scorso anno fornisce elementi di garanzia per il cittadino (dignità della vita sino alla fine) e di modernità (il sostegno adeguato al malato e alla famiglia attraverso il concetto di rete, con il coinvolgimento delle Onlus).

La legge, lo si è ribadito, emerge da una forte condivisione, è un provvedimento bipartisan che denota una nuova sensibilità politica. SICP e FCP hanno sottolineato al Ministro la necessità che questa condivisione emerga anche nelle fasi successive, di implementazione e sviluppo delle diverse reti territoriali specializzate (Rete Oncologica, Rete Cure Palliative, Rete Terapia del Dolore).

L’espansione delle reti vedrà la piena collaborazione di SICP e FCP, entrambe fortemente rappresentative e influenti nel mondo professionale di riferimento e della società civile organizzata.

La commissione ministeriale coordinata dal professor Fanelli, con il contributo determinante di SICP e FCP, ha prodotto un documento sui criteri di accreditamento nella rete di cure palliative prossimamente in discussione in conferenza Stato-Regioni. Il Ministro Fazio ha chiuso l’incontro rassicurando i due Presidenti sul suo personale impegno affinché la fase attuativa della legge proceda rapida e nella maniera più efficace.

Continueremo a pubblicare su queste pagine gli aggiornamenti ed approfondimenti sull’applicazione della Legge 38, i percorsi formativi obbligatori per i professionisti delle cure palliative  e i passi avanti per lo sviluppo della rete di Cure Palliative in Italia.

Continuate a seguirci e aiutateci a diffondere queste importanti informazioni.


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Alcuni libri utili per gli operatori e i volontari delle cure palliative, i professionisti della salute, chi affronta una malattia grave e le persone che vivono un lutto.

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