Archive for the ‘Convegni’ Category

Costa del Rile e A.R.T.: il gemellaggio

giovedì, luglio 17th, 2014

Ufficialmente, è stato annunciato da Sabato 21 giugno 2014.

Ufficiosamente, lo si intuiva già da tempo.

Perché, nonostante siano attive in ambiti molto diversi,  le associazioni Costa del Rile, che ha la sua sede principale a Retorbido, in provincia di Pavia, e l’A.R.T. sono legate da anni di progetti e iniziative comuni e dalla condivisione dei valori alla base del loro operato, oltreché da una profonda amicizia.

Ogni anno l’Associazione Costa del Rile sceglie una realtà con cui gemellarsi ufficialmente e portare avanti alcuni progetti unendo le forze. Per il 2014/2015, è l’A.R.T. la prescelta.

 

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I due eventi del gemellaggio

Il primo momento si è svolto sabato 21 giugno con la serata di apertura della stagione culturale di Costa del Rile che ha sancito ufficialmente l’avvio del gemellaggio.


A presentare le attività dell’A.R.T. è stata rappresentata da Lucia Tagliaferri, membro del Comitato Direttivo, che ha descritto le origini dell’Associazione,  soffermandosi in particolare sui progetti rivolti ai più giovani, e ha donato a nome dell’Associazione alla Presidente di Costa del Rile, Paola Cortese, il libro scritto da Amanda Castello “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita”.


A suggellare il gemellaggio è stato l’omaggio simbolico di Costa del Rile: un cesto contenente il vino delle colline pavesi e una “micca”, pane tipico del territorio.

 


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La consegna della "micca"

 

La serata è proseguita con l’inaugurazione della mostra del pittore Getty Bisagni, membro onorario dell’A.R.T., sul tema della musica. L’arte del pittore di fama internazionale è stata particolarmente apprezzata dai presenti e dal pubblico che ha potuto visitare l’esposizione anche nei giorni seguenti per l’intera settimana.

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Uno scorcio della mostra sul tema musicale del Maestro Getty Bisagni

 

Oltre alle opere sul tema musicale, la serata è proseguita all’insegna dell’arte con il concerto del gruppo klezmer “Muzikobando”, proposto dall’Associazione Banda Larga. La Presidente, Francesca Volta, anch’essa membro dell’A.R.T., ha presentato gli intenti artistici e culturali dell’Associazione nata a Piacenza nel 2007 da un gruppo di musicisti professionisti e appassionati di musica uniti dalla passione per la ricerca tra le arti.

La musica klezmer dei “Muzikobando” ha suscitato l’entusiasmo di tutti. Grazie alla presentazione di Gianandrea Guerra ad introduzione di ogni pezzo, i presenti hanno avuto inoltre l’occasione di approfondire le origini ed il significato culturale di una tradizione musicale dalle molteplici sfaccettature.

 

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I Muzikobando

 

Gli artisti che compongono i Muzikobando sono: Gian Andrea Guerra, violino – Valentina Soncini, viola e voce – Massimo Lamberti, chitarra – Fabio Crespiatico, contrabbasso – Bruno Orlandi, fisarmonica. Per chi si fosse perso la loro straordinaria esibizione o per chi avesse voglia di riascoltarli, ecco un video di una loro importante esibizione:

Al termine del concerto è stato dato spazio ad un’altra arte: quella eno-gastronimica. Un ricco buffet è stato infatti offerto dall’associazione Costa del Rile grazie alla collaborazione con alcune aziende locali che ne sostengono le attività e le iniziative.

 

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Padì alla Costa del Rile


Il secondo evento si è svolto nel pomeriggio della domenica seguente, il 29 giugno. Costa del Rile ha invitato Amanda Castello, fondatrice dell’A.R.T. a presentare il suo libro A spasso con Padì lungo il ciclo della vita

Attraverso le domande di Paola Cortese, giornalista oltre che Presidente di Costa del Rile, si è potuto affrontare con delicatezza il difficile tema delle emozioni dei più piccoli legate alla perdita e al lutto. Il libro, pensato in un’ottica interattiva, è stato scritto proprio per i giovani ed anche come aiuto concreto per gli adulti.


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Paola Cortese e Amanda Castello durante la presentazione

Il libro è nato dalla lunga esperienza maturata dalla dr.ssa Castello nel campo delle cure palliative e del sostegno al lutto, che ha permesso di rilevare l’esigenza, sia degli operatori che dei genitori e degli insegnanti, di poter contare su uno strumento il più completo possibile per aiutare i giovani a comprendere meglio situazioni difficili da gestire come la malattia e la morte. II temi della perdita e dell’irreversibilità del fenomeno morte sono sviluppati in una struttura narrativa e didattica adatta ai bambini dai 7 anni in su.  I temi proposti seguono un iter mirato a suscitare emozioni crescenti. Vengono affrontati concetti, argomenti e sentimenti complessi, a partire da vicende che hanno come protagonisti la natura e gli animali.

La protagonista è Padì, simpatica e curiosa ragazzina, è il personaggio che da anni rappresenta tutti i  progetti A.R.T. destinati ai più giovani. Primo tra tutti, il percorso omonimo: Padì – Parole Discrete. L’autrice l’ha voluta come protagonista del libro all’interno del quale riveste spesso il ruolo di voce narrante, oltre a quello di protagonista.

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Paola Cortese e Amanda Castello con la bambola di Padì

Tra i presenti, alcuni bambini e adolescenti, ma sopratutto adulti impegnati a vario titoli nell’educazione dei più piccoli: volontari,  insegnanti di scuole di vario ordine,  medici, librai, sacerdoti, genitori, zii, nonni… Dalle domande emerse durante il dibattito, si è evidenziato il bisogno affrontare questi temi e il desiderio di avere strumenti e supporti adeguati che siano davvero efficaci. Il libro A spasso con Padì lungo il ciclo della vita è nato per questo e ha dimostrato, ancora una volta, di rispondere ad un esigenza molto sentita.

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Il pubblico accoglie e coccola la bambola di Padì!

Costa del Rile, persuasa del valore dell’opera, si è proposta di farne dono alla Scuola Primaria di Retorbido, facendosi portavoce dei progetti A.R.T.  con l’auspico che potranno essere avviati anche qui.

Il pomeriggio culturale, formativo e di sensibilizzazione ha rafforzato ulteriormente il sodalizio tra A.R.T. e Costa del Rile e ha posto le basi per la realizzazione di nuovi progetti già in cantiere per l’autunno. In particolare con il maestro Stefano Gueresi, direttore artistico di Costa del Rile e importatissimo pianista e compositore, l’A.R.T. in collaborazione con altre realtà del territorio piacentino stanno tessendo le fila di eventi innovativi che a partire dalla musica e dall’arte toccheranno temi di grande rilievo inerenti all’attività di tutti i soggetti coinvolti.

Per il resto dell’estate gli appuntamenti culturali proposti da Costa del Rile continuano. Trovate il programma completo degli eventi sul sito dell’Associaizone cliccando qui.
Il prossimo è previsto per sabato 19 Luglio, non perdetevelo!

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Amanda Castello, Paola Cortese e Baby nel giardino di Costa del Rile, luogo in cui si svolgono gli eventi culturali ed artistici organizzati dall'Associazione

 

Scopri come e dove puoi ordinare la tua copia del libro di Amanda Castello A spasso con Padì lungo il ciclo della vita a questa pagina.

Come aiutare i bambini ad affrontare le perdite?

martedì, giugno 17th, 2014

 

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Come accompagnare i bambini che affrontano un lutto?

 

Come accompagnare i più giovani di fronte alla perdita?


Siamo spesso “imbarazzati” nel rispondere alle domande dei bambini di fronte alla perdita. Spiegare la malattia, l’incapacità di guarire, la morte…

Come rispondere ai loro “Perché?” che spesso ci mettono in difficoltà, sollecitano in noi dubbi su quale sia la risposta “migliore” o “giusta”da dare.

Come dire la verità senza ferire la loro sensibilità e in conformità con la loro capacità di comprendere?


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A tutte queste e ad altre domande risponderanno Claire Bazin Cipriani, psicoterapeuta, membro dell’A.R.T. e Presidente dell’Associazione “L’enfant e le deuil”, e Amanda Castello, Fondatrice dell’A.R.T. ed esperta in cure palliative e lutto, martedì 17 giugno  2014

 

Le relatrici: Amanda Castello e Claire Bazin Cipriani

Le relatrici: Amanda Castello e Claire Bazin Cipriani

 

La conferenza  si tiene presso il Centro Socioculturale di Vergèze (99 rue Marcel Pagnol), vicino a Montpellier, in Francia.

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il Centro Socioculturale di Vergèze

 

Il tema è molto caro alla nostra Associazione che è stata tra le prime realtà in Italia ad occuparsi di aiutare i più giovani che vivono la malattia grave e della fine della vita con il progetto Padì – Parole Discrete A.R.T. ideato dalla dr.ssa Castello nel 2000 e realizzato da allora in molte scuole italiane.

Nell’incontro la dr.ssa Castello parlerà di un utile strumento a disposizione di tutti gli adulti che desiderano accompagnare i bambini di fronte alla perdita: il libro “A spasso con Padì lungo il ciclo della vita” pubblicato in Francia dell’Associazione Culturale APPEL.

Nei prossimi post sul blog condivideremo con voi i contenuti di questa importante conferenza. Seguiteci!

Cardiologie pédiatrique à l’hôpital Robert Debré, une équipe pétrie d’amour

martedì, aprile 22nd, 2014

La neuvième journée de Paliped
Regards sur les soins palliatifs

Je vous ai dit, dans mon dernier article sur le congrès de Paliped, qui s’est tenu en mars dernier, à Paris, combien j’avais été favorablement impressionnée par le réel esprit d’équipe qui se dégageait de toutes les interventions.

Celle du docteur Constance Beyler, cardiopédiatre, accompagnée par Catherine Mie, cadre de santé, puéricultrice, Ketty Limery, auxiliaire de puériculture et d’autres opérateurs de la cardiologie pédiatrique de l’hôpital Robert Debré, à Paris, a été dans ce sens.


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Le docteur Constance Beyler et l’équipe.                      Hopital Robert Debré. Cardiologie pédiatrique

 

Elle a expliqué que les équipes n’hésitent jamais à contacter, si besoin est, des partenaires pouvant les aider dans la prise en charge de l’enfant et de la famille : aumônerie, interprètes, famille proche… car le pourcentage des familles d’émigrés a considérablement augmenté. Les soins et l’accompagnement d’un enfant provenant d’une famille qui se situe aux antipodes culturels du lieu où désormais ces personnes résident, sont à prendre en sérieuse considération si l’on veut vraiment non seulement soigner, mais prendre soin.

Il existe une grande variabilité, due à l’origine ethnique des familles, et cela oblige les équipes à élaborer une réelle réflexion sur les soins et les attitudes à respecter, ou encore à éviter, pour ne pas choquer la sensibilité et les habitudes de ces familles qui sont très souvent éloignées de leur pays d’origine.

C’est aussi l’une des raisons pour lesquelles les équipes font extrêmement attention à respecter la liberté des familles dans l’appropriation de la chambre où se trouve l’enfant. C’est là qu’elles partagent de longs moments d’attente, d’angoisse, de souffrance, de peurs, de doute, de colère et autres émotions que chacun de nous connait. Il ne serait pas concevable d’obliger ces mêmes familles à suivre des règles en contradiction avec leur conception d’aide et de soutien à l’un des leurs quand il est très gravement malade, et encore plus, quand il s’agit d’un enfant ou d’un adolescent.


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Chacun est dépositaire d’une culture qu’il faut savoir accueillir

 

Les membres de l’équipe de la cardiopédiatrie de l’hôpital Robert Debré, ont soulevé un point intéressant dans leur intervention, expliquant que l’accompagnement d’un enfant au sein du service se fait au feeling de chaque soignant. Cela pourrait surprendre certains, très attachés aux lignes-guides de comportement dans les couloirs des services. Pourtant, la pratique démontre que dans des situations très douloureuses et difficiles à vivre comme celles dont nous sommes en train de parler, il est extrêmement important de savoir s’adapter aux besoins et à la réalité de chaque situation, car chaque cas est unique. C’est pourquoi, dans l’équipe, chacun offre, en fonction de ses convictions personnelles et des souhaits de la famille, une prise en charge individualisée. De façon un peu humoristique, le Docteur Constance Beyler rappelle : « il ne s’agit  pas de prêt-à-porter mais du sur-mesure ! »

Ces situations sont naturellement très difficiles à vivre pour tous et font l’objet de débat, ce qui permet à l’équipe de revoir constamment  l’accompagnement et le soutien qu’elles apportent. Il existe donc des temps de parole, d’écoute, de soutien et d’encouragements, absolument indispensables pour les membres de l’équipe, afin de continuer à bien fonctionner tous ensemble. « C’est toujours dur » reconnaissent-ils tous « mais cela l’est surtout, et avant tout, pour les familles ! »

 

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Sauver la vie quand on peut, prendre soin toujours…                              (Fondation Malagutti. Mantoue. Italie. ” Diritti a Colori 2014 “)

 

Cette grande attention, privilégiant les désirs et les besoins des jeunes malades et de leurs proches, démontre le profond respect que ces soignants ont envers ces familles, qu’elles soient locales ou d’origine culturelle différente. On est bien loin de la vision de « la famille qui dérange », de la famille considérée souvent dans certains services comme « obstacle » et « hostile ».

Cette noble attitude est-elle de mise seulement en pédiatrie ? Où peut-on espérer qu’elle puisse devenir le comportement idéal que nous souhaitons tous, dans tous les services sans exception, là où une personne souffre, que ce soit un enfant, un adulte ou une personne âgée.

 

Amanda Castello

Congresso Internazionale Cure Palliative e Accompagnamento: l’articolo e i video

venerdì, ottobre 7th, 2011

cure palliative sfap art

E’ stato pubblicato sul quotidiano Libertà del 6 Ottobre 2011 un importante articolo che ci teniamo a condividere con tutti i lettori del nostro blog. All’interno il reportage della dr.ssa Amanda Castello, fondatrice dell’A.R.T., su un evento di portata internazionale: il 1°Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative, tenutosi a Lyon nel giugno scorso.

 

Organizzato dalla Società Francese di Cure Palliative e Accompagnamento SFAP, l’importante congresso internazionale si è poggiato su un programma ricco di interventi dall’alto valore scientifico e culturale. Tema cardine del Congresso è stato “l’incontro delle nostre diversità”. La diversità delle nostre culture, delle nostre organizzazioni, delle nostre pratiche sarà fonte di scambio e di arricchimento reciproco, tanto a livello scientifico quanto culturale. La lingua francese è il nostro strumento comune, le cure palliative il nostro legame e il nostro obiettivo, così ha commentato Anne Richard, Presidente della SFAP.

L’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. ha avuto l’onore di essere tra i relatori del Congresso Internazionale. Giovedì 30 Giugno infatti la dr.ssa Amanda Castello, ha tenuto l’intervento dal titolo “Malattia inguaribile e lutto: l’esperienza italiana Padì – A.R.T. destinata ai giovani.

Padì A.R.T.

Padì, emblema del percorso ideato dall'A.R.T., disegnata da Maria Grazia Di Stefano

Padì – Parole Discrete è il percorso destinato ai bambini e adolescenti delle scuole elementari, medie inferiori e superiori ideato nel 2000. Scopo del percorso è aiutare i più giovani ad affrontare temi considerati “tabù” nella nostra società: le emozioni difficili, il dolore, la sofferenza, la malattia e la fine della vita. L’acronimo deriva da PA=parole DI=discrete.

articolo cure palliative sfap art completo

L'articolo intero pubblicato sul quotidiano Libertà

 


I video delle sessioni più importanti del Congresso disponibili sul web

Gli organizzatori hanno deciso di registrare e trasmettere in diretta TV le sessioni del Congresso ritenute di maggior interesse scientifico, culturale e divulgativo. I video sono ora disponibili sul sito SFAP. E’ quindi possibile vedere molti dei preziosi interventi svoltisi all’interno del Congresso. Un’occasione di formazione e di  arricchimento umano e professionale da non perdere per tutti i professionisti ed i volontari impegnati nelle cure palliative. Potete trovare i video, divisi per giornate, a queste pagine:

 

Il video della relazione “Malattia inguaribile e lutto: l’esperienza italiana Padì – A.R.T. destinata ai giovani.

Grazie all’ innovativa scelta organizzativa, siamo quindi in grado di condividere con tutti voi il video dell’intera relazione della dr.ssa Amanda Castello. Per vederla, è sufficiente cliccare dul pulsante play qui sotto.

Francia – Italia: una partita da giocare anche sul campo delle cure palliative

giovedì, luglio 14th, 2011

Come promesso, iniziamo oggi a pubblicare sul nostro blog il reportage a puntate sul l° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative tenutosi a Lione, Francia, dal 28 al 30 giugno scorso. La rappresentante dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità al Congresso, la dr.ssa Amanda Castello, Fondatrice dell’Associazione, ci racconterà attraverso i suoi articoli, di settimana in settimana, questa straordinaria occasione di scambio, confronto e formazione sulle cure palliative e l’accompagnamento.

 

Ecco il suo primo post:

Eccomi di ritorno dal 1° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative. Quasi 2900 i partecipanti venuti da molte parti del mondo, Francia, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Canada, Mali, Congo Brazzaville, Repubblica Democratica del Congo, Guinea, Africa, Tunisia, Marocco, Libano, Cambogia, Romania… ma anche da Gran Bretagna, Germania, Danimarca e Italia.


Per l’Italia l’intervento del dott. Franco De Conno, che ha presentato le Nuove Raccomandazioni dell’EAPC (European Association for Palliative Care) e il mio, in nome dell’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T.

L’A.R.T. è stata l’unica associazione italiana invitata, e il fatto ci dispiace perché sono tante le realizzazioni nazionali che avrebbero offerto l’occasione per un confronto interessante in questo importantissimo ambito. Molti sono i professionisti specializzati in cure palliative che parlano francese e avrebbero potuto portare un prezioso contributo al convegno, ma in pochi, forse, erano al corrente dell’evento.

Possiamo chiederci se l’assenza dell’Italia non sia anche da collegarsi ad una visione anglosassone propria degli operatori italiani. Senza negare l’apporto fondamentale del mondo delle cure palliative anglosassoni, l’A.R.T. sostiene da anni un approccio “latino” delle cure palliative, considerando che l’Italia ha sicuramente più aspetti in comune con Francia, Spagna, Portogallo che con la Gran Bretagna o gli Stati Uniti. Purtroppo, basta leggere le bibliografie di tanti lavori del settore pubblicati in Italia per notare come i riferimenti citati siano, invece,  quasi esclusivamente anglosassoni.

La pratica delle cure palliative francesi è nata ben prima di quella italiana. Maggiori contatti, scambi, ricerche condivise potrebbero accelerare il processo in corso in Italia. Allo stesso modo, tante esperienze create in Italia sono in grado di portare ai vicini d’Oltralpe un contributo rilevante.

In questo spirito, ricordiamo che il primo incontro organizzato dall’A.R.T. immediatamente dopo la sua fondazione è stato precisamente sotto il segno di un confronto internazionale con le Giornate di studio italo-francesi sul tema “L’accompagnamento del paziente in fase terminale fino alla morte. Il ruolo del personale curante: esperienze a confronto” tenutosi a La Bagnata di Bettola, sede dell’Associazione, nel settembre 1997.


In prima fila la delegazione di medici, infermieri e volontari francesi, 1997

 


A seguito delle Giornate, l’A.R.T. ha progettato e guidato diverse delegazioni di operatori italiani in cure palliative che si sono recati in Francia per incontrare colleghi di ogni settore e scambiare informazioni ed esperienze. Come conseguenza logica di questi scambi, l’A.R.T. ha poi strutturato diversi tirocini per psicologi, medici, infermieri e amministratori che oggi operano sul territorio italiano in  hospice, ospedali e assistenza domiciliare o si dedicano alla formazione degli operatori e dei volontari di accompagnamento.


La prima delegazione organizzata dall'A.R.T. a Parigi. Da sinistra, il dr. Mauro Marinari, la dr.ssa Suor Caterina de Nicola, la dr.ssa Amanda Castello e il dr. Giovanni Zaninetta, 1998

 


Tutto questo è stato reso possibile grazie alla stretta collaborazione con il mondo delle cure palliative francesi, in particolare con JALMALV (Jusqu’à la Mort Accompagner la Vie) e la SFAP (Società Francese di accompagnamento e Cure Palliative), sviluppatasi con il sostegno indefettibile dell’allora Presidentessa di JALMALV Ile-de-France, Madame Chantal Catant, tra le fondatrice del movimento delle cure palliative in Francia.


Chantal Catant, già Presidente JALMALV Ile-de-France, relatrice alle Giornate di Studio italo-francesi, 1997


In tutti questi anni, i rapporti tra l’A.R.T. e gli operatori delle cure palliative e accompagnamento francesi sono proseguiti. Alcuni specialisti sono poi venuti in Italia e hanno portato la loro esperienza, come in occasione delle Giornate per le Cure Palliative preparate dall’A.R.T., dall’Azienda USL di Parma, da Aurora Cooperativa Sociale onlus e dalla Casa di Cura “Piccole Figlie” di Parma in previsione dell’apertura del loro hospice, nel 2001. Diversi professionisti della Casa di Cura “Piccole Figlie” avevano partecipato ad una delle delegazioni dell’A.R.T. a Parigi.


Delegazione francese invitata dall'A.R.T. a Parma. Da sinistra, dr. Michel Lassaunière, dr.ssa Amanda Castello, dr.ssa Chantal Catant, Marie-Odile Couty, Martine Nectoux e Suor Vincenza Bartalucci delle "Piccole Figlie", 2001


Nell’occasione del 1° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative di Lione, si sono ancora di più rafforzati i legami e sono oggi allo studio dei progetti di collaborazione per nuovi progetti.

Parliamo, allora, di questo incontro. Vorrei riprendere una parte della lettera dei dottori Serge Daneault e Vincent Morel del Comitato Scientifico.

Perché riunirci su una base internazionale?

  • Perché ognuno di noi, davanti all’esplosione delle conoscenze, sente il bisogno di arricchirsi a partire dell’esperienza di chi vive realtà diverse.
  • Perché nel mondo di scambio nel quale viviamo oggi, le risposte alle nostre domande non possono soddisfarsi di una semplice riflessione nazionale.
  • Perché vogliamo fare avanzare le nostre speranze, i nostri progetti aiutati dalle nostre esperienze rispettive.
  • Perché la diversità arricchisce il pensiero e non lo restringe.

 

Uno degli "ateliers" del Congresso di Lyon. Da sinistra, Martine Nectoux del Comitato Scientifico, e Paulette Le Lann, Presidente della Federazione Jalmalv

L’idea di questo confronto internazionale non è nata ieri e scaturisce da una comprensione dell’importanza di scambiarci opinioni e vissuti. Le battaglie per la conquista di una reale, corretta e totale applicazione delle cure palliative e dell’accompagnamento delle persone inguaribili e dei loro cari sono simili. Possono apparire diverse nel tempo, ma sono identiche nella sostanza, e le soluzioni identificate da alcuni possono servire ad altri, sempre nel rispetto della specificità regionale o nazionale.

Lo scambio, la messa in comune di idee, il confronto portano ad un risparmio di energie e di denaro e favoriscono il raggiungimento degli obiettivi. Nessuno oggi deve continuare a riflettere e a lavorare da solo. La collaborazione non solo è indispensabile, ma anche benefica per tutti.

Nel Giugno 2008, al Congresso della SFAP a Nantes, il dott. Vincent Morel disse: Tra 20 anni, se oso sognare, celebreremo insieme, con i nostri amici di tutti i continenti, il decimo congresso internazionale di cure palliative, nel seno del quale avremo messo in comune le nostre conoscenze, le nostre domande e le nostre speranze.

Nel Giugno 2011, a Lione è stata posta la prima pietra di quest’edificio.

Il prossimo appuntamento è fissato a Montreal, nel Quebec, in Canada, il 5, 6 e 7 Maggio 2013.

Fino a tale data, l’A.R.T. s’impegna a portare questo messaggio in Italia e a far sì che per il 2° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure palliative l’Italia sia presente con le sue realizzazioni, proposte e con la sua “creatività latina”!


Il Prof. Vittorio Ventafridda, padre della cure palliative in Italia, con la dr.ssa Amanda Castello durante la prima Giornata italo-francese alla sede dell’A.R.T. Bettola (PC) 1997


Nel prossimo post, comincerò a parlarvi del congresso, del nostro intervento, di alcune splendide relazioni, di interessanti esperienze proposte da altri, dei poster che hanno attirato la nostra attenzione, dei bisogni di solidarietà di alcuni paesi che coraggiosamente si adoperano per portare la cultura delle cure palliative in realtà estremamente sfavorevoli.

 

A.C.

 

Continuate a seguire il reportage della dr.ssa Amanda Castello sul 1° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative sulle pagine del nostro blog!