Il 12 dicembre, il Senato del Belgio ha adottato, con una larga maggioranza, la proposta di legge che mira a estendere l’eutanasia ai minori.


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Non voglio morire!

50 voti contro 17! L’ultima tappa dell’iter sarà affidato alla Camera dei Rappresentanti. Le elezioni legislative si svolgeranno in maggio 2014.
Se questo progetto di legge passerà, il Belgio sarà allora il secondo paese ad autorizzare l’eutanasia per i minori dopo i Paesi Bassi. Questo rappresenta una grande preoccupazione per tutti.

Non possiamo non interrogarci su una tale decisione. Molte domande sorgono, domande che disturbano e che non possono lasciare indifferenti.


Cosa sta succedendo negli ospedali del Belgio?


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tanti sono i rischi....

 

Quello che sorprende è di constatare che nel Belgio, secondo una Commissione incaricata di controllare la pratica dell’Eutanasia nel paese, sono stati registrati, soltanto nell’anno 2012, 1432 casi dichiarati ufficialmente di eutanasia. Un aspetto interessante è che su questo totale, l’81% proveniva della comunità fiamminga e il 19% della comunità francofona cioè dalla Walonia.

La legalizzazione dell’eutanasia in Belgio risale all’anno 2012 e si applica “alle persone affette da una malattia inguaribile e da una sofferenza impossibile da calmare, a condizione che abbiano più di 18 anni e che dispongano di tutte le loro facoltà mentali.” Però la situazione è molto cambiata in quest’ultimo anno. La finalità era “passare il limite a 15 anni per il minore capace di intendere e di volere“ oppure cancellando completamente “ogni limite di età per permettere l’accesso all’eutanasia a minori considerati capaci di ragionare”.


Non si rischia di eliminare tutti quelli che sono
“un peso” per la Società?


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Chi decide se devo vivere o morire?

 

 

I senatori del Belgio avevano anche intenzione di allargare il dibattito portandolo anche sulla “possibilità di estendere la legge alle persone affette da malattie mentali degenerative” come la malattia di Alzheimer oppure anche “sul miglioramento della formazione dei medici e sulle procedure di dichiarazione anticipata”.
La situazione si è aggravata recentemente perché il legislatore potrebbe arrivare al punto di obbligare i medici obiettori a indicare ai loro pazienti che richiedono l’eutanasia il nome di un altro medico collega favorevole a questa pratica.

 

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Chi vede? Chi decide? Chi sa? Chi vuole?

 

Gli abusi con l’eutanasia sono già in atto…
Eutanasie clandestine sono  una realtà


La situazione è realmente molto preoccupante perché apre la porta ad ogni abuso. Questi abusi sono già in atto. Ci sono diverse violazioni che sono state denunciate in Belgio: una parte è dovuta alle derive di interpretazione legate a disposizioni legali non abbastanza chiare. Esiste una Commissione Federale di Controllo di Valutazione dell’Eutanasia che sembra essere molto confusa. In effetti, poco a poco viene eliminato tra le motivazioni dell’eutanasia il criterio di “una malattia grave e non guaribile” e invece riconosciuto il peso dell’”età avanzata” e della “stanchezza di vivere” come richiesta o imposizione dell’eutanasia.

La denuncia proviene dal dott. Dopchie, oncologo e medico responsabile del Servizio di Cure Palliative del Centro Ospedaliero della Walonia della Picardia, nella città di Tournais. Parla di eutanasia clandestina, fatta di “sovradosaggi abusivi di prodotti utilizzati per calmare il dolore” ma che “provocano la morte dei pazienti a insaputa loro e dei propri cari”.

Tra i casi gravi e preoccupanti di scivolamento, ricordiamo che recentemente due gemelli di 45 anni, nati sordi, hanno ricevuto su loro richiesta l’eutanasia, nel 2012, perché era stato diagnosticato loro un glaucoma che rischiava di condurli alla cecità nel futuro. Questo è un esempio tragico di applicazione di eutanasia per una valutazione su un’anticipazione di una sofferenza che potrebbe presentarsi nel futuro. Lo menziona il dott. Etienne Montero, decano della Facoltà di Diritto della città di Namur, autore dell’opera “Appuntamento con la morte. 11 anni d’eutanasia legale in Belgio” “Rendez-vous avec la mort. Onze ans d’euthanasie légale en Belgique”.

 

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un libro da leggere


Il Belgio ha paura!


La popolazione belga non si rende ancora molto conto di quello che sta succedendo. Molti universitari, giuristi e professionisti della sanità o anche semplici cittadini cominciano a protestare e a denunciare questi eccessi. Un sito Internet è stato attivato in Belgio e sta raccogliendo storie, denuncie, testimonianze. Molti operatori sanitari, operatori sociali, legali e semplici cittadini lo stanno già utilizzando. Il suo nome: “euthanasieStop“.

È importante ricordare che non si tratta di portare un giudizio o di formulare un’accusa contro il Belgio ma di far crescere una riflessione che porti a far capire che l’informazione della popolazione, e questo in qualsiasi paese, deve essere capillare e molto precisa. Non si può legiferare in modo grossolano. L’eutanasia per i minori in Belgio, se diventasse legge e trovasse medici disposti ad eseguirla, aprirebbe una porta ancora più ampia a tutti gli eccessi.

Pensiamoci bene. Quello che succede in Belgio può succedere in qualsiasi paese. Non possiamo liberarci della questione con domande a quiz come “Siete pro o contro l’eutanasia?”.


 

 

Segue….

Fonti:

  • Synthèses de presse Gènéthique du 14/01/2013, 22/01/2013 e 26/11/2013).
  • Famille Chrétienne (Antoine Pasquier) 22/11/2013
  • Liberation/AFP 12/12/2013