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Catedrale di Strasburgo

Continuiamo a parlarvi del 18° Congresso della SFAP, Società Francese di Accompagnamento e Cure Palliative , che si è tenuto a Strasburgo in giugno.

L’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità – A.R.T. è stata l’unica associazione italiana invitata. A rappresentare l’Italia in quest’importante appuntamento, la nostra fondatrice Amanda Castello.

Prima di entrare negli aspetti specifici del 18° Congresso della SFAP, diamo la parola ad Amanda Castello, in quanto ci ha subito incuriosito al suo ritorno del congresso con alcune  impressioni e sensazioni riferite. Analizzaremo i contenuti del congresso nei prossimi post. Abbiamo tutti la testa più leggera in questo periodo festivo e rimandiamo volutamente le analisi più serie tra qualche settimane.

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18° Congresso della SFAP a Strasburgo. Plenaria

Intervista ad Amanda Castello, fondatrice dell’A.R.T.

– Amanda, ora che quest’incontro nazionale si è concluso, vorremmo che ci dicessi quali sono le tue prime impressioni.

– Prima di tutto direi che è stato un Congresso davvero ben organizzato a tutti i livelli e ricco di contributi originali. Non è la prima volta che partecipo ad un incontro in Francia nel campo delle Cure Palliative, e quello che mi colpisce sempre è che in scaletta, oltre alle persone che hanno fatto la storia delle Cure Palliative in Francia, si propongono interventi con nuove ed originali esperienze estremamente ricche. Non si vedono ogni volta le stesse facce, non si leggono sempre gli stessi nomi. Il Comitato Scientifico è molto rigido sulla selezione degli interventi e su quella dei relatori, sia nelle plenarie che nei gruppi di lavoro (ateliers). La qualità degli interventi ne è in questo modo preservata.

La prima impressione è prima di tutto l’importanza della partecipazione. Per un Congresso Nazionale, 2500 partecipanti mi sembra un segnale di vivacità delle Cure Palliative! Tra di noi tantissimi medici, infermieri, psicologi e volontari di accompagnamento.

– Amanda, quando abbiamo scambiato al tuo ritorno, hai sottolineato un aspetto curioso. L’argomento Cure Palliative, fine della vita, eutanasia, sono tutte tematiche difficili da trattare ma hai evidenziato una caratteristica nel congresso che potremmo dire gioiosa, ironica. Come è possibile?

– Alla gioia e al senso dell’umorismo aggiungerei uno spirito di condivisione, di amicizia e di tranquillità. E’ questo che ho provato.

Per esempio non ho visto una rigida separazione tra la parte scientifica, intellettuale, di ricerca, di lavoro e la parte culturale, di animazione, ludica. Sono state ben integrate l’una con l’altra. Ogni mattina, la plenaria presentavo alcuni temi considerati dagli organizzatori di utilità e d’interesse per ciascun partecipante, qualsiasi fosse la specializzazione. Durante gli interventi, un fumettista, come quelli che di tanto in tanto vediamo in qualche trasmissione televisiva, prestando estrema attenzione all’argomento trattato dall’oratore, illustrava un aspetto del discorso con una vignetta. Le vignette che intervallavano interventi spesso molto impegnativi sollevavano l’animo del pubblico e permettevano di distendersi con sorrisi e aperte risate. I relatori avevano naturalmente dato il loro accordo.

Un’altra idea geniale degli organizzatori è stata quella di sollecitare la presenza di un gruppo d’improvvisazione teatrale formato da due uomini e una donna. Si sono alternati nei ruoli di medico di cure palliative, medico non palliativista, amministratore o direttore di una struttura, legislatore, giudice o anche della morte stessa. L’ironia pungente dello sketch sottolineava meglio di tanti discorsi un tema, una difficoltà, una contraddizione, etc.

Dopo ogni relazione in Plenaria, era prevista una pausa gestita con un’improvvisazione del gruppo teatrale. I loro interventi erano davvero geniali: dopo aver preso appunti, rappresentavano in modo ironico ma sincero gli argomenti trattati, senza ridicolizzare i temi così delicati come la fine della vita, domande di eutanasia, di assistenza spirituale… Non ho mai riso tanto ad un congresso di cure palliative! Ma neanche a qualsiasi altro congresso!

 

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improvisazione teatrale sulle cure palliative durante la plenaria
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Il dr. Malet, specialiste di cure palliative coinvolto dagli attori durante la Plenaria dopo la sua relazione

 

– Amanda, ci hai anche parlato di un ricevimento, un garden party.

– Sì, un garden party si è svolto in un luogo assolutamente splendido che si chiama Orangerie, un edificio costruito per Josephine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone Bonaparte, e che appartiene oggi al comune di Strasburgo. Un giardino botanico stupefacente, traboccante di fiori. Sui camini dell’edificio si trovavano giganteschi nidi di cicogne che là stavano coi loro piccoli.

Cicogne_Orangerie_congresso_SFAP_Strasburgo

Le cicogne e i loro piccoli ci aspettavano sui tetti del Palais de l'Orangerie

 

Congressisti_congresso_SFAP_Palazzo_Orangerie_Strasburgo

I congressisti si dirigono alla Garden Party- Palais de l'Orangerie

 

Con il benvenuto degli organizzatori e l’accoglienza di un’orchestra, ci aspettava uno splendido aperitivo con vini dell’Alsazia a profusione ed un ricchissimo buffet. Il tutto con un contributo di soli 10 euro. Dietro all’organizzazione naturalmente vi erano l’aiuto degli sponsor: ciò ha permesso a tutti di poter partecipare, di avere momenti piacevoli e stimolanti scambi. Durante il ricevimento, passavano dei prestigiatori. Un clima rilassante, che ha permesso buoni scambi tra i partecipanti.

– Tra le altre iniziative culturali tu hai segnalato il gran finale, la sorpresa.

– Sì, sabato in tarda mattinata, con la fine del congresso, che ha visto rimanere ogni singolo partecipante, c’è stata la  comunicazione dei cambiamenti alla direzione SFAP.
Dopo, si sono esibiti i Gospel Kids, un gruppo di ragazzini di diverse età, dai bambini agli adolescenti.

Hanno cantato meravigliosamente. Vi farò ascoltare l’inno dell’Africa del sud cantato in Swahili da questi bambini, a Strasburgo.


GODSPEL_KIDS_SFAP_Strasburgo
Il meraviglioso gruppo GODSPEL KIDS e il suo direttore
Godspel_ giovane_cantante

Una giovanissima cantante del gruppo Godspel Kids

– Ti ringraziamo Amanda. Affronteremo argomenti più scientifici nel campo delle cure palliative prossimamente e in particolare l’intervento dell’A.R.T.  con il lavoro di Padì e la presentazione del tuo libro.