relazione art 2011 cure palliative

Come promesso nello scorso post, continua il viaggio con l’A.R.T. nelle attività realizzate dall’Associazione dalla scorsa Assemblea Generale del 3 maggio 2011. Di seguito la seconda parte della relazione della Presidenza  per il Consiglio Direttivo redatta in vista dell‘Assemblea Generale dell’A.R.T. 2012 che si terrà il 27 maggio prossimo. Per chi non avesse visto la prima, la trova a questa pagina.

Ci fa piacere condividere non solo con i membri dell’Associazione ma anche con tutti gli amici che ci seguono sul web questo resoconto. Per questa ragione abbiamo deciso di pubblicarlo suddiviso in due parti e correlato da immagini video che raccontino insieme alle parole un anno con l’A.R.T.


Partecipazione al Gruppo di Lavoro della FCP sul temaComprendere e aiutare bambini, ragazzi e giovani nelle esperienze della perdita.”

federazione cure palliativeL’A.R.T. ha preso parte attivamente al Gruppo di Lavoro Scuola realizzato dalla Federazione Cure Palliative all’interno del progetto Comprendere e aiutare bambini, ragazzi e giovani nelle esperienze della perdita.

Il gruppo è stato istituito alla luce della consapevolezza che per le associazioni che operano nell’ambito delle cure palliative, che hanno come mission la diffusione dei suoi valori e la vicinanza alle famiglie, sta diventando sempre più evidente e urgente il poter parlare anche con i bambini, gli adolescenti e i giovani delle tematiche della perdita e del lutto, supportandoli nel vivere la quotidianità soprattutto nei momenti più difficili. Perdite e lutti sono una realtà della vita: questa esperienza, in sé critica, non deve essere subita ma affrontata per essere “trasformata” in opportunità di crescita.

In questo scenario anche gli educatori hanno un ruolo determinante.

La Federazione ritiene importante realizzare un progetto che dia sistematicità alle diverse esperienze che si stanno portando avanti sul territorio con le seguenti finalità:

- Conoscere lo stato dell’arte delle diverse esperienze sul territorio nazionale.

- Dare valore aggiunto, attraverso la condivisione degli sforzi e, perché no, delle competenze.

- Definire contenuti e metodologie di base per affrontare l’intervento nelle diverse fasce d’età.

- Creare un gruppo FCP che dia “consulenza progettuale e non solo” alle Associazioni che intendono iniziare questo tipo di attività per declinare il progetto generale a misura della loro realtà.

La metodologia ha visto la creazione di un questionario dedicato allo scopo di fare il punto su quanto fatto ad oggi sul tema della associaizoni. Alla luce della lunga esperienza A.R.T nell’ambito del sostegno ai giovani e dei percorsi formativi nelle scuole con il progetto Padì-Parole Discrete (tra i primi in Italia ad affrontare questo argomento con i più giovani), la nostra Associazione ha potuto offrire un contributo importante in questa fase. Il questionario è stato poi inviato a tutte le associazioni che fanno parte della FCP oltre a quelle attive nel settore ma non membri FCP. Gli importanti dati raccolti sono stati presentati in occasione del Congresso SICP a Trieste.


Attività di promozione e sensibilizzazione via internet

ART -  Sito internet

●      Il sito dell’A.R.T. www.artcurepalliative.com è in continuo miglioramento ed ampliamento. Da quest’anno è stato attivato un servizio di mailing: ogni visitatore ha la possibilità di iscriversi per ricevere informazioni e costanti aggiornamenti sull’Associazione e sui temi legati alle cure palliative e al sostegno al lutto.

Potete iscrivervi compilando questo form:


Sono molte le persone che hanno usato questa modalità per entrare in contatto con l’A.R.T. e, in diversi casi, chiedere un sostegno. Vi invitiamo a visitarlo spesso e a consigliarlo ai vostri conoscenti.

 

ART -  Blog

Il Blog dell’A.R.T. www.artcurepalliative.com/blog/ mantiene la continuità negli aggiornamenti e risulta molto visitato ed apprezzato. Rispetto al sito, il blog è uno strumento più dinamico che si presta ad aggiornamenti frequenti dando voce a molte notizie, approfondimenti, eventi.

 

ART -  profilo su Facebook

L’A.R.T. ha un suo profilo sul social network Facebook. Dai 700 amici dello scorso anno è passata ad averne 1.178. Attraverso questo strumento, può facilmente divulgare iniziative, corsi, convegni, ecc. e portare avanti l’opera di sensibilizzazione culturale per è nata. Suggerite ai vostri contatti su FB di diventare amici dell’A.R.T., ci aiuterete a potenziare la visibilità delle nostre pagine. 

 

ART -  spazio su twitter
twitter-logoL’A.R.T. mantiene il suo profilo sul social network Twitter. Twitter è un servizio gratuito di social network che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri. È un altro canale molto utile per aggiornare in tempo reale sulle nostre iniziative e ci permette di essere in contatto anche con realtà fisicamente lontane da noi, come per esempio hospice inglesi o associazioni di cure palliative francesi.

Nota: il sito, il blog e gli spazi su twitter e su FB sono stati creati e ad oggi sono gestiti ed aggiornati grazie all’impegno costante di alcune volontarie A.R.T. Questo permette all’Associazione di non dover far ricorso a professionisti esterni la cui prestazione rappresenterebbe un costo molto elevato.


Partecipazione all’incontro tra le associazioni di Bettola e la Scuola media statale Enrico Fermi

aiutare bambino lutto

L’A.R.T. ha preso parte al progetto promosso dall’Associazione Genitori di Ponte dell’Olio in collaborazione con alcune associazioni di Bettola. Il progetto, approvato e finanziato dalla Regione Emilia Romagna, ha come obiettivo quello di avvicinare i giovani alunni della scuola media al mondo del volontariato locale e, attraverso il passaparola, far conoscere a tutte le famiglie l’attività delle associazioni. Il 12 Aprile, insieme alle altre associazione coinvolte, l’A.R.T ha incontrato i giovani della scuola Enrico Fermi. Ognuno ha presentato la propria attività ai ragazzi che hanno poi posto le loro numerose e interessanti domande. Il tema del volontariato li coinvolge e li tocca. Si sono mostrati sensibili, attenti e partecipi. Un’esperienza davvero preziosa che ha arricchito tutti i presenti e che proseguirà con diversi eventi: la realizzazione di un “giornale di bordo” nel quale alunni e associazioni raccontano l’esperienza che sarà distribuito gratuitamente e l’organizzazione di una festa in piazza che coinvolgerà la scuola, il mondo del volontariato, le famiglie, le Istituzioni e tutta la cittadinanza.

Assistenza Tesi

Come ogni anno, prosegue l’aiuto a diversi laureandi attraverso consulenza, segnalazione di materiale, contatti ed orientamento. Molti studenti hanno usufruito del materiale reperibile sul sito A.R.T.  e sul blog oltre che alla consulenza telefonica e via mail.

 

Percorsi di supporto al lutto

●     Sostegno a persone in lutto

●     Sostegno epistolare a persone in lutto

●     Sostegno telefonico a persone in lutto

 

 

Solidarietà Internazionale

solidarieta peru italiaL’A.R.T. ha dedicato uno spazio ampio sul blog all’esperienza di un amico e membro dell’A.R.T., Silvano Roi.
Insegnante in Educazione Cinestesica e national faculty dell’associazione Brain Gym Italia, ha deciso nell’estate 2011 di partire per un’esperienza di volontariato e solidarietà dall’altra parte del mondo. Partire, raggiungere un luogo, anche lontano, dove sussiste un bisogno forte di aiuto e di persone competenti disposte a donare un po’ del loro tempo e della loro professionalità. La scelta ricade sul Perù. Silvano organizza la sua permanenza là per tre mesi, appoggiandosi su una onlus italiana impegnata a sostenere un centro locale che aiuta i bambini disabili.

Durante i mesi trascorsi in Perù abbiamo avuto il piacere di ricevere le mail di Silvano, una sorta di diario di bordo condiviso con gli amici più cari. Le esperienze di cui ha scritto e il loro profondo valore ci hanno spinto a proporgli di metterle in comune anche sul web.

E’ nata così l’idea di raccontare questa esperienza di volontariato e solidarietà sulle pagine del nostro blog, periodicamente attraverso stralci di diario, foto e interviste audio video. La storia di Silvano, degli operatori e volontari, dei bambini e delle famiglie che ha incontrato in Perù merita di essere raccontata e sostenuta.

 

 

Percorsi di aiuto a famigliari che vivono l’accompagnamento di un loro caro affetto da malattia inguaribile

L’A.R.T. offre sostegno regolare a persone o a gruppi famigliari che affrontano la malattia di un loro caro.

 

Riconoscimenti

attestao di merito volontariatoIn occasione dell’Anno Europeo del Volontariato, l’A.R.T. ha ricevuto un riconoscimento importante dalla Regione Emilia-Romagna: un attestato di merito per “l’insostituibile attività svolta al servizio della società regionale” firmato dal Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Matteo Richetti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stampa, TV, Radio

Articoli inerenti alle attività dell’A.R.T. e alla solidarietà compaiono con regolarità sulla stampa locale e nazionale dando rilievo e sostegno agli eventi dell’Associazione.

 

 

Iniziative per reperire aiuti pro A.R.T.

Il 5per1000

5x1000 ARTAnche per quest’anno l’A.R.T. è beneficiaria della possibilità di dedicare il 5per1000 delle imposte, comunque dovute, ad una ONLUS riconosciuta e regolarmente iscritta nel Registro delle Associazioni di Volontariato della propria Regione di appartenenza. Per promuovere l’iniziativa L’A.R.T. ha divulgato l’iniziativa con i dettagli necessari per fare la donazione, via mail.

COME PUOI AIUTARCI?

  • Aiutateci a diffondere questa possibilità tra amici e conoscenti. Hai ricevuto via mail la presentazione con tutti i dati necessari per devolvere il 5per1000 all’A.R.T. Puoi inoltrarla ai tuoi contatti magari con due righe personali in cui spieghi la tua fiducia nel lavoro dell’Associazione. Molti vorrebbero donare a realtà conosciute, personalmente o indirettamente, per essere certi che il loro sostegno vada a buon fine. Il tuo passaparola può essere importante in questo senso.

 

  • Se preferisci distribuire la presentazione in versione cartacea, contattaci e saremo felici di fornirti tutte le copie necessarie.

 

  • Un’ottima idea è portarne alcune copie presso la realtà dove ti rivolgi per la tua dichiarazione dei redditi. Spesso le persone chiedono proprio in questa sede consigli o indicazioni di Onlus a cui donare il loro 5per1000.

 

Far bene al volontariato fa bene all’azienda!


Una novità nella ricerca di aiuti e sostegni è nata nei primi mesi del 2011, attraverso l’ideazione di alcune strategie di ricerca fondi più interessanti per le aziende rispetto al semplice contributo economico.

Tra le idee già proposte che hanno riscosso successo:

-       PIU’ DAI, MENO SPENDI – Dona un’ora del tuo lavoro all’A.R.T.

Un’importante formula di sostegno al volontariato che permette al dipendente di un’azienda di essere d’aiuto all’Associazione donando un’ora del proprio stipendio e, nello stesso tempo, di avere alcuni benefici fiscali.

 

-       ADOTTA UN PROGETTO A.R.T.Acquista il libro testimonianza dell’A.R.T. “Ricordati che devi vivere” e donalo a realtà sanitarie che ne hanno bisogno.

L’azienda può acquistare un numero di copie di “Ricordati che devi vivere” a scelta. Queste copie saranno donate a hospice, associazioni di cure palliative, onlus, reparti ospedalieri, case di riposo, volontari di accompagnamento, scuole… Le possibilità di acquisto vengono concordate direttamente con l’Associazione e, per l’azienda, è previsto un buon ritorno d’immagine attraverso l’applicazione di un’etichetta all’interno di tutte le copie donate, con un ringraziamento e i propri riferimenti.

 

-       ADOTTA l’A.R.T. Aiuta l’A.R.T. a continuare ad aiutare: adottane l’attività e la progettualità per il periodo che desideri

Un’azienda può scegliere di adottare l’A.R.T. per un periodo di tempo definito: 2 mesi, 6 mesi, 1 anno…

Grazie all’adozione l’A.R.T. può realizzare, nel periodo stabilito, una serie di iniziative e progetti e, a seconda del periodo di adozione scelto dall’azienda, l’Associazione ringrazierà per il sostegno ricevuto attraverso le iniziative realizzate, i numerosi canali di pubblicizzazione delle proprie attività di cui sopra e i media locali.

donazioni onlus

COME PUOI AIUTARCI?

Se sei titolare o conosci piccole o grandi realtà commerciali (aziende, imprese famigliari, negozi, artigiani…) sottoponigli le nostre proposte. Richiedici i depliant illustrativi (possiamo inviarlo via mail in Pdf oppure in versione cartacea) in cui trovi sintetizzate tutte le informazioni. I membri del CD sono a disposizione per spiegare ogni dettaglio personalmente e prendere accordi in merito.

 

 

Un caffé per l’A.R.T.

solidarieta_volontariato_piacenza

Continua l’iniziativa per diffondere l’adesione all’A.R.T. Ricordiamo infatti che basta il costo di un caffè alla settimana per un anno per diventare membri dell’Associazione contribuendo così ad un sostegno preziossissimo.

COME PUOI AIUTARCI?

Diffondi la proposta “Un caffé per l’A.R.T.”. Se non lo hai più, richiedici l’opuscolo Un caffè per l’A.R.T. oppure scaricalo dal nostro sito.

Diffondilo a tutto il tuo mailing o stampato a colleghi, amici, conoscenti… L’adesione all’A.R.T. è annuale, revocabile e rinnovabile.

 

Le candele dell’A.R.T.

candele naturali fatte a manoDenise Ellen Gioia, membro dell’A.R.T., ha creato una linea di splendide e originali candele.

Abbiamo pensato potesse essere un’ottima idea non solo per un regalo di Natale, ma per qualsiasi periodo dell’anno.

Le candele sono naturali al 100% poiché realizzate con cera di soia e di cera d’api. I coloranti sono naturali e la profumazione è data dai fiori di lavanda secchi e dall’essenza della stessa pianta. Tutti i componenti delle Candele A.R.T. derivano da coltivazione biologica. Ogni pezzo è realizzato a mano ed è, pertanto, unico ed irripetibile. Queste caratteristiche e lo spirito di solidarietà da cui nascono, rendono le candele A.R.T. un dono speciale, per chi lo fa e per chi lo riceve. Per ogni candela è stato realizzato uno piccolo biglietto che attesta la finalità benefica del regalo.

Le candele hanno avuto un riscontro molto positivo, nel periodo di Natale sono andate letteralmente a ruba permettendo all’A.R.T. di ricevere parecchie offerte.

Potete vedere alcune foto dello splendido lavoro di Denise visitando il blog dell’A.R.T.

 

Domenica 26 Febbraio 2012: CenART con danza araba

Dopo il successo della prima edizione di CenART abbiamo deciso di riproporre la stessa formula di cibo e solidarietà con alcune novità. La cena si è tenuta presso il ristorante 4Quarti di San Damiano (PC) che ha preparato un menù speciale per l’A.R.T.  La serata è stata animata da un’esibizione di danza araba offerta dalla Compagnia Annur.

Oltre ad essere una piacevole occasione per ritrovarsi e godere di una splendida serata, CenART ha permesso di raccogliere fondi a favore dell’associazione.

Alla luce della bella collaborazione nata tra l’A.R.T.  la Compagnia Annur, del valore per il benessere e dei benefici per la salute apportati dalla danza araba, è in programma la realizzazione di un corso per l’estate presso la sede A.R.T. a La Bagnata.

 


 

 

In viaggio con l’A.R.T…

maggio 8th, 2012


viaggio 2012 art

…lungo un anno di attività!

 

In vista dell’Assemblea Generale dell’A.R.T. che si terrà il 27 maggio prossimo, la Presidenza ha redatto la relazione sulle attività svolte dall’Associazione. Ci fa piacere condividere non solo con i membri dell’Associazione ma anche con tutti gli amici che ci seguono sul web questo resoconto. Per questa ragione abbiamo deciso di pubblicarlo suddiviso in due parti e correlato da immagini e video che raccontino insieme alle parole un anno con l’A.R.T. Di seguito trovate la prima parte, mentre la seconda sarà on-line da venerdì 11 maggio.

art cure palliative

Relazione della presidenza in nome del Comitato Direttivo dell’A.R.T.
all’Assemblea Generale del 27 Maggio 2012

Resoconto delle attività svolte dall’A.R.T.
dall’ultima Assemblea Generale dell’8 MAGGIO 2011

 

Progetto culturale Ricordati che devi vivere: video, promozione, pagine dedicate sul web


libro cure palliativeAnche quest’anno siamo state costantemente al lavoro per divulgare il libro testimonianza Ricordati che devi vivere, che conoscete ormai bene, dedicato alla storia di Marilù Barontini, convinti che rappresenti uno strumento utile per altre persone malate, per le loro famiglie e per gli operatori, oltre che per chi affronta un lutto.

Nelle numerose occasioni in cui il libro è stato presentato (congressi nazionali ed europei, presentazioni pubbliche, video, conferenze…), tante realtà socio – sanitarie e associazioni di volontariato ne hanno constatato il valore e l’utilità.

Da lì il desiderio di distribuire alcune copie alle famiglie, ai malati stessi e, riconoscendolo come un importante strumento di formazione e riflessione, anche agli operatori e ai volontari. Purtroppo, molte realtà socio-sanitarie non hanno la disponibilità finanziaria per acquistarne il numero di copie desiderato.

Per questo motivo abbiamo pensato di incrementare la distribuzione del libro proponendolo alle aziende come dono solidale nel periodo natalizio attraverso la formula “Dai 1 prendi 5”: la proposta permette, versando un importo minimo per l’acquisto di alcun copie del libro, di fare una donazione all’A.R.T. Su ogni copia è stata apposta (se desiderio delle aziende) un’etichetta con la dicitura “dono della ditta xxxx” con tutti i riferimenti e i recapiti dell’azienda.

Le copie sono state donate a hospice, associazioni di cure palliative, reparti ospedalieri, case di riposo, volontari di accompagnamento… scelte dall’azienda o dall’A.R.T. In alcuni casi, l’azienda ha scelto di tenere per sé le copie del libro per donarle ai propri clienti.

L’idea si è rivelata  un modo nuovo e utile per proporre alle aziende sostegno alla nostra associazione. Così abbiamo deciso di estendere la proposta non al solo periodo natalizio ma renderla una possibilità concreta e poco impegnativa economicamente per fare solidarietà ed offrire un supporto concreto a persone che affrontano situazioni difficili.

COME PUOI AIUTARCI?

Se conosci piccole o grandi realtà (enti locali, aziende, imprese famigliari, negozi, artigiani…) sottoponigli la nostra proposta “Dai 1 prendi 5”. Richiedici il depliant illustrativo (possiamo inviarlo via mail in Pdf oppure in versione cartacea) in cui trovi sintetizzate tutte le informazioni. Se trovi una o più realtà interessate i membri del CD sono poi a disposizione per spiegare ogni dettaglio personalmente e prendere accordi in merito.

 


11 Novembre 2011: XI Giornata Nazionale contro la Sofferenza Inutile della Persona Inguaribile, Estate di San Martino


giornata nazionale cure palliativeCome ogni anno l’A.R.T. ha partecipato attivamente alle celebrazioni della Giornata Nazionale contro la Sofferenza Inutile della Persona Inguaribile. In occasione dell’11 Novembre 2011, l’Associazione si è concentrata sulla campagna di raccolta firme indetta dalla Federazione Cure Palliative.

Il tema pensato per il 2011: Sosteniamo le cure a casa

Le cure palliative a casa sono possibili, consentono un uso appropriato delle risorse pubbliche, sono preferite da molti malati e devono quindi crescere. Però, assistere al domicilio il proprio congiunto, benché con il supporto dell’équipe curante e l’appoggio dei volontari, costituisce per la famiglia un impegno assai rilevante che si fa via via più intenso con il progredire della malattia. Ecco perché ognuna di queste famiglie ha bisogno di una dote economica che le aiuti.

Da qui, l’avvio della raccolta firme per valorizzare la famiglia che decide di prendersi cura del malato inguaribile nella propria abitazione chiedendo al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministro della Salute e ai Presidenti delle Giunte Regionali, l’istituzione di un bonus mensile che renda attuabile questa coraggiosa scelta.

Le volontarie dell’A.R.T. hanno istituito dei banchetti in città e nella provincia per sostenere e raccogliere firme compiendo in parallelo un opera di sensibilizzazione sul tema. Sono stati inoltre coinvolti diversi membri dell’Associazione che si sono impegnati al fine di raccogliere firme nelle proprie realtà di riferimento. Le firme raccolte in tutto dall’A.R.T. sono state 800

 

 


Seminari “EFT, scopri l’energia di guarigione”

12 – 13 Febbraio (1° livello) 2 – 3 luglio (2° livello),  1 – 2 ottobre (1° livello)


EFT seminario piacenza gruppoDopo il successo del primo seminario sul metodo Emotional Freedom Techniques EFT, abbiamo riproposto, a Piacenza, due edizioni del corso di primo livello e un’edizione del secondo livello. La docente, Geneviève Gagos, formatrice EFT in Francia ed EFT Cert II da Gary Craig, fondatore del metodo, ha guidato le giornate formative dedicate a spiegare i principi base del metodo EFT in accordo con le direttive internazionali di Gary Craig. I seminari si sono svolti in francese con traduzione simultanea in italiano, oltre alla codocenza, a cura della dr.ssa Amanda Castello.

Il metodo EFT è stato presentato con una parte teorica e una parte pratica. L’A.R.T. è davvero soddisfatta dell’interesse suscitato dalla formazione su questa nuova tecnica. Le due edizioni del seminario hanno visto coinvolte circa 40 persone, provenienti da varie provincie italiane e francesi (Cervia, Varese, Piacenza, Bons en Chablais…) e dalle professioni diversificate (medici, psicologi, infermieri, commercianti, commercialisti, dipendenti pubblici, operatori olistici, pensionati, massaggiatori…). Ad accomunarli è stato il desiderio di apprendere una tecnica semplice ed efficace, applicabile su problematiche diverse, sia di natura fisica che emozionali.

Di particolare rilievo per l’A.R.T. la partecipazione di operatori sanitari (medici, infermieri, fisioterapisti e psicologi) interessati a proseguire nel percorso formativo sul metodo EFT al fine di poterlo utilizzare per un miglior accompagnamento dei pazienti e delle famiglie.

In diverse situazioni inoltre la formazione al metodo EFT è stata applicata nel percorso di elaborazione del lutto con risultati importanti.

 

Partecipazione a corsi, conferenze e convegni


26 – 29  Ottobre 2011: XVIII Congresso Nazionale Società Italiana di Cure Palliative SICP

 

congresso nazionale cure palliative

Il Congresso Nazionale SICP, svoltosi a Trieste dal 26 al 29 Ottobre 2011, è stato, come ogni anno, una grande occasione di scambio,condivisione di percorsi ed esperienze, riflessione comune ed incontro. 1462 sono state le persone presenti tra medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali, volontari, operatori socio sanitari e altre figure professionali che fanno parte dell’équipe multidisciplinare di cure palliative.

L’A.R.T. vi ha preso parte con una sua delegazione composta dalla dr.ssa Francesca Volta e dalla dr.ssa Lucia Tagliaferri, membri del Comitato Direttivo.

La partecipazione dell’Associazione è stata, come sempre, attiva, grazie alla presentazione di progetti e iniziative all’interno delle diverse sessioni congressuali. I lavori proposti nell’edizione 2011:

  1. All’interno della sessione poster, l’A.R.T. ha presentato “C’è una storia ricca di emozioni che voglio raccontarti…” avente ad oggetto il nostro volume “Ricordati che devi vivere”. La grande partecipazione del pubblico a questa sessione è un’ulteriore riprova che il libro sia un prodotto unico nel suo genere. Ogni volta che la storia di Marilù viene raccontata, suscita interesse ed emozione costituendo un’importante occasione per la divulgazione del lavoro dell’A.R.T.
  2. All’interno della sessione video, l’Associazione ha proposto “A teatro con l’A.R.T. per raccontare le cure palliative pediatriche”. Il video mira a presentare lo spettacolo teatrale Brevissima Storia di una bambina e di una gatta che volevano vivere aggrappate alla luna, tratto dall’omonimo libro del dott. Giampietro Scalia, realizzato dall’A.R.T. in occasione della Giornata Nazionale contro la Sofferenza Inutile della Persona Inguaribile 2010  a Piacenza. Lo spettacolo, come saprete dalla relazione della Presidente dello scorso anno, ha avuto un enorme successo ed ha toccato anche i giovani partecipanti delle scuole piacentine. Per questo motivo abbiamo voluto realizzare un video che raccontasse l’iniziativa, mostrando la scelta dell’A.R.T. di cercare canali non convenzionali per sensibilizzare sul tema delle cure palliative.
    Potete vedere il video su youtube:
    http://youtu.be/FnkxnovIdQM

Nelle due giornate precedenti il Congresso, Lucia Tagliaferri e Francesca Volta hanno preso parte ad un evento importante per le Associazioni di volontariato: il corso “Etica ed economia del non profit: dal bilancio sociale al fundraising” a cura della Federazione Cure Palliative.

La formazione si è rivelata utile e illuminante sia rispetto alla raccolta fondi, sia per quanto riguarda la vita delle associazione e la loro capacità di radicarsi e di avere una forza concreta sul territorio in cui operano.  Un corso molto ricco, nel quale sono stati alternati momenti di lezione frontale a testimonianze e project work per mettere a confronto le diverse esperienze del pubblico presente.

 

28 – 30  Giugno 2011: I° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative

 

congresson internazionale cure palliative

Martine Nectoux, membro del Comitato Scientifico, con Amanda Castello

La dr.ssa Amanda Castello è stata invitata al 1° Congresso Francofono di Accompagnamento e Cure Palliative svoltosi alla fine di giugno 2011, e ha tenuto l’intervento “Malattia inguaribile e lutto: l’esperienza italiana Padì – A.R.T. destinata ai giovani.

Organizzato dalla Società Francese di Cure Palliative e Accompagnamento SFAP, l’importante evento internazionale si è sviluppato lungo un programma ricco di interventi dall’alto valore scientifico e culturale. Tema cardine del Congresso è stato “l’incontro delle nostre diversità come momento di scambio”.

Quasi 2900 i partecipanti arrivati da molte parti del mondo: Francia, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Canada, Mali, Congo Brazzaville, Repubblica Democratica del Congo, Guinea, Africa, Tunisia, Marocco, Libano, Cambogia, Romania… ma anche da Gran Bretagna, Germania, Danimarca e Italia.

L’A.R.T. è stata l’unica onlus italiana ad essere stata invitata, oltre per il lavoro unico che sviluppa con i ragazzi delle scuole con Padì, anche grazie ai rapporti che la dr.ssa Castello ha da sempre intrattenuto con la rete di cure palliative francesi, in particolare con JALMALV (Jusqu’à la Mort Accompagner la Vie) e la SFAP (Società Francese di accompagnamento e Cure Palliative), sviluppatasi con il sostegno dell’allora Presidentessa di JALMALV Ile-de-France, Madame Chantal Catant, tra le fondatrici del movimento delle cure palliative in Francia, che , ricordiamo, è membro della nostra Associazione.

Anche per il 2012 abbiamo il piacere di annunciare che l’A.R.T. è stata invitata a prendere parte al Congresso Nazionale della SFAP che si terrà a Strasburgo dal 27 al 30 Giugno. Amanda Castello presenterà anche in questa occasione una relazione sul sostegno ai più giovani attraverso il progetto A.R.T. Padì Parole Discrete.

 

3 dicembre 2011: Giornata del volontariato a Piacenza

Locandina_GV2011_1In occasione dell’Anno Europeo del Volontariato lo Svep (Centro servizio per il volontariato) di Piacenza ha organizzato una giornata del volontariato a Palazzo Gotico a Piacenza. Tutte le associazioni di volontariato di Piacenza si sono ritrovate a condividere una giornata all’insegna dello scambio e della solidarietà. È stata un’occasione che ha permesso di stringere rapporti e divulgare il lavoro dell’A.R.T.

Inoltre, le volontarie dell’A.R.T. hanno colto l’occasione per presentare la raccolta firme indetta dalla FCP Sosteniamo le cure a casa


 

 

 

 

 

 

Appuntamento a venerdì 11 Maggio per la seconda parte del viaggio con l’A.R.T. tra le attività dell’anno!

 

bimba peru solidarieta volontariato

Una delle bambine accolte dal Centro

 

Continuiamo il racconto relativo all’esperienza di solidarietà internazionale con il Perù che vede protagonista un membro dell’A.R.T., Silvano Roi, insegnante in Educazione Cinestetica e National Faculty dell’associazione Brain Gym Italia.

Silvano ha aderito con entusiasmo all’idea di condividere la sua storia di volontariato iniziata l’estate scorsa e tuttora in corso, attraverso la pubblicazione di alcune riflessioni scritte nel suo diario durante il suo soggiorno in Perù. Come noi, è infatti convinto dell’importanza di portare al di fuori dei confini del piccolo villaggio e del Perù le storie che ha incontrato,quelle dei bambini e degli educatori del Centro in cui ha svolto il suo volontariato.

Offrire uno sguardo sul Perù da un punto di vista diverso rispetto a quello più noto del turismo. Il diario di Silvano ci regala una “fotografia” poco consueta su scorci di vita di cui non parlano le guide turistiche, ma che sono preziosi da scoprire. Ci permette di conoscere un’esperienza di volontariato che varca i confini nazionali per testimoniare, con semplicità e grande umanità, quanto sia importante la solidarietà per chi la riceve ma anche per chi la offre.

Ecco la sintesi della seconda lettera dal Diario in Perù di Silvano, inviata il 7 agosto 2011.

bambino gioca centro peru
Un bambino gioca nel prato del Centro

 

 

Ciao, più che una mail agli amici, trascrivo pagine di diario che mi fa piacere condividere.

 

L’organizzazione settimanale del volontariato e del lavoro

Sono qui da più di un mese. E`volato e al tempo stesso mi sembra un’ eternità. Rimarrò ancora un mese e mezzo. Il mio lavoro ormai e`avviato ed ha preso una forma definita e stabile. C’e` bisogno di soldi e quindi, oltre al lavoro qui al Centro, tre volte alla settimana vado a lavorare a Cuzco, in una scuola media. Il guadagno e’ poco più che simbolico ed è interamente devoluto ai bambini del Centro. Lunedì mattina la sveglia e’ alle sei. Alle 8 sono al Colegio Pukllasunchis di Cuzco. Vedo 7 bambini, fino alle 15. Alle 17 sono di ritorno al Centro, dove vedo ancora 3 persone. Finisco alle 20. Martedì e mercoledì lavoro tutto il giorno coi bambini e le insegnanti. Consultazioni individuali e lavoro di gruppo. Abbiamo iniziato ad introdurre Brain Gym nei laboratori. E`incredibile come molti bambini siano sensibilissimi a questa tecnica. Il giovedì e’ come lunedì: sono a Cuzco fino alle 15 e dalle 17 alle 20 vedo ancora 3 persone. Venerdi’ alle 8 ricevo una persona, alle 9.30 inizia il corso di Brain Gym per gli insegnanti del centro e di alcune scuole della zona. In tutto 17 persone. Tutto il personale del centro partecipa con entusiasmo, compresi cuoca e guardiano. Il corso termina alle 17. Dalle 17.30 alle 18.30 vedo ancora una persona. Spesso dopo cena faccio un’altra consultazione. Da sabato 13 inizierò un nuovo corso di formazione in Brain Gym a Cuzco. Questo e’ a pagamento e anche questi soldi sono per i bambini del Centro. Il lavoro mi da’ molta soddisfazione e la gente e’ contenta. La mia rigidità e i miei principi si stanno allentando sempre di piu’. Devo fare la maggior parte dei trattamenti individuali da solo, anche se avrei preferito che le persone in corso di formazione facessero piu`tirocinio, ma non c’e’ abbastanza personale. Facciamo quel che si puo’.

bambini ginnastica brain gym

Due bambini mentre eseguono i movimenti del Brain Gym

 

I bambini seguiti dal Centro

I bambini sono dolci e affettuosi, entusiasti di avere un’ora interamente dedicata a loro, individualmente. Credo che per tutti loro sia un’occasione insolita il sentirsi al centro dell’attenzione di un adulto per un tempo così lungo.

Non tutti capiscono cosa facciamo. Ci sono differenti livelli di disabilità. In alcuni casi mi arrampico sugli specchi, in altri l’intesa e’ totale. A parte il lavoro, non e’ facile vivere in contatto costante con questi bambini. Col passare dei giorni capisco meglio le dinamiche e i comportamenti. Qualcuno cerca di sedurmi, altri mi usano per giocare, altri ancora mi aggrediscono. Alexandra e’ una bambina autistica”grave”. Non sa parlare, fa versi, si isola ma cerca sempre di attirare l’attenzione. Juan Carlos non sa parlare, ripete costantemente un verso acuto cui fa seguire una risata sguaiata. Ieri mi sono avvicinato a lui per giocare e mi ha sputato addosso, ridendo. Thais e’ una bambina Down che mi corre incontro, mi abbraccia e vuole che giochi con lei. Quando Xiomara e Ana si avvicinano perche’ le faccia saltare (e’ il loro gioco preferito con me), Thais le aggredisce e le caccia, dicendo che sono suo. Diego mi vede, mi abbraccia forte e subito se ne va. Sa che non ho tempo per stare con lui. Quell’ora la settimana in cui lo vado a prendere per lavorare con lui, gli brillano gli occhi. Diego e’ un bambino “normale”. E’ qui con suo fratello e sua sorella perché di giorno non c’e’ nessuno che si può occupare di loro. La madre era alcolizzata ed e’ morta di cirrosi. Brizaida non parla, ha un ritardo mentale grave. Mi siedo a tavola vicino a lei e a Rossimary, una bambina autistica. Rossy mangia un po’ dal suo piatto e un po’ dal mio, mentre Brizaida si aggrappa al mio braccio con le mani sporche di minestra. Ogni giorno e’ così. Tutti questi bambini, al di là del loro grado di abilità, cercano il contatto, ma solo entro un certo limite. Hanno sviluppato un sistema di sopravvivenza emozionale. Sanno che in fondo sono comunque soli, per quanto qui siano accuditi amorevolmente e con rispetto.

 

Alle 21 tutti vanno a dormire, hanno fatto la doccia e hanno lavato i denti. Nessuno di loro sa cos’e’ il bacio della buona notte. Nessuno fa storie per andare a letto. Si spegne la luce e in un attimo tutti dormono. La sveglia e’ alle 6. Sono impressionato dalle quantità di cibo che mangiano: piattoni di riso, pasta, quinoa, mais. Questa e’ l’alimentazione base. Nessuno fa storie. Tutti mangiano quello che ricevono nel piatto. Una volta la settimana c’e’ pesce: una specie di sgombro, impanato e fritto, con pelle, lisca e spine, accompagnato da riso senza alcun condimento. Tutti, senza eccezione, mangiano il pesce , con le mani, togliendo le spine dalla bocca. Autistici, Down, ritardati mentali. Nessuno dei nostri bambini italiani saprebbe farlo. Sorridono, sorridono sempre. E’ raro vederli litigare, e quando accade, dura mezzo minuto. Hanno sviluppato una capacità di autogestione, personale e di gruppo, impressionante. E’ un senso che hanno sviluppato da soli.

 

casa peru bambino volontariato

Una bambina autistica all'esterno della casa dove vive con i genitori quando non è al Centro

La storia di Veronica

L’altro giorno e’ arrivata Veronica, una bimba di 9 anni. Viene da Andahuaylillas, il paese vicino. Invitata dalla maestra di sostegno, che al pomeriggio lavora con noi, per una valutazione delle sue difficoltà di apprendimento. Irene, che deve valutarla, per un contrattempo e’ trattenuta alla scuola di Cuzco. Conversazione telefonica: “Cosa facciamo, la mandiamo indietro”? “No, fatela vedere da Silvano”. Il mio studio e’ la sala di fisioterapia, una bella sala grande, con qualche attrezzo, il lettino, e la vasca per idroterapia, che i bambini utilizzano con gioia , per quanto , per un errore nella costruzione, sia stato installato un motore insufficiente per riscaldare l’acqua. Bisognerebbe rompere tutto, e ci vogliono più di mille euro, ma ci sono altre priorità. Veronica porta i sandali tipici del Peru’, senza calze, con un pantaloncino e una maglia leggeri. Le chiedo se non ha freddo, e lei sorridendo, mi risponde di sì, mentre mi rendo conto di quanto idiota sia stata la mia domanda. E’ accompagnata dal padre e da Haide, la maestra di sostegno. Il padre, anche lui scalzo, coi sandali andini, un berretto di lana in testa, un fagotto tra le mani, mi chiede se possiamo parlare in Quechua. Gli rispondo che ancora non sono a mio agio col Castiglano, e il Quechua proprio non lo capisco. Haide fa da traduttrice. Con Veronica non c’e’ problema, lei parla bene lo spagnolo. Dopo aver scambiato qualche parola con lei le chiedo se la posso toccare, e lei, sempre sorridendo, mi dice di sì. Le mie mani sentono una tensione fortissima nei muscoli del collo e della schiena di questa bambina. In Kinesiologia, diciamo un riflesso di protezione dei tendini iperattivo. Sento la paura nel corpo di questa bimba che sorride. Non e’ di me che ha paura. Mentre la faccio stendere sul lettino e inizio un trattamento di rieducazione di quei muscoli, consapevole della totale inutilità dei questo mio intervento, chiedo al padre di dirmi in quali condizioni vive questa bambina. Dall’età’ di 7 anni Veronica vive in una specie di orfanatrofio, una “casa” per bimbi abbandonati. Abitava in un villaggio a 4 ore da qui. Lì non c’e’ scuola, e il padre, dice, vuole che abbia un’istruzione. Quando l’ha portata ad Andahuaylillas, Veronica parlava solo Quechua e non aveva mai sentito una parola di spagnolo. La mattina andava a scuola e il pomeriggio e la notte al ricovero. Circa una volta al mese torna a casa un fine settimana. Perché l’ha portata proprio qui e non da un’ altra parte? Perché in questo paese vive qualcuno con cui ha una qualche relazione di parentela e a cui ha affidato il figlio maschio, più grande di tre anni. I bambini si vedono la mattina a scuola. Inizio a spiegare al padre la differenza tra una bambina e un animale, ma mi rendo conto rapidamente che non serve, e in più non capisco la traduzione. Credo però che a Veronica faccia bene sentire le mie parole. Prima di terminare la consultazione, per quanto esuli dalle mie competenze, un sesto senso mi fa prendere la pila in mano e le chiedo di aprire la bocca. Tutti i suoi denti sono cariati. Irene decide di iniziare le pratiche per integrare la bambina al Centro e convoca il padre per firmare i documenti necessari. Veronica inizia dal giorno dopo a venire qui dalle 15 alle 18, per il momento, in attesa che i documenti siano in regola.

 

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Una bambina del Centro mentre cucina un pasto a casa sua

Venerdì sera, dopo il corso di brain gym, decidiamo di andare a trovarla, per vedere dove abita. Sono le 18.30, e’ buio, il cielo e’ stellato come da noi non si vede mai. Fa freddo, percorriamo una strada buia e sterrata. Busso alla porta, non c’e’ campanello. Arrivano diversi bambini, dentro e’ buio. La più grande ha in mano una candela. Nella casa non c’e’ elettricità. 14 bambini tra i 5 e i 13 anni, al buio, con una candela. “Siamo venuti a trovare Veronica e a conoscervi, possiamo entrare?” La ragazzina più grande stenta un po’ ad aprire la porta completamente, poi Veronica salta fuori e mi abbraccia, abbraccia Irene e Layne, la maestra di teatro che e’ venuta con noi, poi torna da me e mi stringe forte. “Dov’e’ la signora che si occupa di voi?” “Non c’e'” “Come non c’e'? siete soli?” “Sì” “E quando viene la signora?” “Non sappiamo, forse dopo” “Possiamo entrare? Siamo amici di Veronica” Irene e Layne entrano. Veronica mi stringe, al buio, si piazza davanti alla porta e non mi lascia entrare. Col suo corpo mi dice:”portami via, non riportarmi dentro”. Non posso far altro che prenderla in braccio e , col cuore a pezzi, portarla dentro. Non oppone più resistenza, sa che e’ così’ e si rimette in fretta la sua corazza. Irene si fa dare la candela, e dopo essersi presentata e aver presentato noi, illuminando il viso di ogni bambino, chiede loro di presentarsi. Il più piccolo ha 5 anni, sono senza acqua calda, si fanno la doccia il sabato, con l’acqua fredda. Una cucina sporca, con due marmitte coi resti di una zuppa di mais, due dormitori coi letti a castello appiccicati, una sala con un tavolo e due materassi a terra. Su una panca c’e’ un machete lungo almeno 50 centimetri. Appeso ad una parete c’e’ un foglio grande con le tavole delle moltiplicazioni e, vicino, una scritta: votare e’ un tuo diritto. Una foto di Keiko Fujimori e una di Ollanta, i due che erano in gara per la presidenza della repubblica. Nascondendomi nel buio non riesco a trattenere le lacrime. Sulla porta d’ingresso c’e’ una targa che dice che questa e’ un’ istituzione ONG. Allora i soldi ci sono. Chi li ruba, lasciando questi bambini in questo stato? Prima di andarcene, Irene promette ai bambini che toreremo a trovarli, e che li faremo venire a giocare al Centro qualche volta. L’abbraccio con Veronica e’ intenso, e’ venerdi’, lunedi’ pomeriggio ci vedremo. Non riesco a dire una parola e mi vergogno di piangere. Per consolarmi, Irene mi dice che capisce il mio turbamento, ma che devo sapere che rispetto a tanti altri, questi bambini stanno bene. Una cosa e’ sentire raccontare una storia, altra e’ viverla. Sono un uomo, un volontario italiano in Peru’, un kinesiologo, ma in questo momento, prima di tutto, sono un padre.

La sera guardo nel mio computer un dvd che mi ha prestato Irene. Poi il film finisce e mi rendo conto di essere qui. E’ un altro mondo.


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Mamme di bambini accolti che aiutano a preparare l'orto

La storia e l’impegno di Silvano in Perù proseguono e ci offrono un’occasione importante: essere d’aiuto a chi ne ha veramente bisogno attraverso piccoli ma concreti gesti. Silvano infatti si sta organizzando per poter attivare dall’Italia delle forme di sostegno rivolte a questi bambini con l’obiettivo di permettergli di realizzare cose molto semplici ma fondamentali che, ad ora, non sono possibili. Alcuni esempi? Andare dal dentista per farsi curare problemi gravi ai denti, avere coperte, cappotti e scarpe di cui hanno un enorme bisogno viste le rigide temperature e l’assenza di riscaldamento, disporre di denaro per comprare il materiale didattico… l’elenco potrebbe proseguire a lungo ma preferiamo pubblicare nei prossimi post le singole situazioni per le quali si stanno cercando aiuti e supporti. A breve quindi scriveremo come è possibile attivarsi per dare il proprio contributo. Per il momento chi fosse interessato a saperne di più può scriverci via mail ed essere messo in diretto contatto con Silvano.

 


Silvano Roi, insegnante in Educazione Cinestesica e national faculty dell’associazione Brain Gym Italia, è un caro amico della nostra Associazione. Oltre alle tante attività affascinanti che porta avanti con la sua professione, ha deciso nell’estate 2011 di partire per un’esperienza di volontariato e solidarietà dall’altra parte del mondo. Partire, raggiungere un luogo, anche lontano, dove sussiste un bisogno forte di aiuto e di persone competenti disposte a donare un po’ del loro tempo e della loro professionalità. La scelta ricade sul Perù. Silvano organizza la sua permanenza là per tre mesi, appoggiandosi su una onlus italiana impegnata a sostenere un centro locale che aiuta i bambini disabili.

Silvano Roi in una recente visita presso la sede dell’A.R.T. illustra ad Amanda Castello i miglioramenti ottenuti da alcuni bambini del Centro da lui seguiti

Durante i mesi trascorsi in Perù abbiamo avuto il piacere di ricevere le mail di Silvano, una sorta di diario di bordo condiviso con gli amici più cari. Le esperienze di cui ha scritto e il loro profondo valore ci hanno spinto a proporgli di metterle in comune anche sul web.

E’ nata così l’idea di raccontare questa esperienza di volontariato e solidarietà sulle pagine del nostro blog, periodicamente attraverso stralci di diario, foto e interviste audio video. La storia di Silvano, degli operatori e volontari, dei bambini e delle famiglie che ha incontrato in Perù merita di essere raccontata.

I bambini del Centro che fanno Brain Gym, il movimento del condor

 

Come esige ogni storia, dobbiamo cominciare dall’inizio. Pubblichiamo allora un estratto dalla mail del diario di Silvano inviata il 7 luglio 2011. La prossima settimana continueremo con la prima parte di una video-intervista realizzata dalla dr.ssa Amanda Castello.

 

“Mi trovo a Huaro, un paesino a 40 kilometri da Cuzco, l’antica capitale Inca. Sono a circa 3300 metri di altitudine. Qui e’ inverno, ma non devi immaginare l’inverno come il nostro, perche’ da noi, d’inverno, a 3300 metri non si puo’ vivere. Qui non c’e’ neve, la neve e’ piu’ in alto, e di giorno, quando c’e’ il sole, tra le 11 e le 16 si sta bene. Se non c’e’ il sole fa freddo e non si puo’ lavare perche’ la roba non asciuga. Sole o non sole, dopo le 16 fa freddo. Mi devo coprire molto, indosso una calzamaglia che a volte mi tolgo durante la notte, dopo che mi sono riscaldato. Tutti dormiamo con tre coperte di lana piegate in due, cioe’ con sei strati. La sera a cena teniamo tutti un giaccone pesante. Dopo qualche giorno ci si abitua.
Vivo in un centro per bambini disabili. E’ stato costruito da una piccola onlus italiana. E’ un’associazione laica a cui ho offerto la mia collaborazione, come volontario, per due mesi e mezzo.

 

Il Centro di Assistenza Residenziale

Di giorno ci sono una ventina di bambini, di notte ne restano circa otto, in questo momento. Sono bambini con ritardo mentale di diverso grado, autistici, Down. Tra loro ve ne sono alcuni che non presentano disabilità, ma che vivono in condizioni di estrema miseria materiale e umana, come i tre fratellini che sono piu’ contenti ora che la mamma è morta, perche’ prima li maltrattava. Non sono quelli che stanno peggio. Jonathan, per esempio, e’ arrivato qui che non sapeva mangiare. Portava la bocca al piatto e inghiottiva come un animale. Nessuno gli aveva mai insegnato a mangiare.

 

I bambini disabili qui sono causa di vergogna, e i genitori si considerano puniti da Dio. Ignoranza e degrado  sono le condizioni in cui vive questa gente. Alcolismo, violenza, abuso. Nessuno di questi bambini, a casa, dorme in un letto proprio. O lo condivide con piu’ persone, se ce l’ha, oppure dorme per terra. In molte case non c’e’ acqua, ne’ bagno, ne ‘ cucina. La promiscuita’ con pecore e galline e’ ordinaria.

L'esterno di una casa

Un bagno

 

Una camera da letto

Una cucina

Il Centro e’ un piccolo paradiso: cucina, pasti caldi, refettorio, dormitorio, bagni, docce, laboratori, sostegno scolastico, teatro. Dal lunedi’ al venerdi’. Il venerdi’ sera i bambini tornano alle loro case. E’ una scelta coerente e responsabile di Irene, la giovane psicologa che dirige il Centro. Questi piccoli bambini disabili, ora che hanno imparato a lavarsi, a mangiare, a dormire in un letto, a lavarsi i denti, a pettinarsi, devono insegnare ai loro genitori a fare la stessa cosa. Si tratta di fare “Huarito”, cioe’ di portare nelle loro case il modo di vivere a Huaro. Qualcuno ha un’idea migliore su come educare e responsabilizzare questa gente a prendersi cura dei propri figli? Pensa che il padre di un bambino non permetteva a Irene di portare suo figlio a fare un prelievo perche’ temeva che volesse vendere il sangue. In questo centro e’ stato ospite per molto tempo un bambino sieropositivo, senza che nessuno fosse al corrente della malattia. Gli uomini hanno rapporti non protetti con le prostitute e poi con le mogli.

Qui al centro c’e’ un ottimo personale, gente che lavora col cuore. Forse non hanno le competenze professionali piu’ moderne, ma hanno il cuore aperto e considerano questi bambini con rispetto e amore.

La giornata dei bambini si sviluppa in questo modo:

Per gli otto bambini che dormono qui, la sveglia e’ alle sei. Ci vuole circa un’ora perche’ siano lavati e vestiti. Poi passano alla mensa per la colazione. Dopo aver lavato i denti, quelli che sono in grado vanno alla scuola regolare, dove sono seguiti dalle due insegnanti di sostegno, che poi al pomeriggio organizzano le attivita’ nel Centro. Chi non e’ in grado di andare a scuola aspetta le 8.30, quando inizia la scuola speciale nei due locali all’interno della struttura. Alle 13.30 si pranza. I bambini che sono andati alla scuola regolare rientrano con le insegnanti di sostegno. Arrivano anche gli ospiti diurni. In tutto una ventina di bambini, in questo periodo. Alle 14 si lavano i denti e poi giocano liberamente fino alle 15. Alle 15 iniziano i laboratori, che variano a seconda dell’eta’ (grandi e piccoli), e del giorno della settimana. Sostegno pedagogico per la scuola, artigianato, teatro, musica, educazione fisica, giardinaggio, fino alle 18.30, quando i “diurni” se ne vanno. Poi la doccia, che richiede molto tempo. Alle 20 si cena e alle 21 tutti a letto. Gli orari hanno un certo margine di flessibilita’ e la gestione deve tenere conto del fatto che ogni tanto qualche bambino autistico scappa per andare a nascondersi nel letto, o un altro si ritira nel bagno e ci resta mezz’ora, e cosi’ via. Il poco personale fa acrobazie, e le fa con passione.

Silvano con alcuni bambini del Centro che lo hanno agghindato con il poncho e la fascia

 

Nell’arco della giornata io vedo i bambini individualmente, per circa un’ora ciascuno, e faccio dei trattamenti di Educazione Cinetesica. Per ora mi occupo quasi esclusivamente dell’integrazione dei riflessi perinatali. Sono tutti bambini sottostimolati, profondamente scoordinati, senza coscienza del proprio corpo. Non e’ semplice programmare gli appuntamenti. La mia rigidita’ svizzera si scontra con la disorganizzazione peruviana. Faccio del mio meglio per adeguarmi, ma pretendo che l’insegnante di riferimento di ogni bambino sia presente alla mia consultazione e impari come continuare il lavoro. Questo sistema funziona bene, le insegnanti mostrano molto interesse e mi chiedono delle consultazioni individuali per trattare le loro problematiche. Ho scelto di privilegiare loro rispetto ai bambini perche’ voglio che siano in grado di continuare il mio lavoro quando me ne saro’ andato a meta’ settembre. Mi chiedono di trattare anche i loro figli. Comincio a trattare bambini che vengono da altre realta’, Irene sta organizzandomi degli incontri con alcuni bambini di una scuola in cui interviene come psicologa.


La prossima settimana iniziero’ un corso di formazione in Brain Gym. Sara’ tutti i venerdi’ fino alla mia partenza. Alcuni insegnanti della scuola di Cuzco cominciano a mostrare un po’ di curiosita’, ma non si possono spostare in settimana fino a Huaro, e si sta ventilando l’ipotesi di fare un corso parallelo il sabato a Cuzco.

 

Continueremo a raccontare l’esperienza di volontariato di Silvano la prossima settimana.
Vi aspettiamo!

 

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Dopo il grande successo dell’edizione natalizia, l’A.R.T. ha deciso di proporre le Candele Edizione Limitata San Valentino.
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Torna quindi la linea di splendide e originali candele, fatte a mano, al 100% naturali, profumate e bellissime in una nuova versione creata ad hoc per San Valentino. Formato, colori e profumazioni si rinnovano alla luce dello spirito romantico della ricorrenza. Mantengono però intatti i valori di solidarietà ed ecologia per cui sono nate.
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Le Candele A.R.T. Edizione Limitata San Valentino sono solidali, perché il ricavato sarà interamente destinato a sostenere le attività dell’Associazione per il 2012. Ecologiche, perché a differenza delle candele che compriamo abitualmente che sono fatte di paraffina, una miscela di idrocarburi derivata dal petrolio (per niente naturale né, tantomeno, ecologica!), sono realizzate con cera di soia e cera d’api, coloranti e profumazioni naturali al 100%. Inoltre tutti i componenti delle Candele A.R.T. derivano da coltivazione biologica.
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Le Candele A.R.T. sono una creazione artigianale di Denise Ellen Gioia, volontaria dell’Associazione. Ogni pezzo è realizzato a mano ed è, pertanto, unico ed irripetibile. L’Edizione Limitata per San Valentino prevede diversi formati e colori, alcuni con splendide conchiglie (ostriche e capesante – è possibile segnalare la propria preferenza in fase di ordine, salvo esaurimento). Quest’ultima versione permette di usare le conchiglie dopo la fine della candela come simpatici portagioie e contenitori decorativi per piccoli oggetti!
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La loro luce crea un’atmosfera particolare, magica e romantica. Queste caratteristiche e lo spirito di solidarietà da cui nascono, rendono le Candele A.R.T. un dono speciale, per chi lo fa e per chi lo riceve. Un’ottima idea quindi per San Valentino, da donare alla persona amata ma anche a tutti coloro a cui si desidera offrire un pensiero d’affetto.
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Ogni Candela A.R.T. è correlata da un biglietto che illustra la finalità benefica dell’iniziativa.
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