Accompagnare i malati terminali
“Mentre il nostro uomo esteriore se ne va in rovina,
il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno.”
San Paolo ai
Corinti.
Nel nostro mondo, moderno ed industrializzato, il sistema dei valori tende a premiare
l'individualità e il rendimento, ed è accompagnato da una visione dualista della vita e della
morte.
La morte, in effetti, considerata l'antitesi della vita, nonché interruzione di un processo
produttivo, è vista solo come l’assoluto della tragicità del destino umano perché intesa come la fine
dell'esistenza individuale. Solo coloro che sono dotati di grande spiritualità riescono ad attenuare l'angoscia
e la paura della morte.
Conseguenza dell’organizzazione spersonalizzante della società, la famiglia tende sempre più a
perdere la valenza di "nucleo sociale" e a disgregarsi, mentre l'individuo vive in uno stato di crisi, sentendo
comunque nostalgia del gruppo.
Quando la malattia grave colpisce e rende inoperante chi ne è vittima, il fragile equilibrio
rischia di crollare.
Come affrontare allora i numerosi problemi a cui si trovano
confrontati gli attori del dramma: malato, familiari, amici?
Come aiutare chi soffre, chi ha paura, chi si sente perso e abbandonato,
intrappolato nel vortice di una patologia grave vissuta spesso come un’ingiustizia
personale.
La malattia oggi viene percepita come un colpo a tradimento. Accantonata
dai condizionamenti della cultura occidentale, la morte si ripresenta all’orizzonte come una realtà di cui
l’avvicinamento fa crescere l’angoscia e il sentimento di
impotenza.
Nella nostra società, si è dimenticato che non potendo essere negata
perché parte integrante della vita, la morte ha diritto a riappropriarsi del posto che le
compete.
Per l'uomo moderno, la morte è sempre più indice di
"fallimento" e pertanto è inaccettabile. La negazione della morte oggi è l'ultimo tentativo disperato per far
fronte al malessere della nostra società.
Tuttavia la crisi dei valori che essa attraversa e la convivenza più o meno forzata con
popolazioni portatrici di altre culture e religioni, inducono a nuove riflessioni anche sul senso del vivere e
del morire. (...)
© Amanda Castello
Estratto dal corso "Fino alla morte accompagnare la vita"
Alcuni libri utili - Alcuni film utili - Consigli pratici
|